la tristesse durera

tramonto
vogliamo parlare di paola binetti?
fa parte del partito democratico, e anche solo questo mi basta per annichilire qualsiasi eventuale buona intenzione di avvicinarmi a questa affascinante macchinona
(come se non bastassero de mita e follini)
che ventata di novità e di riformismo può portare una numeraria dell’opus dei, me lo spiegate?
questa simpaticissima signora poche ore fa stava allegramente per fare cadere il governo perché, sacrilegio!, nel tanto amato decretone sulla sicurezza si è osato inserire un riferimento a un articolo di un trattato europeo, sottoscritto dunque immagino da tutti gli stati membri, che combatte le varie forme di discriminazione razziale e sessuale che ancora ci fanno vergognare: quella sagoma della senatrice binetti temeva che in questo modo si sarebbero potute contestare e dunque punire anche certe imbarazzanti dichiarazioni pontificie sul mondo dell’omosessualità, e non sia mai che noi si metta in dubbio nulla di quello che viene dal vaticano, per carità!
per cui crollasse prodi con tutti i filistei (e troppi ce ne stanno..), l’onore è salvo
che poi sarebbe stato bello se fosse veramente caduto il governo per opera (opus?) di questa signora, sai le risate..

vogliamo parlare del nuovo simbolo delle sinistre parlamentari?
bello, per carità, ma poi?
è proprio vero, berlusca docet: mi raccomando prima il simbolo, poi per il partito si vedrà
svegliaaaaaaa!!

vogliamo parlare del berlusca che fa e disfa a piacimento partiti e coalizioni e mezza italia gli va appresso senza fiatare, e proprio quando sembra aver raggiunto il gradino più alto di onnipotenza ti lascia il contentino di poter scegliere tra due nomi per il suo nuovo giocattolo, e così anche l’elettore bove si sente coinvolto e soddisfatto? un genio del male, altroché, una volpe (come qualche numero fa lo apostrofava l’espresso, forse un po’ troppo enfaticamente) che non mollerà mai l’uva, perché ha un comprensibilissimo bisogno di umiliare e sfruttare ancora questo paese
e ovviamente si sa che tra poco anche il tanto insolentito figlioccio fini tornerà mesto mesto all’ovile del caimano, perché senza le televisioni il suo partito già traballante si sgretolerebbe inesorabilmente

vogliamo parlare di bertinotti? vogliamo proprio?

vogliamo parlare del fatto che io sto ancora a scrivere di queste cose?
ma sì dai, di questo parlo volentieri: be’ lo ammetto, il piacere deviato che provo nell’impiastricciare il blog di schifezze politiche conosce alti e bassi, e in questo momento sono sulla cresta dell’onda
perché come forse qualcuno di voi sta notando c’è un sacco di movimento, nel senso che i soliti vecchi ometti stanno agitando le acque, rifancendosi il trucco e sbandierando novità di facciata: nuovi simboli, nuovi slogan, un po’ di calciomercato, ma basta prestare un po’ di attenzione e ci si accorge che la sostanza è sempre la stessa, che non cambierà mai nulla malgrado le dichiarazioni e le operazioni confuse cui stiamo assistendo
tuttavia, oltre alla solita desolante frustrazione, non nego di provare un certo gusto, nell’accorgermi ancora una volta che siamo il paese del gattopardo: è un esercizio che faccio, mi aiuta a mantenere i riflessi pronti e mi dà l’illusione che anche in futuro saprò riconoscere certi giochetti e non mi farò fregare dal fumo che qualcuno mi butterà davanti agli occhi
fatelo anche voi, è divertente

ps: se martedì undici state dalle parti di milano, al teatro carcano c’è una bella serata di incontro per fare un po’ di informazione sulla lotta alla mafia in tutte le sue forme
maggiori informazioni qui
andateci veramente, ne vale la pena

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26 thoughts on “la tristesse durera

