loose talk in the classroom

ondarispondo volentieri a un commento di valmelie al post precedente, anche se più che delle occupazioni e delle lotte vorrei scrivere sui provvedimenti cui tali proteste sono legittime e doverose reazioni

poche ore fa il decreto gelmini è diventato legge, il senato ha approvato senza fiatare e senza modificarne una virgola, nonostante le tantissime lamentele giunte da studenti, ricercatori, docenti, insomma praticamente da tutto il mondo cui questo decreto (il 137), così come il precedente (il 133) e probabilmente altri che seguiranno, si rivolgeva

inutile nasconderselo, l’unico obiettivo di questi provvedimenti è stato quello di fare cassa: tremonti ha bisogno di soldi per salvare le banche, per sostenere alitalia e per portare avanti la sua bizzarra politica economica, e allora decide di tagliare tutto il tagliabile all’altare del neoliberismo

questa volta, per l’ennesima volta, è toccato alla scuola e all’università, spremute in passato già ben oltre la soglia di sopportazione, con un intervento micidiale e forse definitivo su investimenti e qualità

e la chiamano “riforma”: si tratta di tagli, punto e basta, si tratta di regalare l’istruzione ai privati distruggendo il principio democratico e costituzionale che invece la vorrebbe libera e accessibile a tutti

la gelmini non è un ministro, non ha alcuna personalità per esserlo, è solo un utile burattino nelle mani del capo dell’economia nazionale: da lei ci si aspettava totale sottomissione, anche di fronte alla mortificazione del mondo che lei amministra, e così è stato

così come si pretendeva rapidità ed efficacia dal parlamento e dal suo iter, considerato evidentemente ormai vetusto e scomodo, al limite dell'”aula sorda e grigia”, da chi è abituato a pretendere tutto e subito

gli effetti dei due decreti approvati si faranno sentire molto presto, e non saranno piacevoli: per chi vuole sapere di più sul decreto 133, quello che colpisce l’università, consiglio di dare un’occhiata a questa pagina della facoltà di ingegneria della sapienza (facoltà dove il sottoscritto studia con alterni successi ormai da secoli), in cui si analizzano per bene tutte le conseguenze a breve e lungo termine di questo infausto provvedimento

in particolare il terzo documento, che è breve e molto esplicativo

il decreto approvato oggi, invece, incide più che altro sulle scuole elementari, ovvero su quelle istituzioni che sono l’eccellenza e l’orgoglio del nostro sistema scolastico, e che sono i punti di partenza fondamentali per gli uomini e le donne del domani

mi sento sporco e triste a dover assistere a questo schifo senza poter fare nulla

ma al di là degli effetti pratici, ci sono due aspetti di contorno che secondo me vanno presi nella giusta considerazione: il primo è che questo governo di destra preferisce umiliare la scuola e compromettere il futuro di una nazione pur di salvare l’economia dei furbetti e dei complici

non è una cosa di poca importanza, anzi, per me è un manifesto politico: non ci interessa del futuro dei giovani, non ci preoccupiamo se le prossime generazioni non avranno una formazione all’altezza, una formazione da cittadini di una democrazia europea, l’unica cosa che conta è riuscire a risparmiare un po’ di soldi per salvaguardare un sistema economico basato su principi e ideologie evidentemente sbagliate (queste settimane lo hanno dimostrato a sufficienza, o ancora no?)

nessun piano a lunga scadenza per il paese, solo decreti legge ad effetto immediato per tenere in piedi la baracca almeno negli anni in cui saranno loro al timone

il secondo aspetto da evidenziare è che, per l’ennesima volta, il parlamento è stato di fatto esautorato delle sue funzioni e ridotto a semplice formalità: non c’è più dialettica democratica nel nostro paese, è il governo che fa le leggi e i senatori e i deputati devono solo sottoscriverle, senza poterle discutere né modificare

il parlamento è morto, non ha più un senso, tutto il potere è nelle mani del governo

(e allora forse si potrebbe iniziare a tagliare lì, invece di umiliare scuola e università, che ne dite?)

tornerò sull’argomento, mi tocca troppo da vicino

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8 thoughts on “loose talk in the classroom

  1. grazie per l’esauriente punto di vista. andrò a vedere i link suggeriti. una sola precisazione, secondo me non è mai esistita la dialettica democratica nel nostro paese, almeno non così come dovrebbe essere. probabilmente una riforma della scuola e dell’università sarebbe necessaria, ma se si taglia da una parte (e di solito non è mai quella giusta) si dovrebbe investire dall’altra. ma come hai sottolineato era necessario fare cassa. il nostro paese è un dinosauro che si trascina verso l’estinzione.

