i want you, i want you so bad

regalibabbo natale mi conosce, ormai

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christmas with the yours

pastori
l’immagine di questo pastorello sulla destra, allegramente appoggiato a un fontanile, testimonia come la cattiva abitudine di esagerare con i brindisi durante le feste natalizie risalga proprio agli albori della tradizione
intorno a lui la scena è nota: decine di pastori a piedi nudi (ma non fa freddo?) si avvicinano alla mangiatoia di betlemme per assistere all’evento della natività, per conoscere il bambinello, per portare doni e conforto alla famiglia più chiacchierata della palestina
lui invece è completamente disinteressato, anzi, sorride quasi sardonico e abbraccia l’amico fontanile dando l’impressione di non poter fare altrimenti per mantenere una postura dignitosa
non è necessario un etilometro per capire che il tasso alcolemico di questo giovane pastorello è di gran lunga superiore ai livelli terroristici imposti dal decreto ministeriale dei mesi scorsi, basta osservare i suoi vestiti, il suo comportamento e la sua solitudine
non fate come lui, vecchi miei, state in compagnia e condividete con gli altri la gioia delle feste
e fate i bravi, mi raccomando
auguri
luca

now testify, it’s right outside your door

principenon scrivo un post decente da un bel po’ e me ne cruccio
il mondo sembra andare sempre più in rovina, il nostro paese si affretta a grandi bracciate verso la deriva economica e sociale, la sinistra non dà segni di vita, e io non ho modo di testimoniare tutto ciò né di discuterne con i miei vicini
tra l’altro, mentre per me è solo un problema di tempo, anzi, di assenza di tempo, a costringermi all’afasia internettiana, mi sto rendendo conto che in giro per la rete non stiamo messi meglio
non so, ho come la sensazione di una frustrazione diffusa, di uno scoramento che porta molti dei migliori blogger che conosco a deviare dai temi per i quali li apprezzo e dedicarsi a cose più semplici, più immediate, a volte anche meno impegnative
percepisco quasi un’esigenza di trovare nuove forme, nuove vie, come se il parlare da una finestra a un pubblico distratto non sia più sufficiente per sfogare il proprio disagio e la propria passione
non è il mio caso, lucanellarete non è una finestra, non cerco quanti più lettori possibili, chi passa di qui e legge è il benvenuto, ma questo spazio è per me, lo ribadisco per l’ennesima volta, e per la mia necessità di sfogare e ricordare tutte le cose che mi girano in testa e intorno
perciò languo quando non ho la possibilità di riversare qua dentro le parole che voglio, ma ora basta lamenti

ho appena finito di leggere il ritorno del principe, un libro-intervista di saverio lodato al magistrato roberto scarpinato, una panoramica schietta e brutale sulla storia d’italia dal secolo scorso ai giorni nostri, che non risparmia al lettore nessun pregiudizio, ma offre un punto di vista tremendamente sincero sugli intrecci mafia-politica-massoneria che hanno scandito le vicende spesso tragiche di questo nostro paese
è una lettura importante, un libro che è necessario leggere, che ho sempre voluto leggere
ho assorbito questo libro, l’ho fatto mio, ho fatto mio questo punto di vista e questa visione del potere in italia come entità inscindibile da violenza e controllo, delle oligarchie intramontabili prive di ogni etica che mortificano qualsiasi tentativo di cambiamento, di miglioramento, di evoluzione
il ritorno del principe non lascia spazio a nessun ottimismo, a nessuna briciola di speranza, ed è forse questa la cosa più sconvolgente, soprattutto se si pensa all’autore: un magistrato antimafia della procura di palermo, quindi una delle personalità più coraggiose e più esposte del nostro paese, un uomo che ha fatto della lotta alla mafia e al potere criminale una ragione di vita
man mano che mi avvicinavo alla fine del libro mi interrogavo sempre di più sui motivi che spingono un persona colta ed appassionata a sacrificare una vita per combattere un mostro che lei stessa ritiene invincibile, anzi, un male endemico e necessario per le logiche di potere che da sempre avvelenano il nostro paese

mi sono dato la risposta la settimana scorsa, quando ho visto in televisione l’intervista che l’odioso fazio ha fatto a ingrid betancourt su raitre
guardando questa donna, che probabilmente da quando è stata liberata, cioè ormai da mesi, gira le televisioni e le radio e gli incontri pubblici di mezzo modno per raccontare la sua drammatica vicenda, ho capito quanto è importante testimoniare
pensavo ai sopravvissuti ai campi di concentramento e sterminio nazisti, a quanti di loro non hanno trovato il coraggio di raccontare, troppo grande l’umiliazione, troppo soffocante la consapevolezza della cattiveria umana, troppo necessario nascondere e cercare di dimenticare
e vedevo questa donna così dolce che invece di cedere al peso di un’esperienza così drammatica tentando, per quanto possibile, di scordare le violenze e le ferite fisiche e non solo, ha deciso con immenso di coraggio di testimoniare, di offrirsi, di parlare degli anni tremendi del sequestro e della prigionia perché il suo sacrificio non sia stato vano, e i valori che trasmette non vengano sperperati

