the hope that house built

casaahimé, come spessissimo è accaduto, i miei sforzi studierecci non mi hanno dato le soddisfazioni sperate, frustrandomi e costringendomi ad altri mesi di sofferenze sui circuiti e su quel mistero insoluto che è l’elettronica analogica
questa ennesima sconfitta ritarderà anche la mia laurea e quindi il mio trionfale ingresso nel mondo del lavoro, un mondo che, come voi tutti certamente saprete, diventa di giorno in giorno più magico e dorato e ricco di promesse di successo

ora, volendo per un momento accantonare le continue manifestazioni di ottimismo completamente disancorato dalla realtà dei nostri frizzanti governanti (non so quante volte, da un annetto abbondante a questa parte, i vari ministretti hanno usato la frase “stiamo uscendo/siamo usciti dalla crisi”) (hanno cominciato più o meno un minuto dopo che hanno smesso di ripetere “qui da noi la crisi non è ancora arrivata/non si è ancora fatta sentire”) (che poi, se questa crisi è durata così poco, non si capisce come abbia potuto mandare a casa così tante persone), basta avere anche solo un dito del piede per terra per rendersi conto che la situazione è più che tragica
inutile fare finta di niente, le storie drammatiche delle lotte per il lavoro che avvengono sempre più spesso nel nostro paese si trovano sulle (ultime) pagine dei giornali, e non c’è crisi che tenga per giustificare la disperazione di milioni di italiani e l’ignavia dell’infame governo “del fare”
mi spaventa tanto, tutto ciò
so per certo che, per quanti sforzi farò, la mia prospettiva di vita lavorativa (mia e della mia generazione) sarà comunque più grigia rispetto a quella di un mio omologo della generazione precedente: insomma staremo peggio di chi ci ha preceduti, dovremo lottare con il sangue per ottenere quei diritti che i nostri genitori hanno sempre dato per acquisiti, e avremo contro dei padroni e dei governi che saranno disposti ancora meno alla trattativa e sempre più alla violenza e alla prevaricazione
il fatto è che non c’è interesse nel creare lavoro, non c’è proprio una cultura dell’investire sui giovani e del dar loro le possibilità per fare bene: non c’è ricerca, non ci sono incentivi, tutti tutti tutti vanno al massimo del risparmio e preferiscono salvarsi il personale status quo piuttosto che offrire un’opportunità a qualcuno, trasformando l’italia in un paese morto, senza futuro
pensare di poter sfondare, di riuscire a immaginare e poi a creare qualcosa di importante, qui e ora nell’italia di fine 2009, è pura utopia: non c’è nessuno che possa aiutarti a realizzare i tuoi progetti, dalle banche, restie a qualsiasi investimento che non dia rendimenti supersicuri e a brevissimo termine, al governo e a confindustria, che di questi tempi coincidono sempre di più, e che sono club privati e irraggiungibili perché incardinati sulle stesse famiglie da millenni
ora, non è che io abbia chissà quali progetti o chissà quali piani di diventare capitano d’industria, ma mi piacerebbe poter pensare che se nel nostro paese venisse fuori un’idea geniale e innovativa, i suoi ideatori avrebbero le possibilità per realizzarla e farla fruttare, migliorando l’economia e il prestigio del paese: se gli inventori di youtube fossero stati italiani, e se per chiedere gli importanti finanziamenti di partenza avessero proposto il loro progetto a una qualunque banca italiana, solo pochi anni fa, che risposte avrebbero ottenuto?

ma non era di questo che volevo parlare, in realtà
in realtà volevo condividere con voi una bella notizia
perché per quanto su queste pagine non faccia altro che lamentarmi di un’italia che non va, che mi mortifica, che mi fa schifo, io in questa italia mi ci sono preso una casetta, insieme alla donna più bella del mondo
e insomma, nonostante tutto, un po’ di speranza

ps: stavolta faccio outing e vi dico che il titolo del post è preso da una canzone dei gallesi future of the left
il futuro della sinistra
mica male, eh?
ne scriverò di sicuro

is that marionette real enough yet to step off of that set?

ombreragazzi, qua la situazione sta precipitando giorno dopo giorno e bisogna fare qualcosa per testimoniarlo
il paese affonda con tutta l’orchestra mentre al timone c’è un capitano ubriaco, e le scialuppe di salvataggio, se ci sono, non sono certo fatte per noi
continuiamo così, radendo al suolo economia scuola cultura coscienza e civiltà, e risollevarsi sarà un’impresa colossale
bisogna dirle, queste cose
tutti i giorni, a costo di ripetersi e diventare noiosi e passare per pessimisti e scacciare definitivamente gli ultimi lettori di queste pagine
stiamo messi male, e non possiamo continuare a fare finta di niente

