fatemela vedere, prima che mi quereli

si pregabreve episodio esplicativo sui livelli di spudoratezza sistematica raggiunti dall’evasione fiscale nel nostro bel paese
(del tipo che il napalm diventa un’opzione interessante, del tipo..)

solo due parole per descrivere la scena, lascio i commenti ai lettori
posto da aperitivi fighetti in una qualsiasi località di villeggiatura marittima sulla east coast
sabato, serata gagliarda, l’estate è ormai cominciata e il pueblo non chiede altro che entrare nel tunnel del divertimento
il locale è di quelli che non ti puoi avvicinare al bancone, devi necessariamente trovare un posto e sederti, pensano i camerieri a tutto
ti arrendi e ti siedi con i tuoi amici, ordini, vieni servito, ti godi la bella serata
chiedi il conto
il cameriere zelante ti presenta il pezzetto di carta ritratto nella foto, e si intasca i tuoi soldi
leggi
“si prega di ritirare lo scontrino fiscale alla cassa”
ti giri e ti rendi conto che la cassa è casualmente a qualche miglio marino di distanza dal punto panoramico dove ti hanno fatto sedere
il locale è pieno
tu hai fame, non hai ancora mangiato, vorresti andare via
rileggi il biglietto e capisci che devi alzarti dalla tua comoda poltroncina vista mare, sgomitare tra i giovani pettinati per raggiungere la cassa, solo per poter aver in cambio uno scontrino fiscale
che ovviamente la solerte cassiera avrà già battuto…

io mi sono alzato e l’ho chiesto, il mio scontrino
anzi, avrei chiesto lo scontrino anche per i settanta tavoli intorno a me che hanno ricevuto l’analogo foglietto, se solo avessi avuto un po’ più di coraggio
all’inizio la cassiera mi voleva far pagare nuovamente i venti euri, ma poi ha ceduto e a malincuore mi ha dato quello che mi spettava
le ho risparmiato il predicozzo solo perché la sapevo vittima del meccanismo, cagna maledetta con poche possibilità di comportarsi onestamente
uscendo con il prezioso tagliando tra le mani, ho avuto la netta impressione che tutti – clienti, dipendenti, passanti, popstar sulle diverse tv accese – avessero interrotto la loro serata e si fossero fermati a fissare me

ma sono io a dover essere guardato male?
o chi ruba?
perché chi evade ruba, non ci sono scuse
poi la mattina leggi titoli come questi e ti sale un po’ di rabbia no?
sì, gestore del locale fighetto di cui sopra, ce l’ho con te
io non credo tu abbia problemi di sopravvivenza
anzi, ti immagino briatoreggiare abbronzato e spaccone mentre sorvegli i tuoi dipendenti in nero, uno sguardo al passeggio sul lungomare e uno al tuo riflesso calcolato su uno degli specchi del locale, e sorridi compiaciuto delle tue malefatte, portafogli gonfio e coscienza a posto, convinto che sia giusto così, perché là fuori è una giungla e solo i furbi si salvano
ecco io credo che tu sia un ladro
e ti odio, perché il fesso per te sono io