counting bodies like sheep to the rhythm of the war drums

inutilinon si stanno fermando, non accennano nemmeno
più di mille morti
la striscia di gaza è ancora sotto la prepotente ferocia di israele, la violenza e la disperazione sono dovunque, nelle strade, nelle moschee, nei mercati, nelle scuole, e soprattutto nelle teste delle persone, nelle tragedie di intere famiglie, nei pensieri e negli occhi dei bambini
ci pensate mai a quanto possa essere distruttivo per la mente di un bimbo il terrore quotidiano estremo che in questi giorni impregna gaza e la vita di centinaia di migliaia di persone? io sì, e non so togliermi questo pensiero dalla testa
invece, nonostante i proclami dei governanti occidentali, sembra che ancora nessuno se ne stia veramente rendendo conto

non avete idea di quanto avrei bisogno di qualcuno che si alzasse in piedi e che a voce alta denunciasse la carneficina
qualcuno di sinistra, qualcuno di importante
qualcuno ancora con una coscienza
uno come pertini, capite?, con la sua voce potente e lo sguardo di condanna senza dubbi, uno che non avesse timore a usare la sua personalità e a puntare il dito contro i crimini di guerra di tsahal che stanno schiacciando la palestina, come già fece in uno storico discorso di capodanno
israele sta compiendo atti orrendi contro l’umanità, e io, in quanto essere umano, devo a tutti i costi urlare la mia condanna
e lo sto cercando, questo nuovo pertini, ne ho infinito bisogno, ma non c’è
stanno tutti zitti, c’è un silenzio da parte dell’occidente che è ancora più deprimente e frustrante delle ingiustizie di cui siamo testimoni

barack pilato obama s’è rivelato essere quello che è, ovvero l’ennesimo presidente degli stati uniti come al solito incatenato ai fortissimi interessi che legano usa e israele, e che messo di fronte alla realtà di una guerra insensata e crudelissima non può far altro che lavarsene le mani, lasciando la patata bollente al suo predecessore agli sgoccioli (bush, uno che ha sempre dimostrato che di affari orientali ci capisce) e al massimo esprimendo preoccupazione per i civili: me l’aspettavo, questa delusione, non ho mai immaginato che potesse andare diversamente

così come non mi aspetto nulla da un anziano erudito di baviera, che milioni di persone si ostinano a considerare portatore di messaggi di pace: se così veramente fosse dovrebbe partire e andare a tirare le orecchie a chi non lo ascolta, se così fosse dovrebbe andare a porsi tra i due fuochi e forte della sua figura denunciare i crimini di guerra e portare veramente la pace
ma non lo è, un portatore di pace, è solo un teologo che ogni domenica lancia i soliti sterili appelli alla fratellanza e alla pacificazione, senza veramente interessarsi alla sorte di migliaia di persone, e alla salvezza dell’umanità
(ragazzi, non offendetevi, è inutile negarlo, il papa ha un potere enorme e non lo sfrutta, forse perché non sa, forse perché non vuole)

poi i politici nostrani, tutti aggrappati fieramente al carro di israele, a giustificare l’ingiustificabile
spero che la vostra coscienza vi fulmini, se mai ve ne fosse rimasta una
e quei pochi che invece continuano a mantenere un’equidistanza di facciata, che in realtà è solo una distanza: una distanza dal mondo, una totale assenza di sensibilità alle grida di dolore che provengono oggi da lì, ma in futuro chissà da dove altro ancora
la foto che illustra questo post è quanto di più inutile potesse partorire la direzione del partito democratico per timbrare il cartellino di presenza in merito alla guerra in corso: un manifesto che non ha il benché minimo significato, a dimostrazione definitiva del piattume ideologico che accompagna il pd, incapace di prendere posizione su qualsivoglia argomento, chiuso e sordo alla società e alla storia
in una parola, inutile

gli unici qui che parlano di israele criminale sono i gruppetti estremisti di destra (qui a roma sono una marea, e hanno davvero tanti tanti soldi) e sinistra: ma posso io aspettarmi qualcosa da questi esagitati? posso unire la mia sensibilità alla loro? posso idealmente unirmi a gente che fa della provocazione e della prevaricazione politica locale il suo pane quotidiano?

