into the void

delfinisono diventati ormai tre-quattro gli appuntamenti elettorali che il partito democratico fallisce in maniera via via più clamorosa, eppure dal boss non arrivano segnali di riflessione costruttiva, né tanto meno di autocritica

niente di sorprendente, per carità, malgrado la sconfitta palese, che io sappia renzi non è mai stato in grado di riconoscere il fallimento delle proprie azioni e l’incompatibilità del suo modus operandi con la democrazia di un partito di centrosinistra e con la vita politica di un paese occidentale in generale, nemmeno dopo batoste più pesanti
a dirla tutta, in quel caso – parlo del referendum costituzionale – renzi ha effettivamente lasciato la politica, ma nel senso più nobile di arte del governo e cura delle persone, preferendo i calcoli e i tatticismi del potere fine a se stesso

d’altra parte, non c’è da sorprendersi nemmeno dell’esito di queste amministrative, che da una parte ha confermato il preoccupante trend di astensionismo galoppante che dovrebbe far vergognare noi come italiani, e in primis chi ci rappresenta, dall’altra ha visto il rifiuto manifesto verso i due partiti più nazional-populisti, pd e m5s, e verso il loro rincorrere le istanze più destrorse per accalappiare i voti di una destra che consideravano ormai in coma
ragionamento quanto mai sbagliato, la destra sarà in coma ma i suoi elettori tengono duro, e giustamente potendo scegliere preferiscono votare l’originale, piuttosto che l’impostore

la cosa divertente è che soltanto adesso, dopo lustri interi di servilismo arrembante, anche in ambienti vicini al giglio ci si permette di alzare il capo e dire che forse (forse!) le scelte politiche del padrone non sono state le più azzeccate, diciamo, e se proprio vogliamo dirla tutta, anche la famosa narrazione non è stata la più efficace
sembra di tornare al post-referendum, in cui anche organi allineatissimi fino al giorno prima come repubblica osavano mettere in dubbio le strategie insensate del governo e della segreteria pd

chissà che fine faranno queste perenni larghe intese, ora che la destra ha rialzato la testa, ora che i cinque stelle si trovano a fare i conti con la prima seria battuta d’arresto, ora che gli equilibri sono più instabili che mai
gli schemi nazareni sono affondati tra primo e secondo turno, con il carro di renzi alla ricerca di un’improvvida alleanza con il marasma a sinistra, che è stata cassata un minuto dopo la chiusura delle urne
zero progettualità, che è un po’ la cifra di questi anni renziani: come zero strategie ma anche come zero progetti, solo pancia e hashtag, propaganda e autoaffermazione
solo presente

non ho idea di dove andremo a finire, io – che non voto né voterò mai più il pd, ci tengo a ribadirlo – resto coi miei dubbi perché non vedo all’orizzonte una forza di sinistra credibile e coesa, solo tentativi che si sta facendo di tutto per rendere velleitari
certo, sarebbe bello poter votare

the truth is in the dirt on the ground

esagoni

ricomincio da roma, che è argomento che conosco meglio e che mi ferisce di più
l’altro giorno la sindaca raggi, immagino in piena autonomia di pensiero, ha scritto al prefetto per intimargli di limitare gli arrivi dei migranti nella capitale, secondo lei troppi e incontrollati

e così facendo, immagino in maniera del tutto inaspettata, ha dettato l’agenda politica del suo intero movimento, con grillo da una parte che spara una serie di fuori!-fuori! (ma da cosa?) verso gli anelli più deboli e indifesi del nostro sistema, e di maio che se la prende con il viminale, il governo, l’unione europea e non so chi altri perché non vogliono capire che il vero problema di roma sono i migranti
per non parlare del traffico di palermo!

trovo tutto ciò piuttosto abominevole, violento e raccapricciante, insomma fascista, nei toni e nei temi
e ritengo che sia una presa di posizione completamente eterodiretta, figlia di chissà quale società di analisi politica dozzinale che avrà esaminato i commenti dei loro post su facebook e avrà proposto loro le questioni a più alto tasso di flame, quelle con il maggior potere calorifico e con le migliori probabilità di seminare odio
una strombazzata xenofoba e fascista per prendersi il centro della scena con un argomento di facile presa sulle masse più in crisi e distogliere l’attenzione dai casini che i cinque stelle stanno effettivamente combinando in giro per l’italia a livello locale, motivo per cui a queste amministrative sono stati scansati da buona parte della loro base

i cinque stelle non hanno mai prodotto proposte politiche concrete, strutturali, rivoluzionarie come invece amano vantarsi, sono sempre stati piuttosto abili ad opporsi, a dire no o a mandare a quel paese i politici che si sono avvicendati sulle varie poltrone, ma all’atto del governare hanno mostrato una incapacità piuttosto netta, figlia vuoi di inadeguatezza, vuoi di profonde contraddizioni di base
il potere è una bestia che rischia di schiacciarti, se non sai addomesticarla: i grillini sono populisti, per loro il potere è un intralcio alla loro narrazione, vi ricordate la taverna che gridava al “complotto per farci vincere a roma“?

e ora che a roma hanno vinto e amministrano da più di un anno, un tempo direi sufficiente per mettere gli elettori di fronte alla totale inconcludenza della giunta e dei municipi, cosa c’è di meglio di una bella sparata fascista per alzare un po’ di fumo e raggranellare qualche voto ancora più a destra di quanto già sia posizionata la loro base?
e pensare che qualche anno fa grillo voleva correre alle primarie del pd

la verità è che la giunta raggi sta conquistando le vette più alte di malgoverno, spostando ogni giorno più in là l’asticella nella definizione di malafede, inefficienza, clientelismo e inettitudine
alemanno potrebbe tranquillamente chiedere le royalties, ma penso che la raggi e il suo gruppo abbiano fatto anche peggio, nel bloccare, mortificare, spazzare via qualsiasi ipotesi di sviluppo della città
dall’atac allo stadio della roma, dalle bancarelle alle torri dell’eur, dalla nuvola di fuksas alla raccolta dei rifiuti, non c’è una questione cittadina in cui la sindaca non abbia frenato, soffocato e compromesso le speranze di crescita e di futuro della capitale, che si fa ogni giorno più squallida e maleodorante

se all’epoca, con tutte le precauzioni del caso, potevo aver accolto l’esplosione dei cinque stelle come qualcosa di positivo nell’asfittico panorama politico nazionale, ora so che sono il male, perché con la loro evoluzione fascista il discorso si è ridotto ad una stitica contrapposizione tra due blocchi totalitari, due partiti della nazione, uno di sistema e l’altro pure, che si alimentano a vicenda annullando qualsiasi tipo di voce diversa