  1. Vedi, Luca, ognuno sta enfatizzando, nella propria parte, ogni propria caratteristica, nel bene e nel male (più spesso, nel male); il merito di Prodi, che -non dimentichiamolo- non ha un suo partito di riferimento, è quello di riuscire ad essere indolentemente troppo debole per cadere davvero, mentre tuti gli altri, con lui e contro di lui, pensano solo a fare bella mostra di sè, incuranti dello sfascio del mondo intorno. Il pacchetto sicurezza ne è un esempio: una destra decente, quella che in Italia non puo’ esserci finchè ci sarà il dominus di Arcore, lo avrebbe dovuto votare perchè, ideologicamente, è nelle sue corde; questi miserabili invece lo hanno usato (malamente) per fare la guerra all’esecutivo, rimanendone ovviamente scornati per l’ennesima volta, ma felici di aver avuto la faccina esposta bene alla luce delle telecamere ed aver mostrato al proprio elettorato di “avere le palle”. Esattamente come la Binetti che vale esattamente come i santini e le madonne trovate nel rifugio dei capimafia………

  2. la binetti è l’ennesima prova che le teste calde stanno al centro…

    ma davvero il simbolo ti piace? a me pare abbia scarsa personalità. ah, dici che è un *simbolo*…? 😉

  3. Luca voglioamo propio parlare
    del simbolo della “nuova “” sinistra” “radicale”???
    quello il cui slogan è: l’unione e l’arcobaleno???
    che appunto ha come sfondo l’arcobaleno… ;/…orrendo
    un saluto

  4. in ogni processo di trasformazione ci sono cose che rimangono uguali e altre che cambiano. secondo me, tu ti concentri solo sulle prime. ma le seconde, a mio avviso, sono interessanti.
    per esempio? il pd è un partito che supera tutti i modelli del novecento europeo.

  5. Si parla sempre dei “nuovi partiti” di politici capaci e non, la divisione della torta, e dei vari inciuci. Ma delle morti bianche? Non basta più solo protestare.
    Lavorare in condizioni di sicurezza non è solo un diritto, ma un preciso obbligo contrattuale. Al cospetto della nuova tragedia di Torino le proteste, i moniti solenni, gli impegni più volte ribaditi, persino gli scioperi, sembrano riti inefficaci, evocati unicamente per nascondere un senso d’impotenza tragicamente avvertito da noi tutti. Del nuovo episodio di “morti bianche” offendono le modalità, gli effetti devastanti sulla persona umana, nonchè l’estrema ferocia con la quale la tecnologia ha voluto prendersi una rivincita contro quanti pretenderebbero di dominarla, magari arrestandosi, però, di fronte ai costi delle procedure e delle strumentazioni in grado di garantire miglior standar di sicurezza.
    Naturalmente, scatteranno le inchieste giudiziare ma nessuno chiederà conto del perchè un caso precedente, avvenuto nella medesima acciaieria, era ancora in attesa di una sentenza definitiva. I sindacati effettueranno uno sciopero e chiederanno nuove leggi, un maggior numero di ispezioni da parte degli organi preposti. Ma non daranno mai spiegazioni convincenti sul perchè una legge sulla sicurezza del lavoro ( 626 ) tra le più avanzate d’Europa non riesce ad impedire la “STRAGE DEGLI INNOCENTI” a cui assistiamo quotidianamente. Eppure, quel decreto prevede la nomina nelle aziende e nel territorio dei rappresentanti della sicurezza dotandoli di poteri effettivi di intervento e di segnalazione quando il processo produttivo rivela dei rischi per la salute e l’integrità fisica dei lavoratori.
    Per vincere la battaglia degli infortuni e delle morti sul lavoro ognuno deve fare la sua parte. I servizi ispettivi degli enti e delle ASL hanno dei problemi di organico? Ci si avalga della mobilità trasferendo a tali funzioni, personale in esubero in altri settori. Le ASL non hanno una capacità professionale adeguata nel campo della sicurezza del lavoro? Si affidono queste competenze agli enti previdenziali e segnatamente all’INAIL, come avveniva prima della istituzione nel 1978 del Servizio sanitario nazionale. Ma sopprattutto si ripristina il ” MESTIERE ” del sindacato, quello che non si fa a BALLARO’ ma sul posto di lavoro; quello che si preoccupa – come Guglielmo Epifani – di non creare problemi al “governo amico”. Quei poveri martiri di Torino stavano facendo del lavoro straordinario, probabilmente per arrotondare dei salari divenuti troppo magri. A chi spetta negoziare le retribuzioni, l’orario, l’organizzazione e l’ambiente del lavoro?

