i live in a town where you can’t smell a thing

ponte

renzi ieri a una radio privata ha detto ai colleghi di partito di attendere le prime mosse della raggi da amministratrice, prima di criticarla; anzi, secondo lui la sindaca ha fatto bene ad andare di persona nelle periferie della capitale, anche se egli avrebbe evitato, perché non ama le comparsate show

ecco, il capoverso qui sopra credo contenga tante di quelle bestialità che probabilmente questo piccolo blog vi collasserà sotto
(e volutamente non ho usato le frasi fatte tipiche di quella cloaca che è il giornalismo embedded italiano, allineatissimo al giovanilismo sbruffone imperante, perle del tipo “stoccata alla raggi”, “intervista fiume”, “renzi ai suoi”, “facciamola lavorare”)
(e non ho nemmeno detto che la radio in questione è rtl, per dire…)
però l’attenzione spasmodica che il potere riserva ai nuovi arrivati è interessante e sintomatica, perché i risultati delle amministrative hanno stravolto di parecchio i piani del nostro presidente del consiglio – che pare stia faticosamente cercando il modo meno fesso di far dimenticare gli ultimi mesi da spaccone senza passare per un quaquaraquà -, la non-più-resa dei conti di ottobre si avvicina e ovviamente qualunque aiutino possa arrivare dal campidoglio sarebbe una miniera d’oro

ma virginia raggi ha i piedi di piombo, chissà se per sua volontà o perché non sa/può fare altro, e nelle prime settimane dopo il voto non ha praticamente fatto nulla
forse per lei è meglio così, visto che questa città ha un substrato melmoso in cui col passare del tempo ci si muove con sempre maggiore difficoltà, ed ogni passo falso potrebbe essere fatale, soprattutto per chi non è abituato a sporcarsi
la sindaca ha gli occhi di mezzo mondo addosso, e la metà di questi occhi spera ardentemente in un passo falso, io dal canto mio ho nel cuore solo la mia città, dunque le mie speranze vanno nella direzione opposta, perché da questa amministrazione possa nascere qualcosa di buono e di costruttivo

che poi l’ho pure votata, la raggi
e sì, lo so, non l’avreste mai detto, e invece
ma dietro c’è stata tutta una passione di cristo su se e come spendere il mio diritto di voto
se volete la condivido con voi
va be’ dai, lo faccio

as usual, mi sono avvicinato all’appuntamento elettorale di giugno con animo tormentato e sentimenti molto forti e molto contrastanti
forti perché ormai la politica locale mi appassiona molto di più di quella nazionale, da una parte perché ne vedo cause ed effetti nel mio quotidiano, dall’altra perché riproduce in piccolo e in peggio tutto ciò che già mi fa schifo ai livelli superiori
contrastanti perché avrei voluto che perdessero tutti, e poi sparissero, i candidati sindaco con le loro consorterie, perché nessuno di loro si avvicinava minimamente all’idea di rivoluzione concreta che auspicavo dopo la mai abbastanza rimpianta esperienza marino

questo tormento mi aveva portato, nei mesi prima del voto, a cambiare idea qualche milione di volte
all’inizio, più o meno quando ho scritto questo post non avevo alcuna intenzione di andare al seggio, schifato da tutto e tutti
poi mi sono detto che avrei partecipato solo al ballottaggio, ufficialmente per sostenere il meno peggio, ma principalmente per affossare il pd
alla fine sono andato a votare anche al primo turno, e un po’ a malincuore ho messo la crocetta sull’unico partito di sinistra presente nella scheda, quello guidato dal buon fassina, che però era francamente insostenibile nella sua spocchia e nel suo curriculum

forse una parte di me pensava che non avrei avuto diritto a votare al ballottaggio, se non avessi preso parte anche al primo turno
forse un’altra parte pensava che fassina non ci somiglia per niente, a marino, ma d’altra parte lui cosa avrebbe votato?
o forse, più semplicemente, penso quello che ho sempre pensato, che anche se non porta da nessuna parte, un contributo alle poche iniziative di sinistra va dato, specialmente qui, specialmente ora
e poi fassina era partito dal mio quartiere, non potevo non premiarlo, foss’anche solo per questo

poi la sinistra al primo turno prende nemmeno il 5% – la famosa percentuale in cui ricadrò sempre, minoranza forever – e arriva il momento della scelta tra i due contendenti, raggi e giachetti
scelta che non mi ha messo in imbarazzo nemmeno un secondo, e con convinzione, caparbietà e un certo cipiglio sprezzante dell’incoerenza ho posto la mia croce sulla giovane pentastellata, consumando la mia vendetta personale nel segreto dell’urna
bruci la città delle firme dai notai! muoia la di biase con tutti i suoi mariti!

