changes, just gonna have to be a different man

misterl’elezione di barack obama alla presidenza degli stati uniti è uno splendido bagliore di modernità rispetto alle plumbee democrazie europee, bagliore che per la nostra ignobile gerontocrazia suona proprio come uno schiaffo, ben più doloroso di qualsiasi insopportabile battuta a sfondo razzista del nostro presidente del consiglio

senza nulla togliere al buon vecchio mccain, che ha portato avanti anche lui con onore e dignità la sua ennesima battaglia, sono molto contento che gli americani abbiano scelto obama, e non solo perché sia nero

perché barack obama è nero, ragazzi miei, oppure se volete non è un bianco, e chi fa finta di niente e dice “chi ci fa caso è razzista” sbaglia, perché è ipocrita non evidenziare quello che comunque resta un traguardo storico: il prossimo presidente avrà origini afroamericane, cosa impensabile fino a qualche anno fa, per molti fino alla settimana scorsa

un risultato denso di significati: la democrazia esiste, è effettivamente possibile, chiunque può aspirare a diventare capo del mondo senza più limiti o barriere di alcun genere

è un messaggio bellissimo, e soprattutto è concreto e reale

e poi sono contento perché obama è giovane, ma non puramente per numero di anni: barack obama rappresenta a pieno la novità, la freschezza del terzo millennio, una personalità saldamente ancorata al presente e contemporaneamente proiettata nel futuro, e soprattutto svincolata dai retaggi del secolo scorso

è la modernità, che quest’uomo rappresenta, e io sento di poter condividere il mio punto di vista più con lui che con qualsiasi altro candidato fino ad ora, sia lì che qui

luca sofri dice che è “la prima grande gioia storica della generazione dei trentenni”, ed è vero: è la prima volta che assisto e partecipo a qualcosa che farà la storia, e la farà in maniera positiva

ok, non è che ho proprio partecipato, però c’ero quand’è successo, e questo mi basta

a voi quante volte è capitato di essere testimoni di un evento storico positivo?

e insomma niente, ora c’è lui, al timone, e vedremo come si comporta

certo, le delusioni non mancheranno, non voglio idealizzare nessuno: ricordiamoci sempre che sto parlando comunque di un presidente degli stati uniti, che molto probabilmente porterà avanti guerre e sottoscriverà politiche imperialiste né più né meno dei suoi tanto odiati (da me) predecessori, quindi non mi illudo

quello che mi fa piacere è stato il voto che gli americani gli hanno dato, la fiducia che hanno riposto nel cambiamento che quest’uomo rappresenta, dimostrando di essere più svegli e moderni di quanto pensassimo: obama si accosta per modernità e freschezza alle figure di zapatero, del primo blair, di cameron e della royale, emblemi di una classe politica nuova, determinata, vincente, che darei un rene per vedere all’opera in italia

in italia invece abbiamo lo spettacolo che più deprimente non si può del principale partito di opposizione, nonché sedicente di centrosinistra, che festeggia con manifestazioni e spumante l’elezione di obama, come se la vittoria dei democratici in america potesse in qualche modo collegarsi con l’omonimo partito nostrano

“ehi, ora chi candidiamo in abruzzo?” “che importanza ha? tanto abbiamo già preso la florida e l’ohio!”

quando obama farà le prime americanate, tipo invadere qualche altro staterello mediorientale o portare avanti le proprie guerre in tutto il mondo, veltroni che farà? continuerà a difenderlo?

che poi se c’è qualcosa di lontano mille miglia dalla personalità di barack obama è proprio la composizione del nostro (nostro..) partito democratico, formato per lo più da dinosauri immortali e presenti nelle sale del potere italico ormai da decenni: che ventata di freschezza e di novità mi possono rappresentare le grigie figure di veltroni, d’alema, rutelli, follini, etc. etc.?

che rinnovamento, che modernità traspare da un gruppo dirigente che è lo stesso ormai da un ventennio?

eh, d’altra parte, se berlusconi dopo quindici anni è ancora considerato una novità..

fateci caso però a certi risvolti: avete sentito come anche i destrorsi (a parte gasparri, che purtroppo è quello che è) siano stati velocissimi a salire sul carro del vincitore manifestando ammirazione e partecipazione per questo risultato?

dunque, se ci pensate, tutti i nostri politici, che erano perfettamente allineati con il papa, ora lo sono anche con il presidente degli usa

mica male, eh?

ragazzi, questa non è più l’italia, è il texas!
nella foto, il potentissimo strategic advisor della campagna elettorale di obama, occulto artefice della sua vittoria, assunto ora dalla roma per rilanciare la squadra in italia e in europa

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13 thoughts on “changes, just gonna have to be a different man

  1. “quello che mi fa piacere è stato il voto che gli americani gli hanno dato, la fiducia che hanno riposto nel cambiamento che quest’uomo rappresenta, dimostrando di essere più svegli e moderni di quanto pensassimo”

    Del tutto d’accordo. Sembra che la voglia di cambiamento, combinata a questo notevole personaggio, abbia tirato fuori il meglio dalle persone. La mia speranza, al di là di quello che comporterà il “mestiere” di presidente, è che questa spinta positiva non finisca, che ciascuno di quelli che si sentono toccati dal momento e dal personaggio (americani e non) non si limitino ad avere un’icona, ma che in qualche modo ne portino avanti lo spirito nel proprio piccolo.

