sweet, sweet, sweet, sweet little agony

loteria

come al solito non avevo capito nulla
mi ero illuso con i puntuali sondaggi ottimistici prepartita, o forse pensavo che a questo giro, anche considerato come si erano messe le cose ormai da tempo, fosse davvero un’impresa storica riuscire a perdere
o forse mi sono affidato troppo ad un buonsenso collettivo che in realtà non c’è mai stato, contavo su un inesistente senso di responsabilità di una nazione che nei miei auspici non avrebbe mai potuto continuare a votare l’uomo del baratro, né riempire le istituzioni di teneri sprovveduti, in un periodo così drammatico per il paese

e invece è andata proprio così, su tre che sono andati a votare, uno ama ancora quello lì, malgrado tutto o forse apposta, mentre un altro odia tutti indistintamente, compreso probabilmente se stesso
(ok, lo so, non è da me, dovrei sforzarmi in un’analisi più approfondita, visto che è passato del tempo e che gli spunti di riflessione sono tanti, ma davvero non ce la faccio, non ho ancora elaborato il lutto, sono un misto di rabbia e desolazione, vorrei prendere tutti per la collottola, scuoterli e urlare nelle loro facce assurdamente soddisfatte la mia frustrazione)
(a maggior ragione perché, a una settimana o quasi dallo spoglio elettorale, non sappiamo ancora a cosa stiamo andando incontro, non ne riconosciamo la forma, anche se purtroppo se ne indovinano facilmente l’odore e la consistenza)

eppure i segnali c’erano tutti
anzi, i non-segnali
intendo tutte quelle cose che un partito coerentemente progressista, con un minimo di consapevolezza, aderenza al paese e voglia di vincere, avrebbe potuto agevolmente fare, nei quindici anni precedenti a queste elezioni, e non ha fatto, aspettandosi comunque l’incoronazione come un diritto inviolabile
bastava portare a casa un paio di provvedimenti assolutamente legittimi, concreti, da occidente civilizzato, e ciao ciao grillo e berlusca, spostatevi ché qui si sta decidendo il prossimo governo, non rumoreggiate come al solito

eh, se ci fosse stato renzi… se ci fosse stato renzi?!? ma che argomento puerile e insulso! invece di chiederci cosa sarebbe successo se ci fosse stato renzi, chiedamoci cosa sarebbe successo se i governi prodi uno e due, d’alema e amato avessero fatto una legge sul conflitto di interessi, avessero combattuto con più veemenza la corruzione, avessero intrapreso prima un percorso di rinnovamento della loro millenaria classe dirigente (nanni moretti lo invocava già undici anni fa, e non era certo un precursore) e avessero affrontato con più coerenza la questione dei costi eccessivi della politica locale e nazionale
bastava tanto poco così e si sottraevano argomenti e voti a grillo, si curava almeno in parte la berlusconite di cui soffrono cittadini e istituzioni, ma soprattutto si perdeva meno tempo e si dava l’impressione di essere un partito reale, coerente, meritevole di fiducia e di voti, invece di sembrare sempre più un immobile golem autocompiaciuto e indifferente
renzi è un paravento dietro cui si rifugiano tutti coloro che non vogliono cambiare le cose dal punto di vista politico, ma solo da quello delle facce, viepiù aggiungendo pure utopie come la fantomatica promessa di un passo indietro da parte del berlusca di fronte alla candidatura del sindaco di firenze (e perché mai?) (e porco mondo perché continuare a fidarsi delle sue promesse? gli ultimi vent’anni non ci hanno insegnato nulla?) (be’, evidentemente no, se non altro a un elettore su tre)
poi sul fatto che bersani e l’intera classe dirigente del pd che lo ha appoggiato abbiano miseramente fallito, e che meriterebbero di scomparire, siamo tutti d’accordo, per carità, e se il prossimo segretario e candidato premier sarà renzi, pazienza, ci adegueremo, ben vengano facce nuove e rampante giovanilismo, a patto che non sia solo facciata: ma, ripeto, non è per quello che s’è perso
se il pd fosse stato un partito serio e concreto per almeno una settimana, durante la sua lunga e multiforme storia, a quest’ora grillo sarebbe stato appoggiato solo dai troll internettiani dal caps-lock senza sicura, gli oscuri complottisti delle scie chimiche e del signoraggio bancario, e non da tante brave persone che francamente non ne possono più di questa immobilità e di questo malaffare

sarebbe da farli provare, questi grillini, come suggerisce un paio di blogger fidati
dargli le chiavi, metterli sulle poltrone alte, quelle decisive, e vedere dove potrebbero portarci
ma siamo a livello di provocazione, figuriamoci, anche napolitano ha detto che non vuole esecutivi di minoranza (e come dargli torto?): se poi si dà la fiducia a un governo di minoranza sovversivo e anticostituzionale, alé, prepariamoci al medioevo