  2. Brutta giornata.
    Per il nostro Paese, per la scuola, per gli studenti e per i genitori (come me, mica tutti). In più se le danno di santa ragione.
    Non la vedo bene, ma sono con gli studenti.
    In tutto.
    Anche se non serve, temo.
    Dan

  3. Concordo. Assistere all’umiliazione continua delle istituzioni è la cosa che mi fa sentire davvero “sporco” come ben dici tu.
    A questo punto vorrei sperare in Napolitano, un presidente illuminato che possa rendersi conto che qui in gioco non c’è solo un decreto di un ministro davvero modesto, ma ben altro. E per altro intendo davvero altro.
    Ma purtroppo sappiamo già come andrà.

  4. Mi limito a rimarcare un dato che pochi hanno evidenziato. Quando l’avvocato Gelmini afferma che in Italia ci sono troppi insegnanti in rapporto agli alunni, non si tiene conto che i docenti di sostegno sono considerati docenti a tutti gli effetti mentre in altri ordinamenti sono alle dipendenze non dell’Istruzione ma della Sanità o dell’Assistenza Sociale; in Italia inoltre esistono circa 25.000 insegnanti di religione cattolica e ciò in virtù dell’attuazione di accordi sovranazionali; non esiste altro paese in Europa con questa anomalia nel corpo docente. Scorporando i docenti di sostegno e quelli di religione dal numero totale avremo un dato omogeneo ed equiparabile a quello degli altri paesi e vedremo che il rapporto docenti/alunni è in linea con la media europea. Per non parlare della somma investita in Istruzione in termini di percentuale del PIL: dal 1990 al 2005 siamo passati dal 5,5% al 4,7%. Oggi siamo al 4,4% (dati Istat). Nel 2003 la media OCSE era 5,2%. Il problema non è spendere meno ma spendere meglio evitando sprechi:per avere qualità bisogna investire di più, non certo tagliare.
    Altro aspetto, nel decreto, la trasformazione delle Università statali in Fondazioni: diventando in quanto tali enti di diritto privato, potrebbero alienare le proprie sedi. Ora, contando in quali palazzi di prestigio e zone di lusso siano ubicate molte di queste sedi, si legalizzerebbe la svendita di immobili di pregio, come avvenne nella passata legislatura per gli stabili di proprietà degli enti previdenziali. Magari per favorire da un lato amici & furbetti vari, dall’altro regalare qualche spicciolo ad un bilancio pubblico eroso dal massiccio ritorno dell’evasione fiscale. In favore della quale sono stati smantellati gli ottimi strumenti (e dequalificate le persone in gamba) che erano stati introdotti dal governo Prodi.

  5. @valmelie: hai ragione, è inesorabile, stiamo andando verso l’estinzione
    solo che a stare a guardare passivamente questo sfacelo ci sto male, dico sul serio
    @daniele: pessima giornata, anche se lo spirito di quella piazza, di quei ragazzi, è qualcosa che riscalda il cuore
    @tfm: napolitano non farà nulla, proprio perché è in ballo davvero tanto, e prendere una decisione forte farebbe vacillare troppi delicatissimi equilibri
    purtroppo è legge, anche se la protesta non deve fermarsi
    @masso: sono due aspetti che non avevo considerato e che si sommano ulteriormente alla caterva di lati negativi che anche io ho trovato
    non so a cosa appellarmi, purtroppo
    ciao a tutti e grazie
    luca

  6. Un giorno ho scritto un intervento sulla riforma…e ho aggiunto ke spesso mi sembra di essere tornati ad una dittatura,(ho ricevuto un ble po’ di critiche), dove la parola del POPOLO, non conta più e sl il governo a manovrare le fila dei burattini…si perchè noi, purtroppo per la negligenza, l’ipocrisia di certa gente stiamo diventando tali…oggi ho avuto lezione di sociologia e dalle parole che spesso accennava il prof veniva da riflettere su qnt spesso il nostro paese è vittima dell’autorità di qualcuno, e che se si va avanti cs saremo sl un paese senza futuro…ciao

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