signori imbellettati, io più non vi sopporto

prendo in prestito questo video commovente da un blogger di cui sento la mancanza, per lasciare i miei due centesimi sulla vicenda giudiziaria di erri de luca, personaggio controverso e scrittore anomalo, che ho imparato ad amare solo di recente
confesso, sono uno spocchioso, un radical chic con la puzza sotto il naso, o più semplicemente un babbeo: dopo averlo snobbato per anni, non conoscendolo affatto ma pregiudicandolo sull’unica, risibile base della sua eccessiva produzione e dei troppi richiami alla religione nei suoi titoli (che pirla che sono), sono ormai al suo quarto libro in poco più di un anno, e pagina dopo pagina mi sono lasciato affascinare dal suo stile etereo e dal suo vocabolario sublime, probabilmente le caratteristiche stilistiche che lo rendono indigesto ai più

nulla da eccepire sull’esito della vicenda, ci mancherebbe: l’accusa era semplicemente ridicola, non credo che esista realmente qualcuno che si sia sentito istigato dalle parole dello scrittore e che abbia effettivamente preso cesoie e picconi (per fare che, poi?) dopo aver letto la sua intervista
ritengo assurdo anche solo il fatto che si sia arrivati ad un processo, che si sia incriminata una persona – ancor prima che uno scrittore – per le sue dichiarazioni
il discorso di de luca prima della sentenza in questo senso è lucidissimo e pienamente condivisibile
due cose però mi sono rimaste impresse

la prima è il silenzio degli intellettuali italiani di fronte a questa storia
no, aspettate, mi sono espresso male, qualcuno si è mosso, ci sono state alcune personalità che hanno dichiarato la loro solidarietà allo scrittore napoletano
quello che mi ha colpito veramente è l’assenza di queste dichiarazioni sui principali quotidiani italiani
sto parlando del fatto che se questa vicenda fosse successa negli anni sessanta o settanta, avremmo certamente assistito agli interventi di un pasolini – del cui ricordo un po’ a sproposito in questi giorni sono inondate le pagine di parecchi social network -, di una fallaci, di un moravia, di altre figure gigantesche che riempivano giornali e riviste di pensieri e idee probabilmente controversi, ma di cui adesso si sente più bisogno che mai
invece niente, in italia manca proprio la categoria, e i pochi che ci sono non trovano spazio sui grandi palchi della stampa nazionale
(anzi, alcuni finiscono pure alla sbarra)

l’altra è che il processo a erri de luca poteva essere l’occasione per riportare finalmente sotto i riflettori dell’opinione pubblica il tema della linea tav torino-lione, che da questione di interesse nazionale sembra da qualche tempo essere stata derubricata a mera cronaca locale
poteva aprirsi un nuovo dibattito, in cui far intervenire de luca e gli intellettuali, ma soprattutto tecnici, professori, figure di rilievo e di competenza che rianalizzassero l’opera e la sua necessità
e invece l’attenzione è andata alla lotta per la libertà di espressione, alla tutela degli scrittori in quanto tali, con quei cartelli “je suis errì” un po’ patetici che accompagnavano l’autore in aula
è un peccato, un’occasione persa

personalmente, all’inizio ho mantenuto una certa cautela nel farmi un’opinione sulla grande opera: non sapevo se fosse più importante l’interesse nazionale o la salvaguardia delle comunità locali, e in questo mio tentennamento di certo non venivo aiutato dalla propaganda nauseante proveniente dai principali organi di informazione
poi un giorno, qualche tempo fa, mi ci sono messo, sono andato alla ricerca di fonti credibili e disinteressate, ho dovuto scremare e discernere, leggere racconti e reportage, e alla fine sono arrivato alla stessa conclusione di erri de luca: la tav va evitata e ostacolata, perché opera dannosa e insostenibile sotto parecchi punti di vista, non ultimo quello economico
peccato che in italia non se ne possa (o quasi) parlare

fun fact #1: alla stessa conclusione è arrivato anche il senatore stefano esposito, piemontese, pd, fino ad un annetto fa principale sostenitore dell’opera, che volentieri assumeva toni da hooligan per ribadire la necessità storica di investire fantastiliardi per costruire una linea che al di là delle alpi giudicano come minimo rinviabile

