veramente vivo in tempi bui

canaleforse il cambio di piattaforma non è servito a molto, faccio ancora passare troppo tra un post e l’altro
e non è solo una questione di tempo a disposizione

leggo le cose che scrivevo anni fa e le trovo bellissime, senza falsa modestia
avevo una profondità, una consapevolezza, una rapidità di trasformare il pensiero in parola, che temo di aver perso, o comunque di aver impolverato
è che sono cresciuto, nel frattempo, e se da una parte ho raggiunto l’autonomia e l’autoconsapevolezza, dall’altra sento che questa indipendenza si riflette in una sostanziale dipendenza da me stesso, e dunque in preoccupazione per la limitatezza delle mie risorse, di qualsiasi tipo siano
in pratica forse sono meno self-confident, perché con gli anni mi sto guadagnando “qualcosa da perdere”, a pugni chiusi e a denti stretti, e mi sono messo sulla difensiva, mentre prima ero più intrepido, incurante di sprecare le mie abilità nelle cose che facevo (e faccio ancora)
ok basta, sto parlando da solo

(d’altra parte, parlando in generale, bisogna avere sempre più fiducia nei mezzi propri, perché altri mezzi non ci sono, o ce ne sono sempre meno
come fai a sentirti ancora sicuro di te, quando tutto intorno a te sembra remarti contro? quanta sicurezza devi avere, per pensare che le cose andranno bene?
quanto devono essere larghe le tue spalle, per credere nel tuo futuro qui, in italia?)

l’aver abbandonato così spesso e così a lungo questo posto, indipendentemente dalla pigrizia o dalla frenesia della mia vita moderna, paradossalmente riflette anche la preziosità che ha raggiunto per me: qui metto in ordine la confusione che c’è là fuori, che è talmente disarmante che non può non essere voluta; qui raddrizzo ciò che mi sembra storto, e vedo le cose da una prospettiva solo mia
penso ai tanti episodi di pura schifosa violenza razzista degli ultimi giorni, penso al rogo al campo nomadi di torino, degna conclusione di un indegno corteo di protesta contro un’intera comunità per un presunto stupro perpetrato contro una minorenne
(e al corteo, insieme agli ultras della giustizia sommaria, partecipava anche la segretaria locale del pd, e chissà quanti altri esponenti della cosiddetta sinistra)
minorenne che ha poi confessato di essersi inventata l’abuso per giustificare la sua prima volta con il suo ragazzo
quanto storto c’è, in questa storia?
c’è una ragazza che nell’italia del 2011 si vergogna del sesso, e preferisce passare per stuprata che per innamorata
c’è un paese in cui l’assurdo modello del rom violento e stupratore è talmente radicato che i nazisti ci giustificano i raid sempre più frequenti e le sedicenni lo usano per schivare i rimproveri dei genitori
c’è una sinistra che partecipa ai cortei filonazisti per “solidarietà alla ragazza” e “attaccamento al territorio e alle periferie”
ma soprattutto c’è una stampa che dà improvvisamente grande risalto alla notizia non per la violenza e la barbarie del rogo ai danni di una comunità inerme e pacifica, causati dalla crudeltà del pensiero disumano e irrazionale, alimentato da decenni di non-politica squallida e ignorante, di persone che hanno trovato un nemico in uno stereotipo senza senso
no, il motivo della visibilità mediatica è che lo stupro non c’è stato, e dunque il linciaggio non sembrava così giustificato, quasi a dire “la prossima volta che date fuoco, controllate prima che lo stupro ci sia, altrimenti che figura ci fate?”
questo è lo storto, nella storia

penso ai due ambulanti uccisi e ai tre massacrati a firenze da quell’infame fascista qualche giorno fa, solo perché africani
(tra l’altro pare che la prima versione dell’articolo del corriere che ho linkato come riferimento parlasse di due vù cumprà uccisi) (vù cumprà, il corriere della sera, nel 2011)
penso al fatto che queste vittime non hanno mai nome, che si tratta sempre di africani, senegalesi, immigrati, clandestini (e mai di mor diop e modou samb), che non hanno storia, che sono tutti uguali, che nessuno li rimpiangerà
penso poi alle solite interviste ai concittadini dell’assassino, lui sì che ha una storia alle spalle che bisogna divulgare, una vita che vale la pena raccontare: penso alle indagini giornalistiche su gusti e abitudini del killer, descritto immancabilmente come una persona tranquilla e solitaria, con i fascisti suoi compari che si affrettano a prendere le distanze e a cancellare ogni traccia di complicità
e tutti a dire che è un caso isolato, che il razzismo non c’entra, che era “pazzo”, che era “malato”
quando evidentemente non è così, e anzi è necessario che tutti sappiano cosa è il fascismo, allora come ora, è fondamentale educare le menti imberbi che ancora subiscono i telegiornali che predicare violenza e sopruso per decenni porta solo e soltanto a questo, che individuare come nemici i più deboli è la cosa più stupida e nefasta che si possa escogitare

wow, scrivere qui mi piace, mi scrolla un po’ di polvere e mi mette in gioco più che mai
va be’ niente, tornerò a farlo più spesso, così magari finalmente smetto di parlarne

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2 thoughts on “veramente vivo in tempi bui

  1. Ancora non mi ero complimentato per il cambio di casa. Lo faccio qui anche se un po’ OT.
    Bravo anche a te. Buffa, questa diaspora più o meno contemporanea di noi splinderiani.
    Comunque, buon 2012 e scrivi, scrivi, scrivi.

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