alla guida del paese rimane incollato e incrollabile un vecchio mitomane con dirompenti manie di grandezza e di persecuzione, con un potere enorme a cui non vorrà mai rinunciare, nonostante i primi scricchiolii da basso impero siano piuttosto evidenti
l’altra sera c’è stato il suo lungo soliloquio sulla prima rete pubblica, tre ore e passa di pura propaganda celebrativa della sua persona e del suo operato, magistralmente condotte da uno dei servitori che più lo osannano
le altre trasmissioni sono state spostate o cancellate per l’occasione, a dimostrazione che il conflitto di interessi è ormai un eufemismo
poi scopri che le opere faraoniche che si è gloriosamente attribuito sono in realtà frutto del lavoro altrui
un furto vero e proprio
e scopri che durante la sua visita ad onna, altoparlanti trasmettevano applausi registrati
aspetta, lo ripeto: applausi registrati
registrati per le telecamere, di modo che il popolo italico possa gioirne di fronte allo schermo complice, insieme al suo duce
quando l’ho letto sono rimasto secco

pare che però questa grande azione di glorificazione del leader non abbia raggiunto la sensibilità televisiva degli italiani, che gli hanno preferito altri spettacoli, segnando una macchia a dir poco clamorosa proprio in uno dei suoi passatempi preferiti
inaudito, il berlusca va alla tivù per mostrarsi in tutta la sua potenza e non riceve ovazioni, cosa sarà successo?
forse tre ore di monologo sempre sugli stessi argomenti sono semplicemente troppe anche per i più defeli, che gli hanno preferito un’altra fiction
o forse ci stiamo stancando veramente, forse il limite è stato finalmente superato, quando è troppo è troppo, chissà
mi nutro di queste false speranze da decenni, ormai
e non chiedo altro, davvero, al punto che ogni volta che su questi cieli passa una stella cadente al berlusca dovrebbero fischiare le orecchie

d’altra parte so che costui non mollerà mai e poi mai, troppa l’ingordigia di potere, troppa la consapevolezza che senza quel potere la sua vita potrebbe finire male
farà di tutto per mantenere le cose come stanno o di piegarle ulteriormente a suo vantaggio esclusivo personale, in spregio a qualsiasi verdetto, giudiziario o elettorale, ché tanto non gliene è mai fregato niente né delle regole né della democrazia
non credo si farà più di tanti scrupoli, quando per esempio la consulta boccerà il lodo alfano o quando gli scioperi di questo autunno saranno sempre più rumorosi o quando le pressioni dall’europa si faranno sempre più minacciose: quella poltrona è ormai l’unico modo che ha per salvarsi, e non voglio davvero sapere di quali armi di persuasione di massa potrebbe fare uso

(post noioso e già straletto, lo so, ma d’altra parte che fare? vogliamo continuare a guardare il tguno?)

hate to say i told you so

sacchidevo assolutamente scrivere qualcosa sulla situazione politica, dopo un po’ che trascuro l’argomento gli spunti diventano così numerosi che faccio fatica a trovare un tema abbastanza capiente da contenerli tutti

per di più ora non ho riletto, e credo che sia venuto fuori il solito riassuntino senza capo né coda, nei prossimi giorni magari cerco di aggiustarlo


gli italiani sono un popolo di spregiudicati, o forse solo di incoscienti

deve essere così, se mentre il pianeta sta attraversando una grande crisi che ancora non ha mostrato la sua faccia peggiore, mentre sono in programma milioni di nuovi disoccupati, il crollo di interi sistemi industriali, il fallimento dell’economia as we know it, mentre tutto questo succede, al governo del mio paese abbiamo berlusconi e tremonti, più la solita accozzaglia di impresentabili

che tra l’altro mai come a questo giro mi sono sembrati più inguardabili: voglio dire, chi in europa può vantare come ministri gente dello stesso spessore politico e umano di campioni come bondi, alfano, la gelmini, la carfagna, zaia, la russa..?

e poi mi sembra sempre che ci presentiamo ai grandi appuntamenti della storia con le persone sbagliate: voglio dire, prendiamo il 2001, l’arrivo dell’euro, la rivoluzione delle dinamiche economiche continentali, e noi? berlusconi

e poi il terrorismo, l’undici settembre, la costituzione dei nuovi assetti geopolitici planetari, e noi? ancora berlusconi

e prima il g7 di napoli, seguito poi dal g8 di genova, le grandi vetrine internazionali per il nostro paese, e noi? va be’, ci siamo capiti..

non è paradossale che in questi passaggi chiave, gli italiani si affidino ancora una volta ciecamente a certi individui? no, non lo è, soprattutto se si dà un’occhiata a come stanno combinati dall’altra parte

a parte il fatto che già “altra parte” sono parole grosse, ma qui la situazione è davvero disperata

il partito democratico, di fatto, è allo sbando: tutte le premesse di rinnovamento su cui era stato fondato sono venute meno, i buoni propositi di facce giovani e di nuove dinamiche sono sfumati dopo troppo poco tempo, e gli equilibri e i giochi di potere sono rimasti gli stessi dei due vecchi inconciliabili gomitoli di interessi che lo hanno fondato

al giorno d’oggi il partito delle primarie e delle future generazioni è mortificato dalle nemmeno troppo velate lotte intestine tra un leader che ha commesso un errore dietro l’altro e un ex leader di quindici anni fa che gioca all’avvoltoio sornione e che alle primarie non ha nemmeno partecipato

un insipido duello che non ha nulla di politico, ma che dimostra come i meccanismi di leadership all’interno del pd siano tutt’altro che democratici: anzi, sono meccanismi antiquati, maleodoranti, riflesso di una cultura dell’egemonia e della personalizzazione che avrebbe dovuto essere superata da tempo

e poi latorre che inciucia con la destra a scapito degli alleati, villari venduto che non molla la poltrona, la binetti che spara ad alzo zero su gay e lesbiche, le poche brave persone che abbandonano la nave..