siccome, ad oggi, non ho ancora capito cosa succederà, bloccati come siamo in questa inerzia melmosa di cui non si vede l’orizzonte, posso solo aspettare
ieri vedevo un bersani mai così combattivo e grintoso che offriva sul piatto televisivo un elenco di punti, di idee fondamentali da realizzare velocemente in un governo di transizione, per ottenere l’appoggio del movimento 5 stelle, senza la cui fiducia rimane tutto in apnea
era bello, vedere quel pacioso emiliano improvvisarsi finalmente leader di sinistra, presentare finalmente un programma concreto e condivisibile, parlare finalmente con passione trascinante di lavoro, giustizia e riforma della politica, tutte cose che non ha fatto durante i mesi di avvicinamento alle elezioni

le strade a questo punto sono due, e grillo ha il volante: i punti che bersani ha presentato sono largamente condivisibili da buona parte del movimento e rintracciabili nel programma elettorale di casaleggio e co., sono evidentemente una mano tesa per evitare che vada tutto a scatafascio, rischio ben evidente anche a chi tifa contro
grillo può accettare questo invito, caricarsi sulle spalle un po’ della responsabilità che gli competerebbe visti i risultati elettorali e sostenere questo governo, di cui avrà pur sempre in mano la spina, che potrà staccare non appena avrà lo schiribizzo di farlo
d’altra parte grillo sa che l’alternativa è un pastrocchio di governo tecnico tale e quale a quello che è attualmente in carica “per sbrigare gli affari correnti”, un altro macabro governo monti senza monti, anche questo destinato all’amministrazione dell’ordinario senza alcuna possibilità di lunga durata, in attesa di prossime elezioni che con tutta probabilità porterebbero il movimento 5 stelle a una maggioranza molto più solida e inavvicinabile
in queste ore capiremo di che pasta sono fatti, grillo e il suo compare, se hanno davvero a cuore il futuro dell’italia e se sono pronti a sporcarsi le mani con la politica che decide, per il bene di tutti
oppure se puntano solo alla poltrona, a stravincere le prossime elezioni e ad occupare tutto l’occupabile, nel frattempo accompagnandoci verso il baratro

mi domando se gli elettori del movimento 5 stelle siano consapevoli di questo rischio, e se saranno davvero così appassionatamente disposti a rivotare, di qui a pochi mesi, un partito furbo e irresponsabile che si è tirato indietro, quando si trattava di fare qualcosa

io comunque appoggio la mozione rudi ghedini: la prossima volta per le elezioni si potrebbe fare come a sanremo, con metà del parlamento eletto dal popolo, l’altra metà da una giuria di qualità

so tell yourself it will be ok, remind yourself that you’re not just in it for the money

haremscusate ma cosa dovrei trovare di tanto eroico nel “passo indietro” di giannino, se si tratta solo di dimissioni da presidente del suo movimento uber-liberista, e se dunque rimane in ogni caso candidato premier come un pregiudicato qualsiasi?

spendo i miei due centesimi sulle prossime elezioni e sulle mie intenzioni di voto, visto che manca poco e non voglio correre il rischio di rimandare a quando sarà tardi (c’è un silenzio elettorale alle porte, che aspetto come si aspetta l’occhio del ciclone)

prendo spunto dal risultato del sempre ottimo test pre-elettorale di openpolis, che come ogni volta mi conferma sostanzialmente le mie sensazioni in vista delle urne, e mi ricollego al post di qualche giorno fa su monti e sulla sua figura ambigua, che si fa sempre più minacciosa per gli equilibri di un probabile governo di centro-sinistra
visto che l’ultima volta, per colpa mia ma anche altrui, ho praticamente buttato il mio voto, a questo giro non voglio che accada, non voglio che si disperda il mio diritto democratico, non voglio fornire assist a nessuno
a maggior ragione se il partito che volevo votare partecipa alla coalizione favorita in the first place

darò il mio voto a sel
e per la prima volta lo darò anche con una certa minima convinzione (di cui sono un po’ spaventato, lo prendo come un segnale inequivocabile del fatto che sto invecchiando), perché mi piace vendola, perché mi piacciono le idee e i progetti di sinistra, mi piace il buon governo di buon senso in puglia e mi piace che nel prossimo parlamento si possa dare evidenza a tante questioni sociali che finora sono state censurate e che in un governo puramente tecnico-amministrativo rimarrebbero nel cassetto
e poi per il seguente ragionamento: come ho già detto, sono convinto che la coalizione italia bene comune vincerà sì le elezioni, ma senza avere la maggioranza assoluta, e dunque si troverà appollaiata sulle spalle la scomoda alleanza con il centro catto-tecno-finanziario che tanto schifo mi fa
e allora è bene, anzi, è fondamentale che nel grande calderone di governo sia ben presente e si faccia sentire la sinistra, è necessario che bersani abbia ben chiaro che non si deve solo guardare alle probabili insopportabili richieste di un casini qualsiasi, ma che c’è una base sostanziosa di elettorato di sinistra che si aspetta qualcosa di sinistra dal futuro esecutivo
è un voto per e soprattutto contro, per spingere sulle istanze sociali e per contrastare il potere ricattatorio che può avere un alleato scomodo a urne chiuse e nel dibattito mediatico

