i live in a town where you can’t smell a thing

ponte

renzi ieri a una radio privata ha detto ai colleghi di partito di attendere le prime mosse della raggi da amministratrice, prima di criticarla; anzi, secondo lui la sindaca ha fatto bene ad andare di persona nelle periferie della capitale, anche se egli avrebbe evitato, perché non ama le comparsate show

ecco, il capoverso qui sopra credo contenga tante di quelle bestialità che probabilmente questo piccolo blog vi collasserà sotto
(e volutamente non ho usato le frasi fatte tipiche di quella cloaca che è il giornalismo embedded italiano, allineatissimo al giovanilismo sbruffone imperante, perle del tipo “stoccata alla raggi”, “intervista fiume”, “renzi ai suoi”, “facciamola lavorare”)
(e non ho nemmeno detto che la radio in questione è rtl, per dire…)
però l’attenzione spasmodica che il potere riserva ai nuovi arrivati è interessante e sintomatica, perché i risultati delle amministrative hanno stravolto di parecchio i piani del nostro presidente del consiglio – che pare stia faticosamente cercando il modo meno fesso di far dimenticare gli ultimi mesi da spaccone senza passare per un quaquaraquà -, la non-più-resa dei conti di ottobre si avvicina e ovviamente qualunque aiutino possa arrivare dal campidoglio sarebbe una miniera d’oro

ma virginia raggi ha i piedi di piombo, chissà se per sua volontà o perché non sa/può fare altro, e nelle prime settimane dopo il voto non ha praticamente fatto nulla
forse per lei è meglio così, visto che questa città ha un substrato melmoso in cui col passare del tempo ci si muove con sempre maggiore difficoltà, ed ogni passo falso potrebbe essere fatale, soprattutto per chi non è abituato a sporcarsi
la sindaca ha gli occhi di mezzo mondo addosso, e la metà di questi occhi spera ardentemente in un passo falso, io dal canto mio ho nel cuore solo la mia città, dunque le mie speranze vanno nella direzione opposta, perché da questa amministrazione possa nascere qualcosa di buono e di costruttivo

che poi l’ho pure votata, la raggi
e sì, lo so, non l’avreste mai detto, e invece
ma dietro c’è stata tutta una passione di cristo su se e come spendere il mio diritto di voto
se volete la condivido con voi
va be’ dai, lo faccio

as usual, mi sono avvicinato all’appuntamento elettorale di giugno con animo tormentato e sentimenti molto forti e molto contrastanti
forti perché ormai la politica locale mi appassiona molto di più di quella nazionale, da una parte perché ne vedo cause ed effetti nel mio quotidiano, dall’altra perché riproduce in piccolo e in peggio tutto ciò che già mi fa schifo ai livelli superiori
contrastanti perché avrei voluto che perdessero tutti, e poi sparissero, i candidati sindaco con le loro consorterie, perché nessuno di loro si avvicinava minimamente all’idea di rivoluzione concreta che auspicavo dopo la mai abbastanza rimpianta esperienza marino

questo tormento mi aveva portato, nei mesi prima del voto, a cambiare idea qualche milione di volte
all’inizio, più o meno quando ho scritto questo post non avevo alcuna intenzione di andare al seggio, schifato da tutto e tutti
poi mi sono detto che avrei partecipato solo al ballottaggio, ufficialmente per sostenere il meno peggio, ma principalmente per affossare il pd
alla fine sono andato a votare anche al primo turno, e un po’ a malincuore ho messo la crocetta sull’unico partito di sinistra presente nella scheda, quello guidato dal buon fassina, che però era francamente insostenibile nella sua spocchia e nel suo curriculum

forse una parte di me pensava che non avrei avuto diritto a votare al ballottaggio, se non avessi preso parte anche al primo turno
forse un’altra parte pensava che fassina non ci somiglia per niente, a marino, ma d’altra parte lui cosa avrebbe votato?
o forse, più semplicemente, penso quello che ho sempre pensato, che anche se non porta da nessuna parte, un contributo alle poche iniziative di sinistra va dato, specialmente qui, specialmente ora
e poi fassina era partito dal mio quartiere, non potevo non premiarlo, foss’anche solo per questo

