i fought the law

trasgressiva
qualche sera fa ho visto “il caimano“, di nanni moretti

non l’avevo mai visto (capirete dunque come la mia cultura cinematografica sia tremendamente aggiornata..) e mi è piaciuto molto

oddìo, a dir la verità ho amato praticamente tutti i film di moretti che ho visto, per cui non stupitevi: tuttavia il caimano mi è sembrato più importante degli altri, probabilmente per la necessità e l’attualità e la sostanza del messaggio

in poco meno di due ore si assiste una carrellata piuttosto veloce (e non credo fosse possibile fare altrimenti) delle vicissitudini troppo spesso oscure che hanno portato il nostro caimano al suo enorme potere attuale, un riassunto schietto e tutto sommato realistico che ancora non ci è stato dato modo di avere da nessun’altra italica fonte di informazione di massa, mentre il punto focale della storia è la messa in scena di un processo che potrebbe segnare in un modo o nell’altro l’intera vicenda politica e personale del protagonista

mi ha consolato, in un certo senso, perché mi ha dimostrato nuovamente (ne ho comunque sempre bisogno) che non sono il solo a pensarla in un determinato modo nei confronti dell’attuale situazione italiana e ad avere un giusto livello di paura nei riguardi di quello che succede e che potrebbe succedere

sto parlando del nostro presidente del consiglio e del suo disprezzo ininterrotto per le istituzioni, in particolare per gli organi del potere giudiziario

qui vorrei chiarire una volta per tutte: per quanto fanatismo e odio vomitino le sue dichiarazioni e i suoi anatemi, il vero obiettivo degli strepiti di berlusconi non sono alcuni particolari giudici comunisti e tagliateste, o alcuni determinati elementi che all’interno della magistratura lo odierebbero, o certi individuabili protagonisti che forti del loro potere vorrebbero vederlo in rovina

così sembra (e il caimano fa di tutto per farlo sembrare), ma la realtà dei fatti è ben diversa

il vero bersaglio di berlusconi è la magistratura in toto, è la giustizia, è la legge

perché è la giustizia, ovvero la legge, che lo potrebbe distruggere

ragazzi, non facciamoci ingannare dai discorsi violenti e un po’ farneticanti riguardo alle solite presunte sporche toghe rosse che si starebbero inventando dei cavilli per processarlo, perché in teoria per quanto possano sforzarsi, se si è onesti e si è sempre agito limpidamente e coscienziosamente non si dovrebbe avere nulla da temere

in teoria…

ma in ogni caso un presidente del consiglio, dunque un individuo che ha un ruolo di autorità e responsabilità di gran lunga maggiore di un comune cittadino, non dovrebbe mai lasciarsi intimidire da un’azione legale, anzi, dovrebbe sempre saper affrontare i processi a testa alta, difendersi dalle accuse dimostrando serenamente la propria verità, e restituire alla nazione e alle istituzioni la dignità che meritano

un comune mortale può avere timore della macchina della giustizia e tentare il possibile (poco) per sottrarsi al giusto processo

un rappresentante così importante delle istituzioni no, perché il ruolo che egli veste lo pone ancora di più in dovere di fugare ogni dubbio e ogni ombra sul suo operato, o al limite gli impone di scendere dal piedistallo della sua carica per sottoporsi al giudizio senza macchiare la rispettabilità delle istituzioni

e invece no, il presidente del consiglio italiano non la pensa affatto così, anzi, agisce in un modo che è due volte deleterio per la nostra nazione

da una parte demonizza la magistratura, ovvero il terzo pilastro di una moderna democrazia, delegittimandolo agli occhi dei cittadini e creando un clima di sfiducia e di tensione tra istituzioni che non può portare niente di buono e che per di più sarà difficilissimo da sanare

dall’altro fa di tutto per frenarne e controllarne l’operato, vuoi con leggi annichilenti come la bloccaprocessi (un obbrobrio nazionale che per fortuna è stato stroncato, anche se sappiamo tutti a quale prezzo), vuoi con le decine di provvedimenti ad personam volti a esclusivo beneficio suo e dei suoi compari, vuoi con la grave indolenza nei confronti della vitale necessità di una riforma della giustizia

e stiamo parlando del capo dell’esecutivo, ovvero il secondo pilastro di cui sopra, con tutti gli effetti destabilizzanti che questo ruolo comporta

un capo di governo che prima dichiara dall’alto dei suoi rialzi che la magistratura è un cancro e poi escogita, con l’aiuto dei suoi fidi scudieri, quanti più sotterfugi possibile per sfuggire alla legge

