every time the sun goes up, i’m in trouble

paperachi, come me, ha la grande fortuna di spendere queste giornate nella sempre rosea capitale o in un’altra grande città a scelta della nostra sempre rosea penisola, non può fare a meno di avvertire una leggera, quasi impercettibile nota di disagio nell’allontanarsi a più di trenta-quaranta centimetri da un condizionatore sparato a potenza massima, o nell’avvicinarsi a qualunque essere umano vivente che non sia nella ristretta cerchia dei suoi affetti e non gli stia portando un ghiacciolo

eh già, perché fa calduccio, signora mia, sa?
eh lo so, dice che durerà ancora qualche giorno
eh ma non è mai stato così, mi ricordo che anni fa ha fatto caldo ma non così tanto
eh ma dice che sono i cambiamenti climatici, però quest’inverno pure ha fatto freddo, no?
eh ma questo caldo qua, mica me lo ricordavo

non si parla d’altro
nei bar, sui mezzi pubblici, sui social network mentre si sta appiccicati a divani e letti, dovunque
non si parla d’altro
la cosa triste è che questo caldo insopportabile per noi resterà un argomento da chiacchiera estiva, da foto al cruscotto della macchina lasciata al sole, e che tra qualche mese sarà per lo più dimenticato, tranne forse un retrogusto amaro quando si comincerà a programmare l’estate 2018; per la politica italiana invece nemmeno quello, perché il global warming non è un argomento che fa vincere in campagna elettorale, non suscita ottimismo né speranza, non buca lo schermo, perché non è risolvibile con un decreto d’urgenza o una fiducia, ma anzi impone strategie a lungo termine e impegni da statisti che nessuna delle forze politiche oggi in parlamento è in grado di sostenere
eppure è lì, anzi, è qui in mezzo a noi, lo vediamo e lo sentiamo con la nostra pelle (sudata), con il nostro boccheggiare dopo pochi passi al sole, con le nostre bollette elettriche, con la nostra acqua che non c’è

occorre un cambiamento climatico anche nell’agenda di chi decide, negli obiettivi di chi ha potere
anche per uno stato relativamente piccolo come il nostro, senza aspettare che siano altri a fare le prime mosse
perché affrontare e combattere questa urgenza planetaria è anche un’opportunità di sviluppo, di lavoro, di innovazione e avanguardia
e si può e si deve cominciare ora, adesso, anche semplicemente con programmi di informazione, di educazione, a partire dalle scuole

e noialtri, mi raccomando, votiamo solo partiti che abbiano in programma la lotta ai cambiamenti climatici, mi raccomando

Annunci

lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...