cosa ti aspetti da me?

frattali

buon natale eh
come, non s’era detto che per noi è natale tutto l’anno?
e allora auguri, vecchi miei
oh oh oh

e visto che di solito è sotto natale che fanno i bilanci dell’anno appena trascorso, ritengo di essere perfettamente in tempo per srotolare qui la mia personalissima classifica delle dieci canzoni più ascoltate del 2011

(madò che brutto incipit che mi sono inventato, argh)
(va be’, andiamo con la musica va, che è meglio)

al numero dieci next exit degli interpol, la traccia iniziale di antics, il loro secondo disco
che è incredibilmente bello, soprattutto considerando che il primo era incredibilmente bello
è una traccia lenta, da ripartenza, me li immagino, quei quattro ragazzi, reduci da un tour infinito per la promozione di turn on the bright lights, con i postumi del successo esplosivo e l’etichetta soffocante di icone della nuova ondata indie newyorkese, che vorrebbero tanto rilassarsi prima di ripartire
e allora tirano fuori questa ennesima dichiarazione d’amore alla city, che è parte di loro e loro sono parte di lei, che li protegge e li aiuta a farsi forza, ché la strada è lunga
e poi niente, subito dopo parte evil e siamo di nuovo tutti a scapocciare

al nove metto in our bedroom after the war degli stars, che sarà pure schifosamente dolce ma a me questo tipo di dolcezza piace assai, ne vado ghiotto
la guerra è finita, è tempo di festeggiare, e noi festeggiamo standocene a letto, chiusi in stanza
è finita la guerra dentro di noi, e finalmente abbiamo modo di riappacificarci con noi stessi, ed è un giubilo quando succede, una vera esplosione di gioia, dopo tanta sofferenza
(di solito non capisco mai i testi delle canzoni, preferisco sempre dare una mia interpretazione, che magari non c’entra niente ma secondo me “suona bene” con il resto)

all’otto parklife dei blur
che avrà pure raggiunto ormai la maggiore età, come canzone, ma è troppo divertente
l’ho riascoltata l’anno scorso per caso al matrimonio di un mio caro amico, quasi persa in mezzo alle banalità del solito dj intrattenitore mediocre, eppure appena l’ho riconosciuta ho iniziato a ballare come un disperato, 90’s kid che non sono altro
ecco, la vedevo come la voglia di festeggiare che avrei voluto trasmettere il giorno del mio matrimonio, tutta salti e risate e spensieratezza brit-pop

al sette another world dei chemical brothers
un po’ di elettronica fa bene
la canzone mi ricorda la vacanza estiva in sardegna, gli spostamenti in macchina, fissare il sole basso di fronte al finestrino dopo che il mare ti ha asciugato la pelle e la mente da tutti i pensieri

al sei i deftones con digital bath
ecco, a questa invece associo ricordi completamente diversi
questa è la canzone del risveglio brusco e di cattivo umore, della metro a di roma la mattina rigorosamente in piedi, delle spinte e dei capelli della gente parcheggiati sotto il mio naso, delle facce pallide e della assoluta impermeabilità a qualsivoglia contatto umano, almeno fino al primo caffè
la voce di chino moreno e il muro di suono delle chitarrone dei deftones mi hanno aiutato parecchio

la prima canzoncina italiana è al numero cinque, ed è il giorno dopo di eva mon amour
“potevamo prenderci per mano
ma tu la mano l’hai nascosta nella tasca
potevamo prenderci per culo
ma tu il culo l’hai nascosto sulla faccia”
grandi

al quattro le coppie de i cani, la novità indie italica più chiacchierata del 2011
(che poi tipo mi sa che tipo è l’unica canzone del 2011 della lista, tipo)
in tutta franchezza, all’inizio pensavo oh no, un altro sfigatone pompato dai giornaletti hipster che già solo per questo mi dovrebbe stare antipatico, tipo vasco brondi
però poi ho realizzato che alla fine nella categoria di cui sopra rientrano anche gli offlaga disco pax, e io quei mattacchioni lì li adoro, dunque bando ai pregiudizi, diamo una chance anche a questo sconosciuto dalle belle speranze, per di più romano!
e ho fatto bene, perché lui, il pischelletto che si è nascosto tanto furbescamente per mesi dietro i cani (in tutti i sensi), è bravo e simpatico, e la canzone è un manuale della vita di coppia davvero appropriato, quasi sconcertante per la sua aderenza alla realtà meno conosciuta delle dinamiche amorose
(certo se non vi piacciono gli arrangiamenti fatti con la tastierina casio allora potete anche saltare alla tre)

al terzo posto tra le canzoni che ho più ascoltato nel 2011 c’è in the mausoleum di beirut
ma potrebbe esserci qualsiasi altra sua canzone, l’anno scorso ho divorato la sua discografia, mi ha aiutato a mantenere gli orizzonti aperti

al secondo posto the last of the melting snow dei leisure society
che lo so che a luglio, con settanta gradi all’ombra, parlare di neve che si scioglie è perlomeno sconveniente, eppure la canzone merita
è di una dolcezza sconfinata, io l’ho scoperta guardando il teaser video della realizzazione di tree of codes, l’ultimo libro di jonathan safran foer, uno dei miei autori viventi prediletti
(non so se parlarvi del libro o della canzone, a questo punto)
va be’, fatto sta che questa colonna sonora meravigliosa è comparsa nella mia vita proprio al momento giusto per restarci incatenata per sempre: era il periodo in cui l’assorbimento nello stress pre-matrimonio non era ancora giunto, c’era solo l’incantesimo dell’idea di preparare il giorno più bello della mia vita, e questa canzone era perfetta per accompagnare il mio mood da innamorato perso

la canzone che però ho ascoltato di più nel 2011 è di tutt’altro genere, come al solito
è vestirsi male dei ministri
è il tipo di testo che mi sento cucito addosso al primo ascolto, perché racconta la mia generazione, quella in cui non ho mai trovato pace
un po’ come i pariolini di diciott’anni de i cani, oppure i giovani d’oggi degli afterhours: il sabato in barca a vela lunedì al leoncavallo, e io a guardarli schifato, con solo la voglia di scatarrarci su
figli educati con le scarpe ancora bianche, io le sporcavo per sembrare un po’ più interessante
c’è tutto un disagio tardoadolescenziale che mi risale, ogni volta che la ascolto, e sono contento che uno dei gruppi più interessanti in giro in italia sappia raccontare con tale precisione le cose che sento io

buon ascolto!

(buon ascolto davvero, perché quest’anno le canzoni ve le faccio anche scaricare, le trovate qui, sperando di non pestare i piedi a nessuno)

(scusate, non riesco a non ripensarci: con l’ignobile trovata introduttiva del post mi sarò sicuramente giocato anche l’ultimo lettore di questo blog, me lo confermate?)

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