man manu ca passunu i jonna

bongo
ladies and gentlemen, interrompo l’apnea di questo blog per appuntare qua quello che potrebbe essere il mio primo tentativo di classifica
d’altra parte fino a qualche giorno fa il periodo era ideale, con la fine del decennio zero e la consueta carriolata di best of che ciò comporta: io come al solito arrivo tardi, ho fatto passare qualche notte di troppo, ma non c’è da stupirsi
a dirla tutta, ho una certa ostilità mischiata a una buona dose di morbosa curiosità per questa pratica quasi ossessiva: da una parte sembra che l’unico modo per ricordarsi di quello che è successo negli ultimi dieci anni sia porlo in una classifica, dargli un’importanza relativa e giudicarlo, con tutta l’arbitrarietà che ciò comporta; dall’altra ce ne sono talmente tante, di queste liste, che a mettere tutto insieme si compone un mosaico abbastanza curioso e divertente degli zero
questo mio tentativo abbozzato però ovviamente non vuole racchiudere tutto lo scibile: innanzitutto si parla esclusivamente di musica, e poi di musica che soddisfa i misteriosi criteri di importanza del tutto relativa del sottoscritto, senza nessun riscontro con l’ufficialità che altri siti e blog sanno offrire
sono canzoni che sono state significative per me in questo 2009 appena sfumato, anche se la maggior parte non è uscita l’anno scorso né ha avuto particolare successo: è una mia raccolta personalissima, che si basa in buona parte sul numero degli ascolti tra pc e lettore mp3 e in buonissima parte su ragioni puramente affettive, ben sapendo che alcuni titoli risulteranno improbabili, che i criteri di inserimento sono ancora più buffi, e che in fin dei conti non è che ci capisca poi così tanto, di musica
ma che ne sai, magari qualcuna di queste non la conoscete, vi piacerà e mi ringrazierete
mi dispiace solo di aver lasciato fuori tante tante cose, tipo gli xx, atlas sound o la canzone del funghetto (che devo ammettere annoia già al secondo ascolto), però lo spazio è quello che è
dai, cominciamo dalla numero dieci, come quelli bravi

al dieci metto ragged wood dei fleet foxes: è uscita ormai due anni fa, questo è poco ma sicuro, e ha accumulato ascolti per lo più nella primissima e nell’ultima parte di quest’anno, per questo sound natalizio da neve e canzoni intorno al fuoco che quei boscaioli sorprendentemente intonati dei fleet foxes sanno mettere nelle loro composizioni
è una canzone notevole, le voci e le melodie si intrecciano con un’eleganza degna dei migliori crosby stills nash and young, e il disco da cui è presa è sicuramente uno dei più belli e chiacchierati di due anni fa
due anni fa, appunto, ma qui decido io

al nove c’è harvest time dei the clientele: pop raffinato ed autunnale, un disco che sto apprezzando ormai da qualche mese e che ben si sposa con certi lenti pomeriggi casalinghi con i libri aperti e la tazza di tè caldo bollente.. insomma, i miei pomeriggi
non è niente di trascendentale o di difficile ascolto, ma ogni tanto fa bene un po’ di buona musica ben confezionata, che dà una sensazione di eleganza senza tempo, come fosse un bel vestito

all’otto piazzo cosmic love di florence and the machine: una botta di omosessualità e di anni ottanta niente male, un po’ inaspettata per quanto mi riguarda, ma proprio non riesco a smettere di tamburellarne il ritornello nemmeno quando sto in motorino
in più lei è davvero talentuosa e ovviamente ci fuggirei insieme anche stanotte, se non fosse che la convivenza in questa casa nuova mi piace davvero tanto

al sette missed the boat dei modest mouse: questa canzone ha un gran testo, fidatevi

al sei it’s my own cheating heart that makes me cry dei glasvegas: ha raggiunto questa posizione solo grazie agli ascolti ripetuti insieme alla mia ragazza, che se ne è innamorata, e ogni volta che si innamora di una canzone che piace anche a me la adoro un po’ di più
(sono molto sensibile per queste cose, peccato non succeda spessissimo)
loro sono scozzesi e il resto del disco è sinceramente inascoltabile, per quanto mi riguarda, però con questa ci hanno azzeccato

al cinque signs dei bloc party: una delle poche che mi piace (tantissimissimo) dell’ultimo disco, intimacy, che è un abisso più scarso rispetto al capolavoro silent alarm

al quattro stranizza d’amuri, di franco battiato: ovvero, all’improvviso una sconosciuta
trattasi infatti di una canzone che non c’entra niente con le altre, se proprio vogliamo essere sinceri, essendo stata scritta circa trent’anni fa, ma con le sue liriche didascaliche in siciliano stretto ha accompagnato i miei freddi mesi polacchi, scaldandoli con maestria e assurgendo a inaspettata colonna sonora di quell’avventura

al tre girlfriend dei phoenix: nel 2009 ho anche deciso che mi piace la musica francese, perché sì, saranno pure altezzosi, sciovinisti, scapocciatori, ladri di qualificazioni ai mondiali, ma hanno i suoni giusti, soprattutto quelli elettrodanzerecci
e in un anno in cui non nego di aver ascoltato volentieri notevoli composizioni discotecare come i pezzi di justice, daft punk e dei sommi air, voglio mettere sul podio un disco bellissimo come wolfgang amadeus phoenix, e chapeau!

al due in the flowers degli animal collective: merryweather post pavillion è il disco più bello dell’anno, secondo me
ho deciso che mi piacciono i gruppi collettivi, quelli formati da tante teste pensanti, tipo appunto gli animal collective, o anche i tv on the radio, o i minus the bear, o in un certo senso anche gli arcade fire: di solito quando metti tante capocce geniali insieme viene sempre fuori qualcosa di nuovo e intrigante, e in questo disco i frutti sono gustosi e si sentono

e al numero uno, signore e signori, rullo di tamburi, svetta record year for rainfall, dei decemberists: è una canzone scritta un annetto e mezzo abbondante fa, e i decemberists l’hanno presentata in una tourneé di supporto alla campagna elettorale di barack obama
in realtà non ha proprio nulla di politico, è semplicemente una splendida ballata acustica davvero affascinante, ed è senza dubbi la canzone che ho ascoltato e suonato e cantato di più in questo 2009
oh, magari piace anche a voi..

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3 thoughts on “man manu ca passunu i jonna

  1. intanto, si capisce subito che questo post è speciale
    uno, perché la foto mi ricorda qualcosa
    due, perché per la prima volta hai abbandonato l’inglese nei titoli e sei andato al carnale dialetto siculo
    ora, delle canzoni che segnali ne conosco solo due. quella di battiato, e quella dei florence and the machine. la prima – che to dico a fà? – meravigliosa, la seconda, sopravvalutata (sempre per quanto mi riguarda)
    le altre proverò ad ascoltarle.
    sai, mi ci voleva proprio un suggerimento musicale in questo periodo, a coro come sono

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