fun fact #2: il senatore stefano esposito, piemontese, pd, è lo stesso che, grazie evidentemente alla sua esperienza in ambito trasporti maturata con l’appassionante vicenda tav, è stato imposto da renzi come assessore ai trasporti negli ultimi mesi di giunta marino qui a roma, per boicottare le promesse elettorali dell’ormai ex sindaco e dimettersi per primo non appena intorno al campidoglio si paventava la possibilità che ormai “non ci sono le condizioni”

the worst thing about living a lie is just wondering when they’ll find out

gabbiaio non so se ci rendiamo conto della gravità di quello che è successo ieri
un parlamento di una democrazia occidentale in sciopero contro l’organo più alto della sua magistratura, una vera e propria serrata istituzionale con il potere legislativo che protesta in maniera spudorata contro il potere giudiziario per una sua decisione scomoda ma assolutamente ineccepibile
e tutto questo solo perché è stata fissata, come la prassi richiede, la data della sentenza su uno dei tanti procedimenti giudiziari a carico di un esponente politico del governo
la data, capite? non la sentenza, ma la data della sentenza!
roba che aridateci la repubblica delle banane!

insomma quell’aula di solito sorda e grigia si è mostrata per l’ennesima volta assai sensibile alle sempre crescenti problematiche legali di uno dei suoi più significativi componenti, e ha toccato uno degli abissi più vergognosi di sempre nella sua storia
in un paese che sta cadendo a pezzi, dove non c’è lavoro e la disperazione è ben oltre il livello di allarme, il parlamento chiude per protesta contro la magistratura: inaudito, e gravissimo

e ancora più vergognoso e gravissimo è l’ennesima prova di complicità del pd, stavolta più ingiustificabile che mai, che cede al ricatto berlusconiano e approva la chiusura, mascherandosi dietro la foglia di fico della mezza giornata invece di tre
non li voterò mai e poi mai, hanno acconsentito a questo golpe criminale, anzi, hanno partecipato, hanno attivamente votato, non si sono astenuti facendo gli schizzinosi, hanno personalmente spinto il bottoncino di fronte ai propri scranni per certificare la bontà di questa operazione illegale
sono disgustato
letta che dice che il governo non ne risentirà, epifani che fa tanto lo scandalizzato e poi parla di senso di responsabilità dei suoi nel votare con i berluscones

e non c’è un giornalista che sia uno che abbia ancora un briciolo di amore per il proprio mestiere e che chieda a uno di questi molluschi cosa intendono fare, quali mostruosità ci aspettano, su cosa altro dovremo chiudere occhi naso e altri orifizi di fronte ai loro fini superiori a noi ignoti
l’ho ripetuto più volte, lo ripeto ancora: c’è un delinquente (per ora potenziale, ma come tendenza all’eversione non ha nulla da dimostrare) che è il leader storico di uno dei partiti che fanno parte della coalizione che sostiene il tuo governo: è semplice, le strade sono due, o ti metti dalla parte della legge e del buonsenso civico, e rompi le alleanze con costui, anche a costo di far cadere il governo, oppure ne fai tue le istanze, riconosci che è un perseguitato politico, e lo accompagni nelle sue battaglie eversive contro lo stato di diritto
non c’è una via di mezzo, non si può indugiare in eterno

tenere in piedi questo governo dei rinvii non è certo una buona scusa per giustificare certi indecorosi atti di demenza istituzionale, di illegalità eversiva, di fascismo anticostituzionale

nothing’s changed, but the surrounding bullshit that has grown

tettisi accumulano le condanne del berlusca, così come le umiliazioni indigeribili che siamo costretti a mandare giù
i più agguerriti festeggiano, io ho tirato un sospiro di sollievo nel vedere che si è giunti ad una sentenza coerente con i fatti che sono emersi e sono stati giudicati, segno che qualcosa ancora funziona nonostante tutto, ma niente di più
troppa la vergogna, stiamo pur sempre parlando dell’uomo che continua ad identificare gli italiani agli occhi del mondo ormai da vent’anni, e che ancora tiene orgogliosamente in mano il timone della bagnarola su cui stiamo tentando di sopravvivere
e tanta anche la paura

sette anni, ragazzi, non sono pochi
per prostituzione minorile, poi, una delle accuse più infami, una di quelle cose che nei corridoi di qualsiasi carcere ti farebbero girare poco tranquillo
poi va be’, è chiaro che in carcere non ci finirà mai, ci sono ancora troppi gradi di giudizio, troppa potenza politica e mediatica a disposizione per poterli agilmente schivare, e alla fine, male che vada, aruba non è poi una meta così sfigata per gli ultimi fuochi di un miliardario ottantenne
però
il finale del caimano, con il protagonista che invoca una rivolta civile del suo elettorato/fan club come reazione alle condanne e contro una magistratura ritenuta nemica politica, mi mette sempre un po’ di angoscia
quanto ci stiamo lontani?