(purtroppo, sto parlando sempre esclusivamente a livello di politiche sociali, perché di sicuro l’agenda monti-draghi-trichet di spietate ricettine economiche per risollevare i mercati e probabilmente raderci al suolo non sarà toccata, chiunque sia a guidare la bagnarola
e questo è l’amaro che non se ne va dalla mia testa, perché sono sicuro che un governo di centrosinistra potrebbe trovare e spingere per soluzioni meno devastanti dal punto di vista civile per arginare la deriva economica del paese
sto parlando di allentare i limiti crudeli di spesa concessi da bruxelles agli stati membri, per permettere maggiori investimenti in settori fondamentali della nostra spina dorsale economica, mortificati dalla morsa delle tasse e del rigore a tutti i costi
sono convinto che con la collaborazione di altre nazioni, come la francia di hollande, si potrebbe scardinare il monopolio tedesco della gestione della crisi, che sembra schiacciare i più deboli – vedi grecia – piuttosto che recuperarli
invece questo centrosinistra si è adeguato pedissequamente al pensiero unico di merkel e compagnia, vaglielo a spiegare te che ci può essere un’alternativa migliore, sicuramente meno farneticante di quelle proposte da grillo e la lega)

mi resta comunque l’impressione che sarà un voto che varrà poco, perché se è vero che il movimento 5 stelle sarà la seconda forza politica del paese, è assai probabile che non si riuscirà a trovare una maggioranza solida in un parlamento pieno per più della metà di burattini comandati più o meno a distanza (penso anche alle marionette in mano all’altro burattinaio, quello che in televisione ci va eccome)
dunque si tornerà a votare con le stesse dinamiche nel giro di pochi mesi, con le conseguenze a dir poco disastrose di un periodo così lungo di anarchia casinista per le nostre finanze

non mi piacciono affatto tutti quelli che dicono che queste saranno le elezioni più importanti degli ultimi anni, perché mi sembra una frase fatta che viene di volta in volta ripetuta come se niente fosse
e però mi sembra che abbiamo spalle sempre meno larghe per sopportare altri anni di disgustosa idiozia istituzionale

nothing that has happened so far has been anything we could control

righema perché monti si è candidato?
è un po’ che me lo chiedo e più ci penso, più mi sembra che il professore, da una salita/discesa/sterzata in campo non avesse altro che da perderci
ha già un suo seggio da senatore a vita, ha già compiuto senza troppi sforzi né scrupoli la sua missione di salvezza dei conti pubblici rimettendo a noi tutti i debiti, come noi li abbiamo sempre pagati, e lo ha fatto senza minimamente sfiorare lo status quo che per decenni aveva consapevolmente scavato l’enorme fossato e che negli ultimi anni ci aveva spinto sull’orlo
in linea di principio avrebbe potuto vivere di rendita, godere dei crediti ottenuti con la sua opera di deus ex machina e organizzare comodamente per tempo il trasloco al quirinale
e invece è lì in prima fila, a guidare l’allegra masnada dei pastosi democristiani non biodegradabili, una coalizione inguardabile che tutti i sondaggi danno parecchio dietro gli altri
non me lo spiego

avrà pure ordinato dei sondaggi esplorativi, il potente senatore, prima di prendere una decisione
avrà pure capito che, nonostante l’anti-talento politico del pd, sarebbe stato difficile strappare a bersani e compagnia una maggioranza se non altro relativa
avrà pure immaginato che il berlusca non si sarebbe certo messo da parte per aiutarlo nella contesa elettorale, e che anzi avrebbe utilizzato tutta la sua potenza di fuoco per annullarlo
avrà pure valutato l’impatto non esattamente positivo che la sua credibilità di uomo ineccepibile sempre circondato dall’eccellenza avrebbe subìto da un’alleanza con quei sempreverdi antropomorfi di fini, rutelli e casini
eppure

eppure niente, chi se ne importa, bando alla coerenza, buttiamoci nella mischia come se nulla fosse
andiamo in televisione, accarezziamo pucciosi animali domestici, solleviamo polemiche sterili e fuffose, strizziamo occhiolini e stringiamo accordi sopra e sotto il banco, ammicchiamo e lanciamo frecciatine, sempre meno sobriamente, sempre meno rigidamente, ma comunque “un po’ più degli altri”
ma perché?

la spiegazione che mi sono dato è che il paese è ancora in pericolo e che il pericolo ha ancora la faccia tumefatta e il sorriso scheggiato di quell’anziano ma inaffondabile miliardario, filibustiere dai pochi e spietati interessi, che sfortunatamente cozzano con un futuro stabile per tutti noi
ne deduco che monti sarebbe stato volentieri a guardare, dall’alto del suo scranno ancor più presidenziale, se non si fosse reso conto in tempo che era in atto l’ennesima resurrezione e se non avesse sempre ben piantato in testa il dubbio che, se gli italiani sono stati fessi abbastanza per votarlo in massa e con convinzione per diciott’anni, cosa mai poteva cambiare in dodici mesi?
dunque la scelta di candidarsi, per limitare le pretese pontificie del caimano e ridare un minimo di serenità a quei famosi mercati che sembrano non fare altro che guardarci
(e io me li immagino, mentre ci guardano, questi mercati ficcanaso, con quei loro capelli perfettini, le maniche di camicia arrotolate e gli occhiali nerd fissi su tanti schermi luminosi che proiettano le nostre mediocrità)

