stop whispering, start shouting

gratismubarak si è dimesso. mi sento come se il mio vicino di casa avesse vinto al super enalotto. (massimo pascucci)

già, ma qui sembra che nessuno abbia intenzione di comprare il biglietto

sono stato alla manifestazione delle donne un paio di domeniche fa a roma, la prima organizzata in maniera seria da quando le schifezze di questo governo sono state soppiantate dalle perversioni private del leader sia nelle chiacchiere del popolo che purtroppo nelle priorità dell’opposizione
minima immoralia da faraone de noantri che da una parte aggiungono nuovo squallore alla sua già meschina persona, dall’altra gli hanno procurato seri problemi con la legge (non con il suo elettorato, pare)
in un certo senso sono convinto che non abbia mai avuto tanta paura della giustizia come in questo periodo, il berlusca, e questo è significativo e piuttosto deprimente se consideriamo i gravissimi misfatti che gli sono stati imputati negli ultimi decenni: dall’alto della sua onnipotenza ha schivato con disinvoltura evasione fiscale e falso in bilancio, riciclaggio, corruzione e mafia, e ora sta sulla graticola per un paio di minorenni
che è comunque un reato, eh, per carità, ma che tristezza

(tutta la situazione mi ripugna talmente che non riesco più a sorriderne, mi vergogno da morire e non so che fare, vorrei urlare che io non c’entro ma non so come
negli ultimi giorni per questioni lavorative ho incontrato un po’ di gente dall’estero, e alla fine l’argomento bunga-bunga veniva sempre fuori tra risate e scherno, e non dovrei sentirmi colpevole, però)

(che poi non è il bunga-bunga, il problema
il problema è che l’idea che con un po’ di bunga-bunga coi potenti un’adolescente possa cambiar vita è un’idea disgustosa, eppure chissà quante la stanno prendendo in considerazione: è il modello facile del gratta-e-vinci, del grande fratello, del calcio, della televisione senza talento, dove sono solo la fortuna o la spregiudicatezza che promettono il successo, e il merito e l’impegno sono idee povere, effimere, senza valore, che nella vita reale non sono mai premiate
la dignità delle donne va difesa, certo: e la dignità di milioni di persone che si fanno un mazzo tanto per salvare se stesse e le prossime generazioni da simili scempi?)

ad ogni modo andare in piazza è stato rincuorante, come sempre, anche se a volte si andava un po’ fuori tema
gli applausi alla comparsa sul palco dell’avvocatessa di andreotti mi sono sembrati quanto meno inopportuni, ma in ogni caso è bello vedere tanta gente unita contro la tirannide, bello leggere tanti cartelli scherzosi, bello sentire la stessa necessità di vedersi e farsi vedere differenti e umiliati da questa italia deprimente, stupida e cattiva, che continua a piangersi addosso e contemporaneamente a fare il male
è possibile raccontare un’italia diversa, quella piazza l’ha fatto, e bene
perché non continuare? perché non proporre un’alternativa vera in parlamento o in qualunque altro posto conti?
basterebbe così poco per riaccendere un po’ di speranza nel futuro, almeno in me

beautiful kids in beautiful trouble

diurnagiusto per completezza, e non solo perché sono innamorato di questo posto, vi regalo anche una veduta mattutina, scattata poche ore dopo l’altra
il sole era già alto, però, magari domattina se non c’è foschia provo a catturare l’alba
non riuscirei mai ad abituarmi a spettacoli così, eppure qui sembrano tutti così distratti, aggrappati ad altro
pecco di ingenuità, lo so

vorrei solo che fosse chiaro che non è il sud che frena l’italia, ma l’italia che frena il sud
anche nel lavoro che faccio io, per quanto in un ambito piuttosto settoriale, ho la dimostrazione quasi quotidiana di come un governo che non governa, come il nostro, nuoccia incommensurabilmente all’economia di aree già depresse, mortificando il lavoro e le speranze di intere comunità
l’eredità del non-governo berlusconi è anche questa, oltre a tante altre cose
e la dignità delle donne c’entra poco, al di là dell’immensa vergogna: è la dignità dell’italia intera che è da recuperare, c’è un intero paese da riacchiappare prima dello schianto definitivo
ci vediamo domenica in piazza

stand up straight at the foot of your love

costieraquello che vedete nella foto è lo spettacolo visibile in questo momento dalla finestra aperta di fronte a me
e siccome non mi aspettavo che in questo albergo ci fosse la connessione internet, ne approfitto per condividere un po’ di disarmante bellezza con voi, visto che è troppo tempo che non lo faccio
e già che sono qui vi allego un po’ di buona musica, perché l’ho fatto anche l’anno scorso e voglio vedere, a partire solo dal numero degli ascolti, quanto sono cambiati i miei gusti in dodici mesi
ladies and gentlemen, la mia personalissima top ten 2010

al numero dieci little lion man di mumford and sons, un gruppo indie folk inglese, che a me ricorda un po’ dave matthews come voce e melodie (non certo come tecnica), e che comunque onestamente non mi ha convinto del tutto
ho sentito il disco più volte, eppure… non lo so, manca qualcosa, per quanto gradevole e ben confezionato, per quanto alcune canzoni (come questa) siano davvero ben fatte, c’è sempre un che di non-originale, non-sincero che non mi convince, e mi dispiace, è un peccato, perché sembra che il disco in giro piaccia
(ma poi il testo del ritornello, ma quanto è brutto?)