aborro questo pd, che sacrifica uno dei suoi uomini migliori all’altare del gattopardo, che pretende che si vada a votare pd a milano per non favorire le destre, e invece a napoli dà mani libere come se la destra a napoli facesse meno paura
lo aborro ancora di più perché mi ha costretto a votare chi giammai avrei votato, soprattutto in un momento storico come questo
e ciononostante non sono ancora pentito della scelta che ho fatto, nonostante i vari campanelli d’allarme, perché so che l’alternativa sarebbe stata devastante
nel mio piccolo resto incollato alle vicende locali per non perdermi niente delle evoluzioni future, che spero saranno confortanti, perché la baseline è piatta
speriamo bene, e daje

trovami un modo semplice per uscirne

gazebo

come godo che queste primarie del centrosinistra a roma siano andate male
mi dispiace ammetterlo, non è cosa di cui vantarsi, ma non posso farne a meno: nutro del sincero rancore nei confronti del pd locale e dell’ambiente mafioso capitolino che gli orbita intorno, per quello che hanno fatto alla mia città negli ultimi anni

e godo di fronte al fallimento di questa messinscena, perché vuol dire che qualcuno all’interno di quel partito si è finalmente vergognato, oppure che qualche cittadino finalmente si è sentito preso in giro, per le scelte ingiustificabili che hanno caratterizzato la non-politica dem qui a roma, non solo in merito all’affaire marino, ma anche a come si è arrivati a questo abisso di dolore
parlo dei decenni rutellian-cementian-veltroniani, dello sporco emerso dalle inchieste coraggiose portate avanti dalla magistratura, della connivenza mafiosa con i colleghi destrorsi per spartirsi l’abbondante torta pubblica di una città dal bilancio di un piccolo stato
parlo dei cinque anni di sostanziale non-opposizione ad alemanno, un atteggiamento di pacifica cordialità che in confronto al discredito e al veleno mostrato verso la giunta marino sembrava di assistere ad un raduno di boyscout
e poi sì, parlo soprattutto del siluramento al sindaco uscente e alla sua giunta di brave persone, un sindaco che era stato selezionato proprio grazie a primarie del tutto analoghe non più di tre anni fa per governare la città per cinque anni, e poi prepotentemente messo da parte dall’alto del partito con un’operazione ignobile (non potrò mai dimenticare gli eletti del pd che non si presentano in consiglio ma preferiscono defenestrare marino vigliaccamente dal notaio), poco meno di sei mesi fa

e di fronte a tutto ciò, vengono a proporci nuove primarie
ora, io sono già abbastanza indignato per come sono andate le cose, ma lo sarei molto di più se avessi partecipato alle primarie del 2013, visto che la considerazione che il pd ha mostrato verso il risultato di quelle votazioni
(a proposito, i due euro che si sono presi ai tempi, che per centomila votanti fa grossomodo duecentomila euro, che fine hanno fatto? li ridanno indietro a tutti coloro che sono stati presi in giro?)
con quale faccia possono venire a chiedere a noi elettori d’area (mi ritengo ancora di sinistra, nonostante tutto) di partecipare a questa farsa?
sì, farsa, perché come si può chiamarla in maniera diversa, visti i candidati proposti (o imposti?)
era chiaro che doveva vincere giachetti, per cui tra l’altro ho sempre avuto stima per la sua carriera politica, e anzi mi domando ancora perché si sia lasciato invischiare in questo porcile
ma anche giachetti di fronte a questo appuntamento ha mostrato una verve pari a un tonno in pescheria, così come il suo sfidante più accreditato morassut
due brave persone, per carità, ma in confronto a loro bertolaso è mick jagger

e non parliamo nemmeno degli altri candidati, che anonimi è dire poco
l’unico su cui vorrei spendere due righe è il mitico gianfranco mascia, ex girotondino fuori controllo, che si presentava agli appuntamenti mediatici e ai dibattiti pubblici con un pelouche a forma di orso
qualche settimana fa ho avuto il piacere di ascoltare una trasmissione radiofonica in cui l’intervistatrice lo invitava a portare l’orsetto al confronto televisivo con gli altri candidati dalla annunziata, lui gentilmente declinava, per poi cambiare idea a fronte delle centinaia di ascoltatori simpaticoni che a colpi di sms invocavano “mascia e orso in tv!”