fosse veramente così, complimenti: un gesto di limpido sacrificio per il bene del paese
monti uno di noi, intellettuale che si spoglia dei privilegi di casta e si fa politico per ridare dignità al mondo politico italiano, e di riflesso anche alla sinistra, che finalmente ha un nemico vero contro cui lottare sul piano delle idee, non su quello della legge
se non fosse che poi questa sinistra ci si alleerà, con il nemico e con tutto ciò che rappresenta, perché parliamoci chiaro, da soli non si va da nessuna parte

ragazzi, non facciamo i sofisticati, era chiaro fin dall’inizio che si sarebbe andati a sbattere al centro
non ci sono i numeri per l’autarchia, e se anche ci fossero, i grandi capi hanno fatto veramente il possibile per nasconderli e combatterli, e lo sfogo centrista è l’unica soluzione
il fatto è che, se è chiaro per noi, lo è ancora di più per un sagace preside della bocconi e per la sua schiera di illustri collaboratori
(insomma, dai, se ci sono arrivato io…)
dunque, la domanda iniziale si trasforma in questa: cosa vorrà, monti, in cambio dei suoi voti?

quanto vorrà influire sulle scelte di un prossimo, probabile governo di centro-sinistra?
sapete, sono convinto – ve l’ho già detto – che, destra o sinistra, le politiche economiche dei prossimi anni saranno dettate inevitabilmente dai nostri baby-sitter europei, e che dunque i margini di manovra dei futuri esecutivi saranno ristretti esclusivamente al sociale e a poco altro
monti farà da tutore? mmm, non credo, dai, c’era davvero bisogno? ma allora non avrebbe potuto fare lo stesso lanciando moniti dal colle?
no, non può essere solo questo
mi chiedo quindi quanto peso potrà mai avere, su un impianto di governo di partenza, ballerino un alleato di minoranza centrista come monti, che per carità non è certo un mastella o uno scilipoti, e anzi sa bene che un governo bersani è probabilmente il migliore dei mondi possibili (argh), e non lo farà certo cadere per capricci personali, riconsegnando il paese al caos
cosa c’è dietro, dunque? cosa c’è sul piatto?
credo – temo – che lo scopriremo presto

president of what?

tavolinocos’è questa storia della spending review? e perché somiglia tanto a una qualsiasi manovra tremontiana del passato, di quelle da barbiere sbrigativo, che passa il pettine basso in mezzo alla spesa pubblica e taglia spietatamente ogni ciuffo che spunta, senza curarsi se si tratta di ciocche fondamentali o di doppie punte da eliminare?

calma, bisogna aspettare, considerare il testo nel suo complesso, valutarne le intenzioni e gli obiettivi, analizzarne i singoli provvedimenti
ci saranno sicuramente interventi mirati, oserei dire chirurgici, all’insegna dello snellimento e dell’efficientamento della pubblica amministrazione, con meritocrazia e produttività come unici indicatori del bisturi montiano
certo, d’accordo, ma allora perché i giornali di oggi annunciano tagli al 10% degli impiegati statali e al 20% dei dirigenti? cos’è, una minaccia?
premesso che non sono un dipendente pubblico (né tantomeno un dirigente) come dovrei prendere una notizia del genere? mi aspetto che monti o chi per lui vada in un qualsiasi ministero, prenda l’elenco dei lavoratori e dica “tu sì, tu sì, tu pure, eh no mi dispiace tu no, tu sì…”?
cioè, mi pare evidente che licenziare lavoratori, e in particolare quelli ministeriali, non è fattibile, sia dal punto di vista legale che da quello sociale, e dunque queste cifre sparate lì, questo 10% terrorizzante, non sono altro che abbagli per riempire un titolo, no?
ma allora, cui prodest?

non lo so, mi sa tanto di non-notizia come quelle di un tempo, come le sparate populiste del faraone brianzolo che ci umiliava fino a (troppo) pochi mesi fa
potrebbe essere una richiesta di attenzione da parte di monti, che forse si sente trascurato e dunque cerca di farsi pubblicità come può, presenziando a partite di calcio o terrorizzando qualche milione di lavoratori; oppure potrebbe essere una mossa di qualche politicuccio nostrano, che per mettere in cattiva luce un governo che non sembra destinato a durare, gli mette in bocca intenzioni non vere, giusto per sperperare il minimo credito che si era guadagnato a bruxelles con l’accordo storico anti-spread (altro che balotelli, qui si che i tedeschi si sono inchinati davvero) e infangarlo un altro po’ agli occhi di una popolazione che in un futuro alquanto improbabile potrebbe anche considerare la possibilità di votarlo
in ogni caso si tratta di meccanismi che vorrei considerare lontano dalle logiche di lavoro di un governo che dovrebbe pensare a cose ben più serie

e invece ho come l’impressione che questo esecutivo sa di avere i giorni contati
d’altra parte, tutte le mitologiche riforme strutturali che avrebbe dovuto inventarsi per salvare questo paese dal naufragio arcoriano e riportarlo a riva sono evidentemente rimaste nel cassetto di qualche cattedra della bocconi, probabilmente stroncate sul nascere dall’opposizione viscida e silente di grandi fette di quel parlamento di zombie che ancora ci portiamo dietro

