protection

Le quadrupole 1qualche giorno fa, mentre ero in motorino, ho incontrato il ministro alfano, che con la sua aria fiera da intellettuale indipendente e fuori dalle logiche di partito discuteva con un suo amico altrettanto sveglio

i due erano circondati da quattro massicce guardie del corpo, a tutela dell’immenso bene nazionale che quell’uomo rappresenta

mentre li osservavo pensavo che un’idea simpatica per togliersi qualche soddisfazione potrebbe essere fondare una società di personal bodyguards per vip, guadagnare sul campo la credibilità e il rispetto necessari, ottenere un contratto da un ministero qualsivoglia, e poi, appena il protetto imbocca una strada deserta, riempirlo finalmente di botte

sfortunatamente sono poco credibile come gorilla, non ho il physique du rôle, però penso che mi vedrei bene nella parte di quello che con il microfono dà l’ordine in cuffia ai bestioni

(oh, al limite ci accontentiamo di proteggere anche parlamentari, giornalisti televisivi o biagio antonacci: il lavoro innanzitutto)

non sta succedendo niente, le fabbriche riapriranno, arresteranno qualche studente

grigiosono un po’ in ritardo, il tempo è quello che è

(che tra l’altro, per dirla tutta, sono davvero seccato dal fatto che venerdì non sono andato a manifestare, così come non sono andato alla maestosa assemblea alla sapienza per discutere dal basso nuove idee per riformare l’università, né purtroppo sto partecipando a tutte le splendide iniziative che ragazzi della mia facoltà stanno organizzando con inaspettata intraprendenza per ribellarsi all’assassinio programmato della pubblica istruzione

lezioni in piazza, bellissime scritte umane luminose, assemblee e manifestazioni a spron battuto, e io me ne sto a casa perché devo studiare, ho mille esami da affrontare nei prossimi mesi e devo assolutamente essere pronto perché adesso più che mai non sono ammessi ulteriori errori

ma si possono lasciar perdere iniziative per la sopravvivenza dell’università con la scusa di motivi universitari? è coerente secondo voi? va be’)

insomma dicevo sono un po’ in ritardo ma ho assoluto bisogno di scrivere che sono profondamente indignato dall’ennesimo sconcertante esito dei processi per i fatti del g8 di genova nel 2001

(faccio fatica a contenermi, a usare parole educate, questa cosa mi fa bollire)

come al solito, puniti i pesci piccoli, assolti i manovratori

che schifo

ero davvero in grande attesa della sentenza, ci tenevo, nutro nei confronti di quei giorni e delle cose che sono successe una sensibilità esagerata, leggo e assorbo tutte le informazioni possibili e ne parlo con chiunque, perché so che in quei giorni e da quei giorni si è formata una parte davvero importante del mio sentire politico e civile

e alla scoperta delle nuove inspiegabili assoluzioni nei confronti degli autori e degli ideatori di quegli abusi insopportabili sono stato sopraffatto nuovamente da quel senso di nausea e di sconforto che mi avevano preso allora, e che mi accompagnano ogni volta che ci ripenso

ma è così impossibile raccontare la storia come è andata? è così impossibile lasciare un po’ di verità in questo paese?

non c’è giustizia senza libertà, non c’è liberta senza giustizia, diceva un tale

ecco, io sono inorridito dalla mancanza di giustizia di oggi, così come dalla mancanza di libertà e di democrazia di ieri

vedo tutto nero

all the colors mix together to grey

ho appena ricevuto una notizia tristissima

è morto leroi moore, prestigioso sassofonista della dave matthews band

che brutta sorpresa, ragazzi

oddìo, in effetti è morto già da metà agosto, ma l’ho scoperto solo oggi da un amico e confesso che questa scomparsa mi intristisce parecchio

moore è stato un musicista delizioso, il suo contributo al suono della dave matthews band fondamentale, così come quello alla mia crescita musicale

timido, sempre con gli occhiali da sole, quasi anonimo se paragonato alle personalità debordanti degli altri membri della band, ha scritto musiche meravigliose ed era capace di impreziosire le già perfette armonie del gruppo con frasi e assoli sempre eleganti ed efficaci

già mi manca

è già il secondo sassofonista-di-band-preferita che mi viene a mancare, dopo l’immenso feyez

