self esteem

mr. wigglesesatto

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feels like we only go backwards

finestradovrei essere contento
da perfetto italiano piccolo borghese, ho da poco sacrificato centinaia dei prossimi stipendi per l’acquisto di una nuova casa, ed ecco che il solerte governo delle larghe intese – che, pur in maniera molto indiretta, ho contribuito a creare – corre in mio aiuto e ratifica l’abolizione dell’imu
che tempismo! grazie, consiglio dei ministri, questa volta sembra che abbiate fatto qualcosa per soddisfare le mie esigenze
ma allora perché mi sento sempre più preso in giro?

da un punto di vista puramente economico, per la grandissima maggioranza degli italiani la cancellazione dell’imu è una falsa vittoria, innanzitutto perché si tratta dell’ennesima decisione a brevissimo termine di questo esecutivo traccheggione: in concreto è stata eliminata solo la prima rata dell’imu 2013, ma non si sa ancora se e come si potrà abolire definitivamente l’intera tassa
e poi perché, quand’anche fosse, le mancate entrate per i comuni saranno compensate in altro modo, con l’introduzione di questa nuova service tax, sgradevolissima fin dal nome, che è praticamente una riproposizione dell’imu in salsa di destra: infatti, la tassa sarà pagata anche da chi sta in affitto, che tipicamente sono coloro che non possono permettersi l’acquisto
insomma, togli al povero per sfamare il ricco, tanto per cambiare
evviva le larghe intese!

politicamente parlando, poi, si vorrebbe far passare tale decisione come una grande conquista strategico-mediatica per il giovane letta e i suoi compari, che sentono di aver ottenuto qualche mese di poltrona in più, ma l’unico a guadagnarci è, come sempre, il berlusca
la cancellazione di questa tassa controversa è stata la sua battaglia, anzi in campagna elettorale proponeva addirittura la restituzione di quanto già versato, un’idea con un coefficiente di realizzabilità pari a quella della costruzione del ponte sullo stretto
e continuava a usare l’argomento come clava per minacciare la resistenza dell’alleanza con il pd, come scusa affinché si trovasse una soluzione nazionale condivisa per le sue sempre più pressanti difficoltà giudiziarie
ora il giovane letta, evidentemente molto affezionato al suo posto di lavoro, pensa di avergli tolto questa scusa e di essersi salvato le chiappe, ma in realtà gli ha regalato una vittoria politica innegabile, che in una futura campagna elettorale non mancherà di sbandierare ai quattro venti
e mentre un apparentemente imprescindibile governo del fare (finta) non intende mollare e contemporaneamente non affronta nessuna emergenza vera, e si dà da fare solo quando c’è da sopravvivere, noi ci ritroviamo in un paese ogni giorno più ingiusto

the song remains the same

bagnarolavacanze brevi, s’era detto, e così è stato
vacanze in cui comunque sono riuscito a staccare, a dedicare anima e core a cose nobili e costruttive così come a fesserie micidiali, forse più a queste ultime che alle prime, ma comunque a liberare la mente dalle scorie dell’anno passato e spegnere per un po’ la mia insopportabile vis polemica perennemente affamata
anche se di tanto in tanto, anche tra i lidi assolati dove riposavo le stanche membra, spuntava qualcosa che cercava di nutrirla
per esempio

per esempio sabato sono stato alla notte della taranta
che è un evento che se hai più di 22-23 anni e soprattutto non sei nudo almeno dalla cinta in su, sei un po’ fuori target, diciamo
l’evento culmine dell’estate salentina ha luogo nell’enorme spiazzo di fronte a melpignano, un paesino altrimenti piuttosto anonimo della provincia di lecce, e ricorda in grande parte il primo maggio in piazza san giovanni a roma, con la sua bella decina di ore di concerto consecutive, ma con un paio di differenze a dir poco sostanziali
la prima è che si svolge di notte, o meglio, comincia all’imbrunire e va avanti fino alle prime luci dell’alba
la seconda è che sono dieci ore dedicate ad un unico genere musicale, tra l’altro uno dei più ripetitivi e monotoni e – diciamocelo – irritanti che la tradizione popolare italiana annoveri: la pizzica salentina o, come è più corretto dire, la “pizzica pizzica”
(sì, ho avuto anche modo di farmi una cultura, pensate un po’)

va be’ insomma, c’è da ammettere che se da una parte si rimane antropologicamente affascinati dalla sfattanza generale che sembra assorbire positivamente tutti, indigeni (pochi) e turisti (tantissimi), durante le lunghe ore di danza approssimativa al suono ininterrotto dei milioni di tamburelli presenti tra il pubblico, dall’altra c’è la bravura superba dell’orchestra e del mastro concertista che la dirige, in grado di rendere eleganti ed apprezzabilissimi ad un orecchio assai infastidito come il mio anche dei motivi che altrimenti risulterebbero grossomodo solo pelle, sonagli e voci scomposte
per l’edizione di quest’anno poi erano previste le partecipazioni anche di cantanti pop noti al pubblico nazionale, che per l’occasione sono tenuti a lasciare da parte la propria discografia e a cantare brani dal repertorio tradizionale salentino, con esiti talvolta sorprendenti (ci tengo a sottolineare l’ottima prova del romanissimo niccolò fabi, un’interpretazione davvero convincente, grazie anche ad un arrangiamento dell’orchesta sontuoso) e con grande risposta da parte del pubblico, che d’altra parte a metà nottata aveva raggiunto quello stato in cui si sarebbe applaudito e danzato anche sui martelli pneumatici di qualche lavoro in corso
poi niente, sale sul palco emma marrone