la mia versione è che monti sa di non avere tanto tempo a disposizione, sa che le elezioni ad ottobre non sono poi così improbabili, e allora cerca di avvicinarcisi senza fare del male a nessuno
capiamoci, sono mario monti, l’irreprensibile presidente del consiglio di un governo tecnico di emergenza in un’italia ancora elettrica di irritazione anti-politica: se non faccio troppi danni fino all’autunno, se non pesto i piedi ai soliti vetusti gangli del potere, se non scontento in maniera irreversibile confindustria, sindacati confederali, vaticano e il popolo bove, e se soprattutto gli stupidi partitelli continueranno a farsi odiare come sanno, senza riuscire a raccogliere nessuna delle istanze di rinnovamento che l’intera nazione gli chiede, vai a vedere che quasi quasi mi rifanno presidente del consiglio, stavolta con una maggioranza qualificata, e magari riesco pure a portare a casa qualcosa di buono per il paese?
eh? che ne dite? fila come discorso?

secondo me sta in piedi, e anzi tutto sembra remare verso quella direzione
il berlusca è bollito, e non oso immaginare cosa potrebbe inventarsi per rientrare in pista e scampare l’oblio e i guai con la legge
bersani dal canto suo è conscio di essere in pole position, e però teme di non riuscire a sfruttare il suo vantaggio: c’è renzi che gli vuole soffiare via tutto il cucuzzaro (d’altronde perché dovrei votare la schifosa coppia bersani&casini, quando in renzi ho tutte e due le cose, e in più non ho d’alema?) e grillo che baccaglia dall’alto della sua inavvicinabilità
insomma sono tutti pronti a riempirsi tasche e pance al gran buffet delle elezioni, che per questi matusalemme del potere è l’unica cosa che conta

e monti? fornero? le riforme, crescita ed equità, il salvataggio del paese, dell’europa e dell’euro? no, lasciate perdere, fate come se nulla fosse successo, ci sono priorità diverse, tra poco torneremo a discutere di spartizione di poltrone, di alleanze improbabili, di compravendita di parlamentari come se nulla fosse successo

e forse davvero non è successo nulla

don’t stand so close to me

faccial’ultima volta che sono tornato da roma mi sono dimenticato di portare quassù la scheda elettorale
avevo intenzione di rivolgermi all’ambasciata per poter esercitare il mio diritto di voto da qui, non sapevo se si potesse fare ma alla fine tentar non avrebbe nuociuto, no?
(oddìo si sarebbe trattato di affrontare la proverbiale efficienza amministrativa delle ambasciate italiane, ma tutto sommato anche quelle sono esperienze)
e invece niente, me la sono bellamente dimenticata, e quindi stavolta la democrazia farà a meno di me

questa mia amnesia in realtà mi toglie dall’imbarazzo di una scelta che non credo avrei mai saputo fare
più imbarazzo che scelta, effettivamente
la sinistra non esiste più da anni, ormai: parlo di sinistra vera, efficace, non di siglette combattive pronte a scannarsi per la purezza più insulsa
il partito democratico ha un segretario più gagliardo di quello che pensassi (meglio un democristiano orgoglioso di un progressista bollito), ma è sempre vittima di giochi di potere interni di raro squallore, con le solite vecchie facce pronte a qualsiasi vigliaccheria pur di ribadire il loro feudo su tutto ciò che puzza di nuovo
di pietro, se prima pareva l’unica opposizione, ora per quanto mi riguarda ha perso il suo fascino, perché incapace di rinnovarsi, e d’altra parte capacissimo di presentare volti piuttosto impresentabili alle imminenti elezioni
e allora tanto vale lasciarli a scannarsi, tanto qui non arriva la campagna elettorale, e ci si può concentrare su cose più serie

quello che invece arriva con grande fluorescenza è l’epopea pedofaraonica del nostro marajà, delle cui gesta qui in polonia non esitano a ridere e godere
da parte mia, se in un primo momento trovavo piuttosto triste concentrarsi su un aspetto così misero della vicenda tragicomica dell’ometto a capo del governo, di tutti i lati più nauseabondi ancora da evidenziare e di cui si dovrebbe parlare, ora invece penso che in effetti non ci trovo niente di male, nello scavare nel marcio privato di un essere che ha fatto del suo presunto privato vincente l’arma per sedurre milioni di italiani (ricordiamo tutti con gusto gli opuscoli coloratissimi che il boss ci mandava a casa alla vigilia delle politiche, no? i figli, i fiori, le vittorie private, le pubbliche virtù)
penso che sia l’unico modo per mettergli contro il suo più grande sponsor, la chiesa cattolica, che fino a poche settimane fa manifestava un endorsement imbarazzante per un paese che si autodefinisce libero: voglio vedere ora come continueranno a difendere il paladino della famiglia, che rifiuta di confrontarsi di fronte a evidenze di pessimo lignaggio
penso che sia l’unico modo di incalzarlo senza dargli più di tanto modo di attaccare giudici rossi o comunisti di vario genere, perché si tratta di domande su episodi su cui la magistratura non sta indagando e su cui la “sinistra” non sta facendo più di tanto la sua parte (come se mai la facesse..)(a parte quella pessima uscita di franceschini sui figli del berlusca, pessima perché non solo ha dimostrato come si possa sempre scendere a un livello ancora più basso, ma perché ha anche permesso all’armata di ricompattarsi)
e penso che in generale sia l’unico modo per metterlo in crisi: andiamo, l’italia ha un governo che si regge soltanto sul culto e la venerazione di una persona, sull’immagine assoluta che è riuscita a creare nella testa di mezzo paese, e che ora per la prima volta può essere incrinata
finalmente i giornali possono.. va be’, finalmente repubblica può indagare e scavare e insistere, senza doversi rivolgersi a nessuna procura o tribunale, finalmente ci può essere un giornalismo come si deve, finalmente si può portare a galla l’evidenza semplicemente facendo il proprio mestiere
auguro ai giornalisti del gruppo ogni bene, anche se so che l’italiano ha un tempo di tolleranza sulle notizie non maggiore di un paio di giorni, dopodiché si stufa e vuole altro e mette sul cinque che ci sta la de filippi