bisogna rompere questa alleanza insopportabile e far cadere questo governo schifoso, subito
non si può fare finta di niente, al potere c’è un delinquente riconosciuto, per salvare la faccia e le istituzioni i suoi complici devono sbarazzarsene, visto che lui non ha alcuna intenzione di mollare
fuori il berlusca e fuori tutti quelli che non si vergognano di lui, perché non sono compatibili con uno stato di diritto
non c’è necessità di unità nazionale che tenga, anzi, semmai è necessario proprio il contrario

assurdo, condanne su condanne e ancora minaccia, ancora strepita, ancora resta aggrappato al volante, sprezzante del ridicolo e del buonsenso civile, e non molla un centimetro
lui che è il primo responsabile della palude in cui siamo, lui che dovrebbe sparire per il bene di tutti, è sempre là come il capitano del titanic

eppure all’inizio questo governo minestrone, pur immangiabile, mi sembrava necessario
ero forse tra la minoranza risicata che diceva che era la scelta migliore tra le poche pessime opzioni che ci si presentavano davanti, dopo le elezioni e le dimostrazioni di incoscienza, irresponsabilità e sostanziale incapacità dei cinque stelle
mi dicevo che l’unica soluzione per uscire dalla crisi era andare in europa e fare la voce grossa, rivendicare politiche economiche meno rigorose ma comunque responsabili, sbarazzarsi di quell’abominio sociale del pareggio di bilancio obbligatorio e cominciare a spendere per far ripartire l’occupazione e dunque i consumi
e mi dicevo che l’unico modo per fare ciò era avere le spalle larghe: come fai a importi a bruxelles se non riesci a importi nemmeno a casa tua?
dunque tanto valeva affidarsi ad un esecutivo temporaneo di larghe intese, uno di quegli ibridi obbrobriosi che non toccheresti nemmeno con la canna da pesca, la poltiglia viscida che speravi di spazzare via con il tuo voto, e che però almeno avrebbe garantito un minimo di stabilità e di presentabilità all’estero
senza contare tutte le cose urgentissime che c’erano da fare: la nuova legge elettorale, la riduzione dei parlamentari, il superamento dell’agenda monti, lo spread, l’imu, l’iva…
insomma, mi appariva inevitabile un governo di emergenza, che chiudesse qualche questione scomoda rimasta insoluta, che ci traghettasse verso orizzonti più sereni accollandosi fatalmente tutta l’impopolarità propria di certe iniziative, tanto sarebbe durato poco e anzi avrebbe pure dato la possibilità a certi non-morti della nostra politica di rifarsi il trucco per il prossimo giro

ma cos’è stato fatto?
a due mesi esatti dal giuramento, il governo letta può vantarsi di non aver realizzato nessuna delle incombenze che si era caricato sulle spalle, forte dello scudo dell’emergenza che allora tutti riconoscevano
siamo in un momento politico in cui non succede, non è successo e non succederà nulla, la situazione da estremamente infiammabile è ora completamente sotto controllo e tutto rimane imbalsamato e viscido e colloso come la sedia-poltrona sintetica su cui sono appiccicato
rinvio rinvio rinvio, ci penseranno altri, non c’è fretta, probabilmente non c’è mai stata, sicuramente non per loro
lo scaricabarile procede spedito e senza scrupoli, l’esecutivo-carrozzone tarato sui pochi mesi d’urgenza durerà un’intera legislatura, e noi come loro tiriamo a campare

