wake up young man, it’s time to wake up

bici
sento di vivere in un periodo storico in cui è necessario testimoniare
non so, mi sembra che continuino a capitare cose che dovrebbero essere come dei rumorosissimi allarmi per le coscienze di chiunque, e invece tutto scorre via sciapo e inerte come se niente fosse
guerre, violenza, soprusi, ingiustizie colossali che mi fanno urlare dall’indignazione, e intorno a me ho solo silenzio
e devo reagire, capite?, non posso farne a meno, non posso evitare di pensare e scrivere di quello che succede
in italia, nel mondo, ovunque
mi piacerebbe davvero, dico sul serio, pubblicare i cavolacci miei, o parlare di musica, di fumetti, scrivere racconti d’avventura o poesie d’amore o canzoni sentimentali, ma non ci riesco, mi sento stupido, mi sentirei complice o comunque neutrale nei confronti di un sistema che non mi appartiene e a cui non voglio appartenere
è come se quest’epoca così superficiale e indifferente mi costringesse ad avere una coscienza, mi imponesse di usare il cervello, mi ordinasse di ragionare e far ragionare quante più persone possibile
mi sento quasi in colpa a scrivere di concerti, di film visti, a parlare di cose personali, a cercare di far ridere quando da ridere c’è poco, mentre c’è tanto da dire e da fare
è quello che intendevo qualche tempo fa con resistenza: il continuo esercizio della parola e del pensiero, per non annegare nel mare di qualunquismo e indifferenza che domina questi anni
allora mi riferivo alla situazione tragicomica che si vive in italia, dove un criminale che si sente un re sta facendo a pezzi la democrazia e il buonsenso civile, ma l’esercizio di sopravvivenza cerebrale deve applicarsi a tutto, a prescindere da confini nazionali o politici
non mi sento migliore, non ho alcun talento né formazione particolare: la mia non è presunzione, è pura coscienza, che non si spegne e che non voglio spegnere, perché non voglio far finta di niente
non sono un indifferente
sveglia!

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10 thoughts on “wake up young man, it’s time to wake up

  1. Te lo dico garbatamente e con stima. Non vedo l’emergenza che denunci. Ciò non toglie la necessità dell’impegno, non per scongiurare il pericolo assoluto, che amio avviso non c’è, ma per fare in modo che le cose vadano meglio.

  2. io vorrei, ma non saprei davvero da dove cominciare, ché tutto intorno a me diventa uno sfacelo e ci sono in mezzo, e mi sento sporca anche se non c’entro…allora cerco di evadere cazzeggiando, ma non sono qualunquista, credo che molti non lo siano ma, come me, non sanno più a che santo votarsi, ché non ci si può fidare neppure dell’aria che si respira…le forme di coscienza popolare crollano ad una ad una e ciascuno di noi si sente completamente solo, anche se sa bene che c’è chi si sente come lui…

  3. @daniele: grazie, caro, ma ogni tanto sento il bisogno di ripetermelo
    @maurizio: argh!
    @nicola: non avevo dubbi sulla tua posizione, però mi fa ridere il fatto che hai dovuto specificare “garbatamente”: cos’è, avevi la tentazione di scriverlo in maniera poco garbata? 🙂
    @canzonedinotte2: grazie
    @ababarbra: eh, lo sai, penso la stessa cosa
    e infatti non ti dico che sia facile, anzi, tutt’altro
    la resistenza è un esercizio faticoso e frustrante, ma continuo a ritenerlo preferibile rispetto al lasciarsi travolgere passivamente dal piattume che ci circonda, non sei d’accordo?
    ciao a tutti, e grazie
    luca

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