e intanto i polonici se la ridono

but i’m still right here, giving blood, keeping faith

montagna
niente, nemmeno roma
anche qui la destra
eja eja alemanno!

noialtri invece, giusto per il brivido di complicarci la vita, si era deciso di candidare un elemento francamente impresentabile, che per quanto già decenni fa fosse stato un sindaco tutto sommato brillante, col tempo era diventato un fenomeno televisivo davvero faticosamente proponibile
a ciò si aggiunga tutta una serie di fattori non proprio imprevedibili, tra cui il roboante martellamento mediatico con il presunto allarme sicurezza a roma (che sì per carità quanto volete ma insomma non siamo mica nel bronx eh) da parte delle televisioni embedded, e alla fine cari miei ci siamo ritrovati con la buona novella che il nuovo sindaco “daa capitale” è un noto ex neofascista
e ora bisogna capire se la particella “ex” si riferisce a tutta la parola o solo al prefisso “neo-”

però vi dirò, non sono del tutto disperato
almeno non come lo ero quindici giorni prima
nel senso che non stiamo parlando del berlusca, ragazzi, dall’altra parte non c’è l’antidemocrazia né l’indifferenza nei confronti di qualunque cosa pubblica né l’interesse totalmente personale, o almeno spero che non ci siano: certo, si tratta di un elemento inguardabile quanto si vuole, ma comunque di un avversario abile e all’altezza, da parte del quale una sconfitta ci può stare
nel senso che più della metà dei miei concittadini ha votato diversamente da me, eppure stavolta come faccio a dar loro torto? personalmente ho votato cicciobello perché alla fine da sindaco mi era pure piaciuto (ero piccolo, ma me lo ricordo vagamente vincente ed efficace), nonostante lo squallore del personaggio: non ce l’ha fatta, pazienza, evidentemente la sua carriera politica è arrivata al capolinea, speriamo che stando all’opposizione riusciremo finalmente a tirare fuori qualcuno di meglio
nel senso che cacchio, la vittoria di un alemanno dovrebbe rientrare nell’ordine di cose che un sentimentale di sinistra dovrebbe riuscire ad accettare, se posta nell’ambito di una normale alternanza democratica: stavolta hanno vinto loro, anche perché noi si è fatto un bel po’ di errori, be’, sarà nostro dovere accettare il risultato, rimboccarci le maniche e ripresentarci la prossima volta più credibili e motivati di questa
e poi alla fine ammetto di essere anche un po’ curioso di come potranno andare le cose, perché per quanto è nella mia limitatissima sensibilità, un cambiamento di amministrazione a livello comunale dovrebbe essere percepibile nel mio quotidiano molto di più di un cambiamento a livello nazionale

noto solo ora di aver messo tutti i verbi in prima persona plurale nel paragrafo precedente
evidentemente sento il bisogno di partecipazione, di condivisione, in questo momento così buio
mi piacerebbe affidarmi a qualcosa, a un gruppo, a un’attività che non mi faccia sentire così tremendamente passivo, ma cosa? dove sbattere la testa in paese in cui fanno di tutto per farti restare a casa a guardare ebete la televisione?
potrei pure pensare di iscrivermi a un partito, ma non ne trovo uno decente (potrei aspettare di conoscere cosa verrà fuori dalle ceneri della sinistra arcobaleno, ma tutto lascia prevedere che non varrà la pena dell’attesa), e soprattutto, parliamoci chiaro, mi sembrerebbe quanto meno ipocrita dopo tutto quello che ho scritto
qualcuno suggeriva di fare la tessera dell’anpi, cosa nobile e molto suggestiva da un lato, ma purtroppo inconcludente dall’altro, nei termini che intendo io (a parte l’orgoglio di andare in giro con un documento da “antifascista” in tasca)

il fatto è che non riesco a sentire nessuna appartenenza a uno schema prestabilito, e penso che sia cosa comune a chi intende la vita in un certo modo
la necessità di costruire qualcosa parte dal basso, dal concreto, e non da un’ideologia prefabbricata e imposta da una struttura sovrastante
bisognerebbe mettersi di buzzo buono e lavorare davvero a un progetto concreto, magari anche semplice e immediato, tanto per vedere l’effetto che fa

va be’, è un discorso lungo che dovrò riprendere

ps: gioite tutti ché da oggi mia sorella è magna cum laude! auguri piccina!

