cheese!


lo ripeto per l’ennesima volta, io adoro questa donna
un video talmente intelligente che il finale quasi mi commuove
ma sì, ridiamoci su
buon fine settimana a tutti

luca

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ma anche no

birra
mi si è chiesto un parere, e io sono cortese
però non ho molta voglia, l’argomento mi fa sbadigliare, per cui sarò secco e spietato, poi magari riprenderò la questione per addolcire e spiegare meglio

domenica scorsa ci sono state le primarie, e io non ho votato
il perché è semplice: non credo nel partito democratico, non mi piace, non penso che lo voterò mai, non ho alcun interesse a partecipare e a sostenere questo grande baraccone
non penso di avere niente in comune con un partito colossale creato ad arte da qualche solito vecchio gruppo di soliti vecchi politici che hanno capito che l’unico modo per non affondare nel guano poteva essere solo unire le forze rimaste e cambiare look e prezzo di copertina, come nei libri di scuola
non mi piace l’idea del partitone strategico ideato e costruito dall’alto, fondendo forzatamente due scuole politiche che si sono giustamente scornate per un secolo, senza aspettare che questa esigenza sorgesse spontanea dal basso, senza chiedersi se sarebbe mai sorta
non mi è piaciuta la pseudocampagna elettorale, studiata a tavolino per assicurare il trionfo plebiscitario all’unico candidato possibile: vi sfido a leggere le risposte che i vari pretendenti hanno dato alle domande generali poste da ilvo diamanti sul sito di repubblica e a trovare le differenze
non mi sono piaciuti gli interventi e i discorsi, di questo candidato unico, che ha passato gli ultimi mesi ad allargare sempre di più la sua già spropositata piattaforma, tentando di raccogliere voti e approvazioni a destra e a manca (in effetti più a destra che a manca..), cercando di rimorchiare chiunque pur di ottenere più consensi (la strizzatina d’occhio alla donna del berlusca non gliela perdonerò mai), arrivando ad avallare teorie che non vorrei mai sentire dal leader del mio partito: mi è parsa drammaticamente perfetta la definizione di “partito ma anchista” di crozza-veltroni, un vero colpo di genio affatto lontano dalla realtà
non mi piace l’idea di un carrozzone che contenga contemporaneamente tutti questi personaggi diversi, dai fondamentalisti ultracattolici ai confindustriali più spietati ai sindacalisti più allineati ai riformisti più di facciata, musi che non sono affatto nuovi ma che da decenni invece pasteggiano nelle stanze del potere
ma soprattutto non mi piace questa idea del partito amministratore, del partito senza ideali, del partito governativo e basta

certo, l’idea delle primarie di per sé non è male, anche se si è trattata di un’operazione di marketing più che di reale politica dal basso: per carità, mi piace il coinvolgimento del popolo nella scelta del leader del partito, una cosa molto americana ma in fin dei conti intelligente, ma domenica è stata più che altro un’illusione, perché il risultato era già scritto
insomma non sono affatto convinto: d’altra parte quale nuova stagione mi devo aspettare, da queste facce così stagionate?

ps: un’altra foto che non c’entra niente, lo so
l’ho messa solo perché, fedele al motto “ma una birra fa gola di più”, seguendo l’invito di un amico mi sono iscritto a coastr.com, il primo social network per amanti della birra..
alcolismo in versione 2.0, che volete di più?

nothing changes around here

barcaper dire come le cose non cambiano mai

marco rizzo, esponente al parlamento europeo del partito dei comunisti italiani, nei giorni scorsi ha raccolto delle prove per dimostrare che il voto al referendum sul protocollo del welfare è stato passibile di brogli: si tratta di un tema di importanza nevralgica, ne va del futuro di milioni di lavoratori, e rizzo cosa fa? va al parlamento europeo e denuncia tutto? gira il materiale a un suo collega del parlamento italiano, perché faccia lo stesso? si rivolge alla magistratura?
no
va a porta a porta, da vespa
in una puntata dedicata a tessere le lodi civiche e morali di mastella, tra l’altro
va be’