    Mi permetto di ricordare quel che disse un comune mortale:
    SAGGIO E’ L’UOMO CHE HA SEMPRE PRESENTE, CON UMILTA’ CHE EGLI VIVE AVENDO SEMPRE AL FIANCO LA MORTE, E NELLO STESSO TEMPO OPERA COME SE NON DOVESSE MORIRE MAI.

    IL MORO DI ENEGA

  6. @masso: una destra decente lo avrebbe dovuto votare, una sinistra decente lo avrebbe dovuto rifiutare
    per il resto hai ragione, ne sono perfettamente consapevole, e voglio continuare ad interessarmi e ad esercitare il mio diritto di critica, penso che sia una delle poche cose rimaste da fare
    @franco: sì va be’ ho detto che mi piace anche se in realtà non me ne può importare di meno, non sono certo uno che si lascia acchiappare dal simbolo
    sì, da sempre le teste calde sono quelle che si professano le più moderate
    @veronika: ma fregatene del simbolo! fosse quello il problema..
    @nicola: anche forza italia ha superato tutti i modelli del novecento europeo..
    @ilmorodienega: grazie per il tuo bell’intervento, ma mi permetto di ricordarti che nel mio blog si parla di quello che voglio io, non è un blog pubblico, è privatissimo e (con rispetto parlando) ci faccio quel cacchio che mi pare
    ciao a tutti, e grazie
    luca

  7. Non so se Il Moro di Enega ce l’aveva col tuo blog o con l’informazione in genere… 🙂 Io avrei da dire qualcosa circa il diverso trattamento, da parte di stampa ed istituzioni, delle morti di Giovanna Reggiani, Gabriele Sandri e degli operai di Torino, ma non voglio andare off topic.

    Per quanto riguarda il voto di ieri, sono d’accordo quando dici che “…una sinistra decente lo avrebbe dovuto rifiutare”, ma non sul fatto che una destra decente avrebbe dovuto accettarlo: se un provvedimento è inutile, che uno sia di destra o di sinistra, perché votarlo?
    In ogni caso, sappiamo bene perché “la sinistra” lo ha votato 😉

    Ciao,

    Gianluca (Vigenère)

  8. Mi scuso se sono stato in terpretato in malo modo, io non ho nulla da dire al tuo blog, anzi lo trovo abbastanza piacevole, e ti premetto che ogni giorno lo visito. Io mi sono permesso di dire qualcosa visto che l’informazione ha dato poco risalto e a rimetterci sono sempre i poveri operai. Ti chiedo nuovamente scusa, e stai ben sicuro che non scriverò alcunchè, ti continuerò a seguire ..e di nuovo complimenti per il blog.

    IL MORO DI ENEGA

  9. ho letto il tuo articolo con piacere, come sempre anche se posso trovarmi in posizioni molto differenti. e secondo me tra i commenti nicolamirenzi ha fatto la considerazione più giusta che condivido. dalle tue parole sembra quasi che il pd sia gestito interamente dalla binetti e la sua componente. quando, invece, anche i disagi espressi recentemente dimostrano che è l’esatto opposto. comunque capisco il non apprezzare certi personaggi ma alla fine la logica “o ci sto io o ci stai tu” è quella che conduce alla frammentazione, alla proliferazione dei tanti partiti personalistici. in un grande partito è logico che ci siano anche molte persone che non possono piacere, ciò non toglie che si possa fare civilmente all’interno una battaglia politica.buone cose.