che non dovrei nemmeno sapere chi sia, e invece lo so, e già questo mi fa vergognare
costei si esibisce in una performance davvero esagerata, sproporzionata, sopra le righe, e nonostante la sua salentinità il pubblico la fischia, perché si vede lontano un miglio (letteralmente, nel mio caso) che è un prodotto di plastica, e che il suo probabile talento risulta impalpabile, coperto dal teatrino che deve mettere in scena
una buona parte degli oltre centomila spettatori più o meno consapevoli smette di ballare e fischia, una cosa incredibile, nonché francamente impressionante
una figuraccia abbastanza evidente

eppure il giorno dopo, su repubblica (e su altri giornali minori ma comunque allineati alla mediocrità imperante) si parla di “performance che incanta”, e di “emma protagonista”, bah
vorrei mettervi il link ma non lo trovo più, stava scritto sulla colonnina di destra, la colonnina infame, non ho fatto lo screenshot ma c’era, giuro!
io ho trovato questa reazione l’ennesima marchetta alla tv più berlusconiana, anzi, all’italia più berlusconiana, quella dell’apparenza e della povertà di contenuti, quella del successo ad ogni costo, del vendersi invece di coltivare il talento, del mercato invece che dell’arte
l’italia della colonnina di destra, del gossip, del superficiale, del becero, del… va be’, forse esagero
però questa cosa dei giornali soprattutto grossi che mettono titoli a vanvera non mi va mai giù, è pura disonestà, e ogni volta che accade la credibilità scende di un altro gradino

per esempio quando parlano di economia e di mercati
un giorno scende l’indice della borsa di milano il corriere titola che è colpa della crisi di governo
ma non è da mesi che il governo è in crisi? o per lo meno dalla condanna definitiva al berlusca? possibile che se ne siano accorti solo ora?
poi il giorno dopo c’è negativo su tutte le borse europee e il corriere titola che è colpa della paura della guerra in siria
possibile? che poi, a me da piccolo hanno sempre insegnato che con le guerre l’economia ha solo da guadagnarci, e anzi che spesso sono proprio i famosi mercati a spingere per esportare la democrazia qua e là in tutto il sud del mondo, ma forse sono stato vittima di insegnanti comunisti
però allora perché non è crollata anche il giorno dopo, che poi sarebbe oggi, o il giorno prima, ché tanto si parlava di invasione in siria anche allora?
chi è che dà al titolista del corriere le dritte sui motivi per gli andamenti della borsa?
io ci capisco poco, eh, per carità, però a leggere queste spiegazioni così facili mi viene immediato immaginarmi i fantomatici mercati come un anziano signore che ogni tanto accende la tv e scopre ad un tratto tutte le cose che accadono nel mondo e si lascia andare a reazioni improvvise e del tutto effimere, perché il giorno dopo dimentica tutto, torna a giocare a carte con i suoi compagni alla casa di riposo, e delle sue decisioni non rimane nulla

e quante volte ancora, da qui alla fine naturale della legislatura, dovremo leggere della crisi di governo che incombe minacciosa sulle nostre vite, dello spauracchio berlusconiano e delle inevitabili indecisioni del pd? quanto potrà essere usata ancora questa scusa, per giustificare tutte le porcherie che abbiamo sotto gli occhi e sopra la testa?
è solo titolismo estivo, mi auguro, quello usato per riempire colonne altrimenti vuote, perché se sovrappongo le homepage delle principali testate per tutto il mese di agosto, c’è stato molto poco movimento
l’importante è accorgersene, non farsi fregare dall’enfasi e continuare a ragionare con la propria testa, per salvarsi anche quando intorno va tutto a picco
siam qui apposta

oh i love this house, i love this house, gives me the greatest peace i’ve ever known

casa 2

sarà un agosto veloce e poco rilassante, a legger le cose scritte in giro
come ogni anno si strepita che in autunno arriveranno importanti cambiamenti, la realtà è che la sostanza muterà poco: ci si rifarà il trucco, si restaureranno un po’ di facciate, si ripartirà col teatrino, ma alla fine resteremo fermi, come siamo fermi da vent’anni, imbalsamati spettatori di un vecchio circo deprimente e delinquente

io, che ho schifo di tutto questo, fermo non ci voglio stare
e insieme alla donna più bella del mondo, in una casa nuova e piena di speranze, passerò i prossimi tempi a costruire, in tutti i sensi
voi intanto passate un bell’agosto, tenete duro, e fate i bravi