ma è così fuori dalla nostra portata accorgersi di quanto sta succedendo? ormai anche pagliara ha terminato gli eufemismi e fa sempre più fatica a coprire la carneficina (tra l’altro mi fa ridere di disgusto che quel campione di disonestà giornalistica dica di non potersi addentrare nella striscia per via dei divieti israeliani, lui che in tanti anni di corrispondenza non ha mai trovato un minuto di tempo per farsi un giro nella gaza schiacciata dall’embargo e dai soprusi di tsahal), possibile che non si riesca a far aprire gli occhi a chi di dovere?
nonostante i tg facciano di tutto per favorire la noia e il disinteresse, relegandola come terza o quarta notizia, la guerra continua
quello che israele ha fatto in queste ultime settimane è irricevibile, ma stare in silenzio è altrettanto criminale

scusate, proprio non riesco a smettere di parlarne
chissà per quanto altro tempo ancora sentirò la necessità di farlo..

ps: se osservate la foto, dietro gli squallidi manifesti del pd c’è un’enorme fila di manifesti del nostro sindaco, lo sceriffo johnny, che si vanta sui muri di mezza roma delle nuove battaglie politiche vinte in ambito di diritti sociali e gestione del bene comune da parte della sua amministrazione: qualche migliaio di espulsioni di poveracci, e roma è più pulita
anzi, roma riparte
che schifo

pps: un giorno farò un bel post sull’idiozia della cartellonistica nella capitale, che sembra essere un viziaccio solo romano, che però ultimamente ha raggiunto livelli di violenza (negli slogan e soprattutto nella modalità di affissione) che secondo me è preoccupante

ppps: sì, ste, è sotto casa tua!

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hands all over

l’omino sorridente sulla sinistra si chiama jon favreau, ha la mia età, e durante gli ultimi tre anni di campagna elettorale è stato l’autore di molti degli storici discorsi di barack obama

il quale, grato, lo ha nominato director of speechwriting per l’intero quadriennio alla casa bianca

ripeto, ha la mia età

la cosa mi disturba alquanto

questa foto invece è stata pubblicata da qualche parte su facebook, e ritrae l’allegro favreau insieme a un compagno di avventure politiche (lo si deduce dalla maglietta, mica dalla birra) e a un cartonato dell’ex first lady, ex candidata alla presidenza, ex sfidante di obama e futuro segretario di stato hillary clinton

in atteggiamenti allegri, diciamo

l’immagine è stata ripresa dal washington post e ha fatto il giro dei network americani

un uomo di fiducia di obama che sbeffeggia l’ex rivale ora amica con gesti incommentabili, chissà che scandalo

dopo tutte le tensioni che ci sono state, dopo tutti i piccoli e i grandi screzi, dopo che per via di questi attriti i democratici stavano per buttare alle ortiche un risultato che è stato poi un successo senza precedenti

poi a maggior ragione dopo che obama si era personalmente prodigato per la riconciliazione con la sua sfidante più combattiva alle primarie democratiche, nominandola prossimo segretario di stato, un incarico prestigiosissimo e perfetto per suggellare la nuova pace tra i due ex contendenti

non so voi, io questo ragazzo l’ho adorato

va be’, mi capirete, ha la mia età

e poi sono sicuro che parecchi di voi su facebook hanno foto alcoliche che non sarebbero gradite ai vostri capi o datori di lavoro, dite la verità

favreau ha dichiarato di aver spedito delle scuse ufficiali alla clinton, e non ha aggiunto altro, molto probabilmente sopraffatto dall’imbarazzo per la bella trovata

il portavoce ufficiale della clinton ha semplicemente risposto che “la senatrice Clinton ha piacere nell’apprendere l’ovvio interesse di Jon nel Dipartimento di Stato, e attualmente sta valutando il suo curriculum”

changes, just gonna have to be a different man

misterl’elezione di barack obama alla presidenza degli stati uniti è uno splendido bagliore di modernità rispetto alle plumbee democrazie europee, bagliore che per la nostra ignobile gerontocrazia suona proprio come uno schiaffo, ben più doloroso di qualsiasi insopportabile battuta a sfondo razzista del nostro presidente del consiglio