poi la sinistra al primo turno prende nemmeno il 5% – la famosa percentuale in cui ricadrò sempre, minoranza forever – e arriva il momento della scelta tra i due contendenti, raggi e giachetti
scelta che non mi ha messo in imbarazzo nemmeno un secondo, e con convinzione, caparbietà e un certo cipiglio sprezzante dell’incoerenza ho posto la mia croce sulla giovane pentastellata, consumando la mia vendetta personale nel segreto dell’urna
bruci la città delle firme dai notai! muoia la di biase con tutti i suoi mariti!

aborro questo pd, che sacrifica uno dei suoi uomini migliori all’altare del gattopardo, che pretende che si vada a votare pd a milano per non favorire le destre, e invece a napoli dà mani libere come se la destra a napoli facesse meno paura
lo aborro ancora di più perché mi ha costretto a votare chi giammai avrei votato, soprattutto in un momento storico come questo
e ciononostante non sono ancora pentito della scelta che ho fatto, nonostante i vari campanelli d’allarme, perché so che l’alternativa sarebbe stata devastante
nel mio piccolo resto incollato alle vicende locali per non perdermi niente delle evoluzioni future, che spero saranno confortanti, perché la baseline è piatta
speriamo bene, e daje

the song remains the same

bagnarolavacanze brevi, s’era detto, e così è stato
vacanze in cui comunque sono riuscito a staccare, a dedicare anima e core a cose nobili e costruttive così come a fesserie micidiali, forse più a queste ultime che alle prime, ma comunque a liberare la mente dalle scorie dell’anno passato e spegnere per un po’ la mia insopportabile vis polemica perennemente affamata
anche se di tanto in tanto, anche tra i lidi assolati dove riposavo le stanche membra, spuntava qualcosa che cercava di nutrirla
per esempio

per esempio sabato sono stato alla notte della taranta
che è un evento che se hai più di 22-23 anni e soprattutto non sei nudo almeno dalla cinta in su, sei un po’ fuori target, diciamo
l’evento culmine dell’estate salentina ha luogo nell’enorme spiazzo di fronte a melpignano, un paesino altrimenti piuttosto anonimo della provincia di lecce, e ricorda in grande parte il primo maggio in piazza san giovanni a roma, con la sua bella decina di ore di concerto consecutive, ma con un paio di differenze a dir poco sostanziali
la prima è che si svolge di notte, o meglio, comincia all’imbrunire e va avanti fino alle prime luci dell’alba
la seconda è che sono dieci ore dedicate ad un unico genere musicale, tra l’altro uno dei più ripetitivi e monotoni e – diciamocelo – irritanti che la tradizione popolare italiana annoveri: la pizzica salentina o, come è più corretto dire, la “pizzica pizzica”
(sì, ho avuto anche modo di farmi una cultura, pensate un po’)

va be’ insomma, c’è da ammettere che se da una parte si rimane antropologicamente affascinati dalla sfattanza generale che sembra assorbire positivamente tutti, indigeni (pochi) e turisti (tantissimi), durante le lunghe ore di danza approssimativa al suono ininterrotto dei milioni di tamburelli presenti tra il pubblico, dall’altra c’è la bravura superba dell’orchestra e del mastro concertista che la dirige, in grado di rendere eleganti ed apprezzabilissimi ad un orecchio assai infastidito come il mio anche dei motivi che altrimenti risulterebbero grossomodo solo pelle, sonagli e voci scomposte
per l’edizione di quest’anno poi erano previste le partecipazioni anche di cantanti pop noti al pubblico nazionale, che per l’occasione sono tenuti a lasciare da parte la propria discografia e a cantare brani dal repertorio tradizionale salentino, con esiti talvolta sorprendenti (ci tengo a sottolineare l’ottima prova del romanissimo niccolò fabi, un’interpretazione davvero convincente, grazie anche ad un arrangiamento dell’orchesta sontuoso) e con grande risposta da parte del pubblico, che d’altra parte a metà nottata aveva raggiunto quello stato in cui si sarebbe applaudito e danzato anche sui martelli pneumatici di qualche lavoro in corso
poi niente, sale sul palco emma marrone