romano prodi, presidente del consiglio dei ministri, giudica la trasmissione annozero di santoro non concreta e non serena, riferendosi in particolare ad una puntata in cui veniva data voce ai magistrati sotto tiro da parte dei soliti politici ballerini, precisando tuttavia alla fine di non averla vista
il conduttore è costretto a spiegare le sue scelte editoriali di fronte alla commissione di vigilanza rai e a subire i richiami da parte del cda
marco travaglio, giornalista, autore di rubriche di rara intelligenza su varie riviste e anche nella trasmissione di santoro, e per questo motivo oggetto di numerose polemiche strumentali, è costretto a giustificarsi in un’intervista al corriere per il mestiere che fa
va be’

sono anche queste piccole cose che fanno la differenza, o meglio, non la fanno
certo, il capo del governo è spinto a queste uscite infelici dai continui ricatti di quell’amico di mafiosi che è diventato il nostro attuale ministro della giustizia, però cacchio, un po’ di buongusto
è stato il berlusca ad aprire certe strade, quelle del processo televisivo, dell’occupazione del palinsesto mediatico, della mortificazione di qualsiasi voce contraria, e l’attuale maggioranza non ha dimostrato alcuna intenzione di cambiare rotta
è inutile sbandierare ai quattro venti di aver rimesso santoro al suo posto, se poi appena diventa vagamente fastidioso lo si fa richiamare dai soliti bravi scagnozzi
è inutile sostenere di essere diversi, se poi si usano gli stessi metodi degli altri, manipolando i media e intimidendo i non allineati

che schifo

siempre


Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernestino,
se un giorno dovrete leggere questa lettera è perché non sarò più tra voi. Quasi non vi ricorderete di me e i più piccolini non mi ricorderanno affatto.
Vostro padre è stato un uomo che agisce come pensa ed è stato certamente fedele alle sue convinzioni.
Crescete come bravi rivoluzionari (che vuol dire buona condotta, serietà, amore alla rivoluzione, cameratismo).
Studiate molto, per poter dominare la tecnica che permette di dominare la natura.
Ricordatevi che ognuno di noi, da solo, non vale niente.
Soprattutto siate capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo. E’ la qualità più bella di un rivoluzionario.
Arrivederci, bambini miei, spero di rivedervi ancora.
Un grande bacio e abbraccio da

papà

l’ho copiata pari pari da un fumetto che ormai ha quasi 25 anni, “l’uomo che uccise ernesto che guevara”, di magnus (una storia lunga e forse un po’ pesante, ma disegnata assolutamente alla perfezione)
è la lettera che ernesto rafael guevara della serna scrisse ai figli poco prima di partire per il congo, ad “esportare la democrazia” anche nell’africa più nera

siate capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è una frase che ho dentro di me da quando l’ho letta

quarant’anni e una manciata di ore fa moriva il che, il più grande e famoso rivoluzionario del ventesimo secolo: ucciso dai militari di quella bolivia che voleva liberare, con la viscida complicità della onnipresente cia, a tutela degli enormi interessi a stelle e strisce che ancora oggi condizionano e purtroppo insanguinano l’intera america latina

sì, lo so, il che non era quel santo infallibile che alcuni vogliono far credere, ma che mi importa? perché non posso tenermi almeno un punto di riferimento, quando tutto intorno a me va a ramengo? perché non posso consolarmi ogni tanto con una storia in cui la differenza tra bene e male appare così netta e luminosa?
sono pochissime le icone che mi restano, che mi coccolo gelosamente separando l’umano dall’ideale, e me le voglio tenere strette
va bene mettere in discussione tutto, ma lasciatemi almeno la possibilità di sognare, cacchio!

tasse! tasse! bellissime, adorabili tasse!