ho rivisto nel libro di scarpinato la stessa volontà di testimonianza, la stessa necessità di raccontare la propria esperienza di vita e trasmettere ricordi e passioni al numero maggiore possibile di persone
è questa l’unica risposta di fronte alla frustrazione di un lavoro fondamentale che viene però quotidianamente ostacolato dalle minacce mafiose e dagli interessi dei potenti: l’educazione e la presa di coscienza da parte delle nuove generazioni, l’accensione del cervello popolare, la circolazione di idee e di punti di vista diversi e consapevoli, perché in futuro sappiamo reagire di fronte alle malversazioni e agli abusi dei potenti, alla controinformazione e alla propaganda, alla violenza e alle prevaricazioni, a ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo

lunga vita a roberto scarpinato e a quelli come lui, dunque, e se potete leggete e fate leggere questo libro, è importante

ps: un grazie a tutti quelli che mi hanno ricordato e fatto gli auguri per il mio ventisettesimo compleanno (ma per la questura era solo il quindicesimo) e a cui non ho avuto modo di rispondere per le mie consuete pigrizia e inafferrabilità, però sappiate che vi voglio bene

hands all over

l’omino sorridente sulla sinistra si chiama jon favreau, ha la mia età, e durante gli ultimi tre anni di campagna elettorale è stato l’autore di molti degli storici discorsi di barack obama

il quale, grato, lo ha nominato director of speechwriting per l’intero quadriennio alla casa bianca

ripeto, ha la mia età

la cosa mi disturba alquanto

questa foto invece è stata pubblicata da qualche parte su facebook, e ritrae l’allegro favreau insieme a un compagno di avventure politiche (lo si deduce dalla maglietta, mica dalla birra) e a un cartonato dell’ex first lady, ex candidata alla presidenza, ex sfidante di obama e futuro segretario di stato hillary clinton

in atteggiamenti allegri, diciamo

l’immagine è stata ripresa dal washington post e ha fatto il giro dei network americani

un uomo di fiducia di obama che sbeffeggia l’ex rivale ora amica con gesti incommentabili, chissà che scandalo

dopo tutte le tensioni che ci sono state, dopo tutti i piccoli e i grandi screzi, dopo che per via di questi attriti i democratici stavano per buttare alle ortiche un risultato che è stato poi un successo senza precedenti

poi a maggior ragione dopo che obama si era personalmente prodigato per la riconciliazione con la sua sfidante più combattiva alle primarie democratiche, nominandola prossimo segretario di stato, un incarico prestigiosissimo e perfetto per suggellare la nuova pace tra i due ex contendenti

non so voi, io questo ragazzo l’ho adorato

va be’, mi capirete, ha la mia età

e poi sono sicuro che parecchi di voi su facebook hanno foto alcoliche che non sarebbero gradite ai vostri capi o datori di lavoro, dite la verità

favreau ha dichiarato di aver spedito delle scuse ufficiali alla clinton, e non ha aggiunto altro, molto probabilmente sopraffatto dall’imbarazzo per la bella trovata

il portavoce ufficiale della clinton ha semplicemente risposto che “la senatrice Clinton ha piacere nell’apprendere l’ovvio interesse di Jon nel Dipartimento di Stato, e attualmente sta valutando il suo curriculum”

hate to say i told you so

sacchidevo assolutamente scrivere qualcosa sulla situazione politica, dopo un po’ che trascuro l’argomento gli spunti diventano così numerosi che faccio fatica a trovare un tema abbastanza capiente da contenerli tutti

per di più ora non ho riletto, e credo che sia venuto fuori il solito riassuntino senza capo né coda, nei prossimi giorni magari cerco di aggiustarlo


gli italiani sono un popolo di spregiudicati, o forse solo di incoscienti

deve essere così, se mentre il pianeta sta attraversando una grande crisi che ancora non ha mostrato la sua faccia peggiore, mentre sono in programma milioni di nuovi disoccupati, il crollo di interi sistemi industriali, il fallimento dell’economia as we know it, mentre tutto questo succede, al governo del mio paese abbiamo berlusconi e tremonti, più la solita accozzaglia di impresentabili

che tra l’altro mai come a questo giro mi sono sembrati più inguardabili: voglio dire, chi in europa può vantare come ministri gente dello stesso spessore politico e umano di campioni come bondi, alfano, la gelmini, la carfagna, zaia, la russa..?

e poi mi sembra sempre che ci presentiamo ai grandi appuntamenti della storia con le persone sbagliate: voglio dire, prendiamo il 2001, l’arrivo dell’euro, la rivoluzione delle dinamiche economiche continentali, e noi? berlusconi

e poi il terrorismo, l’undici settembre, la costituzione dei nuovi assetti geopolitici planetari, e noi? ancora berlusconi

e prima il g7 di napoli, seguito poi dal g8 di genova, le grandi vetrine internazionali per il nostro paese, e noi? va be’, ci siamo capiti..