che non dovrei nemmeno sapere chi sia, e invece lo so, e già questo mi fa vergognare
costei si esibisce in una performance davvero esagerata, sproporzionata, sopra le righe, e nonostante la sua salentinità il pubblico la fischia, perché si vede lontano un miglio (letteralmente, nel mio caso) che è un prodotto di plastica, e che il suo probabile talento risulta impalpabile, coperto dal teatrino che deve mettere in scena
una buona parte degli oltre centomila spettatori più o meno consapevoli smette di ballare e fischia, una cosa incredibile, nonché francamente impressionante
una figuraccia abbastanza evidente

eppure il giorno dopo, su repubblica (e su altri giornali minori ma comunque allineati alla mediocrità imperante) si parla di “performance che incanta”, e di “emma protagonista”, bah
vorrei mettervi il link ma non lo trovo più, stava scritto sulla colonnina di destra, la colonnina infame, non ho fatto lo screenshot ma c’era, giuro!
io ho trovato questa reazione l’ennesima marchetta alla tv più berlusconiana, anzi, all’italia più berlusconiana, quella dell’apparenza e della povertà di contenuti, quella del successo ad ogni costo, del vendersi invece di coltivare il talento, del mercato invece che dell’arte
l’italia della colonnina di destra, del gossip, del superficiale, del becero, del… va be’, forse esagero
però questa cosa dei giornali soprattutto grossi che mettono titoli a vanvera non mi va mai giù, è pura disonestà, e ogni volta che accade la credibilità scende di un altro gradino

per esempio quando parlano di economia e di mercati
un giorno scende l’indice della borsa di milano il corriere titola che è colpa della crisi di governo
ma non è da mesi che il governo è in crisi? o per lo meno dalla condanna definitiva al berlusca? possibile che se ne siano accorti solo ora?
poi il giorno dopo c’è negativo su tutte le borse europee e il corriere titola che è colpa della paura della guerra in siria
possibile? che poi, a me da piccolo hanno sempre insegnato che con le guerre l’economia ha solo da guadagnarci, e anzi che spesso sono proprio i famosi mercati a spingere per esportare la democrazia qua e là in tutto il sud del mondo, ma forse sono stato vittima di insegnanti comunisti
però allora perché non è crollata anche il giorno dopo, che poi sarebbe oggi, o il giorno prima, ché tanto si parlava di invasione in siria anche allora?
chi è che dà al titolista del corriere le dritte sui motivi per gli andamenti della borsa?
io ci capisco poco, eh, per carità, però a leggere queste spiegazioni così facili mi viene immediato immaginarmi i fantomatici mercati come un anziano signore che ogni tanto accende la tv e scopre ad un tratto tutte le cose che accadono nel mondo e si lascia andare a reazioni improvvise e del tutto effimere, perché il giorno dopo dimentica tutto, torna a giocare a carte con i suoi compagni alla casa di riposo, e delle sue decisioni non rimane nulla

e quante volte ancora, da qui alla fine naturale della legislatura, dovremo leggere della crisi di governo che incombe minacciosa sulle nostre vite, dello spauracchio berlusconiano e delle inevitabili indecisioni del pd? quanto potrà essere usata ancora questa scusa, per giustificare tutte le porcherie che abbiamo sotto gli occhi e sopra la testa?
è solo titolismo estivo, mi auguro, quello usato per riempire colonne altrimenti vuote, perché se sovrappongo le homepage delle principali testate per tutto il mese di agosto, c’è stato molto poco movimento
l’importante è accorgersene, non farsi fregare dall’enfasi e continuare a ragionare con la propria testa, per salvarsi anche quando intorno va tutto a picco
siam qui apposta