non c’è una maggioranza e non c’è un’opposizione, nessun pensiero critico emerge dalla gelatina in cui siamo bloccati
il berlusca viene condannato a sette anni di carcere e interdetto a vita dai pubblici uffici, e nessuno che chieda al presidente del consiglio “ora cosa si fa?”
il tuo principale alleato, o forse è meglio dire il tuo padrone, è stato appena riconosciuto delinquente, per di più per abusi di potere politico: ne prendi atto e distanze in maniera definitiva, sciogliendo un’alleanza ingestibile e che fin’ora si è rivelata del tutto inutile, ma almeno salvi la faccia tua e del paese? oppure assorbi la sua linea anti-magistratura, che è una linea eversiva e ingiustificabile, che il tuo partito ha sempre combattuto (a parole), affrontandone poi coerentemente le conseguenze?
ce la vogliamo assumere qualche responsabilità, di qualsiasi tipo?
che dici, rinviamo anche questa risposta?

non sta succedendo niente, le fabbriche riapriranno, arresteranno qualche studente

grigiosono un po’ in ritardo, il tempo è quello che è

(che tra l’altro, per dirla tutta, sono davvero seccato dal fatto che venerdì non sono andato a manifestare, così come non sono andato alla maestosa assemblea alla sapienza per discutere dal basso nuove idee per riformare l’università, né purtroppo sto partecipando a tutte le splendide iniziative che ragazzi della mia facoltà stanno organizzando con inaspettata intraprendenza per ribellarsi all’assassinio programmato della pubblica istruzione

lezioni in piazza, bellissime scritte umane luminose, assemblee e manifestazioni a spron battuto, e io me ne sto a casa perché devo studiare, ho mille esami da affrontare nei prossimi mesi e devo assolutamente essere pronto perché adesso più che mai non sono ammessi ulteriori errori

ma si possono lasciar perdere iniziative per la sopravvivenza dell’università con la scusa di motivi universitari? è coerente secondo voi? va be’)

insomma dicevo sono un po’ in ritardo ma ho assoluto bisogno di scrivere che sono profondamente indignato dall’ennesimo sconcertante esito dei processi per i fatti del g8 di genova nel 2001

(faccio fatica a contenermi, a usare parole educate, questa cosa mi fa bollire)

come al solito, puniti i pesci piccoli, assolti i manovratori

che schifo

ero davvero in grande attesa della sentenza, ci tenevo, nutro nei confronti di quei giorni e delle cose che sono successe una sensibilità esagerata, leggo e assorbo tutte le informazioni possibili e ne parlo con chiunque, perché so che in quei giorni e da quei giorni si è formata una parte davvero importante del mio sentire politico e civile

e alla scoperta delle nuove inspiegabili assoluzioni nei confronti degli autori e degli ideatori di quegli abusi insopportabili sono stato sopraffatto nuovamente da quel senso di nausea e di sconforto che mi avevano preso allora, e che mi accompagnano ogni volta che ci ripenso

ma è così impossibile raccontare la storia come è andata? è così impossibile lasciare un po’ di verità in questo paese?

non c’è giustizia senza libertà, non c’è liberta senza giustizia, diceva un tale

ecco, io sono inorridito dalla mancanza di giustizia di oggi, così come dalla mancanza di libertà e di democrazia di ieri

vedo tutto nero

is this right?


la mia città, o per lo meno la zona molto fascista dove abito io, è tappezzata di manifesti commemorativi della figura e dell’insegnamento di paolo borsellino, nel giorni del sedicesimo anniversario del suo terribile assassinio

c’è un suo primo piano molto hollywoodiano, sguardo verso l’orizzonte, un’impressione di consapevolezza ma non di rassegnazione, e sotto è riportato un suo pensiero talmente limpido, talmente universale, talmente “mio”, che vorrei fosse stampato, scritto, trasmesso ovunque

nelle scuole, negli uffici, nelle celebrazioni ufficiali e nella vita quotidiana, sulle banconote, durante gli intervalli pubblicitari, sulle magliette della nazionale.. ovunque

“la lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”

bene, sono manifesti di alleanza nazionale

per carità, si tratta si un’appropriazione piuttosto indebita ma di cui tuttavia non ci si dovrebbe scandalizzare poi più di tanto, in un’epoca in cui anche aziende poco esemplari come per esempio fiat o telecom hanno sfruttato a fini puramente commerciali icone spirituali come wojtyla e gandhi

per di più è cosa risaputa che il giudice borsellino avesse un pensiero politico sostanzialmente di destra, di quella rispettabilissima destra siciliana, seria e combattiva, impegnata in prima fila nella lotta alla mafia

chi glielo avrebbe mai detto, eh?