il paese è in fermento, si vede, c’è una crisi economica di proporzioni planetarie che dondola sulle nostre teste come un mitologico spadone, c’è una splendida presa di coscienza generazionale sui problemi di scuola e università che necessita per lo meno di un riconoscimento, c’è l’abominevole problema di alitalia che probabilmente non si poteva gestire peggio, c’è la vicenda di eluana che non riesce a trovare pace, c’è un razzismo che prende sempre più piede.. c’è tutta una serie di questioni politiche e sociali su cui avrei gradito che i leader dell’opposizione, della sinistra, o di quella cosa che più si avvicina, avessero espresso la propria opinione, avessero definito la propria linea politica, avessero preso a cuore come problemi seri e reali

hanno fondato un governo ombra, una bella idea per dimostrare attaccamento alle vicende del paese e per mettere in bella mostra idee alternative, idee di opposizione, rispetto alla pochezza di questo governo: ok, però fatelo, porcazzozza! dite qualcosa, mostrate buonsenso, fate politica, agite!

e invece no, silenzio, toni dimessi, non ci interessa, non rientra nei nostri principali obiettivi

ok, allora analizziamo quali sono le grandi battaglie ideologiche del partito democratico, va bene?

be’ innanzitutto la commissione di vigilanza rai, su cui sono rimasti imbambolati per mesi

che poi se c’è una cosa squallida, da prima repubblica, da democristiani, è proprio la lotta per il controllo sull’informazione pubblica: esiste qualcosa di meno giovane-moderno-democratico, esiste qualcosa di meno “obama”, che concentrare il proprio fuoco sulla poltrona che regala il potere di esclamare frasi del tipo “eh, ma ieri il rappresentante dell’opposizione è stato intervistato 22 secondi meno di quello del governo, protestiamo!”?

e infatti il democristiano villari (esponente del pd ed eletto presidente anche con i voti di qualcun’altro del pd, non dimentichiamolo) ci si è trovato bene, su quella poltrona, e non credo che la lascerà mai, visto il cuscino milionario che deve aver preso per renderla ancora più gradevole

non c’è zavoli (altro volto nuovo..) che tenga, di fronte al padrone

e poi cos’è oggi questa incredibile battaglia al fianco di murdoch?

va bene, è vero, bisogna difendere sempre e comunque il pluralismo televisivo, l’informazione, i posti di lavoro, per carità.. ma murdoch? cioè, di tutte le occasioni in cui si poteva scendere in campo, proprio ora? proprio con murdoch?

inutile dire che questo baratro in cui è precipitato il pd era piuttosto annunciato, fin dalle prime mosse “strategiche” di veltroni alla sua guida (ricordate la rilegittimazione del berlusca post-predellino?), però addirittura fino a questi livelli di desolazione non me l’aspettavo proprio

non so davvero che dire, è deprimente

non ho votato per il pd alle elezioni perché non ci credevo, ma dentro di me ho sempre sperato ingenuamente che riuscisse a smentire tutti i miei pregiudizi

e invece non solo non li ha smentiti, ma ce ne ha aggiunti di altri

ora abbiamo di fronte un enorme matassona irrisolta in cui pesano sempre i vecchi valori, i cannibali, i democristiani, le forze centripete, gli inciuci, i veti gerontocratici, le chiacchiere, gli sgambetti, la chiusura, il passato
ps: non ho parlato di sinistra, perché.. perché.. perché in italia non c’è sinistra, tutto qua

loose talk in the classroom

ondarispondo volentieri a un commento di valmelie al post precedente, anche se più che delle occupazioni e delle lotte vorrei scrivere sui provvedimenti cui tali proteste sono legittime e doverose reazioni

poche ore fa il decreto gelmini è diventato legge, il senato ha approvato senza fiatare e senza modificarne una virgola, nonostante le tantissime lamentele giunte da studenti, ricercatori, docenti, insomma praticamente da tutto il mondo cui questo decreto (il 137), così come il precedente (il 133) e probabilmente altri che seguiranno, si rivolgeva

inutile nasconderselo, l’unico obiettivo di questi provvedimenti è stato quello di fare cassa: tremonti ha bisogno di soldi per salvare le banche, per sostenere alitalia e per portare avanti la sua bizzarra politica economica, e allora decide di tagliare tutto il tagliabile all’altare del neoliberismo

questa volta, per l’ennesima volta, è toccato alla scuola e all’università, spremute in passato già ben oltre la soglia di sopportazione, con un intervento micidiale e forse definitivo su investimenti e qualità