i’ve this creeping suspicion that things here are not as they seem

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c’è questa storiella che ha circolato un bel po’ per le reti negli ultimi giorni, e di cui molti di voi (seh, come se foste molti…) avranno già sentito parlare
è la storiella dei mirabolanti traguardi già raggiunti dal nuovo presidente francese hollande in poche settimane dalla presa del potere, raccontata in un articolo di denuncia di un blog complottista, senza ovviamente uno straccio di fonte
però il contenuto è succulento: abolizioni di auto blu, scudo fiscale e superstipendi statali, aumento delle aliquote fiscali per i super-ricchi, finanziamenti a ricerca e sviluppo, assunzioni in tempo di crisi
e lo spread che scende, così sono contenti tutti
l’articolo è stato poi proposto e riproposto paro paro in centinaia e centinaia di profili di social network e blog anche ben curati, senza che ne venisse cambiata una virgola
lo stesso irreprensibile leonardo coen, fondatore e firma storica di repubblica, ricopia fedelmente lo stesso identico brano e lo pubblica sul suo blog tra l’altro senza citarne l’autore, dunque di fatto impossessandosene senza alcuno scrupolo

bene, sono tutte balle
l’articolo in questione è una pur seducente sequenza di balle inventate senza alcun riscontro reale, né nelle comunicazioni ufficiali del governo francese né tanto meno nella attenta stampa d’oltralpe
hollande avrà pure un bel programma e le migliori intenzioni, ma basta avere anche un piede solo per terra per capire che aver realizzato tutti i punti elencati nel post succitato è pura utopia
però tanta tanta gente ci è cascata: come mai?

perché quell’elenco è un programma, ragazzi
improbabile e utopistico quanto volete, però è pur sempre qualcosa di concreto, o comunque di realistico, alla portata di tutti, che però noialtri ci sognamo, anche a livello di pure intenzioni
noialtri abbiamo assistito all’avvento di un governo tecnico che avrebbe dovuto fare follie, inventare chissà quali riforme per far ripartire il paese dopo decenni di “relax”, incanalandolo finalmente in direzione di un futuro più sostenibile per tutti
e s’erano annunciati grandi sconvolgimenti, ristrutturazioni sostanziali dello status quo, pagate a caro prezzo ma con il nobile scopo di restituire un paese significativamente cambiato, e stavolta in meglio
e invece ad oggi tutto sembra ancora nebuloso e privo di ripercussioni, anche a lungo termine, sulla nostra bella italia as we know it
l’unica cosa che sappiamo è che siamo stati ulteriormente schiacciati da tasse sempre più pesanti, almeno per noi che le paghiamo, mentre i privilegi, le clientele e le impunità rimangono inviolati
figuriamoci che consolazione, leggere che si può cambiare la nazione anche in maniera facile, veloce e concreta, senza per forza incorrere nei mille ostacoli che sembrano tagliare le gambe e le prospettive del monti di turno

e figuriamoci che consolazione soprattutto per quelli come me che continuano a sentirsi di sinistra, che in italia non hanno nessuna rappresentanza, ma che candidamente insistono a guardare speranzosi alla solenne immobilità del centro-sinistra parlamentare, ciecamente fiduciosi che vent’anni di muta accettazione del presente possano improvvisamente lasciare il passo a idee e proposte per rinnovare una volta per tutte questo paese
guardate, hollande in poco tempo ha fatto tante cose, tutte piccole ma significative: perché non prendete esempio?
ok non le ha fatte veramente, sono solo buone intenzioni, ma perché non farle nostre?
che ci vuole a dire che effettivamente gli stipendi dei manager statali e dei politici sono troppo alti? che ci vuole a dire che la finanza senza controllo è l’unica vera causa della crisi, e che bisogna combatterla in tutti i modi, anche dichiarando illegali le manovre speculative e tassando tutte le transazioni (che d’altronde non generano lavoro né benessere in generale)?
che ci vuole a dire che la chiesa ha troppi benefici fiscali, che la guerra costa troppo, e che non possiamo spendere in missili e cacciabombardieri cento volte di più di quando investiamo in ricerca scientifica, cultura e formazione?
dirlo, eh, non farlo, mi basterebbe che qualcuno proponesse queste cose in un programma, che le ponesse al centro del dibattito, invece della solita muffa sulle alleanze elettorali e sui tira-e-molla berlusconiani