    http://www.swanhouse.ilcannocchiale.it

  10. sai la situazione politica italiana la vivo ormai come una barchetta in pieno oceano, i cui naviganti fin dall’inizio erano coscenti dell’inadeguatezza dei loro mezzi per navigare , ma nonostante tutto hanno continuato a caricare quel pezzo di legno con tutto ciò che gli passava per la testa, facendoci entrare più persone possibili, sperando poi che ognuno al momento giusto avrebbe rinunciato al proprio bagaglio,cioè gli altri avrebbero dovuto rinunciare al LORO bagaglio ed ognuno era convinto di potersi tenere il SUO…
    la conclusione di questa storia dell’errore politico quale è??
    che la barca è piena di acqua e il comandante non ha l’autorità per ordinare a nessuno dei suoi “sottoposti” o quanto meno compagni di sventura un bel niente, così ci ritroviamo in situazioni di stallo totale ad essere lo zimbello d’Europa, dove ogni giorno c’è una Binetti che può far affondare la barca…alla mercè di un Berlusconi che fa e disfa e si permette di criticare il governo andato al “”potere”” con la SUA legge elettorale.. ed un popolo di italiani che ormai soffre il mal di mare da un anno e mezzo

  11. guarda, di fronte alla situazione politica attuale cresce il profondo senso di insulto della sottoscritta.
    ieri sono passata alla nuova fiera di roma per la costituente della”cosa rossa”…
    politici affamati di interviste, gente comune che ancora crede in quelle teste di cazzo che non rappresentano minimamente il popolo italiano(e non è una questione personale, potranno essere anche persone squisite individualmente…ma io non li ho votati perchè sono squisiti personalmente, li ho votati per il barlume di speranza che mi infondevano….chiaramente ucciso sul nascere).
    credimi, sarà una posizione qualunquista, però credo che i problemi del paese ce li porteremo dietro finchè avremo a che fare con questi mentecatti, indisposti ad alzarsi dalla comoda e danarosamente profumata poltrona, in cui poggiano i propri deretani con cadenza settimanale(perchè oltre al danno, anche la beffa….si sentono legittimati oltretutto alle assenze per motivi personali).
    esclusion fatta per i senatori a vita, sarebbe da metterci una bomba e lasciarci tutto questo schifo alle spalle.
    (chiaramente andreotti viene incluso nel computo vittime-bomba).
    come si fa a dialogare con questa gente?
    non si può.
    attualmente mi rifiuto.
    spero non abbiano messo a tacere definitivamente anche grillo, ne parlavo ieri…
    altrimenti non resta che emigrare.

  12. Non dico niente di nuovo. Ma la Binetti è, bontà sua, il simbolo di come il nostro paese non dovrebbe essere e di come invece sarà, vita natural pontificia. A suo modo, è una protagonista -silenziosa- ma lo è. Gliene va dato atto. Mi piacerebbe conoscerla, prima o poi. Per capire. Perché personalità così di solito si incontrano solo nei film. A meno che questo -tutto questo- non sia un film.

  13. @vige: è un provvedimento demagogico (come purtroppo la maggior parte di quelli che riguardano la sicurezza), per questo è stato votato
    @ilmorodienega: oddìo mi scuso io, pensavo ti riferissi al mio blog, che d’altra parte ha i limiti che vedi
    sia chiara una cosa, non devi scusarti perché non ho nulla da rimproverarti, anzi ben vengano i commenti lunghi e articolati come i tuoi
    scrivi quello che ti pare, ci mancherebbe
    @nicola: non ho capito a cosa ti riferisci: da cosa dovrei tentare di cavarmela, scusa?
    @giovannigostoli: forse hai ragione, è solo che la binetti mi deprime come poche cose al mondo
    ciononostante, resta il fatto che follini e de mita non sono semplicemente iscritti al pd, ma sono stati messi a capo dell’informazione l’uno e dei giovani l’altro, questo come si spiega?
    comunque sono d’accordo, non mi baso su queste cose per spiegare il mio scetticismo
    @gocciadilago e millamilli: totalmente d’accordo con voi
    @tfm: sì sarebbe da conoscere, se non altro per studiarla, come si fa con le specie rare o in via d’estinzione, se non fosse che la via d’estinzione sembra sempre più lontana da imboccare
    ciao a tutti, e grazie
    luca

  14. non la voglio fare troppo lunga, se non ne vuoi parlare va bene, ma è difficile pensare che la costituzione del partito democratico, che ha sconquassato tutto il quadro politico, tu la etichetti come un residuo del passato.