e la chiamano “riforma”: si tratta di tagli, punto e basta, si tratta di regalare l’istruzione ai privati distruggendo il principio democratico e costituzionale che invece la vorrebbe libera e accessibile a tutti

la gelmini non è un ministro, non ha alcuna personalità per esserlo, è solo un utile burattino nelle mani del capo dell’economia nazionale: da lei ci si aspettava totale sottomissione, anche di fronte alla mortificazione del mondo che lei amministra, e così è stato

così come si pretendeva rapidità ed efficacia dal parlamento e dal suo iter, considerato evidentemente ormai vetusto e scomodo, al limite dell'”aula sorda e grigia”, da chi è abituato a pretendere tutto e subito

gli effetti dei due decreti approvati si faranno sentire molto presto, e non saranno piacevoli: per chi vuole sapere di più sul decreto 133, quello che colpisce l’università, consiglio di dare un’occhiata a questa pagina della facoltà di ingegneria della sapienza (facoltà dove il sottoscritto studia con alterni successi ormai da secoli), in cui si analizzano per bene tutte le conseguenze a breve e lungo termine di questo infausto provvedimento

in particolare il terzo documento, che è breve e molto esplicativo

il decreto approvato oggi, invece, incide più che altro sulle scuole elementari, ovvero su quelle istituzioni che sono l’eccellenza e l’orgoglio del nostro sistema scolastico, e che sono i punti di partenza fondamentali per gli uomini e le donne del domani

mi sento sporco e triste a dover assistere a questo schifo senza poter fare nulla

ma al di là degli effetti pratici, ci sono due aspetti di contorno che secondo me vanno presi nella giusta considerazione: il primo è che questo governo di destra preferisce umiliare la scuola e compromettere il futuro di una nazione pur di salvare l’economia dei furbetti e dei complici

non è una cosa di poca importanza, anzi, per me è un manifesto politico: non ci interessa del futuro dei giovani, non ci preoccupiamo se le prossime generazioni non avranno una formazione all’altezza, una formazione da cittadini di una democrazia europea, l’unica cosa che conta è riuscire a risparmiare un po’ di soldi per salvaguardare un sistema economico basato su principi e ideologie evidentemente sbagliate (queste settimane lo hanno dimostrato a sufficienza, o ancora no?)

nessun piano a lunga scadenza per il paese, solo decreti legge ad effetto immediato per tenere in piedi la baracca almeno negli anni in cui saranno loro al timone

il secondo aspetto da evidenziare è che, per l’ennesima volta, il parlamento è stato di fatto esautorato delle sue funzioni e ridotto a semplice formalità: non c’è più dialettica democratica nel nostro paese, è il governo che fa le leggi e i senatori e i deputati devono solo sottoscriverle, senza poterle discutere né modificare

il parlamento è morto, non ha più un senso, tutto il potere è nelle mani del governo

(e allora forse si potrebbe iniziare a tagliare lì, invece di umiliare scuola e università, che ne dite?)

tornerò sull’argomento, mi tocca troppo da vicino

back in the u.s.s.r.

valigie
insomma dovrei essere tornato

e quello che ritrovo non mi piace affatto, ma d’altra parte era difficile aspettarsi altro

certo, addirittura una nuova guerra, qualche altro centinaio di morti ammazzati, questo nostalgico clima da guerra fredda, bush (sic!) che accusa putin di invasioni e occupazioni indegne per il nostro secolo, il governo italiano che non sa da che parte stare e tiene come al solito il piede in due staffe, col suo ministro degli esteri dalla personalità talmente carismatica che quando serve non c’è mai.. non credevo si arrivasse a tal punto, però i governanti del pianeta in questo scorcio di eternità sono un po’ quelli che sono, e dobbiamo un po’ arrangiarci

nel frattempo mi è capitato di leggere un’intervista di repubblica al regista mario monicelli, che parlava di ritorno nella nostra bella italia del fascismo, ovviamente non nella maniera esplicita di ottant’anni fa, ma in forme più sottili, più viscide, più insinuanti, che stanno facendo precipitare il paese in uno stato di povertà sia economica che culturale che dovrebbe spaventarci

sulla stessa lunghezza d’onda del tanto discusso editoriale di famiglia cristiana in cui si temeva un ritorno del fascismo grazie alle manovre autoritarie e repressive del governo (con il ministro giovanardi che reagiva sobriamente e responsabilmente, dando dei fascisti manganellatori ai paolini), e anche in linea con quello che umberto eco qualche tempo fa scriveva nella sua rubrichina sull’espresso

«Ora non posso dire che tutto questo sia tornato, certo non integralmente.

Ma comincio a riavvertirne il profumo.

Tanto per cominciare ci sono fascisti al governo.