alla legge, ripeto, non ad alcuni giudici

non sono un fanatico giustizialista, attenzione, non ancora almeno

non ho una fiducia cieca nei giudici né un amore viscerale verso la legge, altrimenti non starei ancora così incazzato per la sentenza su genova (di cui parlerò, perché devo assolutamente parlarne)

e nemmeno sono un sinistroide violento e sadico che vorrebbe vedere il berlusca marcire solo in quanto avversario politico

come dice bene moretti, il tema de “il caimano” non è politico ma culturale: è una denuncia della parabola etica discendente dell’italia che ha permesso il germogliare e il fiorire dei valori e della morale che hanno schiuso le porte all’avvento del caimano e del suo modo di pensare

il caimano siamo noi, e il fatto che non ci scandalizziamo più è un sintomo sempre più allarmante di quanto gli andiamo via via assomigliando

il finale del film è significativo, non solo perché è la realizzazione di uno scenario neanche troppo catastrofista che personalmente ho temuto per anni (non so se da prima del film, in ogni caso io l’ho visto da poco, quindi mi vanto di avere incubi originali) e che per come stanno le cose continuo a temere, ma soprattutto perché per quanto questo film abbia avuto successo, niente e nessuno ha mai fatto qualcosa per deviare anche solo un po’ dalla direzione infausta verso cui si sta dirigendo il paese

con la delegittimazione e la depauperazione de facto del potere della magistratura, per non parlare del parlamento ridotto ormai da tempo a un semplice ruolo di firmacarte, si rischia veramente di andare incontro allo sfacelo della democrazia, e a una forma di governo spaventosamente analoga a quella che questo paese ha conosciuto nemmeno un secolo fa

e tutto solamente per salvare le chiappe di un ometto

io non riesco a credere che ci sia ancora qualcuno che pensa che silvio berlusconi abbia a cuore l’interesse dell’italia

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15 thoughts on “i fought the law

  1. caro luca hai colto nel segno….
    lo scenario finale del film non è così pessimista nè irrealistico anzi è un rischio concreto…
    la vera vittoria di berlusconi è nella cancellazione della coscienza critica e nell’abbassamento del livello morale ed etico….
    nell’indifferenza con cui ormai riesce a fare quello che vuole….senza vere opposizioni che è riuscito a far credere ormai essere solo attacchi di invidia e teoremi fantasioni….
    leggiti i miei post sull’argomento se ti capita
    un saluto

  2. mi associo a carnesalli.

    Quello che più sgomenta non è tanto che a essere presidente del consiglio sia a 71 anni un «cantante da crociera-diventato magnate dei media-diventato fenomeno politico dalla faccia perennemente abbronzata schiacciata dalla chirurgia plastica, con un peacemaker, processi penali e accuse di conflitto d’ interesse alle spalle e gaffe da titoli in prima pagina» (come scriveva alla vigilia della sua elezione la stampa estera), ma che la gente l’abbia votato e che continui a difenderlo nonostante il suo continuare a deliberare leggi ad personam e nonostante le gesta scandolose dei suoi alleati… non ultima quella di Bossi di oggi

    E sgomenta che la gente assista inerte alle farse quotidiane del governo invece di assediare montecitorio schifata…

  3. Il blocca-processi è una vergogna, va bene, ma salvaguardare le alte cariche dello stato è sacrosanto. prendi la vicenda di del turco: se si scopre in fondo al processo che l’ex governatore è innocente chi risarcirà i cittadini della loro sovranità popolare? chi punirà i giudici che hanno inquinato il regolare rapporto tra i poterei dello stato?
    (estendi il discorso a un presidente del consiglio, della repubblica, eccetera). la politica la devono giudicare gli elettori, o la magistratura?
    eppoi, la morale, ma qual’è la morale da usare come metro di misura? mica c’è n’è solo una! non ho mai sentito un discorso più arreso di quello del degrado morale che è, in realtà, il contrarlatare di un degrado della proposta politica di sinistra.