  15. @danielone: bentrovato a te, vecchio mio, è un piacere rileggerti
    @giuliana: la politica a un certo livello è morta, attenzione a non fare confusione
    @nicola: invece dovresti farla un po’ lunga, perché non capisco a cosa ti riferisci, e io sono sempre disposto a scrivere, lo sai
    se parli di metodi, ti do ragione, le primarie sono state una cosa bella e interessante, non ci sono dubbi e l’ho già scritto da qualche parte
    se parliamo di programma e di valori, aspetto di saperne qualcosa in più, tutto ciò che ho fin’ora è l’idea di un partito che ha abbandonato qualsiasi forma di critica propria della sinistra, un partito di centro moderato gradito a confindustria e al vaticano, che ha caricato a bordo personaggi di ogni sorta (politica e morale), che non ha ancora un programma ben definito ma già si prepara a gestire il paese per i prossimi decenni
    ecco, tutto ciò non mi sembra politica, almeno non quella che voglio io
    per adesso il mio problema personale è trovare un’alternativa, anche se vedendo quello che sta succedendo un po’ più a sinistra, tra un po’ il mio problema sarà volerla trovare, questa alternativa
    ciao a tutti, e grazie
    luca

  16. Sono stato a Roma, al’assemblea della sinistra e degli ecologisti, e mi è piaciuta. Ci sono incrostazioni insopportabili, residui di un passato indigeribile, discorsi fatui, personaggi da pensionare, ma non trovo altre speranze nel panorama politico nazionale, quando vedo cos’è diventato il PD e a cosa si è ridotta la sinistra. Può darsi che questo paese scavalchi la Francia e tenda ad assomigliare all’America, nel modo in cui la politica si rappresenta: ma finché sarà possibile, vorrei che tanti si impegnassero per evitarlo.

  17. va bene. la faccio lunga. non lunghissima. è sempre un commento. chiunque parli di politica deve tener conto della realtà: per cambiarla, per conservarla, per riformarla. se non si accetta questo dato, è meglio dedicarsi alla danza acrobatica.
    la realtà dice una cosa: il progetto di creare un mondo giusto, eguale e libero è fallito. Nella sua declinazione comunista, socialista e socialdemocratica.
    bene, partendo da questa catastrofe, che qualcuno rimuove comodamente, nascono degli equivoci abissali. e dei rigurgiti identitari: portiamo la salma di lenin a roma!
    l’equivoco è che essere di sinistra, significa biascicare le stesse parole di sempre, nonostante il vuoto del progetto di oggi. storpiare “bella ciao” ai concerti. fumarsi due canne. credere nella bontà della natura umana. adulare travaglio, luttazzi e santoro. ripetere slogans: pubblico, pensioni, no alla scuola privata, viva la costituzione!.
    per me, scusate, vecchiume. non si sente nemmeno una proposta di un nuovo welfare, che garantisca i più deboli di oggi. una iniziativa culturale che parli a qualcuno. che abbia forza. no, solo minoritarismo.
    e poi, lo vedi?,nessuno ci ascolta. i nostri intellettuali fanno ridere: flores d’arcais è inascoltabile. la predica illuminista è nauseante. la retorica anti-vaticano falsa: non è il papa che detta l’agenda, siamo “noi” un popolo di cattolici.
    ecco, in tutto questo c’è il pd. tentativo di superare lo schema classico destra sinistra del novecento, perchè riconosce il fallimento di cui sopra. con la memoria, certo, ma senza cristallizzazioni di idee: ok, dice, cita gramsci, ma contestualizzalo, adorarlo è inutile. prosegue: facciamo un partito aperto, con la promessa di accoglliere tutte le forze provenienti dalla società, ma con l’intenzione di dargli una materialità: cioè, va bene protestare contro l’alta velocità, ma dammi l’alternativa, o, ancora, è tutto inutile.
    potrei, continuare, ma “lungo” sono già.
    solo l’ultima cosa: c’è gente, è vero, vecchia. ma guarda da qui a trent’anni, tuo figlio cosa penserà della falce e martello? e, in ultimissima, una segnalazione, nella cosa rossa c’ è un solo uomo che mi piace e che incarna quasi tutto quello che ho detto sopra. vendola. uno che, non a caso, quando è stato confezionato il decreto sicurezza ha detto: fossi ministro, lo voterei, perché la gente avverte la questione come un problema vero. senza lasciarsi andare in sociologismi d’accatto.
    a presto

