i wish i had a bottle right here in my dirty face

tunnel
alla fine ci sono andato
non si poteva fare tanto i sostenuti, nemmeno stavolta
ho votato sinistra arcobaleno, più per evitare che una forza di sinistra venga spazzata via dal giro delle forze che possono dire qualcosa, che per premiare questa formazione piuttosto inventata

purtroppo le cose stanno andando peggio del previsto
si rischia il collasso e l’umiliazione sia da una parte che dall’altra, addirittura l’infausta possibilità di scomparire
resterò attaccato alle proiezioni e ai risultati parziali finché il cuore mi reggerà, poi stacco
in ogni caso, se continua così per il sottoscritto sarà dura da accettare

nel frattempo fatemi ringraziare repubblica.it, che un paio di giorni fa ha preso l’ultimo post di questo blogguccio e l’ha piazzato in bella evidenza su una delle sue rubriche più frequentate, regalandomi una visibilità assolutamente inedita e una sorpresa non da poco: qualche centinaio di visite in un solo weekend sono un’ebbrezza che questo spazio non ha mai provato, e devo dire che è stato davvero divertente
ci sono stati anche tanti tanti commenti, alcuni inutili, altri addirittura stupidamente offensivi, ma per la maggior parte si è trattato di riflessioni consapevoli e intelligenti, segno che ci sono ancora parecchi cervelli attivi in giro, consolante
certo, il 99% di loro mi invitava a votare pd, e io non l’ho fatto, ma non mi sento in colpa, né mi sento di giudicare le scelte degli altri
anzi, per le prossime ore stringo i denti insieme a voi, perché non mi sento così lontano dalle vostre sensibilità come involontariamente faccio credere

ci ritroviamo stasera, vecchi miei, sperando in umori migliori

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arriving somewhere but not here

lanterne
devo ammettere che il mio coming out elettorale delle ultime settimane ha riscosso un certo interesse tra le persone che stimo e che illuminano la mia esistenza, ho anche avuto discussioni brillanti con alcune di loro, e ho cercato di assorbire quanto più possibile i punti di vista di ognuno
tutto questo per dire che in realtà non ho affatto le idee chiare, e sono ancora fermo al bivio: continuare a macerarmi nella salamoia della delusione nei confronti di un governo pur valido, ma che non ha fatto proprio nulla nulla per fermare la deprimente deriva berluscoidiana cui questo mio paese sembra dirigersi giorno dopo giorno, e quindi a questo giro chiamarmi fuori, oppure turarmi naso occhi orecchie e probabilmente anche dell’altro e andare a mettere la crocetta sul simboletto della sinistra arcobaleno?
nelle righe che seguono cercherò di elencare tutti i motivi che mi vengono in mente e che mi spingono a fare l’una o l’altra cosa, ne scriverò quanti più possibile, di modo che magari rileggendo riuscirò a prendere una decisione, e anche per dimostrare a qualcuno che ogni tanto penso a quello che faccio
(ché se c’è una cosa che non riesco a sopportare in questo periodo è l’accusa di superficialità, come se non fossi in grado di assumermi la responsabilità della scelta)
(a tal proposito, leggete qui e qui)

allora, cominciamo
l’altra sera mi sono rimesso a rileggere i post che avevo scritto un paio di anni fa, in occasione delle precedenti politiche, e mi sono ricordato di quanto entusiasmo e quante aspettative avevo dal voto, dalla probabile nuova maggioranza e dal probabile cambio di governo, che nella mia testa di bimbo avrebbe dovuto significare anche un cambio netto di registro: serietà, pragmatismo, onestà, concretezza, legalità..
due anni fa il mio è stato un voto contro, come quello di molti di noi: contro il berlusca e la sua servitù, contro un’italia alla mercé di un buffone bugiardo che indisturbato l’ha spremuta fino al midollo al solo unico scopo di salvare la propria fortuna e quella dei suoi parassiti, mortificando definitivamente la già fragile democrazia che per sessant’anni era pur sopravvissuta, uscendone malconcia, a virus tremendi come andreotti o craxi
il mio era un voto contro, perché ero convinto, e lo sono ancora, che venivamo da anni di male assoluto, e che se non avessimo voltato pagina al più presto sarebbe stato il collasso
la mia ingenuità è stata nella convinzione che anche i personaggi che ho votato, i personaggi a cui avevo affidato il compito importantissimo di mettere una pietra sopra alla parentesi più ridicola e insopportabile degli ultimi sessant’anni, sentissero questa mia necessità, che era la stessa di milioni di italiani
invece no, evidentemente, perché in quasi due anni di governo si sono fatte cose molto buone, per carità, ma per quanto riguarda il voltare pagina non si è assolutamente mosso un dito che fosse uno: quanto sarebbe costato rispettare quei punti del programmone in cui si parlava di conflitto di interessi, di leggi vergogna, di riforma elettorale?
nulla di tutto ciò è stato fatto, le creazioni malvagie del berlusca e dei suoi fidi scudieri sono ancora lì immutate, monumento alla paradossalità di questo paese

