september’s here again


è ormai di dominio pubblico il fatto che stiamo attraversando momenti storicamente indimenticabili per il sempre più entusiasta popolo della sinistra italiana, in un clima di grandi e accese battaglie culturali ormai fondamentali, in cui il livello del dibattito politico è sempre più alto e appassionante, fino a raggiungere le somme vette della diatriba sulla carcerazione preventiva dei lavavetri
già, i lavavetri, vera piaga del terzo millennio, onta indecorosa per una nazione dell’occidente con la o maiuscola, che per di più ostenta sacrosante pretese europee
loro sì che minano le fondamenta della nostra beneamata società, mica il fatto che stiamo andando verso lo sfacelo generazionale grazie all’intoccabile legge 30; mica il fatto che il nostro primo prodotto nazionale -la criminalità organizzata- è talmente in salute che la esportiamo pure all’estero; mica il fatto che loschi individui che possiedono personalmente metà delle risorse editoriali ed economiche nazionali mantengono ancora indisturbati delle posizioni dominanti di rilievo nella res publica; mica il fatto che esponenti politici, che in passato hanno anche avuto incarichi di una certa responsabilità, non perdono occasione per sobillare sparuti gruppetti di fanatici alla sterile rivolta contro quel potere che, viscidi, hanno accarezzato e apprezzato per tutto il tempo che hanno potuto
mica il fatto che ormai sembra che ci si debba vergognare, a pagare le tasse

ma sì, sono i lavavetri la vera causa dei nostri mali
‘sti maledetti..
e allora sbattiamoli in cella uno per uno, tanto le carceri non sono affatto affollate di poveri cristi
sbattiamoli in cella preventivamente, non si sa mai, dovessero pulirci male il parabrezza che poi rischiamo di fare brutta figura ai semafori..

bene, in questo clima di vibrante e dinamica discussione, il sottoscritto stacca e se ne va in standby studiereccio per un bel po’
mi dispiace non avere tempo per venirvi a salutare tutti, ma sappiate che vi ho pensato
ci vediamo a fine settembre, ché prima la vedo dura
e fate i bravi mentre non ci sto, mi raccomando

luca

il mese più freddo dell’anno


è agosto, dei perturbazione
un videoclip di rara bellezza per una canzone splendida, delicatissima e intensa
tralascio i commenti sulla rabbia insopportabile di non vedere un gruppo del genere, italianissimo e così moderno, ottenere l’enorme successo che meriterebbe, e preferisco dedicarmi solo al piacere intatto di questi suoni e queste immagini

buona settimana a tutti

stessa spiaggia, stesso mare

romanoche poi uno va in vacanza per rilassarsi, per risollevarsi, per liberare il brain dallo stress e dall’angoscia delle solite vecchie facce che inquinano le esistenze altrimenti placide e tranquille di ognuno di noi
e si sceglie un bel posto di mare, una dolce compagnia, e si lasciano a casa tutte le paturnie da studio e impegni
e invece

e invece si finisce nel luogo di villeggiatura prescelto dal nostro caro presidente del consiglio per trascorrere le sue auguste vacanze, con tutto il codazzo di guardie del corpo e forze dell’ordine di pattuglia
e che goduria tentare di riposare con il dolce canto delle pale degli elicotteri che sorvolavano le nostre teste a vegliare affettuosamente sull’importantissimo relax presidenziale
che non deve essere stato facile, immagino, se anche allora davanti all’ingresso del suo residence c’era sempre il solito capannello di giornalisti a chiedergli le solite prevedibili cose, come preziosamente testimoniato da una abile foto scattata dalla mia ragazza con una scaltrezza degna del miglior paparazzi
(sempre meglio della scaltrezza del miglior paparatzi, cui non voglio nemmeno fermarmi un secondo a pensare)
l’omino tutto a destra nella foto è proprio prodi, mentre la figura seminascosta con l’abito celeste è la first lady
tutti e due con le buste della spesa

ecco, questa cosa mi ha colpito
prodi in maniche di camicia, sua moglie con la spesa in mano, vestiti normalissimamente davanti a un residence normalissimo in una normalissima località di mare
tutto normale
parlando con alcuni vacanzieri nordisti conosciuti in loco, trascinati loro malgrado, dopo qualche bicchiere di vino, in una divertente e spassionata conversazione similpolitica (perché in italia non c’è politica, ammettiamolo una volta per tutte!) qualcuno apprezzava questo nuovo stile del capo del governo, dopo gli anni grotteschi del faraone della brianza; qualcun’altro invece sosteneva che tutta questa parvenza di normalità fosse semplicemente una trovata pubblicitaria, volta a dare una tipica immagine popolare/populista che in realtà non lo rappresentava affatto
io penso che se anche così fosse, ben venga: dopo millenni in cui i potenti non hanno fatto nulla, ma proprio nulla, per stabilire un contatto con il pueblo, ben vengano le maniche della camicia arrotolate, le buste della spesa, i residence anonimi a poche centinaia di metri dal campeggio del sottoscritto

che poi più ci penso e più mi chiedo: ma se avessi incontrato prodi in fila dietro di me alla stessa cassa della coop…