io sono convinto che bersani, d’alema e compagnia cantante abbiano tirato un bel sospiro di sollievo, quando hanno scoperto che l’articoletto su hollande era un fake

ps: quanto poi al mitico coen, una volta beccato con le mani nella marmellata ha ben pensato di riscrivere il post, rovesciandone l’impostazione, senza ammettere l’errore né avvertire della modifica
non so, mi sembra un aneddoto rappresentativo della stampa italiana del nuovo millennio, che non si è ancora accorta dei tempi e dei modi di internet, e continua a perseverare nei furbi trucchetti di qualche decennio fa

i read the news today, oh boy

neveil paese si è svegliato sotto una bianca coltre di neve
è arrivata l’ondata di maltempo e si è stretta la morsa del gelo
la colonnina di mercurio è scesa
una vera e propria odissea per chi è in viaggio, è scattata la macchina dei soccorsi, ma è una corsa contro il tempo
tragico epilogo
è polemica

prosegue il braccio di ferro tra le istituzioni nella bufera, rimpallo di responsabilità
il presidente lancia un monito bipartisan ad abbassare i toni, a non sparare a zero, a non rincarare la dose, a evitare il killeraggio mediatico
la squadra di governo apre un tavolo, dà il via libera alla concertazione
fervono i preparativi
è scontro

giro di vite sulla spirale di violenza, levata di scudi per il focolaio della protesta
svolta nelle indagini, si è aperto uno spiraglio, blitz delle forze dell’ordine, trovato un vero e proprio arsenale
tragica fatalità
è bufera

astro nascente assurge agli onori della cronaca, è l’ago della bilancia
scattata la caccia all’uomo, altissima la posta in palio
è giallo

i notiziari di questi giorni hanno dato davvero il meglio

veramente vivo in tempi bui

canaleforse il cambio di piattaforma non è servito a molto, faccio ancora passare troppo tra un post e l’altro
e non è solo una questione di tempo a disposizione

leggo le cose che scrivevo anni fa e le trovo bellissime, senza falsa modestia
avevo una profondità, una consapevolezza, una rapidità di trasformare il pensiero in parola, che temo di aver perso, o comunque di aver impolverato
è che sono cresciuto, nel frattempo, e se da una parte ho raggiunto l’autonomia e l’autoconsapevolezza, dall’altra sento che questa indipendenza si riflette in una sostanziale dipendenza da me stesso, e dunque in preoccupazione per la limitatezza delle mie risorse, di qualsiasi tipo siano
in pratica forse sono meno self-confident, perché con gli anni mi sto guadagnando “qualcosa da perdere”, a pugni chiusi e a denti stretti, e mi sono messo sulla difensiva, mentre prima ero più intrepido, incurante di sprecare le mie abilità nelle cose che facevo (e faccio ancora)
ok basta, sto parlando da solo

(d’altra parte, parlando in generale, bisogna avere sempre più fiducia nei mezzi propri, perché altri mezzi non ci sono, o ce ne sono sempre meno
come fai a sentirti ancora sicuro di te, quando tutto intorno a te sembra remarti contro? quanta sicurezza devi avere, per pensare che le cose andranno bene?
quanto devono essere larghe le tue spalle, per credere nel tuo futuro qui, in italia?)

