siamo i gatti neri, siamo i pessimisti, siamo i cattivi pensieri

cestinoal referendum di domenica andrò a votare, e voterò sì

sarà pure uno dei quesiti referendari meno sexy di sempre, perché il tema trattato è molto più circoscritto di quanto dice la propaganda cui abbiamo assistito in queste poche settimane, ma io mi sento comunque chiamato in causa in qualità di “addetto ai lavori”, giacché lavoro in ambito energetico ormai da più di un lustro

e con consapevolezza e convinzione voterò sì, perché ritengo una vera anomalia, da correggere al più presto, che si conceda la possibilità di sfruttare risorse pubbliche a soggetti privati per tempi indefiniti
peraltro, è un’anomalia riconosciuta come tale a livello europeo, pertanto c’è il rischio che un probabile esito negativo venga poi ribaltato tra qualche tempo da decisioni a livello superiore, alla stregua di quanto accaduto con i referendum sulla fecondazione assistita, dando così ancora meno rilievo al quesito proposto, ma tant’è

resta il fatto che votare sì è sacrosanto, sia per il quesito in sé, sia per dare una spinta nella direzione giusta alla strategia energetica nazionale, ultimamente piuttosto indecisa
al contempo, le considerazioni offerte al dibattito dai sostenitori dello status quo (meno occupazione, meno indipendenza energetica, meno royalties dalle concessioni, etc.) sono facilmente confutabili

ad un livello di lettura differente, ma parimenti lecito, si pone la questione tutta politica dell’utilizzo dell’occasione referendaria per un giudizio sull’operato del governo: non è una cosa carina, lo so, e vi assicuro che non avrei mai voluto strumentalizzare un voto su un tema così tecnico, ma mi vedo quasi costretto a farlo, a fronte della bieca strumentalizzazione operata proprio da renzi e dal suo esecutivo
renzi che prima, smemorato, non accorpa il referendum con le amministrative di giugno (a proposito, s’è per caso deciso quando si voterà qui a roma?) con lo spreco di risorse pubbliche che ne deriva; poi che esorta il popolo a non partecipare, in barba alla costituzione e al buonsenso civile e politico; infine, che addirittura si lamenta dello spreco di risorse pubbliche per questo referendum, perché chissà quanti asili si sarebbero potuti aprire con quei soldi
ecco, di fronte a questa presa per il culo, di fronte a questo insulto alla mia intelligenza, non posso tacere, non posso rimanere fermo
il minimo che io possa fare è andare a votare, ed esortare altri a farlo

per non parlare dell’emerito napolitano, mai dimentico dei suoi intrallazzi con eni, che giudica lecita l’astensione come modo di esprimersi sull’inconsistenza dell’iniziativa referendaria, di cui peraltro è persuaso
possibile che quello che è stato il presidente della nostra repubblica e il difensore della nostra costituzione per nove anni, si riduca a prestare il fianco ai giochi di potere di un governo di petroliofili, rinnegando la carta e minando così le basi della politica e della partecipazione?
certo che non votare è lecito, ma non è opportuno che un presidente del consiglio inciti a restare a casa! e un presidente emerito della repubblica deve denunciarlo!

la pochezza di questa classe politica finta nuova, finta innovatrice, finta rottamatrice, è disarmante
in un momento storico in cui la distanza dei cittadini dalla politica e dalle istituzioni sta raggiungendo livelli spaventosi, sono proprio politica e istituzioni che si spendono per aumentare la distanza, per scavare un fosso ancora più profondo, per farci disinteressare di tutto, per poter continuare a spartirsi interessi e regalie senza disturbi
(e si fanno pure chiamare partito democratico)

non credo che si raggiungerà mai il quorum, né sono del tutto convinto dell’utilità di affidare al voto popolare scelte strategiche che dovrebbero essere appannaggio di esperti, ma ritengo che laddove gli interessi di pochi siano anteposti al bene comune, sia importante poter dare un contributo per combattere l’ingiustizia

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