all the trees of the field will clap their hands

villalago
io a questa storia della volontà di parte della maggioranza di regolarizzare i braccianti schiavi che a migliaia si spezzano la schiena per noi nei campi del nostro paese spietato voglio credere, perché sarebbe un atto di umanità importante per questo governo, sarebbe finalmente il primo scarto a sinistra dopo l’orrida esperienza salviniana, da cui in quasi un anno nessuno ha finora concretamente preso le distanze

capisco che la scelta è dettata più che altro dall’esigenza popolare, anche in un periodo come questo, di mantenere il nostro solito insostenibile stile di vita occidentale, con tutta la frutta fresca e tutta la verdura sempre e comunque e dovunque sulla nostra tavola a prezzi stracciati
capisco che si propongono permessi a tempo, massimo sei mesi, giusto il tempo della stagione estiva, per poi ricacciare il nero nell’oscurità, occhio non vede elettore non duole
capisco anche che per i più scafati la proposta della bellanova è solo un pretesto per scardinare la già fragilissima intesa che tiene in piedi questo esecutivo, con i cinquestelle cui è bastato un annetto di convivenza con la bestia per sdoganare tutto il loro razzismo, schiacciati come sono sulle posizioni ingiustificabili del precedente ministro dell’interno

non che i democrats siano da meno, eh, con il loro dna da subalterni alle istanze più destrorse, visto che per decenni hanno ben pensato di evitare qualsiasi politica di sinistra “perché così si fa il gioco di x” (berlusconi/bossi/fini/salvini/meloni/pacciani/goebbels/moggi.. decidete voi), salvo poi fare esattamente la politica di x, copia annacquata dell’originale, puntualmente spianandogli in questo modo la strada alle elezioni

e capisco che dietro la minaccia di dimissioni della sua ministra marcia tantissimo l’altro matteo, quello che parla coi morti, perché una crisi di governo in questo momento storico sarebbe proprio la ciliegina sulla sua torta di perfetto, puntuale, birichino rottamatore (della politica, delle istituzioni, dell’italia intera)

ma voglio essere ottimista una buona volta, e pensare che una proposta del genere, per quanto spuntata e smussata e ipocrita e assolutamente perfettibile, è comunque una proposta del tutto sovversiva per l’italia del 2020, e spero con tutto il cuore che possa essere portata a casa, per ridare speranza e dignità alle lotte dei più deboli contro gli italianissimi caporali/capitali mafiosi, e affinché sia un punto di partenza per altre battaglie

if the news makes you sad, don’t watch it

foto: precipitato sulle case, almeno 11 vittime, C’È ANCHE UN BIMBO! – clicca qui
video: “OH MIO DIO NO!” il momento del crollo – clicca qui
audio: le grida di dolore delle vittime del ponte, poco prima di rimanere schiacciati da un pilone – clicca qui
galleria: i corpi ancora sotto le macerie, scopri se sono ancora vivi – clicca qui
esclusivo: intervista ai genitori dei bimbi rimasti schiacciati, scopri come hanno reagito alla notizia (che gli abbiamo dato noi) – clicca qui
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sono bastate due giornate di sosta forzata ai box, in compagnia di un tv sempre acceso su canali di informazione continua, per reimmergermi nel mondo della politica percepita, cioè la politica delle dichiarazioni e dei virgolettati televisivi, tutta chiacchiere e distintivo, la politica vecchia scuola che arriva a chi non usa i social, e vi assicuro che non mi mancava

l’occasione, quanto mai atroce, è la tragedia del crollo del ponte a genova, di cui non voglio parlare perché non ho parole adeguate
solamente, nell’arco di quelle due giornate mi sono trovato di fronte a momenti particolarmente spiazzanti, così mi è venuto spontaneo buttare giù qualche modesta osservazione sul patetico contorno di gente varia interessata all’evento
un elenco veloce, ma attenti alla nausea

il ministro dell’interno salvini, come prima dichiarazione dopo il crollo, dice sostanzialmente che la colpa della tragedia è dell’unione europea che ci impedisce di fare i controlli, quest’europa cinica e maledetta che ci impone come prima e unica volontà di tenere i conti in ordine anche rispetto alla sicurezza degli italiani
che è una boiata pazzesca, ovviamente, perché i controlli e la manutenzione sono compito della società concessionaria, un compito ampiamente ripagato dai frutti dei pedaggi che tale società intasca, o al limite del ministero delle infrastrutture che sovrintende, non certo del ministero dell’economia e men che meno di quello dell’interno, ma ogni occasione, anche la più tragica, è buona per gridare al complotto giudoplutomassonico e per spostare l’attenzione su improbabili nemici esterni, magari vaghi e impersonali, à la 1984, per evitare di prendere decisioni impopolari
e così alla metà degli italiani che ancora si nutre di televisione resterà impressa la relazione ponte crollato-parametri di maastricht, e oh, ci fosse stato un giornalista televisivo che abbia confutato questa tesi, guai!

salvini poi strepita “voglio i nomi”, perché è lui che farà giustizia, lui solo, e se non ci riuscirà già immagino i titoli à la renzi “l’ira di salvini”
ma se al posto di salvini, leader di un partito incostituzionale, scrivessimo ogni volta il ministero dell’interno, che effetto farebbe? fate la prova, fidatevi

spazio poi al ministro delle infrastrutture toninelli, che nel recarsi sui luoghi della tragedia a portare la solidarietà istituzionale del suo ministero e del governo, decide di presentarsi vestito in jeans, sneakers, camicia blu scuro ampiamente sbottonata, giacca nera palesemente impostagli da qualcuno che gli vuole bene – io capisco che stavi in ferie e magari partivi col bagaglio a mano perché il tuo movimento ti toglie tre quarti del tuo stipendio, ma sei comunque un ministro, cribbio!

accanto a lui c’è il ministro di maio, carico di veleno da campagna elettorale perenne, che se la prende coi benetton e – classico intramontabile – con i governi precedenti, assicura che pagheranno caro e pagheranno tutti, e il titolo della capogruppo di autostrade crolla in borsa
alla faccia della solennità istituzionale e dell’ossequio al momento tragico, qui si spara a zero su tutto senza curarsi delle conseguenze, populismo da fine saldi estivi

infine, tardo pomeriggio, il presidente del consiglio conte dice che, aperte virgolette, non possiamo aspettare i tempi della giustizia, chiuse virgolette: ora, so bene che conte faceva riferimento esclusivamente alla revoca di una concessione pubblica (sulle cui conseguenze per i conti pubblici peraltro ci sarebbe da fare qualche approfondimento), ma in ogni caso un capo dell’esecutivo che dice che non rispetta la magistratura mi fa sempre un po’ paura

e questo è quello che ho visto e sentito in poche ore di tv, nella totale assenza di contraddittorio in diretta o di approfondimenti e chiarimenti in seguito

cologno ha vinto e noi non ne usciremo mai