l’aver abbandonato così spesso e così a lungo questo posto, indipendentemente dalla pigrizia o dalla frenesia della mia vita moderna, paradossalmente riflette anche la preziosità che ha raggiunto per me: qui metto in ordine la confusione che c’è là fuori, che è talmente disarmante che non può non essere voluta; qui raddrizzo ciò che mi sembra storto, e vedo le cose da una prospettiva solo mia
penso ai tanti episodi di pura schifosa violenza razzista degli ultimi giorni, penso al rogo al campo nomadi di torino, degna conclusione di un indegno corteo di protesta contro un’intera comunità per un presunto stupro perpetrato contro una minorenne
(e al corteo, insieme agli ultras della giustizia sommaria, partecipava anche la segretaria locale del pd, e chissà quanti altri esponenti della cosiddetta sinistra)
minorenne che ha poi confessato di essersi inventata l’abuso per giustificare la sua prima volta con il suo ragazzo
quanto storto c’è, in questa storia?
c’è una ragazza che nell’italia del 2011 si vergogna del sesso, e preferisce passare per stuprata che per innamorata
c’è un paese in cui l’assurdo modello del rom violento e stupratore è talmente radicato che i nazisti ci giustificano i raid sempre più frequenti e le sedicenni lo usano per schivare i rimproveri dei genitori
c’è una sinistra che partecipa ai cortei filonazisti per “solidarietà alla ragazza” e “attaccamento al territorio e alle periferie”
ma soprattutto c’è una stampa che dà improvvisamente grande risalto alla notizia non per la violenza e la barbarie del rogo ai danni di una comunità inerme e pacifica, causati dalla crudeltà del pensiero disumano e irrazionale, alimentato da decenni di non-politica squallida e ignorante, di persone che hanno trovato un nemico in uno stereotipo senza senso
no, il motivo della visibilità mediatica è che lo stupro non c’è stato, e dunque il linciaggio non sembrava così giustificato, quasi a dire “la prossima volta che date fuoco, controllate prima che lo stupro ci sia, altrimenti che figura ci fate?”
questo è lo storto, nella storia

penso ai due ambulanti uccisi e ai tre massacrati a firenze da quell’infame fascista qualche giorno fa, solo perché africani
(tra l’altro pare che la prima versione dell’articolo del corriere che ho linkato come riferimento parlasse di due vù cumprà uccisi) (vù cumprà, il corriere della sera, nel 2011)
penso al fatto che queste vittime non hanno mai nome, che si tratta sempre di africani, senegalesi, immigrati, clandestini (e mai di mor diop e modou samb), che non hanno storia, che sono tutti uguali, che nessuno li rimpiangerà
penso poi alle solite interviste ai concittadini dell’assassino, lui sì che ha una storia alle spalle che bisogna divulgare, una vita che vale la pena raccontare: penso alle indagini giornalistiche su gusti e abitudini del killer, descritto immancabilmente come una persona tranquilla e solitaria, con i fascisti suoi compari che si affrettano a prendere le distanze e a cancellare ogni traccia di complicità
e tutti a dire che è un caso isolato, che il razzismo non c’entra, che era “pazzo”, che era “malato”
quando evidentemente non è così, e anzi è necessario che tutti sappiano cosa è il fascismo, allora come ora, è fondamentale educare le menti imberbi che ancora subiscono i telegiornali che predicare violenza e sopruso per decenni porta solo e soltanto a questo, che individuare come nemici i più deboli è la cosa più stupida e nefasta che si possa escogitare

wow, scrivere qui mi piace, mi scrolla un po’ di polvere e mi mette in gioco più che mai
va be’ niente, tornerò a farlo più spesso, così magari finalmente smetto di parlarne

war the only way to peace.. i don’t fall for that

bucoe così l’italia si è accorta di essere ancora in guerra
dite la verità, quanto tempo è che non sentivate parlare dell’afghanistan in tv, eh?