chi glielo avrebbe mai detto che la destra in cui paolo borsellino credeva (e in cui da giovane aveva anche militato) sarebbe diventata la destra che abbiamo davanti agli occhi noi oggi, una destra capeggiata da un multimiliardario plurinquisito che disprezza e definisce come un cancro la magistratura, che attacca ormai quotidianamente la democrazia e le istituzioni, che gioca con la costituzione come se fossero le regole della briscola

chissà cosa penserebbe paolo borsellino di una destra che umilia e denigra pubblicamente tutte le cose per cui lui ha lottato e in cui lui ha creduto fino all’ultimo giorno della sua esemplare esistenza

chissà cosa penserebbe se sapesse che a capo della destra e a capo del paese c’è la persona su cui stava indagando proprio nei giorni prima di morire, quel berlusconi di cui stava ricostruendo i rapporti con il boss pluriomicida vittorio mangano, che borsellino stesso definiva “uno di quei personaggi che ecco erano i ponti, le teste di ponte dell’organizzazione mafiosa nel nord italia”, e che invece berlusconi e il suo amichetto dell’utri considerano tutt’ora “un eroe

chissà cosa penserebbe se sapesse che il partito per il quale ha probabilmente sempre votato si è ridotto a utile ancella dei voleri del ras, rinnegando qualsiasi sua ideologia in cambio di un posto di governo, un’ancella pronta a definire “una cloaca” addirittura il consiglio superiore della magistratura

non ne sarebbe contento, probabilmente, così come forse si vergognano alcuni degli elettori di questo governo

ragazzi, mi piace pensare che uno come borsellino, un uomo della sua integrità morale e del suo senso dello stato, non si piegherebbe mai a logiche di interesse e non voterebbe mai un partito come alleanza nazionale, schiavo di un ometto che fa dell’interesse personale e della lotta alla democrazia il suo primo obiettivo

borsellino vorrebbe una destra seria, responsabile, rispettabile

ecco, è la destra di cui tutta l’italia ha bisogno

i fought the law

trasgressiva
qualche sera fa ho visto “il caimano“, di nanni moretti

non l’avevo mai visto (capirete dunque come la mia cultura cinematografica sia tremendamente aggiornata..) e mi è piaciuto molto

oddìo, a dir la verità ho amato praticamente tutti i film di moretti che ho visto, per cui non stupitevi: tuttavia il caimano mi è sembrato più importante degli altri, probabilmente per la necessità e l’attualità e la sostanza del messaggio

in poco meno di due ore si assiste una carrellata piuttosto veloce (e non credo fosse possibile fare altrimenti) delle vicissitudini troppo spesso oscure che hanno portato il nostro caimano al suo enorme potere attuale, un riassunto schietto e tutto sommato realistico che ancora non ci è stato dato modo di avere da nessun’altra italica fonte di informazione di massa, mentre il punto focale della storia è la messa in scena di un processo che potrebbe segnare in un modo o nell’altro l’intera vicenda politica e personale del protagonista

mi ha consolato, in un certo senso, perché mi ha dimostrato nuovamente (ne ho comunque sempre bisogno) che non sono il solo a pensarla in un determinato modo nei confronti dell’attuale situazione italiana e ad avere un giusto livello di paura nei riguardi di quello che succede e che potrebbe succedere

sto parlando del nostro presidente del consiglio e del suo disprezzo ininterrotto per le istituzioni, in particolare per gli organi del potere giudiziario

qui vorrei chiarire una volta per tutte: per quanto fanatismo e odio vomitino le sue dichiarazioni e i suoi anatemi, il vero obiettivo degli strepiti di berlusconi non sono alcuni particolari giudici comunisti e tagliateste, o alcuni determinati elementi che all’interno della magistratura lo odierebbero, o certi individuabili protagonisti che forti del loro potere vorrebbero vederlo in rovina

così sembra (e il caimano fa di tutto per farlo sembrare), ma la realtà dei fatti è ben diversa

il vero bersaglio di berlusconi è la magistratura in toto, è la giustizia, è la legge

