nothing’s changed, but the surrounding bullshit that has grown

tettisi accumulano le condanne del berlusca, così come le umiliazioni indigeribili che siamo costretti a mandare giù
i più agguerriti festeggiano, io ho tirato un sospiro di sollievo nel vedere che si è giunti ad una sentenza coerente con i fatti che sono emersi e sono stati giudicati, segno che qualcosa ancora funziona nonostante tutto, ma niente di più
troppa la vergogna, stiamo pur sempre parlando dell’uomo che continua ad identificare gli italiani agli occhi del mondo ormai da vent’anni, e che ancora tiene orgogliosamente in mano il timone della bagnarola su cui stiamo tentando di sopravvivere
e tanta anche la paura

sette anni, ragazzi, non sono pochi
per prostituzione minorile, poi, una delle accuse più infami, una di quelle cose che nei corridoi di qualsiasi carcere ti farebbero girare poco tranquillo
poi va be’, è chiaro che in carcere non ci finirà mai, ci sono ancora troppi gradi di giudizio, troppa potenza politica e mediatica a disposizione per poterli agilmente schivare, e alla fine, male che vada, aruba non è poi una meta così sfigata per gli ultimi fuochi di un miliardario ottantenne
però
il finale del caimano, con il protagonista che invoca una rivolta civile del suo elettorato/fan club come reazione alle condanne e contro una magistratura ritenuta nemica politica, mi mette sempre un po’ di angoscia
quanto ci stiamo lontani?

bisogna rompere questa alleanza insopportabile e far cadere questo governo schifoso, subito
non si può fare finta di niente, al potere c’è un delinquente riconosciuto, per salvare la faccia e le istituzioni i suoi complici devono sbarazzarsene, visto che lui non ha alcuna intenzione di mollare
fuori il berlusca e fuori tutti quelli che non si vergognano di lui, perché non sono compatibili con uno stato di diritto
non c’è necessità di unità nazionale che tenga, anzi, semmai è necessario proprio il contrario

assurdo, condanne su condanne e ancora minaccia, ancora strepita, ancora resta aggrappato al volante, sprezzante del ridicolo e del buonsenso civile, e non molla un centimetro
lui che è il primo responsabile della palude in cui siamo, lui che dovrebbe sparire per il bene di tutti, è sempre là come il capitano del titanic

eppure all’inizio questo governo minestrone, pur immangiabile, mi sembrava necessario
ero forse tra la minoranza risicata che diceva che era la scelta migliore tra le poche pessime opzioni che ci si presentavano davanti, dopo le elezioni e le dimostrazioni di incoscienza, irresponsabilità e sostanziale incapacità dei cinque stelle
mi dicevo che l’unica soluzione per uscire dalla crisi era andare in europa e fare la voce grossa, rivendicare politiche economiche meno rigorose ma comunque responsabili, sbarazzarsi di quell’abominio sociale del pareggio di bilancio obbligatorio e cominciare a spendere per far ripartire l’occupazione e dunque i consumi
e mi dicevo che l’unico modo per fare ciò era avere le spalle larghe: come fai a importi a bruxelles se non riesci a importi nemmeno a casa tua?
dunque tanto valeva affidarsi ad un esecutivo temporaneo di larghe intese, uno di quegli ibridi obbrobriosi che non toccheresti nemmeno con la canna da pesca, la poltiglia viscida che speravi di spazzare via con il tuo voto, e che però almeno avrebbe garantito un minimo di stabilità e di presentabilità all’estero
senza contare tutte le cose urgentissime che c’erano da fare: la nuova legge elettorale, la riduzione dei parlamentari, il superamento dell’agenda monti, lo spread, l’imu, l’iva…
insomma, mi appariva inevitabile un governo di emergenza, che chiudesse qualche questione scomoda rimasta insoluta, che ci traghettasse verso orizzonti più sereni accollandosi fatalmente tutta l’impopolarità propria di certe iniziative, tanto sarebbe durato poco e anzi avrebbe pure dato la possibilità a certi non-morti della nostra politica di rifarsi il trucco per il prossimo giro

ma cos’è stato fatto?
a due mesi esatti dal giuramento, il governo letta può vantarsi di non aver realizzato nessuna delle incombenze che si era caricato sulle spalle, forte dello scudo dell’emergenza che allora tutti riconoscevano
siamo in un momento politico in cui non succede, non è successo e non succederà nulla, la situazione da estremamente infiammabile è ora completamente sotto controllo e tutto rimane imbalsamato e viscido e colloso come la sedia-poltrona sintetica su cui sono appiccicato
rinvio rinvio rinvio, ci penseranno altri, non c’è fretta, probabilmente non c’è mai stata, sicuramente non per loro
lo scaricabarile procede spedito e senza scrupoli, l’esecutivo-carrozzone tarato sui pochi mesi d’urgenza durerà un’intera legislatura, e noi come loro tiriamo a campare

non c’è una maggioranza e non c’è un’opposizione, nessun pensiero critico emerge dalla gelatina in cui siamo bloccati
il berlusca viene condannato a sette anni di carcere e interdetto a vita dai pubblici uffici, e nessuno che chieda al presidente del consiglio “ora cosa si fa?”
il tuo principale alleato, o forse è meglio dire il tuo padrone, è stato appena riconosciuto delinquente, per di più per abusi di potere politico: ne prendi atto e distanze in maniera definitiva, sciogliendo un’alleanza ingestibile e che fin’ora si è rivelata del tutto inutile, ma almeno salvi la faccia tua e del paese? oppure assorbi la sua linea anti-magistratura, che è una linea eversiva e ingiustificabile, che il tuo partito ha sempre combattuto (a parole), affrontandone poi coerentemente le conseguenze?
ce la vogliamo assumere qualche responsabilità, di qualsiasi tipo?
che dici, rinviamo anche questa risposta?