di fronte a certi comportamenti però i dubbi nascono, c’è poco da fare: se in due anni l’unione di prodi non ha trovato il tempo per ridare serietà al gioco e oltretutto a porre dei freni alla rinascita del morbo forzaitaliota, viene spontaneo pensare che non fosse il tempo a mancare, ma la volontà
sì, perché evidentemente dentro il centrosinistra hanno sempre saputo che la loro fortuna si è basata sul “voto contro”, e se si toglie il motivo del “contro”, chi vota più?
forse è un po’ troppo cinica come teoria, però allora perché queste leggi non sono state fatte? perché violante qualche anno fa dichiarò con orgoglio in parlamento la pacifica sottomessione del centrosinistra nei confronti degli interessi berluscoidiani? perché fassino in un comizio di un paio di anni fa a torino annunciò che la legge sul conflitto di interessi non era tra le priorità del governo prodi?
forse perché c’è un tornaconto politico, nel lasciare presente ed attiva la personificazione del male: quanti di voi continueranno ad andare a votare il centrosinistra “turandosi il naso” per evitare il ritorno del faraone brianzolo? conviene tenerlo là, a fare paura a tutti, perché con lui non serve nemmeno avere un programma elettorale, basta dichiararsi contro

troppa dietrologia? può darsi, ma resta il fatto che non si è fatto nulla e quell’omino indigesto è ancora lì
e non solo: ci si fanno accordi, lo si protegge, lo si rincorre in un crescendo di rispetto e cordialità che non hanno alcun senso, dopo tutto questo tempo
perché continuare a cercare l’amicizia, il dialogo, la collaborazione, quando chi si ha di fronte è un bugiardo megalomane che non perde occasione per rovinare qualunque azione propositiva per poi dare le colpe alla sinistra?
il governo prodi da questo punto di vista è stata una grande, grandissima delusione
e non era formato solo dai futuri esponenti del pd, badate bene
chi mi garantisce che non sarà così anche questa volta? chi mi garantisce che non approfitteranno nuovamente della mia paura per poi coltivarla subdolamente e ripresentarmela alla prossima votazione?

in più questa pessima legge elettorale, emblema principe del sistema inviolabile, scudo che protegge la famosa casta dal rinnovamento e dal giudizio dei cittadini: andare a votare, qualsiasi scelta poi si faccia, mi lascerebbe lo squallido retrogusto di aver automaticamente approvato questo meccanismo viscido e intollerabile, di essere cascato nel tranello un’altra volta, e mi dà i brividi

d’altra parte, andare a votare a sinistra potrebbe avere anche dei risvolti positivi
il primo di tutti è il fatto che non sono d’accordo con il modello americano propugnato da veltroni a spron battuto probabilmente da quando era in fasce: all’indomani della caduta di prodi, il partito democratico ha deciso praticamente unilateralmente di liberarsi dell’alleanza con le sinistre, principalmente per non offrire al berlusca il solito assist del “centrosinistra in balìa dei comunisti!”: uno strappo che però cozza con tutte le centinaia di giunte regionali, provinciali, comunali, che in italia ancora sopravvivono e reggono benissimo, così come per esempio con la candidatura di ciccio rutelli sindaco qui a roma, sostenuto sia da pd che da sinistra arcobaleno
(giusto ieri vedevo sul corriere un veltroni in grande forma dichiarare senza paura di smentita di non essere mai stato comunista) (sembrano le tipiche smentite del suo rivale, guarda un po’ che coincidenza..)
fatto sta che lo smarcamento c’è stato, e secondo me a lungo termine farà male, non tanto a livello elettorale, quanto proprio a livello politico per l’intero paese: come ho già detto, le differenze programmatiche tra i due principali contendenti sono davvero minime, e sono più che convinto che la sinistra sia necessaria al paese, per non rassegnarci a un pensiero unico e a una gestione puramente amministrativa del presente