al numero nove harold t. wilkins or how to wait for a very long time dei fanfarlo: ecco, loro invece sì
un pezzo molto più sincero, più sentito, e per questo più gradevole e giocoso
la differenza è sottile, e però anche dal vivo si vede che questi si divertono, che riescono a coinvolgere pur non essendo fenomeni, quelli di prima erano quattro salamoni appesi ai microfoni, dai
(un giorno mi daranno dei soldi per scrivere recensioni musicali di questo livello, già lo so)

al numero otto monster degli you say party, canadesi, che prima si chiamavano you say party! we say die! ed era un nome perfetto, poi però gli muore davvero il batterista, un tale clifford, sul palco e allora decidono di cambiare “out of respect for clifford and the evolution of life”
che storia
io li amo, a me le musichette dance-punk-elettroniche mi piacciono tanto tanto, e non solo perché hanno dei nomi fantastici (!!!, does it offend you yeah?, battles)
sto crescendo, mi stanno cambiando i gusti, sono un po’ meno intollerante al sintetico e al campionato

al numero sette couples di meric long: lui è il cantante/chitarrista/compositore dei dodos, è un maestro assoluto e si sente
mi innamoro di qualunque cosa scriva

al numero sei maquiladora dei radiohead, perché anche i loro pezzi più sconosciuti sono il fomento vero
in particolare questa canzoncina ha ormai quindici anni, era nel lato b di high and dry e apparteneva a quel momento irripetibile e irripetuto dei radiohead in cui le chitarre la facevano da padrone e riempivano le canzoni di energia e sentimento
tante chitarre, tanto amore
una perla

al numero cinque lloyd i’m ready to be heartbroken dei camera obscura, una canzone risposta a un tizio da me misconosciuto di nome lloyd cole che negli anni ottanta chiedeva cantando se eravamo pronti ad avere il cuore spezzato
e io sì, la ascoltavo quando ripetevo fino allo sfinimento l’ultimo esame all’università, ed ero pronto alla sofferenza
allegra e frivola, un po’ retro, molto furba

al quattro airplanes dei local natives
la canzone è bellissima, loro sono un gruppo che non può non stare simpatico, cinque ragazzi che vivono insieme e scrivono insieme e suonano insieme tutto il santo giorno, un gruppo di coinquilini
un video che rende benissimo quella che deve essere l’atmosfera della loro esperienza è questa cover di cecilia di simon and garfunkel, registrata che più amatorialmente non si può proprio a casa loro

ma andiamo col podio
al numero tre ci sono gli arcade fire con the suburbs
che meraviglia, sia la canzone che il disco
la canzone perché è uscita da scaricare gratis sul loro sito un bel po’ prima del disco, e ovviamente l’ho fatta mia immediatamente
e avevo una voglia matta di un loro disco, davvero, perché sono il mio gruppo di riferimento degli ultimi dieci anni e so che sarei stato bene, ascoltandolo
ed è successo, sedici canzoni di piacere, di stare bene, di essere contento
il video poi..
che meraviglia

la canzone quasi più ascoltata per il 2010 ormai chiuso è your ex-lover is dead degli stars, un capolavoro pop che mi piace tanto tanto
non è uscita proprio ieri, però è talmente completa che ha preso il sopravvento quasi su tutte le altre
se ho capito bene, il testo parla di una ex coppia che si reincontra per caso dopo tanto tempo, e mentre lui dà una dimostrazione di superficialità e di insensibilità davvero devastanti, del tipo che per tutta la sera fa fatica a ricordarsi il nome di lei, lei invece ricorda la ferita che la loro rottura le ha lasciato, il dolore che le è costato superarla, l’orgoglio di esserci riuscita e di aver chiuso definitivamente le porte a un’eventuale riavvicinamento
e in chiusura, la consapevolezza matura che la colpa non è di nessuno, che è stato bello rivedersi ma che è finita e non c’è rimasto niente da salvare
perfetta

ma la numero uno incontrastata è bloodbuzz ohio dei national
ok, nel 2010 il piccolo luca ha conosciuto i national e si è innamorato
ha sviscerato violet hill fino all’ultima nota, l’ha trovato magnifico, ma poi ha conosciuto the boxer e ha detto che è ancora meglio, più importante, più  intenso, più coerente
e avrebbe messo volentieri green gloves come prima, o anche vanderlyle crybaby geeks
poi però anche la sua piccola angelica ha conosciuto i national e si è innamorata
e questa canzone ha trionfato

ascoltate questa musica, gente, forse vi piacerà