mareieri il ministro tommaso padoa-schioppa durante un’intervista televisiva ha definito “bellissime” le tasse, sottolineando la necessità civile di contribuire tutti allo sviluppo del paese
non ho visto l’intervista, ho letto la dichiarazione ieri sera su uno striminzito articolo di repubblica subito nascosto da altre notizie forse più importanti

un paio di considerazioni
innanzitutto un applauso, perché secondo me si tratta di un’affermazione importantissima, quasi sconvolgente nella sua banalità
niente male per uno che nella vita fa il ministro, quindi a tutti gli effetti un collega di quel viscidissimo, deprimente individuo che periodicamente si permette di inneggiare alla rivolta armata contro lo stato senza che nessuno si prenda la briga e di certo il gusto di internarlo in qualche serio istituto correttivo di quelli “old-style“..
davvero disarmante, il candore del ministro con il trattino in mezzo
le tasse non sono bellissime, per carità, sfido chiunque a pensare il contrario: c’era quella battuta di non so chi che diceva “dicono che si dovrebbe pagare le tasse con un sorriso, io ci ho provato, ma quelli volevano i soldi!”
o qualcosa del genere

ma le entrate fiscali sono fondamentali per ogni nazione, moderna ma anche no: non sono un esperto di diritto e non ho alcun interesse a stare qui e spiegare il principio su cui si basa questo sorprendente enunciato (basta leggersi l’articolo 53 della nostra costituzione), però ogni volta mi domando come sia possibile che in questo paese, che pure è un paese “avanzato”, pagarle sia diventato un’onta, una punizione insopportabile, un latrocinio bello e buono da parte di qualche governante senza scrupoli
ricordo i manifesti simpaticissimi di non so quale simpaticissimo partito destrorso, che si batteva orgogliosamente contro il pagamento di altre tasse: un primo piano goffissimo di prodi che si produceva in una risata paffutella in cui clamorosamente emergevano i canini, significativamente vampireschi
(avanti, quanti di voi ricordano di aver mai visto in televisione o sui giornali i denti di prodi?)
meno tasse per totti, insomma, non come questi commmmunisti che amano spremere la povera gente fino all’ultimo centesimo per soddisfare chissà quale perverso desiderio di vendetta: per quale motivo poi, non è dato sapere, di certo non si arricchiscono alle nostre spalle, l’importante è che passi alla storia l’immagine dei sinistrorsi succhiasangue “a prescindere”
va be’
insomma l’italiuccia nostra non sopporta il pagare le tasse, non importa che siano basse o alte, l’importante è non pagarle: e allora santifichiamo luciano pavarotti, continuiamo a tifare valentino rossi, teniamoci pronti a votare per flavio briatore
che amarezza

l’altra considerazione riguarda l’opportunità strategica di tale affermazione, da parte di un esponente così importante del centrosinistra
questo mi piace della sinistra italiana, che riesce a mettersi nei guai anche quando fa le cose giuste: come dimenticare i “bamboccioni” di pochi giorni fa? un provvedimento condivisibilissimo, quello degli sgravi fiscali per i giovani in cerca della prima casa, un’iniziativa che avrebbe potuto raccogliere grande successo tra molti potenziali elettori, che perde ogni senso e diventa una sterile polemica sulla terminologia usata dal succitato ministro durante le sue esternazioni a mezzo stampa
ma che ci vuole a presentare all’italia un lavoro finalmente fatto bene, senza necessariamente rovinare tutto con qualche zampata finale?
è così difficile fare bella figura agli occhi di noi smarritissimi vostri elettori, e magari renderci orgogliosi una volta tanto?

ps: caffè pagato a chi azzecca la colta citazione nel titolo del post

vorrei essere lì

Free Burma!

 

la visione di quei monaci silenziosi e colorati che marciano solenni per le strade di yangoon è una delle fotografie più belle e immortali che abbia mai visto
sento che sto vivendo uno di quegli appuntamenti con la storia che poi verranno raccontati per sempre, vorrei prenderne parte in qualche modo
oggi è la giornata ufficiale in cui i blogger di tutto il mondo dimostrano la loro sensibilità e la loro solidarietà alla lotta del popolo birmano contro la crudele dittatura militare che mortifica il myanmar: nel mio piccolo do il mio contributo, ben consapevole della sua inutilità, ma comunque convinto dell’importanza di partecipare e di lasciare un segno, per tutti quelli che vorrebbero ma non possono farlo
e per tenere sempre alta la guardia, che non fa mai male

 

ps: c’è chi scrive quello che penso molto meglio di me