so tell yourself it will be ok, remind yourself that you’re not just in it for the money

haremscusate ma cosa dovrei trovare di tanto eroico nel “passo indietro” di giannino, se si tratta solo di dimissioni da presidente del suo movimento uber-liberista, e se dunque rimane in ogni caso candidato premier come un pregiudicato qualsiasi?

spendo i miei due centesimi sulle prossime elezioni e sulle mie intenzioni di voto, visto che manca poco e non voglio correre il rischio di rimandare a quando sarà tardi (c’è un silenzio elettorale alle porte, che aspetto come si aspetta l’occhio del ciclone)

prendo spunto dal risultato del sempre ottimo test pre-elettorale di openpolis, che come ogni volta mi conferma sostanzialmente le mie sensazioni in vista delle urne, e mi ricollego al post di qualche giorno fa su monti e sulla sua figura ambigua, che si fa sempre più minacciosa per gli equilibri di un probabile governo di centro-sinistra
visto che l’ultima volta, per colpa mia ma anche altrui, ho praticamente buttato il mio voto, a questo giro non voglio che accada, non voglio che si disperda il mio diritto democratico, non voglio fornire assist a nessuno
a maggior ragione se il partito che volevo votare partecipa alla coalizione favorita in the first place

darò il mio voto a sel
e per la prima volta lo darò anche con una certa minima convinzione (di cui sono un po’ spaventato, lo prendo come un segnale inequivocabile del fatto che sto invecchiando), perché mi piace vendola, perché mi piacciono le idee e i progetti di sinistra, mi piace il buon governo di buon senso in puglia e mi piace che nel prossimo parlamento si possa dare evidenza a tante questioni sociali che finora sono state censurate e che in un governo puramente tecnico-amministrativo rimarrebbero nel cassetto
e poi per il seguente ragionamento: come ho già detto, sono convinto che la coalizione italia bene comune vincerà sì le elezioni, ma senza avere la maggioranza assoluta, e dunque si troverà appollaiata sulle spalle la scomoda alleanza con il centro catto-tecno-finanziario che tanto schifo mi fa
e allora è bene, anzi, è fondamentale che nel grande calderone di governo sia ben presente e si faccia sentire la sinistra, è necessario che bersani abbia ben chiaro che non si deve solo guardare alle probabili insopportabili richieste di un casini qualsiasi, ma che c’è una base sostanziosa di elettorato di sinistra che si aspetta qualcosa di sinistra dal futuro esecutivo
è un voto per e soprattutto contro, per spingere sulle istanze sociali e per contrastare il potere ricattatorio che può avere un alleato scomodo a urne chiuse e nel dibattito mediatico

(purtroppo, sto parlando sempre esclusivamente a livello di politiche sociali, perché di sicuro l’agenda monti-draghi-trichet di spietate ricettine economiche per risollevare i mercati e probabilmente raderci al suolo non sarà toccata, chiunque sia a guidare la bagnarola
e questo è l’amaro che non se ne va dalla mia testa, perché sono sicuro che un governo di centrosinistra potrebbe trovare e spingere per soluzioni meno devastanti dal punto di vista civile per arginare la deriva economica del paese
sto parlando di allentare i limiti crudeli di spesa concessi da bruxelles agli stati membri, per permettere maggiori investimenti in settori fondamentali della nostra spina dorsale economica, mortificati dalla morsa delle tasse e del rigore a tutti i costi
sono convinto che con la collaborazione di altre nazioni, come la francia di hollande, si potrebbe scardinare il monopolio tedesco della gestione della crisi, che sembra schiacciare i più deboli – vedi grecia – piuttosto che recuperarli
invece questo centrosinistra si è adeguato pedissequamente al pensiero unico di merkel e compagnia, vaglielo a spiegare te che ci può essere un’alternativa migliore, sicuramente meno farneticante di quelle proposte da grillo e la lega)

mi resta comunque l’impressione che sarà un voto che varrà poco, perché se è vero che il movimento 5 stelle sarà la seconda forza politica del paese, è assai probabile che non si riuscirà a trovare una maggioranza solida in un parlamento pieno per più della metà di burattini comandati più o meno a distanza (penso anche alle marionette in mano all’altro burattinaio, quello che in televisione ci va eccome)
dunque si tornerà a votare con le stesse dinamiche nel giro di pochi mesi, con le conseguenze a dir poco disastrose di un periodo così lungo di anarchia casinista per le nostre finanze

non mi piacciono affatto tutti quelli che dicono che queste saranno le elezioni più importanti degli ultimi anni, perché mi sembra una frase fatta che viene di volta in volta ripetuta come se niente fosse
e però mi sembra che abbiamo spalle sempre meno larghe per sopportare altri anni di disgustosa idiozia istituzionale