i wish i had a bottle right here in my dirty face

tunnel
alla fine ci sono andato
non si poteva fare tanto i sostenuti, nemmeno stavolta
ho votato sinistra arcobaleno, più per evitare che una forza di sinistra venga spazzata via dal giro delle forze che possono dire qualcosa, che per premiare questa formazione piuttosto inventata

purtroppo le cose stanno andando peggio del previsto
si rischia il collasso e l’umiliazione sia da una parte che dall’altra, addirittura l’infausta possibilità di scomparire
resterò attaccato alle proiezioni e ai risultati parziali finché il cuore mi reggerà, poi stacco
in ogni caso, se continua così per il sottoscritto sarà dura da accettare

nel frattempo fatemi ringraziare repubblica.it, che un paio di giorni fa ha preso l’ultimo post di questo blogguccio e l’ha piazzato in bella evidenza su una delle sue rubriche più frequentate, regalandomi una visibilità assolutamente inedita e una sorpresa non da poco: qualche centinaio di visite in un solo weekend sono un’ebbrezza che questo spazio non ha mai provato, e devo dire che è stato davvero divertente
ci sono stati anche tanti tanti commenti, alcuni inutili, altri addirittura stupidamente offensivi, ma per la maggior parte si è trattato di riflessioni consapevoli e intelligenti, segno che ci sono ancora parecchi cervelli attivi in giro, consolante
certo, il 99% di loro mi invitava a votare pd, e io non l’ho fatto, ma non mi sento in colpa, né mi sento di giudicare le scelte degli altri
anzi, per le prossime ore stringo i denti insieme a voi, perché non mi sento così lontano dalle vostre sensibilità come involontariamente faccio credere

ci ritroviamo stasera, vecchi miei, sperando in umori migliori

arriving somewhere but not here

lanterne
devo ammettere che il mio coming out elettorale delle ultime settimane ha riscosso un certo interesse tra le persone che stimo e che illuminano la mia esistenza, ho anche avuto discussioni brillanti con alcune di loro, e ho cercato di assorbire quanto più possibile i punti di vista di ognuno
tutto questo per dire che in realtà non ho affatto le idee chiare, e sono ancora fermo al bivio: continuare a macerarmi nella salamoia della delusione nei confronti di un governo pur valido, ma che non ha fatto proprio nulla nulla per fermare la deprimente deriva berluscoidiana cui questo mio paese sembra dirigersi giorno dopo giorno, e quindi a questo giro chiamarmi fuori, oppure turarmi naso occhi orecchie e probabilmente anche dell’altro e andare a mettere la crocetta sul simboletto della sinistra arcobaleno?
nelle righe che seguono cercherò di elencare tutti i motivi che mi vengono in mente e che mi spingono a fare l’una o l’altra cosa, ne scriverò quanti più possibile, di modo che magari rileggendo riuscirò a prendere una decisione, e anche per dimostrare a qualcuno che ogni tanto penso a quello che faccio
(ché se c’è una cosa che non riesco a sopportare in questo periodo è l’accusa di superficialità, come se non fossi in grado di assumermi la responsabilità della scelta)
(a tal proposito, leggete qui e qui)

allora, cominciamo
l’altra sera mi sono rimesso a rileggere i post che avevo scritto un paio di anni fa, in occasione delle precedenti politiche, e mi sono ricordato di quanto entusiasmo e quante aspettative avevo dal voto, dalla probabile nuova maggioranza e dal probabile cambio di governo, che nella mia testa di bimbo avrebbe dovuto significare anche un cambio netto di registro: serietà, pragmatismo, onestà, concretezza, legalità..
due anni fa il mio è stato un voto contro, come quello di molti di noi: contro il berlusca e la sua servitù, contro un’italia alla mercé di un buffone bugiardo che indisturbato l’ha spremuta fino al midollo al solo unico scopo di salvare la propria fortuna e quella dei suoi parassiti, mortificando definitivamente la già fragile democrazia che per sessant’anni era pur sopravvissuta, uscendone malconcia, a virus tremendi come andreotti o craxi
il mio era un voto contro, perché ero convinto, e lo sono ancora, che venivamo da anni di male assoluto, e che se non avessimo voltato pagina al più presto sarebbe stato il collasso
la mia ingenuità è stata nella convinzione che anche i personaggi che ho votato, i personaggi a cui avevo affidato il compito importantissimo di mettere una pietra sopra alla parentesi più ridicola e insopportabile degli ultimi sessant’anni, sentissero questa mia necessità, che era la stessa di milioni di italiani
invece no, evidentemente, perché in quasi due anni di governo si sono fatte cose molto buone, per carità, ma per quanto riguarda il voltare pagina non si è assolutamente mosso un dito che fosse uno: quanto sarebbe costato rispettare quei punti del programmone in cui si parlava di conflitto di interessi, di leggi vergogna, di riforma elettorale?
nulla di tutto ciò è stato fatto, le creazioni malvagie del berlusca e dei suoi fidi scudieri sono ancora lì immutate, monumento alla paradossalità di questo paese

