helplessness blues

chitarrista

l’ascesa inaspettata di patrizia baffi“, titola la sempre meno digeribile repubblica.it per narrare le gesta della consigliera lombarda che ha ottenuto la presidenza della commissione di inchiesta sulla gestione dell’emergenza covid-19 nella regione
chissà perché inaspettata
forse perché è il primo caso di consigliera di minoranza che ottiene la nomina grazie ai soli voti della maggioranza, ma a quanto pare la signora non sembra farsene un problema
caso strano, certamente, allo stesso livello di coincidenza di quanto successo solo poche settimane fa proprio alla stessa consigliera, che dai banchi scomodi dell’opposizione ha esercitato il suo diritto di astensione in occasione del voto di sfiducia al presidente della regione, in questo modo salvandolo, dopo che la mozione era stata presentata dalla minoranza proprio sugli argomenti su cui la nuova presidente dovrà indagare
ma insomma, bisogna proprio essere maliziosi per pensare che ci sia un accordo sottobanco tra leghisti e italiavivaisti su questa nomina, per carità, lungi da me

e poco male se la regione lombardia è e sarà per sempre e per tutto il mondo civilizzato l’esempio più brillante su come non gestire un’emergenza sanitaria
un dolorosissimo miscuglio di ignoranza, incompetenza e decisioni scellerate, condite da un protagonismo inverecondo e a dir poco inopportuno
pochissimi tamponi rispetto al numero di malati ma anche al numero di abitanti, ritardi letali nelle forniture di dpi al personale sanitario e ai medici di famiglia, esitazioni maligne nella istituzione della zona rossa nel primo focolaio in europa, complicità con assolombarda nei trucchetti per aggirare il lockdown, presenza perenne nei media per tagliare nastri di opere inutili e giustificare politiche dementi e devastanti
il sovranismo lombardo (che è il vero sovranismo leghista, perché che i confini patri siano celebrati da chi per decenni ha avuto come primo obiettivo del suo partito – e come primo articolo del suo statuto – la secessione della padania mi sembra quanto meno improbabile, oltre che profondamente ipocrita) messo alla prova ha mostrato un abisso di incompetenza gestionale e arroganza fumosa, trasformando milano nella capitale mortale e la lombardia in un caso di vergogna internazionale per generazioni

e i due mattei, sapendo questo, mettono da parte il distanziamento e ben volentieri si congiungono sotto il tavolo per difendersi e insabbiare, mentre i due pupazzi primi responsabili di questo sfacelo restano tranquilli al loro posto, sapendo di poter contare su affetti stabili quelli sì inaspettati

for the life of me, i cannot remember what made us think that we were wise and we’d never compromise

fiore
la liberazione di silvia romano è forse la prima notizia positiva di questo 2020, ma la gioia che mi ha provocato è stata sufficiente a superare le montagne di schifezze vomitate dai fascisti sempre più numerosi e rumorosi di questo maledetto paese
e non sto parlando dei micragnosi leoni da tastiera, anonimi con bandierina tricolore, che fortunatamente su twitter (unico social network a cui sono iscritto, per altro da pochissimo) vedo solo di striscio, perché mi guardo bene dal seguirli, e ci mancherebbe

[poi un giorno dovrò fare un post sugli effetti dei social, che non fanno altro che amplificare una sorta di effetto “bolla”, piuttosto alienante e pericoloso per la coscienza, perché tendi a circondarti di persone che la pensano come te, a leggere quello che ti consola e ti rassicura e ti conferma nei tuoi interessi e valori, e a lasciare fuori una cerchia ristrettissima tutto il resto, e alla fine se non stai attento ti riduci a credere che il mondo la pensi come te, e poi ti risvegli che adriano galliani è senatore della repubblica e pippo civati non siede nemmeno in parlamento]

[io nel dubbio seguo solo gente che mi fa ridere, meglio se in maniera politicamente scorretta, benché alla fin fine sia anche quello un modo per punzecchiare il proprio punto di vista e ragionare criticamente sulle cose]

parlo dei fascisti sdoganati, istituzionalizzati, direi quasi “pop”, e quindi ormai sfondo della nostra quotidianità a cui siamo abituati (e non dovremmo mai), come i parlamentari leghisti che in giacca e cravatta dagli scranni di montecitorio blaterano di neoterroristi, o i titoli spudorati dei quotidiani fasciotrash (come li chiama gilioli su l’espresso) che sfrecciano su una ruota sola davanti agli occhi sempre chiusi delle forze dell’ordine dei giornalisti, fascisti che ormai non si vergognano più di nulla, perché non c’è nessuno che voglia fermarli, e finiscono puntualmente e acriticamente in tutte le rassegne stampa che seguo la mattina, mandandomi di traverso il tè
mi pare inconfutabile che negli ultimi giorni ci sia stato un significativo rigurgito nauseabondo, la conferma più fetida e sostanziale del fatto che non usciremo affatto migliori da niente in nessun caso

all the trees of the field will clap their hands

villalago
io a questa storia della volontà di parte della maggioranza di regolarizzare i braccianti schiavi che a migliaia si spezzano la schiena per noi nei campi del nostro paese spietato voglio credere, perché sarebbe un atto di umanità importante per questo governo, sarebbe finalmente il primo scarto a sinistra dopo l’orrida esperienza salviniana, da cui in quasi un anno nessuno ha finora concretamente preso le distanze

