stand up straight at the foot of your love

costieraquello che vedete nella foto è lo spettacolo visibile in questo momento dalla finestra aperta di fronte a me
e siccome non mi aspettavo che in questo albergo ci fosse la connessione internet, ne approfitto per condividere un po’ di disarmante bellezza con voi, visto che è troppo tempo che non lo faccio
e già che sono qui vi allego un po’ di buona musica, perché l’ho fatto anche l’anno scorso e voglio vedere, a partire solo dal numero degli ascolti, quanto sono cambiati i miei gusti in dodici mesi
ladies and gentlemen, la mia personalissima top ten 2010

al numero dieci little lion man di mumford and sons, un gruppo indie folk inglese, che a me ricorda un po’ dave matthews come voce e melodie (non certo come tecnica), e che comunque onestamente non mi ha convinto del tutto
ho sentito il disco più volte, eppure… non lo so, manca qualcosa, per quanto gradevole e ben confezionato, per quanto alcune canzoni (come questa) siano davvero ben fatte, c’è sempre un che di non-originale, non-sincero che non mi convince, e mi dispiace, è un peccato, perché sembra che il disco in giro piaccia
(ma poi il testo del ritornello, ma quanto è brutto?)

al numero nove harold t. wilkins or how to wait for a very long time dei fanfarlo: ecco, loro invece sì
un pezzo molto più sincero, più sentito, e per questo più gradevole e giocoso
la differenza è sottile, e però anche dal vivo si vede che questi si divertono, che riescono a coinvolgere pur non essendo fenomeni, quelli di prima erano quattro salamoni appesi ai microfoni, dai
(un giorno mi daranno dei soldi per scrivere recensioni musicali di questo livello, già lo so)

al numero otto monster degli you say party, canadesi, che prima si chiamavano you say party! we say die! ed era un nome perfetto, poi però gli muore davvero il batterista, un tale clifford, sul palco e allora decidono di cambiare “out of respect for clifford and the evolution of life”
che storia
io li amo, a me le musichette dance-punk-elettroniche mi piacciono tanto tanto, e non solo perché hanno dei nomi fantastici (!!!, does it offend you yeah?, battles)
sto crescendo, mi stanno cambiando i gusti, sono un po’ meno intollerante al sintetico e al campionato

al numero sette couples di meric long: lui è il cantante/chitarrista/compositore dei dodos, è un maestro assoluto e si sente
mi innamoro di qualunque cosa scriva

al numero sei maquiladora dei radiohead, perché anche i loro pezzi più sconosciuti sono il fomento vero
in particolare questa canzoncina ha ormai quindici anni, era nel lato b di high and dry e apparteneva a quel momento irripetibile e irripetuto dei radiohead in cui le chitarre la facevano da padrone e riempivano le canzoni di energia e sentimento
tante chitarre, tanto amore
una perla

al numero cinque lloyd i’m ready to be heartbroken dei camera obscura, una canzone risposta a un tizio da me misconosciuto di nome lloyd cole che negli anni ottanta chiedeva cantando se eravamo pronti ad avere il cuore spezzato
e io sì, la ascoltavo quando ripetevo fino allo sfinimento l’ultimo esame all’università, ed ero pronto alla sofferenza
allegra e frivola, un po’ retro, molto furba

al quattro airplanes dei local natives
la canzone è bellissima, loro sono un gruppo che non può non stare simpatico, cinque ragazzi che vivono insieme e scrivono insieme e suonano insieme tutto il santo giorno, un gruppo di coinquilini
un video che rende benissimo quella che deve essere l’atmosfera della loro esperienza è questa cover di cecilia di simon and garfunkel, registrata che più amatorialmente non si può proprio a casa loro

ma andiamo col podio
al numero tre ci sono gli arcade fire con the suburbs
che meraviglia, sia la canzone che il disco
la canzone perché è uscita da scaricare gratis sul loro sito un bel po’ prima del disco, e ovviamente l’ho fatta mia immediatamente
e avevo una voglia matta di un loro disco, davvero, perché sono il mio gruppo di riferimento degli ultimi dieci anni e so che sarei stato bene, ascoltandolo
ed è successo, sedici canzoni di piacere, di stare bene, di essere contento
il video poi..
che meraviglia

la canzone quasi più ascoltata per il 2010 ormai chiuso è your ex-lover is dead degli stars, un capolavoro pop che mi piace tanto tanto
non è uscita proprio ieri, però è talmente completa che ha preso il sopravvento quasi su tutte le altre
se ho capito bene, il testo parla di una ex coppia che si reincontra per caso dopo tanto tempo, e mentre lui dà una dimostrazione di superficialità e di insensibilità davvero devastanti, del tipo che per tutta la sera fa fatica a ricordarsi il nome di lei, lei invece ricorda la ferita che la loro rottura le ha lasciato, il dolore che le è costato superarla, l’orgoglio di esserci riuscita e di aver chiuso definitivamente le porte a un’eventuale riavvicinamento
e in chiusura, la consapevolezza matura che la colpa non è di nessuno, che è stato bello rivedersi ma che è finita e non c’è rimasto niente da salvare
perfetta

ma la numero uno incontrastata è bloodbuzz ohio dei national
ok, nel 2010 il piccolo luca ha conosciuto i national e si è innamorato
ha sviscerato violet hill fino all’ultima nota, l’ha trovato magnifico, ma poi ha conosciuto the boxer e ha detto che è ancora meglio, più importante, più  intenso, più coerente
e avrebbe messo volentieri green gloves come prima, o anche vanderlyle crybaby geeks
poi però anche la sua piccola angelica ha conosciuto i national e si è innamorata
e questa canzone ha trionfato

ascoltate questa musica, gente, forse vi piacerà

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4 thoughts on “stand up straight at the foot of your love

  1. La foto è bellissima, e complimenti per la playlist!
    I mumford and sons li sento quasi nell'aria osservando un paesaggio del genere. Forse mi sarebbe piaciuto ascoltarli di mattina.
    Beh i Radiohead sono SEMPRE adatti, e i the national che dirti, amo ogni loro canzone. In questi giorni mi ritrovo ad ascoltare "Exile Vilify", se non la conosci corri ad ascoltarla! E' meravigliosa.

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