di fronte a certi comportamenti però i dubbi nascono, c’è poco da fare: se in due anni l’unione di prodi non ha trovato il tempo per ridare serietà al gioco e oltretutto a porre dei freni alla rinascita del morbo forzaitaliota, viene spontaneo pensare che non fosse il tempo a mancare, ma la volontà
sì, perché evidentemente dentro il centrosinistra hanno sempre saputo che la loro fortuna si è basata sul “voto contro”, e se si toglie il motivo del “contro”, chi vota più?
forse è un po’ troppo cinica come teoria, però allora perché queste leggi non sono state fatte? perché violante qualche anno fa dichiarò con orgoglio in parlamento la pacifica sottomessione del centrosinistra nei confronti degli interessi berluscoidiani? perché fassino in un comizio di un paio di anni fa a torino annunciò che la legge sul conflitto di interessi non era tra le priorità del governo prodi?
forse perché c’è un tornaconto politico, nel lasciare presente ed attiva la personificazione del male: quanti di voi continueranno ad andare a votare il centrosinistra “turandosi il naso” per evitare il ritorno del faraone brianzolo? conviene tenerlo là, a fare paura a tutti, perché con lui non serve nemmeno avere un programma elettorale, basta dichiararsi contro

troppa dietrologia? può darsi, ma resta il fatto che non si è fatto nulla e quell’omino indigesto è ancora lì
e non solo: ci si fanno accordi, lo si protegge, lo si rincorre in un crescendo di rispetto e cordialità che non hanno alcun senso, dopo tutto questo tempo
perché continuare a cercare l’amicizia, il dialogo, la collaborazione, quando chi si ha di fronte è un bugiardo megalomane che non perde occasione per rovinare qualunque azione propositiva per poi dare le colpe alla sinistra?
il governo prodi da questo punto di vista è stata una grande, grandissima delusione
e non era formato solo dai futuri esponenti del pd, badate bene
chi mi garantisce che non sarà così anche questa volta? chi mi garantisce che non approfitteranno nuovamente della mia paura per poi coltivarla subdolamente e ripresentarmela alla prossima votazione?

in più questa pessima legge elettorale, emblema principe del sistema inviolabile, scudo che protegge la famosa casta dal rinnovamento e dal giudizio dei cittadini: andare a votare, qualsiasi scelta poi si faccia, mi lascerebbe lo squallido retrogusto di aver automaticamente approvato questo meccanismo viscido e intollerabile, di essere cascato nel tranello un’altra volta, e mi dà i brividi

d’altra parte, andare a votare a sinistra potrebbe avere anche dei risvolti positivi
il primo di tutti è il fatto che non sono d’accordo con il modello americano propugnato da veltroni a spron battuto probabilmente da quando era in fasce: all’indomani della caduta di prodi, il partito democratico ha deciso praticamente unilateralmente di liberarsi dell’alleanza con le sinistre, principalmente per non offrire al berlusca il solito assist del “centrosinistra in balìa dei comunisti!”: uno strappo che però cozza con tutte le centinaia di giunte regionali, provinciali, comunali, che in italia ancora sopravvivono e reggono benissimo, così come per esempio con la candidatura di ciccio rutelli sindaco qui a roma, sostenuto sia da pd che da sinistra arcobaleno
(giusto ieri vedevo sul corriere un veltroni in grande forma dichiarare senza paura di smentita di non essere mai stato comunista) (sembrano le tipiche smentite del suo rivale, guarda un po’ che coincidenza..)
fatto sta che lo smarcamento c’è stato, e secondo me a lungo termine farà male, non tanto a livello elettorale, quanto proprio a livello politico per l’intero paese: come ho già detto, le differenze programmatiche tra i due principali contendenti sono davvero minime, e sono più che convinto che la sinistra sia necessaria al paese, per non rassegnarci a un pensiero unico e a una gestione puramente amministrativa del presente

e poi sarebbe un voto per buttarla in caciara, per usare un francesismo ricercato: se la sinistra arcobaleno raggiungesse l’8% al senato in alcune regioni, sarebbero seggi in meno all’uno o all’altro partitone, e un senato già incasinato di suo sarebbe definitivamente compromesso, e con lui il nascituro governo, qualunque colore esso abbia, con buona pace dei creatori e dei mantenitori di quel “load of rubbish“* dell’attuale legge elettorale
sarebbe un voto contro, come al solito, ma tant’è
(se ci fosse uno come vendola, a guidare la sinistra, sarebbe un voto pro, ma purtroppo non riusciamo ancora a liberarci del signor cashmere, del pecoraro e di quella nullità di giordano)

cavolo avrei voluto scrivere di più, ma ora non posso
sicuramente mi scervellerò fino a lunedì mattina prima di decidere

ragazzi, che faccio? vado o non vado?

* questa l’ho letta sull’economist, più precisamente qui
e non vi stupite se leggo l’economist, d’altra parte mi vanto di avere informatori internazionali di un certo livello, vero gi’?