    Ho scoperto il tuo blog da poco, mi piace come esponi, ma purtroppo di molte cose ho una conoscenza superficiale per poterne chiacchierare un po’ di più. Intanto grazie per i tuoi post 🙂

  2. anch’io ho sentito che stiamo vivendo nella storia.ho visto cadere il muro di berlino,gorbaciov governare la russia,il rush della tecnologia,internet affermarsi in tutto il globo…e tutto ciò mi riempe di soddisfazione tanto che mi piacerebbe vivere ancora un bel pò di tempo…bel post Luca!

  3. Sono, come quasi tutti i giovani di questo pianeta, entusiasta della nuova Presidenza Americana.

    Non sono invecè così convinto che si tratti di un fatto inaspettato; mi sembra più che altro la fine (o il proseguirsi) di un percorso che la politica americana sta portando avanti da anni, legando la carriera al merito infatti già altri illustri politici neri hanno raggiunto i vertici dell’Amministrazione USA.
    Citare il primo Segretario di Stato nero (e donna) – prima consigliere per la Sicurezza Nazionale – è scontato; meno lo è dire che già nel 1990 (quando noi si festeggiava l’immenso Schillaci e ancora tangentopoli era da venire) la Rice era il principale consigliere per gli affari sovietici di Bush padre.
    Lo stesso Colin Powell già nell’87 era a capo degli Stati Maggiori militari, nominato da Regan.
    Il fatto che questi due personaggi abbiano fatto carriera sotto Presidenze Repubblicane è sintomatico..

    …quindi w Barak, w l’America!

    P.S. Fanno molto, ma molto sorridere tutti i festeggiamenti della sinistra italiana per l’elezione del 44° Presidente… vedremo tra qualche mese!!

  4. ma qui si discute di attualità! non ne posso più, me ne occupo tutto il giorno! 😛
    sono rimasta stupita da tutti i contatti che lasci sia in homepage che sul profilo…ma non hai paura?
    un saluto
    I.

  5. @imagesofme: bella!
    @rodarsh: è anche la mia speranza, ed è per questo che sono contento della sua elezione, al di là delle azioni che poi effettivamente compierà da presidente
    creare ed alimentare una speranza così grande non è cosa da poco, al giorno d’oggi
    @snakeandladders: io ho visto poche cose, e il più delle volte negative (guerre, attentati, terrorismo, il g8 di genova, berlusconi..)
    questa è la prima cosa bella che mi capita di vivere, e che so che potrò raccontarla ai miei figli
    @ste: se non ti firmi non sei più mio amichetto!
    sono d’accordo con quello che dici, anche se devi ammettere che la figura di presidente è ben più significativa e sconvolgente di qualsiasi altra: è il posto di comando, non quello di aiuto-vice-etc.
    e comunque grazie per aver citato “l’immenso schillaci”, sei un grande!
    @ilaele: paura di cosa?
    ciao a tutti, e grazie
    luca

  6. Mi sono già ampiamente espresso.
    Adesso aspetto che ti ci metti di buzzo buono per farti Eleggere nei prossimi anni.
    Corrompendomi, ovviamente avrai il mio voto.
    Anche due.
    Dan

  7. …grande Arturo!!!

    …ma in APCOM come stanno?!?!

    “..la formula può essere: ‘I care, we can, day win'”!?!?!?!?!?!?!?

    Ste

  8. il fare italiano è la farsa politica europeista per eccellenza senza considerare l’uso dei luoghi comuni con cui ci si esprime senza la minima capacità di pragmatismo efficace!!!

  9. @ste: arturo parisi, lui sì che è un compagno!
    a roma ci sono i manifesti di non ricordo quale partito di destra con le foto di obama e veltroni, sotto al primo c’è scritto “yes he can”, sotto al secondo “no you can’t”
    devo ammettere che ho sorriso
    @theodor: “farsa politica europeista”? che intendi? a me sembra che noialtri stiamo un bel po’ più avanti (o indietro, vedi tu) rispetto al resto del continente
    ciao a tutti
    luca

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