Non solo loro, non più esattamente fascisti, ma che importa, si sa bene che la storia si dà una prima volta in forma di tragedia e una seconda volta in forma di farsa»

parole coraggiose, che come sapete condivido

però non mi sembra giusto che quando le dico io queste cose non dice mai niente nessuno, mentre basta essere premio nobel o maestro del cinema o settimanale cattolico per scatenare tutte queste reazioni

brindo por las mujeres que derrochan simpatia

il video non c’entra niente con quello che sto per dire, vuole solo essere una celebrazione della immensa simpatia del buffo signore che, ivi, si diletta di bel canto
ve lo dico, mai mi sarei aspettato dalla vita che un giorno sarei stato così travolto dalla simpatia di qualcuno di destra, di qualcuno così tanto di destra
già, perché questo tenore improvvisato che merita i nostri applausi e i nostri brindisi alla fine del filmato è un sedicente conservatorissimo, con cui ho condiviso appartamento, divertimenti e stanchezze nelle settimane che ho passato in francia questo inverno
il fatto è che non mi convince, non può essere di destra, non me ne capacito
(e qua entriamo già in discorsi super-delicati, già fuoriesce la famosa “spocchia”, l’ostentata superiorità culturale degli intellettuali di sinistra)
perché se sei generoso, leale, onesto, intollerante alle ingiustizie, fondamentalmente buono, disposto a dare e fare di tutto perché tutti abbiano le proprie possibilità, perché questo mondo sia migliore per gli altri prima che te stesso, allora non puoi essere di destra
forse sei di sinistra e non lo sai
o più probabilmente, sono io che non ho ancora capito la differenza, oppure la distanza
ok scusate chiudiamo il capitolo e parliamo di cose serie, ché già sento di essere stato fin troppo offensivo e non mi pare il caso

ragazzi ho paura
mi sembra che tutto stia precipitando anche più rapidamente di quanto temessi
stiamo tornando al fascismo e facciamo finta di niente
sì, perché bruciare zingari è fascismo
picchiare a morte ragazzi innocenti è fascismo
dire poi che si tratta solo di bullismo è fascismo
e a capo di questo fascismo c’è questo piccolo duce onnipotente, che si è fatto il suo bel parlamento e il suo bel governo a sua immagine e somiglianza, piazzando qua e là gregari e valvassini completamente sottomessi, anche in posti che dovrebbero rappresentare il più alto privilegio per un nostro connazionale, il giusto onore dopo una vita spesa per la politica
e invece? altro che cavallo di caligola (che era forse più presentabile)! qui si sta assistendo alla glorificazione dell’adulazione meschina, all’esaltazione della servitù dei cervelli, all’apoteosi del leccaculo!

un governo i cui ministri sono quanto di più incompetenti potessi immaginare, e l’opposizione che non esiste
perché non è mai stata opposizione, né lo era prima delle elezioni, né lo è ora, né mai lo sarà
per non parlare dell’informazione
e allora c’è questo nuovo clima in cui tutti si vogliono bene, in cui ci si rispetta, ci si consulta, si prendono decisioni all’unanimità “per il bene del paese”
un unico grande partito che racchiude tutti, chi viene da là, chi da qui, chi da altrove, tutti pronti a rinnovarsi per squallidi motivi che possiamo immaginare, anche se non vorremmo farlo
non c’è più nulla che vada male, nel paese del duce, perché lui vuole che si vada tutti d’amore e d’accordo
non più un allarme, né un nemico, se non quelli che hanno facile presa sul popolino distraendolo da cose più importanti, fantocci da antinformazione come i rom che rubano e rapiscono i nostri bambini, come questa spagna che non si fa mai gli affari suoi, e poi chissà cos’altro
io ho paura, ragazzi

desde un rincón de italia
brindo con tigo
salut!

arriving somewhere but not here

lanterne
devo ammettere che il mio coming out elettorale delle ultime settimane ha riscosso un certo interesse tra le persone che stimo e che illuminano la mia esistenza, ho anche avuto discussioni brillanti con alcune di loro, e ho cercato di assorbire quanto più possibile i punti di vista di ognuno
tutto questo per dire che in realtà non ho affatto le idee chiare, e sono ancora fermo al bivio: continuare a macerarmi nella salamoia della delusione nei confronti di un governo pur valido, ma che non ha fatto proprio nulla nulla per fermare la deprimente deriva berluscoidiana cui questo mio paese sembra dirigersi giorno dopo giorno, e quindi a questo giro chiamarmi fuori, oppure turarmi naso occhi orecchie e probabilmente anche dell’altro e andare a mettere la crocetta sul simboletto della sinistra arcobaleno?
nelle righe che seguono cercherò di elencare tutti i motivi che mi vengono in mente e che mi spingono a fare l’una o l’altra cosa, ne scriverò quanti più possibile, di modo che magari rileggendo riuscirò a prendere una decisione, e anche per dimostrare a qualcuno che ogni tanto penso a quello che faccio
(ché se c’è una cosa che non riesco a sopportare in questo periodo è l’accusa di superficialità, come se non fossi in grado di assumermi la responsabilità della scelta)
(a tal proposito, leggete qui e qui)