  4. @alessandra: e quando mai..
    @girllikeyou: grazie del consiglio lo farò senz’altro, spero presto
    @carnesalli: eh, lo so, purtroppo
    è solo che non me ne capacito
    @luna: yeah, me too, e vorrei questo sgomento si trasformasse in qualcosa di positivo, di costruttivo
    ma ho spesso la sensazione di vedere muri di gomma ovunque
    @rosy2007: grazie, troppo buona
    ciao a tutti
    luca

  5. e veniamo a nicola e al suo commento, cui tento di rispondere punto per punto
    rendere intoccabili le cariche dello stato non è sacrosanto, non vedo perché debba esserlo, che io sappia non c’è uno stato moderno in cui sia così
    un uomo politico che si rispetti, e in particolare un uomo di governo, non teme i processi ma ci si sottopone orgogliosamente, in rispetto al ruolo che ricopre e alle istituzioni che rappresenta
    usi il verbo “salvaguardare”: ma salvaguardare da chi? sei talmente vittima della propaganda berlusconiana da pensare che ci sia un grande complotto della magistratura comunista per rovesciare lo stato? e in che termini, sentiamo
    “la politica la devono giudicare gli elettori, non la magistratura”: da quando in qua la magistratura giudica la politica? tu pensi seriamente che i pochi che vengono inquisiti siano tutti obiettivi di qualche cospirazione di tipo politico? che sia tutta una scusa per condannarli dal punto di vista politico? ti rendi conto che quello che scrivi è “colpo di stato”? ti sembra una cosa plausibile? e in che modo?
    hai mai pensato all’eventualità che effettivamente queste persone possano aver commesso delle azioni poco chiare, su cui è più che lecito fare luce per il bene di tutta la comunità?
    “i giudici che hanno inquinato il regolare rapporto tra i poterei dello stato”: i giudici? sono stati i giudici a farlo? e chi? quali giudici? tira fuori un solo nome di magistrato che possa avere inquinato questi rapporti, e paragonalo a quel famoso capo di governo e leader di partito che da quindici anni spara a zero sulla magistratura intera, utilizzando in continuazione epiteti insopportabili nella loro violenza (e sostenuto in questo da una corte di vassalli pronti a dare della “cloaca” al terzo potere dello stato di diritto senza troppi problemi di coscienza) e ripetimi con la stessa convinzione che è la magistratura che sta attaccando l’esecutivo
    quanto ai giudici che sbagliano, be’, sanno benissimo giudicarsi ed eventualmente infliggersi delle giuste pene da soli: se hanno sbagliato, verranno puniti, e puoi stare tranquillo che non ci saranno sconti (prendi ad esempio le vicende de magistris e forleo, vedi che fine hanno fatto)
    (poi già che ci sei prendi la vicenda previti, la vicenda andreotti, la vicenda dell’utri, la vicenda cuffaro.. e dimmi quale organo delle istituzioni è più onesto nell’autogovernarsi per il bene del paese)
    concludi parlando di un fantomatico collegamento tra il degrado morale e il degrado della sinistra: non vedo il nesso, sinceramente, per lo meno non in quello che ho scritto io: è vero, la sinistra in italia non è mai stata così in basso (sotto tutti i punti di vista) come negli ultimi anni, ma non credo che l’humus di cui parlavo, quel terreno che ha favorito l’ascesa di fenomeni alla berlusconi, sia un problema da ascrivere a bertinotti o diliberto, no?
    (e scusa, ma arreso chi? io?)
    e poi di che morale parli? io non voglio una morale universale, ci mancherebbe, io chiedevo solo buonsenso: di fronte a quindici anni in cui si sono continuamente rosicchiate le basi della democrazia e dello stato di diritto, la mia risposta non è faziosità politica, ma puro sgomento e tanta necessità di equilibrio e saggezza
    ti sembra una reazione tanto comunista?
    comunque, alla fine hai vinto tu, il lodo alfano è legge
    evviva..
    ciao
    luca

  6. il fatto è che qui è necessario ri-costruire… e per farlo è necessario innanzitutto demolire, fare piazza pulita di tutto il marciume e di tutto il vecchio… ma fare piazza pulita davvero, mica come con mani pulite, che alla fine ha solamente frammentato la realtà politica e portato ai molteplici cambi di tessera…