senza nulla togliere al buon vecchio mccain, che ha portato avanti anche lui con onore e dignità la sua ennesima battaglia, sono molto contento che gli americani abbiano scelto obama, e non solo perché sia nero

perché barack obama è nero, ragazzi miei, oppure se volete non è un bianco, e chi fa finta di niente e dice “chi ci fa caso è razzista” sbaglia, perché è ipocrita non evidenziare quello che comunque resta un traguardo storico: il prossimo presidente avrà origini afroamericane, cosa impensabile fino a qualche anno fa, per molti fino alla settimana scorsa

un risultato denso di significati: la democrazia esiste, è effettivamente possibile, chiunque può aspirare a diventare capo del mondo senza più limiti o barriere di alcun genere

è un messaggio bellissimo, e soprattutto è concreto e reale

e poi sono contento perché obama è giovane, ma non puramente per numero di anni: barack obama rappresenta a pieno la novità, la freschezza del terzo millennio, una personalità saldamente ancorata al presente e contemporaneamente proiettata nel futuro, e soprattutto svincolata dai retaggi del secolo scorso

è la modernità, che quest’uomo rappresenta, e io sento di poter condividere il mio punto di vista più con lui che con qualsiasi altro candidato fino ad ora, sia lì che qui

luca sofri dice che è “la prima grande gioia storica della generazione dei trentenni”, ed è vero: è la prima volta che assisto e partecipo a qualcosa che farà la storia, e la farà in maniera positiva

ok, non è che ho proprio partecipato, però c’ero quand’è successo, e questo mi basta

a voi quante volte è capitato di essere testimoni di un evento storico positivo?

e insomma niente, ora c’è lui, al timone, e vedremo come si comporta

certo, le delusioni non mancheranno, non voglio idealizzare nessuno: ricordiamoci sempre che sto parlando comunque di un presidente degli stati uniti, che molto probabilmente porterà avanti guerre e sottoscriverà politiche imperialiste né più né meno dei suoi tanto odiati (da me) predecessori, quindi non mi illudo

quello che mi fa piacere è stato il voto che gli americani gli hanno dato, la fiducia che hanno riposto nel cambiamento che quest’uomo rappresenta, dimostrando di essere più svegli e moderni di quanto pensassimo: obama si accosta per modernità e freschezza alle figure di zapatero, del primo blair, di cameron e della royale, emblemi di una classe politica nuova, determinata, vincente, che darei un rene per vedere all’opera in italia

in italia invece abbiamo lo spettacolo che più deprimente non si può del principale partito di opposizione, nonché sedicente di centrosinistra, che festeggia con manifestazioni e spumante l’elezione di obama, come se la vittoria dei democratici in america potesse in qualche modo collegarsi con l’omonimo partito nostrano

“ehi, ora chi candidiamo in abruzzo?” “che importanza ha? tanto abbiamo già preso la florida e l’ohio!”

quando obama farà le prime americanate, tipo invadere qualche altro staterello mediorientale o portare avanti le proprie guerre in tutto il mondo, veltroni che farà? continuerà a difenderlo?

che poi se c’è qualcosa di lontano mille miglia dalla personalità di barack obama è proprio la composizione del nostro (nostro..) partito democratico, formato per lo più da dinosauri immortali e presenti nelle sale del potere italico ormai da decenni: che ventata di freschezza e di novità mi possono rappresentare le grigie figure di veltroni, d’alema, rutelli, follini, etc. etc.?

che rinnovamento, che modernità traspare da un gruppo dirigente che è lo stesso ormai da un ventennio?

eh, d’altra parte, se berlusconi dopo quindici anni è ancora considerato una novità..

fateci caso però a certi risvolti: avete sentito come anche i destrorsi (a parte gasparri, che purtroppo è quello che è) siano stati velocissimi a salire sul carro del vincitore manifestando ammirazione e partecipazione per questo risultato?

dunque, se ci pensate, tutti i nostri politici, che erano perfettamente allineati con il papa, ora lo sono anche con il presidente degli usa

mica male, eh?

ragazzi, questa non è più l’italia, è il texas!
nella foto, il potentissimo strategic advisor della campagna elettorale di obama, occulto artefice della sua vittoria, assunto ora dalla roma per rilanciare la squadra in italia e in europa