capisco che la scelta è dettata più che altro dall’esigenza popolare, anche in un periodo come questo, di mantenere il nostro solito insostenibile stile di vita occidentale, con tutta la frutta fresca e tutta la verdura sempre e comunque e dovunque sulla nostra tavola a prezzi stracciati
capisco che si propongono permessi a tempo, massimo sei mesi, giusto il tempo della stagione estiva, per poi ricacciare il nero nell’oscurità, occhio non vede elettore non duole
capisco anche che per i più scafati la proposta della bellanova è solo un pretesto per scardinare la già fragilissima intesa che tiene in piedi questo esecutivo, con i cinquestelle cui è bastato un annetto di convivenza con la bestia per sdoganare tutto il loro razzismo, schiacciati come sono sulle posizioni ingiustificabili del precedente ministro dell’interno

non che i democrats siano da meno, eh, con il loro dna da subalterni alle istanze più destrorse, visto che per decenni hanno ben pensato di evitare qualsiasi politica di sinistra “perché così si fa il gioco di x” (berlusconi/bossi/fini/salvini/meloni/pacciani/goebbels/moggi.. decidete voi), salvo poi fare esattamente la politica di x, copia annacquata dell’originale, puntualmente spianandogli in questo modo la strada alle elezioni

e capisco che dietro la minaccia di dimissioni della sua ministra marcia tantissimo l’altro matteo, quello che parla coi morti, perché una crisi di governo in questo momento storico sarebbe proprio la ciliegina sulla sua torta di perfetto, puntuale, birichino rottamatore (della politica, delle istituzioni, dell’italia intera)

ma voglio essere ottimista una buona volta, e pensare che una proposta del genere, per quanto spuntata e smussata e ipocrita e assolutamente perfettibile, è comunque una proposta del tutto sovversiva per l’italia del 2020, e spero con tutto il cuore che possa essere portata a casa, per ridare speranza e dignità alle lotte dei più deboli contro gli italianissimi caporali/capitali mafiosi, e affinché sia un punto di partenza per altre battaglie

my head is my only house unless it rains

finestra 2

(domani festeggio due mesi da eremita montanaro tappato in casa, almeno riapriamo qui, facciamo prendere un po’ d’aria)

mi sembra di capire che questa benedetta fase due, che per chi non lo sapesse è arrivata oggi, non nasconda grandi passi in avanti dal punto di vista della lotta al nuovo coronavirus
intendiamoci, i due mesi di sacrifici, di isolamento, di chiusure, di casse integrazioni, di piccole imprese spazzate via, di totale incertezza, per me sono stati sacrosanti, inevitabili per combattere e rallentare la pandemia
certo però non mi aspettavo che, alle porte della nuova fase, ci venisse ribadito “ora tocca a voi”

a noi è già toccato, e basta guardarsi intorno, mettere il naso fuori (ora che si può) per accorgersi con facilità dei danni che il lockdown ha generato, almeno di quelli più evidenti
a noi è già toccato e noi ce l’abbiamo messa tutta, per obbedire al buonsenso e combattere ritirandoci
a noi è stato sempre chiaro che la salute viene prima di tutto

questi due mesi dovevano piuttosto servire al governo per mettere in campo una strategia vera e propria per fronteggiare e concludere la pandemia una volta superata la fase critica, e invece pare che stiamo aspettando sulla riva del fiume il cadavere del virus con la corrente
sembra di stare in uno di quei film horror tutti uguali, in cui la giovane indifesa sopravvissuta sente dall’altro lato della porta i passi dell’assassino che si avvicinano e poi si allontanano, e allora pensa di aver scampato il pericolo, e invece appena mette un piede fuori…

mi dispiace per il pessimismo, ma non riesco a stare tranquillo
se da un lato i numeri di vittime e malati gravi sono effettivamente scesi, dall’altro rimangono circa duemila persone che ogni giorno, a fronte delle misure di isolamento sociale e chiusura imposte dal governo, continuano ad ammalarsi: come è possibile? dove si ammalano? qualcuno sta tenendo traccia di questi nuovi contagi, investigando sulle modalità di trasmissione, oppure ci si limita a prendere le generalità per compilare le squallide tabelline excel della protezione civile?
ci sono regioni che hanno messo in piedi una strategia, vedi il veneto, con i tamponi a tappeto anche per i contatti dei contagiati, per gli asintomatici, che ha permesso un contenimento della pandemia imparagonabile a quanto avvenuto nella vicina lombardia
eppure a livello nazionale le buone pratiche non risalgono, o se lo fanno non ce lo dicono chiaramente, anzi, arrivano voci, gli esperti si contraddicono, si parla di “misure allo studio”, ci si incaponisce su una app che avrà un valore piuttosto basso se su base volontaria, si insiste sulle mascherine e i congiunti e il tu e altre amenità che personalmente mi lasciano sgomento
insomma, non ho capito quale sia la politica sanitaria di questo governo, non ho capito nemmeno se esiste (la politica sanitaria)
e non posso fare a meno di sentirmi pessimista

attenzione però, non quel pessimismo superficiale da quattro soldi di quelli che sotto al video di un autobus affollato commentano “i soliti italiani! non ce la faremo mai!”, come se la gente prendesse i mezzi per puro sfizio e non perché metà delle imprese italiane è rimasta aperta anche nel pieno del lockdown
parlo di pessimismo di sistema, strutturale, perché temo di aver buttato nel secchio due mesi di vita mentre le migliori menti delle nostre istituzioni perdevano tempo, buttando alla stampa “misure allo studio” per poi ritirarle dopo le prime reazioni negative, tappando le falle più grosse e sostanzialmente affidandosi ad una poco plausibile (e comunque poco vicina) estinzione naturale del virus, con la responsabilità che è sempre in capo a noi

may the fourth be with all of us