siempre


Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernestino,
se un giorno dovrete leggere questa lettera è perché non sarò più tra voi. Quasi non vi ricorderete di me e i più piccolini non mi ricorderanno affatto.
Vostro padre è stato un uomo che agisce come pensa ed è stato certamente fedele alle sue convinzioni.
Crescete come bravi rivoluzionari (che vuol dire buona condotta, serietà, amore alla rivoluzione, cameratismo).
Studiate molto, per poter dominare la tecnica che permette di dominare la natura.
Ricordatevi che ognuno di noi, da solo, non vale niente.
Soprattutto siate capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo. E’ la qualità più bella di un rivoluzionario.
Arrivederci, bambini miei, spero di rivedervi ancora.
Un grande bacio e abbraccio da

papà

l’ho copiata pari pari da un fumetto che ormai ha quasi 25 anni, “l’uomo che uccise ernesto che guevara”, di magnus (una storia lunga e forse un po’ pesante, ma disegnata assolutamente alla perfezione)
è la lettera che ernesto rafael guevara della serna scrisse ai figli poco prima di partire per il congo, ad “esportare la democrazia” anche nell’africa più nera

siate capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è una frase che ho dentro di me da quando l’ho letta

quarant’anni e una manciata di ore fa moriva il che, il più grande e famoso rivoluzionario del ventesimo secolo: ucciso dai militari di quella bolivia che voleva liberare, con la viscida complicità della onnipresente cia, a tutela degli enormi interessi a stelle e strisce che ancora oggi condizionano e purtroppo insanguinano l’intera america latina

sì, lo so, il che non era quel santo infallibile che alcuni vogliono far credere, ma che mi importa? perché non posso tenermi almeno un punto di riferimento, quando tutto intorno a me va a ramengo? perché non posso consolarmi ogni tanto con una storia in cui la differenza tra bene e male appare così netta e luminosa?
sono pochissime le icone che mi restano, che mi coccolo gelosamente separando l’umano dall’ideale, e me le voglio tenere strette
va bene mettere in discussione tutto, ma lasciatemi almeno la possibilità di sognare, cacchio!

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15 thoughts on “siempre

  1. il Che privato è particolarmente interessante.
    riflettevo sui punti di riferimento: quasi sempre sono morti. è perché i vivi non sono degni? è perché la morte li trasforma in immutabili e quindi convincenti? è il ricordo che attenua i difetti ed esalta i pregi?
    non lo so. ci penso.

  2. OT, per rispondere alla tua domanda.
    E’ che i Di Lauro costituiscono un qualcosa di originale.
    Mentre gli altri clan vengono comunque da famiglie mafiose, Paolo Di Lauro era invece un magliaro: vendeva vestiti. Li comprava a Napoli e li rivendeva in nord Italia ed in Austria, spostandosi all’inizio con un furgoncino. Da quell’attività di venditore ambulante, ha fondato un impero vastissimo, basato sulle vendite multilivello della cocaina, e arrivando a dimostrare a magistratura e interpol che Austria e Slovacchia non erano altro che la periferia di Secondigliano.
    Se ci fai caso, fino a 15 anni fa la cocaina era la droga dei ricchi straricchi, ed aveva prezzi esorbitanti. I Di Lauro sono riusciti ad intervenire sul mercato mondiale, fino a far scendere il prezzo al dettaglio, sulla piazza di Napoli, a livelli di 15 o 20 euro a dose. Il che implica… cocaina per tutti.

  3. chissà se la differenza tra bene e male era davvero così netta e luminosa.. ma che ci importa?
    quello che conta, oggi, è non fare l’abitudine all’ingiustizia, continuare a sentirla.
    grazie di avercelo ricordato

  4. @francog: non è solo il fatto che siano morti e quindi intoccabili, ma anche secondo me il fatto che siano lontani dal nostro mondo
    mi spiego, anche marcos è un mito, ma è vivo e vegeto: in alcuni casi c’è una componente di esotismo non indifferente
    no, seriamente, secondo me la distanza (spaziale e temporale) ha il pregio di far passare alla storia le cose veramente significative, e non le magagne da gossip con cui infarciamo i “miti” nostrani
    @subdolamente e aurorascarlatta: quella lettera contiene delle frasi di così puro e universale buonsenso che lascia a bocca aperta, nella sua disarmante semplicità
    forse è proprio questa sua universalità che ha giustificato il mito
    ciao a tutti, e grazie per i vostri commenti
    luca

  5. ti sei visto il film “i diari della motocicletta”? racconta un’avventura, un’amicizia tra prima che il Che diventasse quell’icona idealista e politica.
    Stupenda pellicola!
    Si non era un santo ma era libero, credeva nella libertà e lottava, dio solo sà quanto ha lottato!
    Siempre..
    Ciao Lu’
    baci
    gio

  6. l’ho visto, i diari della motocicletta, gran bel film
    ti dà l’impressione che quel ragazzo così umano e sensibile, così semplice e irrequieto, potrebbe essere chiunque..
    potrei essere anche io..
    va be’
    ciao a tutti, e grazie
    luca

  7. Approdo qui seguendo un commento da FrancoG.
    Anch’io gli ho dedicato un post suggerito dal bisogno di ideale, di utopia.
    La gemella di questa foto lo ritrae con un libro di Goethe. Un cucciolo da un lato e Goethe dall’altro :)))
    Hasta siempre

  8. Sollecitato dall’affabile gestore del blog, vi lascio il testo in castigliano della lettera d’addio di Ernesto Guevara ai suoi figli.
    ——————————-
    A mis hijos

    Queridos Hildita, Aleidita, Camilo, Celia y Ernesto:

    Si alguna vez tienen que leer esta carta, será porque yo no esté entre Uds.

    Casi no se acordarán de mi y los más chiquitos no recordarán nada.

    Su padre ha sido un hombre que actúa como piensa y, seguro, ha sido leal a sus convicciones.

    Crezcan como buenos revolucionarios. Estudien mucho para poder dominar la técnica que permite dominar la naturaleza. Acuérdense que la revolución es lo importante y que cada uno de nosotros, solo, no vale nada. Sobre todo, sean siempre capaces de sentir en lo más hondo cualquier injusticia cometida contra cualquiera en cualquier parte del mundo. Es la cualidad más linda de un revolucionario.

    Hasta siempre hijitos, espero verlos todavía. Un beso grandote y un gran abrazo de

    Papá
    ——–
    Se qualcuno di voi vuole dilettarsi a leggere le altre lettere d’addio, ai suoi genitori e a Fidel Castro, parimenti evocative di uno spirito irrequieto e “recalcitrante” (come si definisce lui stesso), questo e’ il link.

    http://www.radiohc.cu/che/paginas/padres.htm

    Alessandro, proud friend from Santo Domingo

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