me and the major


me and the major could become close friends

quello che sembrava improbabile fino a qualche giorno fa è successo, renzi ha defenestrato letta e ne ha agguantato avidamente il posto, imponendo al paese un cambio di leadership in cambio di nulla
nessuna urgenza e nessuna spiegazione, la sedicente maggioranza è rimasta la stessa di prima, gelatinosa e irrisolta, così come immutati sono i rapporti di forza in parlamento e fuori (cioè nei salotti televisivi), mentre il presidente della repubblica ha informalmente ratificato la cancellazione del diritto di voto dalla nostra costituzione
a mio parere siamo ai limiti del colpo di stato, improvvisamente un nuovo esecutivo copia conforme del vecchio, a partire dall’assenza di legittimazione elettorale, senza alcuna ragion d’essere sostanziale
il pd che ad un tratto deve decidere se sfiduciare il proprio presidente del consiglio o il proprio segretario, mentre il resto dell’arco politico attende sardonico e appollaiato su un ramo come i corvi di dumbo
e sceglie il segretario, ovviamente, affidandogli un incarico che si basa esclusivamente su quei pochi milioni di voti (nemmeno due, a quanto pare) di aficionados che lo hanno sostenuto alle primarie di dicembre
una schifezza, è evidente
certo, sull’uomo non c’era grande aspettativa prima, beninteso
purtuttavia, la delusione è tanta

me and the major don’t see eye to eye on a number of things

come anche la rabbia, perché se c’è un pensiero che continua a farmi imbestialire e che io l’anno scorso ci siamo andati, a votare, e io ho votato sel per aiutare, da sinistra, la coalizione guidata dal pd a disfarsi delle metastasi del ventennio e provare a correggere la direzione di un paese che puntava dritto dritto verso il crack
e subito dopo il voto, che succede? il pd rovescia il tavolo, molla il suo unico alleato, si sciacqua la coscienza del patto di coalizione e si unisce in matrimonio con l’acerrimo nemico, tanto stigmatizzato in campagna elettorale quanto coccolato dopo il voto (e prima)
e però intanto il mio voto ve lo siete presi, cari miei, e con il mio quello di tante altre persone che non volevano questo scempio, la cui preferenza però vi è servita per raggiungere quell’abominevole premio di maggioranza che vi permette di fare il bello e il cattivo tempo, colonizzare e depredare le istituzioni, sciogliere e riformare alleanze a piacimento, forti di un sovrannumero che anche la consulta ha già definito incostituzionale
tra l’altro, particolare non secondario: la maggioranza di cui si sta facendo forte matteo renzi è una maggioranza disegnata da bersani, il suo rivale, che lo ha sconfitto alle primarie e di cui lui ha preso il posto con un anno di ritardo, che di questi tempi è un’enormità
ci avrà mai pensato, matteo, a questa ennesima incoerenza?

me and the major are from different worlds

pensate, il nuovo presidente del consiglio è una persona che ha puntato tutto sulla novità, su un nuovo modo di far politica, per cancellare decenni di malcostume e di corruzione e di giochi di palazzo, e invece la sua scalata al potere riflette perfettamente quegli schemi viscidi da prima repubblica che lui ha sempre proclamato di voler combattere
al punto da andare a chiedere la fiducia di un parlamento che è in buona sostanza incostituzionale, e che lui stesso aveva in passato affermato di voler riformare
no, ce lo terremo così com’è fino al 2018, in una paralisi illegale che a quanto pare non ha bisogno di giustificazione
così come ci terremo le sue alleanze sgangherate e incoerenti, l’apparentamento con l’angelino liberato dal giogo del padrone e l’ennesima, micidiale, irreversibile mortificazione della sinistra, che lascia un terreno elettorale post-atomico che aspetta solo di essere riempito
(da chi, non ci è dato sapere)

i think the major’s going quite insane

e io mi faccio il sangue amaro perché non posso nemmeno prendermela con i miei connazionali, come facevo ai tempi del berlusca
lui stravinceva le elezioni in maniera neanche troppo sorprendente? e io lanciavo frustrati epiteti ai suoi tanti, troppi elettori
ora con chi me la prendo? qua non c’è nessuno da poter insultare, perché non ce ne danno la possibilità
ci stanno portando via gli ultimi brandelli di democrazia sotto il naso, e stavolta non hanno nemmeno il buon gusto di darci una scusa: prima c’era lo spread, poi il semestre di presidenza ue, ma ora? niente, nemmeno quello, le cose succedono, le manovre di palazzo e i giochi di potere si manifestano scintillanti davanti a noi, media confindustria vaticano e altri poteri forti esultano, e noi rimaniamo dietro al vetro, spettatori inebetiti, ad alitarci sopra smarriti
(io lo odio, ‘sto vetro)

i want a dance, i want a drink of whisky so i forget the major and go up the town, oh boy

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