  7. Mi fai troppe domande per non avere una risposta. 1) gli stati uniti, per dirne uno, sono un paese (il migliore?) nel quala il presidente della repubblica (anche capo dello stato) può essere messo sotto accusa solo e soltanto attraverso una procedura di impeachement, attivabile – beninteso – solo dal congresso e non da uno qualsiasi dei giudici dell’Arkansas
    2) la magistratura arresta ottaviano del turco perché è sospettato. ipotesi: si scopre che è innocente. risultato: la magistratura ha sottratto ai cittadini la sovranità popolare. ti pare democrazia questa?
    3) ammetto che ci siano politici non lindi, ma tutti i magistrati lo sono? prendi de magistris (per non dire della forleo), ha tirato fuori una storia che ha buttato merda su prodi, allora presidente del consiglio, rivelatesi poi inconsistente: Prodi avrebbe dovuto dimmettersi? in base al niente? e allora io che l’ho votato non conto nulla? se decido di eleggere il mio presidente del consiglio (che può essere anche berlusconi) è possibile che uno qualsiasi dei giudici, aprendo disinvoltamente un fascicolo, può costruirci su le sue inchieste, magari senza che ci sia effettivamente un reato, condizionando la vita democratica? 4) la magistratura, che non risponde ai cittadini ma solo a se stessa (giustamente, se facesse solo il suo mestiere), ha assunto in Italia, da tangentopoli in poi, una funzione diversa da quella che gli è propria (perseguire i reati), ergendosi a riformatrice di un sistema politico di fatto corrotto. E Di Pietro è l’esempio di questa “discesa in campo”. Il male della sinistra, o di una sua parte, è, a mio avviso, quella di aver tentato di cavalcare questa onda e di esserne rimasta sostanzialmente schiacciata: chiedere le manette per tutti, l’inflessibilità, le cose in ordine, urlare, ascoltare lo stomaco della gente, sorridere con empatia a chi metteva il prosciutto nella scheda elettorale ha creato le condizioni per nascondere, non nelle persone di sinistra ma nel paese, la sensibilità di considerare ignobili le impronte digitali ai bambini rom. Rifletti: quali sono state le battaglie della sinistra negli ultimi quindici anni? Dire no a Berlusconi, ripeterlo, urlarlo. Cosa ha ottenuto? Il quarto governo Berlusconi.
    Lode alla strategia.

  8. @luna: è che la nostra classe politica ha una sola grande qualità, che è quella di sapersi proteggere da qualsiasi tentativo di rinnovamento e di fare quadrato quando le cose vanno male
    la maggior parte delle persone travolte da tangentopoli è ancora ai loro posti, forse con un po’ meno di arroganza (non tutti), ma comunque sempre con la benevolenza dei loro colleghi e contemporanei
    triste, eh?
    io direi di partire dal basso, con un po’ di educazione e di cultura e di intelligenza, e con l’accortezza di non perdonare nulla a chi sta in alto, che ne pensi?
    ciao
    luca

  9. nicolino,
    gli stati uniti non sono il paese o la democrazia migliore del mondo, checché ne dicano i tuoi amati editorialisti del foglio, ma, anche se fosse, nemmeno la loro costituzione prevede l’immunità del presidente, che infatti è stato a volte costretto a sottoporsi a processo (clinton) o addirittura a dimettersi (nixon) per questioni giudiziarie
    in altre illustri democrazie europee ci sono speciali privilegi per i presidenti della repubblica e per i sovrani, ma che io sappia nessun capo di governo, presidente del consiglio o cancelliere ha l’intoccabilità che da oggi ha berlusconi qui
    poi mi spieghi in che modo la magistratura, incriminando e processando un presidente di regione, sottrae ai cittadini la sovranità popolare? questa frase che hai detto è proprio buffa, davvero non riesco a darle un senso: la sovranità popolare non è forse il diritto/dovere di tutti i cittadini di esprimere le proprie preferenze politiche attraverso un voto (“nelle forme e nei limiti della costituzione”)? e che c’entra il fatto che quello che hanno eletto potrebbe essere un criminale?
    forse tu intendi che con un presidente in galera (giustamente o ingiustamente, è ancora da vedere) i cittadini non sono più rappresentati, e la macchina governativa regionale non può più andare avanti: al di là del fatto che si tratta di una tesi piuttosto flebile (perché non è che se del turco è in galera la regione chiude), ma ti sembra in pericolo la democrazia? e in che modo? (tra l’altro rifletti, ti sembra più una sottrazione arbitraria di sovranità popolare un magistrato che chiama a giudizio un uomo politico sulla base di prove certe, oppure un uomo politico che se ne fotte dei referendum e toglie ai cittadini la possibilità di esprimere la propria preferenza al candidato sulla scheda elettorale?)
    se del turco è innocente torna al suo posto, così come ritorna al suo posto un dirigente di un’azienda ospedaliera, un padrone di una fabbrica, un amministratore delegato di una multinazionale: questo non vuol dire che ai malati di quell’ospedale o agli operai di quella fabbrica venga tolto chissà quale diritto
    mi auguro che se del turco sta in galera adesso sia perché i fatti che di cui lo stanno accusando sono di una certa gravità, per cui magari è necessario tenerlo dentro, come si fa con tutti i presunti criminali in grado di compiere nuovamente l’azione oppure di nascondere le prove: se non è così, i giudici che hanno compiuto questa azione tremenda verranno a loro volta giudicati e puniti, ma questo mi sembra di avertelo già spiegato, no?
    così come mi sembra di avere già ammesso qua e là in questa pagina che non mi aspetto la perfezione dalla magistratura (sono umani, no? quante altre volte dovrò ripeterlo?), e così come ti ho già spiegato che forleo e de magistris sono stati giudicati e sanzionati per i loro comportamenti, per quanto, se ti rileggi le sentenze dei loro giudizi, non ci troverai mai nulla di scandaloso
    “la magistratura ha assunto in Italia, da tangentopoli in poi, una funzione diversa da quella che gli è propria (perseguire i reati), ergendosi a riformatrice di un sistema politico di fatto corrotto”: questa frase è semplicemente una balla, tipica dell’oratoria forzaitaliota e mai dimostrata, per affibbiare al potere giudiziario una tanto irrealistica quanto sovversiva matrice politica che non ha, mentre è facilmente dimostrabile (e l’ho già fatto in maniera piuttosto abbondante nella risposta precedente) il contrario, ovvero che chi sovverte lo stato di diritto è proprio il potere esecutivo, cioè il governo berlusconi
    comunque vengo al punto che probabilmente ti farà scattare più di tutti: arrenditi nicolino, se un politico si dimette per difendersi in un processo, tu non conti nulla
    e non perché sei tu, ma perché tutti sono uguali di fronte alla legge, e il fatto che tu l’abbia votato non rende un eventuale prodi migliore o più uguale degli altri
    stai usando tesi e parole berlusconiane senza nemmeno accorgertene: la rappresentanza non è uno scudo dietro il quale si è liberi di fare quello che si vuole, anzi, è una responsabilità ben maggiore, che si deve sentire profondamente, perché un rappresentante della comunità non può permettersi di sbagliare, anzi deve essere migliore di tutti noi, esempio per tutti noi
    i nostri diritti/doveri, la nostra sovranità, si fermano nel momento in cui diamo il nostro voto: se poi l’eletto è un criminale, oppure se è un innocente che comunque deve sottoporsi a un giudizio, noi non abbiamo diritto a nessuna rivendicazione, perché noi non abbiamo eletto un intoccabile, ma uno di noi
    quanto ai mali della sinistra, ritengo che siano ben altri dall’aver denunciato pubblicamente il male berlusconi (cosa che tra l’altro non ha fatto abbastanza, anzi quasi per niente, secondo me), ma credo che esulino dall’argomento del post
    ciao
    luca