perché è la giustizia, ovvero la legge, che lo potrebbe distruggere

ragazzi, non facciamoci ingannare dai discorsi violenti e un po’ farneticanti riguardo alle solite presunte sporche toghe rosse che si starebbero inventando dei cavilli per processarlo, perché in teoria per quanto possano sforzarsi, se si è onesti e si è sempre agito limpidamente e coscienziosamente non si dovrebbe avere nulla da temere

in teoria…

ma in ogni caso un presidente del consiglio, dunque un individuo che ha un ruolo di autorità e responsabilità di gran lunga maggiore di un comune cittadino, non dovrebbe mai lasciarsi intimidire da un’azione legale, anzi, dovrebbe sempre saper affrontare i processi a testa alta, difendersi dalle accuse dimostrando serenamente la propria verità, e restituire alla nazione e alle istituzioni la dignità che meritano

un comune mortale può avere timore della macchina della giustizia e tentare il possibile (poco) per sottrarsi al giusto processo

un rappresentante così importante delle istituzioni no, perché il ruolo che egli veste lo pone ancora di più in dovere di fugare ogni dubbio e ogni ombra sul suo operato, o al limite gli impone di scendere dal piedistallo della sua carica per sottoporsi al giudizio senza macchiare la rispettabilità delle istituzioni

e invece no, il presidente del consiglio italiano non la pensa affatto così, anzi, agisce in un modo che è due volte deleterio per la nostra nazione

da una parte demonizza la magistratura, ovvero il terzo pilastro di una moderna democrazia, delegittimandolo agli occhi dei cittadini e creando un clima di sfiducia e di tensione tra istituzioni che non può portare niente di buono e che per di più sarà difficilissimo da sanare

dall’altro fa di tutto per frenarne e controllarne l’operato, vuoi con leggi annichilenti come la bloccaprocessi (un obbrobrio nazionale che per fortuna è stato stroncato, anche se sappiamo tutti a quale prezzo), vuoi con le decine di provvedimenti ad personam volti a esclusivo beneficio suo e dei suoi compari, vuoi con la grave indolenza nei confronti della vitale necessità di una riforma della giustizia

e stiamo parlando del capo dell’esecutivo, ovvero il secondo pilastro di cui sopra, con tutti gli effetti destabilizzanti che questo ruolo comporta

un capo di governo che prima dichiara dall’alto dei suoi rialzi che la magistratura è un cancro e poi escogita, con l’aiuto dei suoi fidi scudieri, quanti più sotterfugi possibile per sfuggire alla legge

alla legge, ripeto, non ad alcuni giudici

non sono un fanatico giustizialista, attenzione, non ancora almeno

non ho una fiducia cieca nei giudici né un amore viscerale verso la legge, altrimenti non starei ancora così incazzato per la sentenza su genova (di cui parlerò, perché devo assolutamente parlarne)

e nemmeno sono un sinistroide violento e sadico che vorrebbe vedere il berlusca marcire solo in quanto avversario politico

come dice bene moretti, il tema de “il caimano” non è politico ma culturale: è una denuncia della parabola etica discendente dell’italia che ha permesso il germogliare e il fiorire dei valori e della morale che hanno schiuso le porte all’avvento del caimano e del suo modo di pensare

il caimano siamo noi, e il fatto che non ci scandalizziamo più è un sintomo sempre più allarmante di quanto gli andiamo via via assomigliando

il finale del film è significativo, non solo perché è la realizzazione di uno scenario neanche troppo catastrofista che personalmente ho temuto per anni (non so se da prima del film, in ogni caso io l’ho visto da poco, quindi mi vanto di avere incubi originali) e che per come stanno le cose continuo a temere, ma soprattutto perché per quanto questo film abbia avuto successo, niente e nessuno ha mai fatto qualcosa per deviare anche solo un po’ dalla direzione infausta verso cui si sta dirigendo il paese

con la delegittimazione e la depauperazione de facto del potere della magistratura, per non parlare del parlamento ridotto ormai da tempo a un semplice ruolo di firmacarte, si rischia veramente di andare incontro allo sfacelo della democrazia, e a una forma di governo spaventosamente analoga a quella che questo paese ha conosciuto nemmeno un secolo fa

e tutto solamente per salvare le chiappe di un ometto

io non riesco a credere che ci sia ancora qualcuno che pensa che silvio berlusconi abbia a cuore l’interesse dell’italia