blood thirsty bastards, making plans for no one but themselves

bimbotutto quello che ci faceva paura del comunismo – che avremmo perso le nostre case e i nostri risparmi, che ci avrebbero costretti a lavorare tutto il tempo per un salario scarso e che non avremmo avuto alcuna voce contro il sistema – è diventato realtà grazie al capitalismo (jeff sparrow)

mentre nel principale partito sedicente di centrosinistra, nonché forza maggioritaria di un governo sedicente di emergenza, fervono le discussioni e i contrasti su temi fondamentali per il suo affezionatissimo elettorato, quali ad esempio le tempistiche e le regole del prossimo congresso, fuori dal palazzo si soffre parecchio
viviamo in un’epoca di reazione lenta ma inesorabile, in cui, con la scusa della crisi, vediamo di giorno in giorno cancellati i tanti diritti e le tante conquiste ottenute con grandi sacrifici nel corso del novecento
è una lotta di classe a senso unico, cioè dall’alto verso il basso, e decenni di propaganda hanno insegnato anche a noi a prendercela con chi ha meno, non con chi ci sta azzerando l’aspettativa di una vita dignitosa
c’è crisi e si corre al ribasso, nei diritti, nelle tutele, negli stipendi, nei posti di lavoro, e la corsa è a ogni giro più veloce

per fortuna ogni tanto arriva una frenata, che non sarà determinante, ma fa ancora sperare nel buonsenso di qualcuno
marchionne in pochi giorni ha ricevuto una bocciatura da parte della consulta, riguardo alle sue iniziative di annichilimento dei diritti acquisiti dei lavoratori, e una bella tirata d’orecchie da parte di laura boldrini, finalmente una personalità istituzionale che non ha timore reverenziale nei confronti di questo criminale
un presidente della camera che insegna il mestiere all’industriale più influente e pericoloso d’italia è comunque un bel segnale, è indice di carattere, sensibilità e consapevolezza del proprio ruolo, e mi fa stimare ancora di più questa donna, forse l’unica buona notizia uscita dalle elezioni

ha ragione, la boldrini, il modello turbocapitalistico non funziona, bisogna ripensarlo mettendo al centro non la sopravvivenza della classe dominante, ma la dignità umana e professionale di tutti i lavoratori
purtroppo in nessuna parte del mondo è così, a parte qualche rara eccezione di socialdemocrazia illuminata o di padrone sensibile, ma siamo ai limiti dell’utopia
il divario tra chi ha pochissimo e chi ha tutto il resto sta crescendo e, almeno dalle nostre parti, la rotta non verrà modificata
questo governo gelatinoso ha imbalsamato tutto, non c’è all’orizzonte nessun pensiero critico, siamo passati da una mera gestione dell’esistente addirittura a un rinvio infinito della gestione stessa, mentre intorno è nebbia
se riprendo in mano il blog è anche per non perdermi

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