  10. 1) insisto: negli Stati Uniti Clinton è stato sottoposto alla procedura di impeachement, attivabile solo dal Congresso (potere legislativo, espressione della sovranità popolare) non dalla magistratura

    2) se Del Turco si rivelerà innocente, i cittadini abbruzzesi che hanno espresso la loro legittima sovranità con il voto democratico, saranno stati espropriati, di fatto, del diritto di eleggere il loro governatore

    3) bada luca, che non sono berlusconiano ma di sinistra, con sufficienti strumenti culturali per ritenere la democrazia l’esercizio della libertà dei cittadini e la sovranità poplare, esercitata nei limiti… eccetera, un fondamento sacro della repubblica, non lo scudo ad personam berlusconiano. Credo si sia capita, ormai, la vera natura di Di Pietro: un uomo di destra che critica le leggi in base alla morale, mentre in tempi non sospetti Machiavelli insegnava a separare la politica dalla morale. Non credo fosse berlusconiano e nemmeno Gramsci lo era, che di Machiavelli ne diede un’interpretazione geniale.
    Sono contento che si finirà di parlare dei processi berlusconiani e si inizierà, lo spero, a discutere della sua politica econimica, fiscale, estera, eccetra. Tutto qui.

  11. nino, abbiamo due visioni della cosa piuttosto diverse
    per me è più pericoloso per la democrazia quello che può fare un capo di governo intoccabile e impunibile piuttosto di quello che possono fare i giudici con le loro procedure e i loro protocolli da rispettare
    per quanto riguarda le analogie con gli altri paesi “democraticamente avanzati” ti invito a leggere questo articolo di repubblica.it
    sull’esempio dei giudici brutti e cattivi che mettono in galera del turco per motivi solo politici sai come la penso
    sull’esempio dei giudici sprovveduti che mettono in galera del turco perché si sono sbagliati e hanno fatto casino, ma tanto nessuno gli dirà mai niente, sai come la penso
    su di pietro non credo di aver mai detto né pensato in vita mia che fosse un uomo di sinistra, ma se ti sta antipatico sono questioni tue
    quanto a berlusconi, come dici tu finalmente smetterà di interessarsi a giustizia e magistratura e comincerà ad occuparsi degli affari importanti: i suoi
    ciao
    luca

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