mi dispiace sinceramente per quei ragazzi uccisi, ma né più né meno di qualsiasi altro morto sul lavoro, perché il trovarsi ad imbracciare mitragliatori in un paese lontano non aggiunge nessun afflato di gloria alla loro triste fine
quello che però non sopporto è l’ipocrisia dietro la loro morte, che raggiungerà livelli irritanti in questi giorni, e alla quale quei ragazzi probabilmente non meritano di essere associati
già mi immagino i telegiornali sviolinare apologie sulla missione di pace, sull’opera di civiltà che i soldati italiani portano in quelle terre desolate e dimenticate da dio, sulla democrazia che stanno esportando e distribuendo a piene mani agli afghani
già mi immagino i giornalisti famelici citofonare senza tregua alle case delle famiglie in lutto, intervistare i vicini, mandare in onda foto delle vittime mentre sorridono, abbracciano bambini, regalano pagnotte ai poveri, fanno volare aquiloni
già mi immagino la viscida retorica dei portavoce, che renderà grazie e onore agli eroici caduti e sosterrà che la nostra presenza laggiù non è in discussione, che il nostro lavoro è importante, che i risultati si vedono, che gli afghani ci ringraziano e ci amano
è triste, sì

così come mi sembra triste che si sia rinviata la grande manifestazione di sabato per la libertà di stampa, contro gli attacchi insopportabili che questo governo sta portando avanti da sempre, e più che mai negli ultimi tempi
mi rendo conto che se non si fosse presa questa amara decisione, certamente il berlusca non avrebbe perso l’occasione per l’ennesima crociata schiacciaoppositori, li (ci)avrebbe infangati ancora più di quanto non faccia già ora, sventolando accuse di insensibilità, blasfemia, antiitalianità e chissà quante altre belle parole
probabilmente avrebbe fatto in modo di fissare i funerali proprio sabato, per rendere ancora più grottesca la situazione
(e chissà che invece non gli venga in mente di spostarli al 3 ottobre)
(secondo me se avesse il potere di farlo lo farebbe senza pensarci due volte)
in ogni caso l’aver disdetto e solo in seguito posticipato l’evento di sabato è stata una scelta che mi ha lasciato l’amaro in bocca, se non altro perché giudico la categoria dei giornalisti una delle più corresponsabili delle migliaia di vittime in quelle zone disperate: mai come in questi casi si sente il bisogno di un’informazione libera e indipendente, che possa dare una visione (e una critica) obiettiva di quello che sta succedendo in afghanistan e zone di guerra analoghe, invece di questa stampa embedded che è solo specchio degli interessi biecamente economici dei potenti e propaganda di strategie politiche e militari che fino ad ora sono state solo fallimentari
una stampa seria e autorevole spiegherebbe le vere ragioni per cui tremila italiani si trovano in questo momento in afghanistan armati fino ai denti, lasciando perdere le balle della democrazia da esportare e da difendere: lì la guerra continua da quasi otto anni (più della seconda guerra mondiale, per capirci), e non se ne vede la fine

le tanto decantate elezioni presidenziali, che ormai sono state svolte quasi un mese fa e di cui ad oggi non si conoscono i risultati, sono state un clamoroso insuccesso per i fanatici democraziofori occidentali: affluenza scarsissima in un clima di perfetto terrore, mancanza di sicurezza pressoché totale, con frodi e brogli a non finire
insomma una pantomima ad uso e consumo dell’elettore occidentale, che alla fine ha visto riconfermato il campione degli interessi americani karzai, senza ancora alcuna legittima autorizzazione popolare: ma si sa, il petrolio non conosce legislazioni, e se quel buffo omino dal copricapo originale (sto parlando di karzai, eh) fa bene il suo mestiere di marionetta dello zio sam, sarà praticamente impossibile schiodarlo da lì con le buone
quello che però sarebbe bene sottolineare è che oggi come oggi l’afghanistan è assolutamente fuori controllo, che tre quarti del territorio sono in mano ai talebani e che i militari occidentali sono visti come forza d’occupazione, e non come forza liberatrice
al di là del fatto che se fossi afghano, dopo otto anni anche io farei il tifo per la guerriglia, penso che un minimo di risentimento nei confronti di un’invasione militare che ha portato nuovamente guerra e distruzione in una regione già martoriata da decenni, ha mietuto migliaia di vittime tra i civili senza in cambio offrire la protezione che propaganda all’esterno, ha distrutto quel minimo di stabilità che c’era nel paese senza offrire speranze di rinascita o di ricostruzione, ha riconvertito il territorio alla coltura di oppio con i grandi produttori nei posti nevralgici dell’amministrazione, ha visto la rinascita di terrorismo e il fiorire di nuove reti simil-al-qaeda, be’.. sarebbe anche lecito nutrirlo, non trovate?
insomma l’invasione dell’afghanistan, primo atto della guerra al terrore voluta da quel maramaldo mattacchione di george bush figlio, è fallita
fallita sulla pelle di migliaia di persone, tra cui i sei ragazzi uccisi stamattina
sarebbe bello che anche la televisione e i giornali lo dicessero