  18. MANCANO I LEADER
    Caro Nicola, pure il popolo del centrodestra è stato fin troppo indulgente verso i suoi rappresentanti. Salvo che per due peccati mortali: l’intelligenza con l’avversario e il tradimento sconsiderato dell’alleato.
    Un momento di debolezza verso le lusinghe di Togliatti costò a Guglielmo Giannini il suo vasto elettorato, e fu lo sfavore degli elettori, certificato dai sondaggi, che spinse Berlusconi a troncare il famoso inciucio con D’Alema al tavolo della bicamerala. Anche le ricorrenti impennate di Gianfranco Fini verso la leaderscip berlusconiana non sono mai state, leggittimate dal responso delle urne.
    Se gli umori del popolo del centrodestra non sono mutati nel frattempo, lo scoppio della pace con Veltroni accompagnata dalla demolizione della Casa delle Libertà, espone Berlusconi alle conseguenze di un doppio peccato. E non dovrebbe incontrare miglior sorte la bandiera del patriottismo di partito, orgogliosamente opposta da Fini allo strappo berlusconiano. Ma un’unica coltre di silenzio avvolge le reazioni dei rappresentanti, di centrodestra o di centrosinistra che siano, alla frenesia di sfasciacarrozze dei loro rappresentanti. Non è buon segno. Il pubblico ha l’aria, più annoiata che curiosa, di chi è costretto ad assistere a una rappresentazione in lingua straniera. Sistemi elettorali che ballano, coalizioni che si sfasciano, un governo che sta in piedi come persona defunta nella calca. Sullo sfondo un paese che va a rotoli insieme con i bilanci familiari. In un’Italia ricaduta nella condizione originaria di “terra dei morti”, anche il ritorno di fama secessionista di Bossi cade nell’indifferenza generale.
    In assenza di tracce di passioni civile, è possibile che , a differenza del passato, gli esperimenti in corso, tendenti a formare qualcosa di nuovo con i pezzi dalla rottamazione dei soggetti politici esistenti, non corrano più il rischio di incorrere nelle ire degli elettori. Ma è comunque difficile aspettarsi parti vitali dalle fecondazioni in vitro sperimentate nei laboratori politologici. Veltroni attribuisce l’infertilità della politica all’italica “democrazia dei veti”. Ha le sue ragioni. Non c’è decisione che tenga, in questa dittatura delle minoranze. Come disse un premier inglese. “Democrazia significa governo basato sulla discussione, ma funziona solo se riesce a far smettere di discutere. Servirebbero leader autorevoli, capaci di farsi dare ascolto. “Se ci sei batti un colpo”, si dice nelle sedute spiritiche.
    Avevo promesso a me stesso di non scrivere più, ma siccome nel mio paese Albanuova è scomparsa e non avendo altri stimoli mi ritrovo in questo blog.. scusate se è poco.

    Girolamo de Nei

  19. @taribo: l’assenza probabile di una forza di sinistra nel panorama politico italiano mi spaventa alquanto
    bisogna agganciarsi a quei pagliaccetti che conosciamo, altrimenti si soffoca
    @nicola: il tuo commento è troppo lungo e stimolante per una risposta qui, mi dai il permesso di rubartelo e farne un post?
    @girolamodenei: è proprio vero che un’analisi così critica nei confronti del centrodestra non può che venire da una persona di destra, io sono troppo pieno di pregiudizi per essere così attento, lo ammetto
    grazie per il contributo, passa quando vuoi
    @valentino: già un po’ di consapevolezza non guasterebbe..
    ciao a tutti, e grazie
    luca

  20. Se siete dalle parti di Milano?!?!?!?!?!?!?!?! (ma che coraggio!!)

    Ma incomincia a venirci tu!! Cazzarola! Sarebbe anche ora che mi venissi a trovare!!!

    Cià

    Ste

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