allora, cominciamo
l’altra sera mi sono rimesso a rileggere i post che avevo scritto un paio di anni fa, in occasione delle precedenti politiche, e mi sono ricordato di quanto entusiasmo e quante aspettative avevo dal voto, dalla probabile nuova maggioranza e dal probabile cambio di governo, che nella mia testa di bimbo avrebbe dovuto significare anche un cambio netto di registro: serietà, pragmatismo, onestà, concretezza, legalità..
due anni fa il mio è stato un voto contro, come quello di molti di noi: contro il berlusca e la sua servitù, contro un’italia alla mercé di un buffone bugiardo che indisturbato l’ha spremuta fino al midollo al solo unico scopo di salvare la propria fortuna e quella dei suoi parassiti, mortificando definitivamente la già fragile democrazia che per sessant’anni era pur sopravvissuta, uscendone malconcia, a virus tremendi come andreotti o craxi
il mio era un voto contro, perché ero convinto, e lo sono ancora, che venivamo da anni di male assoluto, e che se non avessimo voltato pagina al più presto sarebbe stato il collasso
la mia ingenuità è stata nella convinzione che anche i personaggi che ho votato, i personaggi a cui avevo affidato il compito importantissimo di mettere una pietra sopra alla parentesi più ridicola e insopportabile degli ultimi sessant’anni, sentissero questa mia necessità, che era la stessa di milioni di italiani
invece no, evidentemente, perché in quasi due anni di governo si sono fatte cose molto buone, per carità, ma per quanto riguarda il voltare pagina non si è assolutamente mosso un dito che fosse uno: quanto sarebbe costato rispettare quei punti del programmone in cui si parlava di conflitto di interessi, di leggi vergogna, di riforma elettorale?
nulla di tutto ciò è stato fatto, le creazioni malvagie del berlusca e dei suoi fidi scudieri sono ancora lì immutate, monumento alla paradossalità di questo paese

di fronte a certi comportamenti però i dubbi nascono, c’è poco da fare: se in due anni l’unione di prodi non ha trovato il tempo per ridare serietà al gioco e oltretutto a porre dei freni alla rinascita del morbo forzaitaliota, viene spontaneo pensare che non fosse il tempo a mancare, ma la volontà
sì, perché evidentemente dentro il centrosinistra hanno sempre saputo che la loro fortuna si è basata sul “voto contro”, e se si toglie il motivo del “contro”, chi vota più?
forse è un po’ troppo cinica come teoria, però allora perché queste leggi non sono state fatte? perché violante qualche anno fa dichiarò con orgoglio in parlamento la pacifica sottomessione del centrosinistra nei confronti degli interessi berluscoidiani? perché fassino in un comizio di un paio di anni fa a torino annunciò che la legge sul conflitto di interessi non era tra le priorità del governo prodi?
forse perché c’è un tornaconto politico, nel lasciare presente ed attiva la personificazione del male: quanti di voi continueranno ad andare a votare il centrosinistra “turandosi il naso” per evitare il ritorno del faraone brianzolo? conviene tenerlo là, a fare paura a tutti, perché con lui non serve nemmeno avere un programma elettorale, basta dichiararsi contro

troppa dietrologia? può darsi, ma resta il fatto che non si è fatto nulla e quell’omino indigesto è ancora lì
e non solo: ci si fanno accordi, lo si protegge, lo si rincorre in un crescendo di rispetto e cordialità che non hanno alcun senso, dopo tutto questo tempo
perché continuare a cercare l’amicizia, il dialogo, la collaborazione, quando chi si ha di fronte è un bugiardo megalomane che non perde occasione per rovinare qualunque azione propositiva per poi dare le colpe alla sinistra?
il governo prodi da questo punto di vista è stata una grande, grandissima delusione
e non era formato solo dai futuri esponenti del pd, badate bene
chi mi garantisce che non sarà così anche questa volta? chi mi garantisce che non approfitteranno nuovamente della mia paura per poi coltivarla subdolamente e ripresentarmela alla prossima votazione?

in più questa pessima legge elettorale, emblema principe del sistema inviolabile, scudo che protegge la famosa casta dal rinnovamento e dal giudizio dei cittadini: andare a votare, qualsiasi scelta poi si faccia, mi lascerebbe lo squallido retrogusto di aver automaticamente approvato questo meccanismo viscido e intollerabile, di essere cascato nel tranello un’altra volta, e mi dà i brividi

d’altra parte, andare a votare a sinistra potrebbe avere anche dei risvolti positivi
il primo di tutti è il fatto che non sono d’accordo con il modello americano propugnato da veltroni a spron battuto probabilmente da quando era in fasce: all’indomani della caduta di prodi, il partito democratico ha deciso praticamente unilateralmente di liberarsi dell’alleanza con le sinistre, principalmente per non offrire al berlusca il solito assist del “centrosinistra in balìa dei comunisti!”: uno strappo che però cozza con tutte le centinaia di giunte regionali, provinciali, comunali, che in italia ancora sopravvivono e reggono benissimo, così come per esempio con la candidatura di ciccio rutelli sindaco qui a roma, sostenuto sia da pd che da sinistra arcobaleno
(giusto ieri vedevo sul corriere un veltroni in grande forma dichiarare senza paura di smentita di non essere mai stato comunista) (sembrano le tipiche smentite del suo rivale, guarda un po’ che coincidenza..)
fatto sta che lo smarcamento c’è stato, e secondo me a lungo termine farà male, non tanto a livello elettorale, quanto proprio a livello politico per l’intero paese: come ho già detto, le differenze programmatiche tra i due principali contendenti sono davvero minime, e sono più che convinto che la sinistra sia necessaria al paese, per non rassegnarci a un pensiero unico e a una gestione puramente amministrativa del presente