non è paradossale che in questi passaggi chiave, gli italiani si affidino ancora una volta ciecamente a certi individui? no, non lo è, soprattutto se si dà un’occhiata a come stanno combinati dall’altra parte

a parte il fatto che già “altra parte” sono parole grosse, ma qui la situazione è davvero disperata

il partito democratico, di fatto, è allo sbando: tutte le premesse di rinnovamento su cui era stato fondato sono venute meno, i buoni propositi di facce giovani e di nuove dinamiche sono sfumati dopo troppo poco tempo, e gli equilibri e i giochi di potere sono rimasti gli stessi dei due vecchi inconciliabili gomitoli di interessi che lo hanno fondato

al giorno d’oggi il partito delle primarie e delle future generazioni è mortificato dalle nemmeno troppo velate lotte intestine tra un leader che ha commesso un errore dietro l’altro e un ex leader di quindici anni fa che gioca all’avvoltoio sornione e che alle primarie non ha nemmeno partecipato

un insipido duello che non ha nulla di politico, ma che dimostra come i meccanismi di leadership all’interno del pd siano tutt’altro che democratici: anzi, sono meccanismi antiquati, maleodoranti, riflesso di una cultura dell’egemonia e della personalizzazione che avrebbe dovuto essere superata da tempo

e poi latorre che inciucia con la destra a scapito degli alleati, villari venduto che non molla la poltrona, la binetti che spara ad alzo zero su gay e lesbiche, le poche brave persone che abbandonano la nave..

il paese è in fermento, si vede, c’è una crisi economica di proporzioni planetarie che dondola sulle nostre teste come un mitologico spadone, c’è una splendida presa di coscienza generazionale sui problemi di scuola e università che necessita per lo meno di un riconoscimento, c’è l’abominevole problema di alitalia che probabilmente non si poteva gestire peggio, c’è la vicenda di eluana che non riesce a trovare pace, c’è un razzismo che prende sempre più piede.. c’è tutta una serie di questioni politiche e sociali su cui avrei gradito che i leader dell’opposizione, della sinistra, o di quella cosa che più si avvicina, avessero espresso la propria opinione, avessero definito la propria linea politica, avessero preso a cuore come problemi seri e reali

hanno fondato un governo ombra, una bella idea per dimostrare attaccamento alle vicende del paese e per mettere in bella mostra idee alternative, idee di opposizione, rispetto alla pochezza di questo governo: ok, però fatelo, porcazzozza! dite qualcosa, mostrate buonsenso, fate politica, agite!

e invece no, silenzio, toni dimessi, non ci interessa, non rientra nei nostri principali obiettivi

ok, allora analizziamo quali sono le grandi battaglie ideologiche del partito democratico, va bene?

be’ innanzitutto la commissione di vigilanza rai, su cui sono rimasti imbambolati per mesi

che poi se c’è una cosa squallida, da prima repubblica, da democristiani, è proprio la lotta per il controllo sull’informazione pubblica: esiste qualcosa di meno giovane-moderno-democratico, esiste qualcosa di meno “obama”, che concentrare il proprio fuoco sulla poltrona che regala il potere di esclamare frasi del tipo “eh, ma ieri il rappresentante dell’opposizione è stato intervistato 22 secondi meno di quello del governo, protestiamo!”?

e infatti il democristiano villari (esponente del pd ed eletto presidente anche con i voti di qualcun’altro del pd, non dimentichiamolo) ci si è trovato bene, su quella poltrona, e non credo che la lascerà mai, visto il cuscino milionario che deve aver preso per renderla ancora più gradevole

non c’è zavoli (altro volto nuovo..) che tenga, di fronte al padrone

e poi cos’è oggi questa incredibile battaglia al fianco di murdoch?

va bene, è vero, bisogna difendere sempre e comunque il pluralismo televisivo, l’informazione, i posti di lavoro, per carità.. ma murdoch? cioè, di tutte le occasioni in cui si poteva scendere in campo, proprio ora? proprio con murdoch?

inutile dire che questo baratro in cui è precipitato il pd era piuttosto annunciato, fin dalle prime mosse “strategiche” di veltroni alla sua guida (ricordate la rilegittimazione del berlusca post-predellino?), però addirittura fino a questi livelli di desolazione non me l’aspettavo proprio

non so davvero che dire, è deprimente

non ho votato per il pd alle elezioni perché non ci credevo, ma dentro di me ho sempre sperato ingenuamente che riuscisse a smentire tutti i miei pregiudizi

e invece non solo non li ha smentiti, ma ce ne ha aggiunti di altri

ora abbiamo di fronte un enorme matassona irrisolta in cui pesano sempre i vecchi valori, i cannibali, i democristiani, le forze centripete, gli inciuci, i veti gerontocratici, le chiacchiere, gli sgambetti, la chiusura, il passato
ps: non ho parlato di sinistra, perché.. perché.. perché in italia non c’è sinistra, tutto qua