congratulations on the mess you’ve made of things

maialipiù passa il tempo, più le mie fosche previsioni di qualche tempo fa raggiungono un nuovo grado di certezza, e di spavento
penso proprio che di monti, e di ciò che monti rappresenta e sottintende, non ci libereremo più

pensiamoci
un annetto fa circa, il governo tecnico del neosenatore mario monti è chiamato all’ingrato compito di tamponare il prima possibile le innumerevoli falle di un paese in pieno inabissamento, sia dal punto di vista economico-finanziario (alla nostra generazione il mondo del lavoro ce lo insegna briatore) che della credibilità internazionale (abbiamo ancora lo stesso parlamento che ha ritenuto credibile ruby nipote di mubarak)
emergenza, stiamo andando a fondo, un intero sistema sta implodendo e le conseguenze potrebbero essere micidiali, meglio salvare il salvabile prima che sia troppo tardi: monti, ci dai una mano a fare un po’ di pulizia? solo dal punto di vista dei conti, eh, ché delle faccende di parapolitica gradiremmo continuare a occuparcene noialtri! sai com’è, ce lo chiede l’europa…
e monti sale in cattedra e ci dà una lezione memorabile su cosa sia un governo di destra
fa male, eh? fa ancora tanto male, e chissà per quanto altro tempo soffriremo
va be’ ma lo sapevamo, no?

già, ora però ci si avvicina alla scadenza, tra qualche mese potrebbe cambiare tutto, se ancora la nostra costituzione ha ancora un senso dovranno esserci le elezioni: addio monti? i tecnici lasceranno il posto ai politici? cosa succederà?

niente, è chiaro
a meno che il pd non sfondi quota 60% (seeee va be’…), l’europa, i mercati, bruxelles, draghi, babbo natale o il megadirettore galattico continueranno a chiederci la stabilità, la professionalità, l’irreprensibilità dell’esecutivo bocconiano, e chiunque raggiunga la velleitaria possibilità di confezionare un governucolo rammendato dovrà inesorabilmente inchinarsi alla corazzata dei poteri forti
all’interno della quale corazzata occupa le migliori cabine vista mare la stragrande maggioranza della stampa, dell’imprenditoria e della finanza italiana, dunque tutte quelle belle facce che possiamo a ragione considerare cause della crisi, o comunque persone informate sui fatti
e credo bene che anche buona parte della classe politica italiana, sporco impossibile che inquina le italiche istituzioni da fin troppo tempo, sarà più che contenta di mettersi da parte, godersi il viaggio tutto spesato per i prossimi cinque anni al minimo dello sforzo, e lasciare a un anziano docente l’onere del fiscal compact
chi glielo fa fare di sporcarsi le mani? le condizioni ci sono tutte: che ci sia o meno una riforma, in ogni caso non ci sarà una maggioranza netta, se non quell’orrida accozzaglia di pd+sel che dopo il voto si aggrapperà con malcelato sollievo al barcone di esodati berlusconiani (casini, passera, montezemolo…), per ammassare un pastone eterogeneo sotto tutti i punti di vista (tranne uno, il peggiore) che non avrebbe altro compito che quello di dare una copia delle chiavi di casa al tutore bocconiano, liberi poi di aprire tutte le credenze e mangiare tutto il mangiabile

mi fa schifo, tutto ciò, ma non vedo alternative plausibili, non qui, non in questa italia post-costituzionale in cui il parlamento, la rappresentanza, la democrazia non hanno più un senso, non possiamo fare nulla, in mano non ci è rimasto alcun potere
ma allora spiegatemi a cosa servono i politici

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