chiedere è lecito…

luci
ieri mi hanno intervistato

ero bello pacioso con un mio amichetto davanti alla feltrinelli di largo argentina, entrambi intenzionati a scoppiare in cultura i pochi soldi conservati per i regali, mi giro un secondo e vedo una telecamera e un microfono puntati a troppo pochi centimetri dal mio naso, una voce di donna tutta affabile che mi dice scusate ragazzi siete studenti possiamo farvi qualche domanda, io appena uscito dall’esame quindi stanco sbattuto e più rimbambito del solito che rispondo no grazie, lei che con il sorriso smagliante e gli occhi imploranti ribatte va be’ ma tanto la telecamera è già accesa per cui ve la faccio lo stesso

va be’

leggo la scritta tg1 sul microfono e non so perché mi aspetto una domanda intelligente, qualcosa per cui valga veramente la pena mostrare il mio faccione più sfatto che mai alla telecamera

la giornalista voce sexy esordisce informandoci del nuovo provvedimento del ministro delle politiche giovanili, che mette a disposizione borse di studio fino a seimila soldi europei per gli studenti più meritevoli

poi finalmente la domanda: “ma voi ragazzi, cosa ci fareste con seimila euro?”

cioè, non ci ha chiesto “cosa ne pensate del provvedimento? secondo voi servirà a stimolare l’impegno degli studenti meno motivati? secondo voi sarà di facile applicazione e gestione in un paese in cui le mafie universitarie sono splendidamente radicate? secondo voi farà del bene al mondo universitario, alzerà il livello medio degli studenti italiani o si tratta di un inutile spreco di denaro pubblico?”

ci ha chiesto “ragazzi, che ci fareste con seimila euro?”

“mi ci comprerei almeno un paio di esami di quelli tosti”

“me ce faccio l’abbonamento allo stadio pe’ anna’ avvede’ ‘a maggica!”

“mi ci pagherei il canone rai vita natural durante con sempre maggiore entusiasmo”

“li restituirei ai savoia, i legittimi proprietari”

“li investirei in bond parmalat”

“mi ci comprerei un bel plastico della villetta di cogne”

“mi farei i pupazzetti del presepe con la brambilla e il berlusca e tutti gli altri (e poi magari li piazzo sul plastico di cogne)”

“mi ci iscriverei al partito democratico”

“li userei per iscrivere lei e riotta a un corso di giornalismo e di etica professionale”

le possibili risposte acide spingevano per uscire fuori, ho fatto fatica a contenerle

che bello sentire domande come questa, si avverte proprio quel senso di profondità, di intelligenza, di passione per il proprio lavoro, di servizio per gli utenti, tutte cose che riscaldano e che inebriano di spirito natalizio

alla fine ho risposto un banale “farei qualche esperienza professionale all’estero, per imparare le lingue e fare curriculum”, tra l’altro scopiazzando clamorosamente quello che aveva appena detto il mio amico

va be’ dai, voi che avreste detto?