oggi tristezza, giusto un po’ di concerto al central park per addolcire

changes, just gonna have to be a different man

misterl’elezione di barack obama alla presidenza degli stati uniti è uno splendido bagliore di modernità rispetto alle plumbee democrazie europee, bagliore che per la nostra ignobile gerontocrazia suona proprio come uno schiaffo, ben più doloroso di qualsiasi insopportabile battuta a sfondo razzista del nostro presidente del consiglio

senza nulla togliere al buon vecchio mccain, che ha portato avanti anche lui con onore e dignità la sua ennesima battaglia, sono molto contento che gli americani abbiano scelto obama, e non solo perché sia nero

perché barack obama è nero, ragazzi miei, oppure se volete non è un bianco, e chi fa finta di niente e dice “chi ci fa caso è razzista” sbaglia, perché è ipocrita non evidenziare quello che comunque resta un traguardo storico: il prossimo presidente avrà origini afroamericane, cosa impensabile fino a qualche anno fa, per molti fino alla settimana scorsa

un risultato denso di significati: la democrazia esiste, è effettivamente possibile, chiunque può aspirare a diventare capo del mondo senza più limiti o barriere di alcun genere

è un messaggio bellissimo, e soprattutto è concreto e reale

e poi sono contento perché obama è giovane, ma non puramente per numero di anni: barack obama rappresenta a pieno la novità, la freschezza del terzo millennio, una personalità saldamente ancorata al presente e contemporaneamente proiettata nel futuro, e soprattutto svincolata dai retaggi del secolo scorso

è la modernità, che quest’uomo rappresenta, e io sento di poter condividere il mio punto di vista più con lui che con qualsiasi altro candidato fino ad ora, sia lì che qui

luca sofri dice che è “la prima grande gioia storica della generazione dei trentenni”, ed è vero: è la prima volta che assisto e partecipo a qualcosa che farà la storia, e la farà in maniera positiva

ok, non è che ho proprio partecipato, però c’ero quand’è successo, e questo mi basta

a voi quante volte è capitato di essere testimoni di un evento storico positivo?

e insomma niente, ora c’è lui, al timone, e vedremo come si comporta

certo, le delusioni non mancheranno, non voglio idealizzare nessuno: ricordiamoci sempre che sto parlando comunque di un presidente degli stati uniti, che molto probabilmente porterà avanti guerre e sottoscriverà politiche imperialiste né più né meno dei suoi tanto odiati (da me) predecessori, quindi non mi illudo

quello che mi fa piacere è stato il voto che gli americani gli hanno dato, la fiducia che hanno riposto nel cambiamento che quest’uomo rappresenta, dimostrando di essere più svegli e moderni di quanto pensassimo: obama si accosta per modernità e freschezza alle figure di zapatero, del primo blair, di cameron e della royale, emblemi di una classe politica nuova, determinata, vincente, che darei un rene per vedere all’opera in italia

in italia invece abbiamo lo spettacolo che più deprimente non si può del principale partito di opposizione, nonché sedicente di centrosinistra, che festeggia con manifestazioni e spumante l’elezione di obama, come se la vittoria dei democratici in america potesse in qualche modo collegarsi con l’omonimo partito nostrano

“ehi, ora chi candidiamo in abruzzo?” “che importanza ha? tanto abbiamo già preso la florida e l’ohio!”

quando obama farà le prime americanate, tipo invadere qualche altro staterello mediorientale o portare avanti le proprie guerre in tutto il mondo, veltroni che farà? continuerà a difenderlo?

che poi se c’è qualcosa di lontano mille miglia dalla personalità di barack obama è proprio la composizione del nostro (nostro..) partito democratico, formato per lo più da dinosauri immortali e presenti nelle sale del potere italico ormai da decenni: che ventata di freschezza e di novità mi possono rappresentare le grigie figure di veltroni, d’alema, rutelli, follini, etc. etc.?

che rinnovamento, che modernità traspare da un gruppo dirigente che è lo stesso ormai da un ventennio?

eh, d’altra parte, se berlusconi dopo quindici anni è ancora considerato una novità..

fateci caso però a certi risvolti: avete sentito come anche i destrorsi (a parte gasparri, che purtroppo è quello che è) siano stati velocissimi a salire sul carro del vincitore manifestando ammirazione e partecipazione per questo risultato?

dunque, se ci pensate, tutti i nostri politici, che erano perfettamente allineati con il papa, ora lo sono anche con il presidente degli usa

mica male, eh?

ragazzi, questa non è più l’italia, è il texas!
nella foto, il potentissimo strategic advisor della campagna elettorale di obama, occulto artefice della sua vittoria, assunto ora dalla roma per rilanciare la squadra in italia e in europa