nothing that has happened so far has been anything we could control

righema perché monti si è candidato?
è un po’ che me lo chiedo e più ci penso, più mi sembra che il professore, da una salita/discesa/sterzata in campo non avesse altro che da perderci
ha già un suo seggio da senatore a vita, ha già compiuto senza troppi sforzi né scrupoli la sua missione di salvezza dei conti pubblici rimettendo a noi tutti i debiti, come noi li abbiamo sempre pagati, e lo ha fatto senza minimamente sfiorare lo status quo che per decenni aveva consapevolmente scavato l’enorme fossato e che negli ultimi anni ci aveva spinto sull’orlo
in linea di principio avrebbe potuto vivere di rendita, godere dei crediti ottenuti con la sua opera di deus ex machina e organizzare comodamente per tempo il trasloco al quirinale
e invece è lì in prima fila, a guidare l’allegra masnada dei pastosi democristiani non biodegradabili, una coalizione inguardabile che tutti i sondaggi danno parecchio dietro gli altri
non me lo spiego

avrà pure ordinato dei sondaggi esplorativi, il potente senatore, prima di prendere una decisione
avrà pure capito che, nonostante l’anti-talento politico del pd, sarebbe stato difficile strappare a bersani e compagnia una maggioranza se non altro relativa
avrà pure immaginato che il berlusca non si sarebbe certo messo da parte per aiutarlo nella contesa elettorale, e che anzi avrebbe utilizzato tutta la sua potenza di fuoco per annullarlo
avrà pure valutato l’impatto non esattamente positivo che la sua credibilità di uomo ineccepibile sempre circondato dall’eccellenza avrebbe subìto da un’alleanza con quei sempreverdi antropomorfi di fini, rutelli e casini
eppure

eppure niente, chi se ne importa, bando alla coerenza, buttiamoci nella mischia come se nulla fosse
andiamo in televisione, accarezziamo pucciosi animali domestici, solleviamo polemiche sterili e fuffose, strizziamo occhiolini e stringiamo accordi sopra e sotto il banco, ammicchiamo e lanciamo frecciatine, sempre meno sobriamente, sempre meno rigidamente, ma comunque “un po’ più degli altri”
ma perché?

la spiegazione che mi sono dato è che il paese è ancora in pericolo e che il pericolo ha ancora la faccia tumefatta e il sorriso scheggiato di quell’anziano ma inaffondabile miliardario, filibustiere dai pochi e spietati interessi, che sfortunatamente cozzano con un futuro stabile per tutti noi
ne deduco che monti sarebbe stato volentieri a guardare, dall’alto del suo scranno ancor più presidenziale, se non si fosse reso conto in tempo che era in atto l’ennesima resurrezione e se non avesse sempre ben piantato in testa il dubbio che, se gli italiani sono stati fessi abbastanza per votarlo in massa e con convinzione per diciott’anni, cosa mai poteva cambiare in dodici mesi?
dunque la scelta di candidarsi, per limitare le pretese pontificie del caimano e ridare un minimo di serenità a quei famosi mercati che sembrano non fare altro che guardarci
(e io me li immagino, mentre ci guardano, questi mercati ficcanaso, con quei loro capelli perfettini, le maniche di camicia arrotolate e gli occhiali nerd fissi su tanti schermi luminosi che proiettano le nostre mediocrità)

fosse veramente così, complimenti: un gesto di limpido sacrificio per il bene del paese
monti uno di noi, intellettuale che si spoglia dei privilegi di casta e si fa politico per ridare dignità al mondo politico italiano, e di riflesso anche alla sinistra, che finalmente ha un nemico vero contro cui lottare sul piano delle idee, non su quello della legge
se non fosse che poi questa sinistra ci si alleerà, con il nemico e con tutto ciò che rappresenta, perché parliamoci chiaro, da soli non si va da nessuna parte

ragazzi, non facciamo i sofisticati, era chiaro fin dall’inizio che si sarebbe andati a sbattere al centro
non ci sono i numeri per l’autarchia, e se anche ci fossero, i grandi capi hanno fatto veramente il possibile per nasconderli e combatterli, e lo sfogo centrista è l’unica soluzione
il fatto è che, se è chiaro per noi, lo è ancora di più per un sagace preside della bocconi e per la sua schiera di illustri collaboratori
(insomma, dai, se ci sono arrivato io…)
dunque, la domanda iniziale si trasforma in questa: cosa vorrà, monti, in cambio dei suoi voti?

quanto vorrà influire sulle scelte di un prossimo, probabile governo di centro-sinistra?
sapete, sono convinto – ve l’ho già detto – che, destra o sinistra, le politiche economiche dei prossimi anni saranno dettate inevitabilmente dai nostri baby-sitter europei, e che dunque i margini di manovra dei futuri esecutivi saranno ristretti esclusivamente al sociale e a poco altro
monti farà da tutore? mmm, non credo, dai, c’era davvero bisogno? ma allora non avrebbe potuto fare lo stesso lanciando moniti dal colle?
no, non può essere solo questo
mi chiedo quindi quanto peso potrà mai avere, su un impianto di governo di partenza, ballerino un alleato di minoranza centrista come monti, che per carità non è certo un mastella o uno scilipoti, e anzi sa bene che un governo bersani è probabilmente il migliore dei mondi possibili (argh), e non lo farà certo cadere per capricci personali, riconsegnando il paese al caos
cosa c’è dietro, dunque? cosa c’è sul piatto?
credo – temo – che lo scopriremo presto