e poi sarebbe un voto per buttarla in caciara, per usare un francesismo ricercato: se la sinistra arcobaleno raggiungesse l’8% al senato in alcune regioni, sarebbero seggi in meno all’uno o all’altro partitone, e un senato già incasinato di suo sarebbe definitivamente compromesso, e con lui il nascituro governo, qualunque colore esso abbia, con buona pace dei creatori e dei mantenitori di quel “load of rubbish“* dell’attuale legge elettorale
sarebbe un voto contro, come al solito, ma tant’è
(se ci fosse uno come vendola, a guidare la sinistra, sarebbe un voto pro, ma purtroppo non riusciamo ancora a liberarci del signor cashmere, del pecoraro e di quella nullità di giordano)

cavolo avrei voluto scrivere di più, ma ora non posso
sicuramente mi scervellerò fino a lunedì mattina prima di decidere

ragazzi, che faccio? vado o non vado?

* questa l’ho letta sull’economist, più precisamente qui
e non vi stupite se leggo l’economist, d’altra parte mi vanto di avere informatori internazionali di un certo livello, vero gi’?

all is full of love

Meot's Creeksette tedeschi, cinque francesi, due spagnoli, due malesiani, una sudafricana, uno svizzero, un austriaco, un tunisino, un nepalese, un indiano
ecco, ditemi ora voi come posso spiegare a tutta questa gente che, dopo anni di schifezze immonde, un governo finalmente non proprio indecente sta per cadere perché non è riuscito a salvare le chiappe della moglie di uno dei suoi ministri più importanti
ditemelo, vi prego, mi salvereste
bonne soirée à tout le monde!!

luca

la tristesse durera

tramonto
vogliamo parlare di paola binetti?
fa parte del partito democratico, e anche solo questo mi basta per annichilire qualsiasi eventuale buona intenzione di avvicinarmi a questa affascinante macchinona
(come se non bastassero de mita e follini)
che ventata di novità e di riformismo può portare una numeraria dell’opus dei, me lo spiegate?
questa simpaticissima signora poche ore fa stava allegramente per fare cadere il governo perché, sacrilegio!, nel tanto amato decretone sulla sicurezza si è osato inserire un riferimento a un articolo di un trattato europeo, sottoscritto dunque immagino da tutti gli stati membri, che combatte le varie forme di discriminazione razziale e sessuale che ancora ci fanno vergognare: quella sagoma della senatrice binetti temeva che in questo modo si sarebbero potute contestare e dunque punire anche certe imbarazzanti dichiarazioni pontificie sul mondo dell’omosessualità, e non sia mai che noi si metta in dubbio nulla di quello che viene dal vaticano, per carità!
per cui crollasse prodi con tutti i filistei (e troppi ce ne stanno..), l’onore è salvo
che poi sarebbe stato bello se fosse veramente caduto il governo per opera (opus?) di questa signora, sai le risate..

vogliamo parlare del nuovo simbolo delle sinistre parlamentari?
bello, per carità, ma poi?
è proprio vero, berlusca docet: mi raccomando prima il simbolo, poi per il partito si vedrà
svegliaaaaaaa!!

vogliamo parlare del berlusca che fa e disfa a piacimento partiti e coalizioni e mezza italia gli va appresso senza fiatare, e proprio quando sembra aver raggiunto il gradino più alto di onnipotenza ti lascia il contentino di poter scegliere tra due nomi per il suo nuovo giocattolo, e così anche l’elettore bove si sente coinvolto e soddisfatto? un genio del male, altroché, una volpe (come qualche numero fa lo apostrofava l’espresso, forse un po’ troppo enfaticamente) che non mollerà mai l’uva, perché ha un comprensibilissimo bisogno di umiliare e sfruttare ancora questo paese
e ovviamente si sa che tra poco anche il tanto insolentito figlioccio fini tornerà mesto mesto all’ovile del caimano, perché senza le televisioni il suo partito già traballante si sgretolerebbe inesorabilmente

vogliamo parlare di bertinotti? vogliamo proprio?