e poi sarebbe un voto per buttarla in caciara, per usare un francesismo ricercato: se la sinistra arcobaleno raggiungesse l’8% al senato in alcune regioni, sarebbero seggi in meno all’uno o all’altro partitone, e un senato già incasinato di suo sarebbe definitivamente compromesso, e con lui il nascituro governo, qualunque colore esso abbia, con buona pace dei creatori e dei mantenitori di quel “load of rubbish“* dell’attuale legge elettorale
sarebbe un voto contro, come al solito, ma tant’è
(se ci fosse uno come vendola, a guidare la sinistra, sarebbe un voto pro, ma purtroppo non riusciamo ancora a liberarci del signor cashmere, del pecoraro e di quella nullità di giordano)

cavolo avrei voluto scrivere di più, ma ora non posso
sicuramente mi scervellerò fino a lunedì mattina prima di decidere

ragazzi, che faccio? vado o non vado?

* questa l’ho letta sull’economist, più precisamente qui
e non vi stupite se leggo l’economist, d’altra parte mi vanto di avere informatori internazionali di un certo livello, vero gi’?

tregua

cristina
lei è una delle donne che amo
(tanto la mia ragazza non è gelosa, nooo..)
oggi pomeriggio avevo appena finito il mio esame e sapevo che questa voce meravigliosa era a presentare il suo nuovo cd acustico in un orridamente enorme centro commerciale (che se vogliamo è una scelta artistica alquanto discutibile, a mio modesto parere, ma tant’è), e allora quale migliore occasione per
e finalmente l’ho vista, mentre deliziava un pubblico davvero sparuto con la sua maestria, accompagnata da un chitarrista prestigioso, e io lì con gli occhi rossi dal sonno e dal troppo studio

va be’ tutto ciò era per dire che gli esami sono momentaneamente in stand-by, and so am i
domani un bel post liberatorio su tutto, domani
intanto musica

we’re only in it for the money

intervista
ebbene sì, sono sempre più sommerso dallo studio (e ultimamente dal lavoro, se guardare gratis prestigiose partite di pallone, guidare macchine veloci e riempirsi le tasche di gadget tanto inutili quanto sbarluccicosi si può chiamare "lavoro"), e come al solito latito
come se non bastasse il mio pcino è stato fuori uso per un bel po’, a causa della sua veneranda età, della dolorosa dipartita di alcuni suoi componenti e dell’irrefrenabile passione del suo padrone nello smontare tutto quello che ha per vedere come funziona: di conseguenza ho ripreso possesso di questo mio vecchio acciaccato compagno di tante avventure solo da pochi giorni, giusto il tempo di recuperare qualche pezzo qua e là, iniettare anche in questo paziente una dose massiccia di ubuntu e salvare il salvabile

devo confessare che non avere il tempo di sfogarsi da queste parti, con tutte le porcherie nauseanti che si vedono in giro, è davvero frustrante
se non fossi così stanco lo farei ora, rovescerei qua sopra i quintali di bit di puro blob cervellotico made in luca che stanno premendo alle mie tempie per uscire e sommergerei volentieri tutto e tutti, lasciando fuori giusto le poche cose che si salvano, tipo il blues, il cioccolato fondente, le mie nuove cuffie e la primavera
e invece sono tramortito, testa pesante e mani distratte, voglia di dormire e ricaricarmi per affrontare l’ardua scalata che ancora mi aspetta e per lasciare definitivamente alle spalle il cammino già percorso e gli ostacoli già superati, e dunque rimando tutto a momenti più opportuni

come al solito, se non torno vendicatemi