vogliamo parlare del fatto che io sto ancora a scrivere di queste cose?
ma sì dai, di questo parlo volentieri: be’ lo ammetto, il piacere deviato che provo nell’impiastricciare il blog di schifezze politiche conosce alti e bassi, e in questo momento sono sulla cresta dell’onda
perché come forse qualcuno di voi sta notando c’è un sacco di movimento, nel senso che i soliti vecchi ometti stanno agitando le acque, rifancendosi il trucco e sbandierando novità di facciata: nuovi simboli, nuovi slogan, un po’ di calciomercato, ma basta prestare un po’ di attenzione e ci si accorge che la sostanza è sempre la stessa, che non cambierà mai nulla malgrado le dichiarazioni e le operazioni confuse cui stiamo assistendo
tuttavia, oltre alla solita desolante frustrazione, non nego di provare un certo gusto, nell’accorgermi ancora una volta che siamo il paese del gattopardo: è un esercizio che faccio, mi aiuta a mantenere i riflessi pronti e mi dà l’illusione che anche in futuro saprò riconoscere certi giochetti e non mi farò fregare dal fumo che qualcuno mi butterà davanti agli occhi
fatelo anche voi, è divertente

ps: se martedì undici state dalle parti di milano, al teatro carcano c’è una bella serata di incontro per fare un po’ di informazione sulla lotta alla mafia in tutte le sue forme
maggiori informazioni qui
andateci veramente, ne vale la pena

caccia alle streghe

streghe
posso dire una cosa? oh, sarò infantile, ma l’approvazione della finanziaria in senato la settimana scorsa mi ha proprio inorgoglito
soprattutto l’esserci riusciti senza la necessità di ricorrere alla fiducia, grande soddisfazione

e quindi insomma niente, anche questa è fatta
il governo prodi, questo carrozzone decrepito e fatiscente costantemente con un piede e mezzo nella fossa, è riuscito a portare a casa anche la finanziaria dell’anno venturo, il che non è affatto male
soprattutto farlo in maniera pulita, senza voto di fiducia, con una dimostrazione di serietà e professionalità davvero inaspettata, e nonostante i proclami altisonanti dell’opposizione, che per mesi ha minacciato spallate e tentato di tutto per far crollare questo castello di carte, compresi le opa ai senatori ritenuti più ballerini (pratica squallidissima, se vogliamo, che però non ha ricevuto nessuna attenzione da parte dei giornali, come se fosse normale, mah..), e poi ha dovuto ovviamente evitare di riconoscere la cocente sconfitta

(“ma noi non abbiamo mai parlato di spallate al governo..” renato schifani, appena dopo il voto)
(che ricorda tanto il “ma io non volevo assolutamente cacciare biagi dalla rai..” del berlusca il giorno dopo la morte del grande cronista)

quello che ovviamente non mi è piaciuto è stato lo spettacolo deprimente all’interno della maggioranza nelle settimane prima del voto, la strategia di minacce portata avanti dai soliti partitini di centro per strappare qualche titolo di giornale in più e per accaparrarsi un briciolo di importanza e di potere nella grande camminata che ci porterà al rinnovo della legge elettorale (se mai si farà..)
perché è questo che mastella e compagnia stanno facendo, parliamoci chiaro
è evidente che tutte queste manovrine, gli avvisi, le contestazioni formali, i ripensamenti e gli altri viscidi giochetti sono tutte mosse per far valere il proprio peso quando nei prossimi mesi si parlerà finalmente di cambiare il porcellum, e i grossi calibri probabilmente spingeranno per fare quello che il pueblo unido vuole, cioè eliminare i partitini inutili e fastidiosi per poter finalmente stabilizzare il paese
e allora via a schiamazzi, minacce, tentennamenti, sto-di-qua-no-sto-di-là, tanto per far capire a tutti che non si potrà mai fare a meno di loro, e guai a chi osa mettere in discussione il loro ruolo fondamentale nella storia politica italiana

e allora ripenso all’anno scorso, a quando il governo cadde sull’afghanistan e venne data la colpa alla fantomatica “sinistra radicale”
(che poi tra l’altro radicale dovrebbe essere un aggettivo squalificante, e invece proprio la settimana scorsa ho sentito un esponente di non so quale partito sedicente comunista iniziare la propria intervista con “noi della sinistra radicale..”)
e non è così, perché se anche quei due dissidenti avessero votato a favore non sarebbe passato nulla lo stesso, e tutti lo sanno ma non lo dicono, di modo che il signor prodi ha potuto tranquillamente gettare nel cesso il programmone di 280 pagine partorito con tante e tali fatiche nel corso della campagna elettorale (la mitica “fabbrica”, vi ricordate?) per sostituirlo con pochissimi punti per compiacere confindustria e vaticano
liquidando così la famigerata sinistra radicale, che poi fin’ora di radicale non aveva fatto altro che protestare contro l’allargamento della base a vicenza, stupidi sinistroidi sempre attaccati ai soliti vecchi valori della pace e dell’uguaglianza sociale…

quello che mi fa impazzire è che la sinistra è una colpa, ormai
cioè, la cosa più grave del governo prodi è avere inglobato i partiti di sinistra, non il fatto che mastella è ministro della giustizia e si permette ormai quotidianamente di accorciare l’aspettativa di vita di questa coalizione
seriamente, chi sembra più una minaccia, pecoraro scanio o mastella? giordano o dini?

tornerò sull’argomento, c’è ancora da parlare di un sacco di cose, ne vale la pena