amenità a parte, la questione rimane grave
il pd romano ha ben presenti i propri limiti e le proprie aberranti deformazioni, ma ha comunque dimostrato di rifiutare qualsiasi tipo di cambiamento e di modernizzazione
i candidati presidenti ai municipi sono gli stessi degli anni scorsi, e nulla vieta di pensare che la squadra per il campidoglio conterrà volentieri qualcuno dei rifugiati dal notaio
e alle elezioni proporrà una faccia presentabile circondata dagli stessi vecchi interessi, dalle stesse vecchie clientele, dagli stessi manipolatori e affaristi che hanno impregnato il partito in questa città

non avrà il mio voto, questo è poco ma sicuro
mi rimane solo da sperare in un nuovo fallimento alle amministrative, per poi pregare per una rivoluzione improbabile

signori imbellettati, io più non vi sopporto

prendo in prestito questo video commovente da un blogger di cui sento la mancanza, per lasciare i miei due centesimi sulla vicenda giudiziaria di erri de luca, personaggio controverso e scrittore anomalo, che ho imparato ad amare solo di recente
confesso, sono uno spocchioso, un radical chic con la puzza sotto il naso, o più semplicemente un babbeo: dopo averlo snobbato per anni, non conoscendolo affatto ma pregiudicandolo sull’unica, risibile base della sua eccessiva produzione e dei troppi richiami alla religione nei suoi titoli (che pirla che sono), sono ormai al suo quarto libro in poco più di un anno, e pagina dopo pagina mi sono lasciato affascinare dal suo stile etereo e dal suo vocabolario sublime, probabilmente le caratteristiche stilistiche che lo rendono indigesto ai più

nulla da eccepire sull’esito della vicenda, ci mancherebbe: l’accusa era semplicemente ridicola, non credo che esista realmente qualcuno che si sia sentito istigato dalle parole dello scrittore e che abbia effettivamente preso cesoie e picconi (per fare che, poi?) dopo aver letto la sua intervista
ritengo assurdo anche solo il fatto che si sia arrivati ad un processo, che si sia incriminata una persona – ancor prima che uno scrittore – per le sue dichiarazioni
il discorso di de luca prima della sentenza in questo senso è lucidissimo e pienamente condivisibile
due cose però mi sono rimaste impresse

la prima è il silenzio degli intellettuali italiani di fronte a questa storia
no, aspettate, mi sono espresso male, qualcuno si è mosso, ci sono state alcune personalità che hanno dichiarato la loro solidarietà allo scrittore napoletano
quello che mi ha colpito veramente è l’assenza di queste dichiarazioni sui principali quotidiani italiani
sto parlando del fatto che se questa vicenda fosse successa negli anni sessanta o settanta, avremmo certamente assistito agli interventi di un pasolini – del cui ricordo un po’ a sproposito in questi giorni sono inondate le pagine di parecchi social network -, di una fallaci, di un moravia, di altre figure gigantesche che riempivano giornali e riviste di pensieri e idee probabilmente controversi, ma di cui adesso si sente più bisogno che mai
invece niente, in italia manca proprio la categoria, e i pochi che ci sono non trovano spazio sui grandi palchi della stampa nazionale
(anzi, alcuni finiscono pure alla sbarra)

l’altra è che il processo a erri de luca poteva essere l’occasione per riportare finalmente sotto i riflettori dell’opinione pubblica il tema della linea tav torino-lione, che da questione di interesse nazionale sembra da qualche tempo essere stata derubricata a mera cronaca locale
poteva aprirsi un nuovo dibattito, in cui far intervenire de luca e gli intellettuali, ma soprattutto tecnici, professori, figure di rilievo e di competenza che rianalizzassero l’opera e la sua necessità
e invece l’attenzione è andata alla lotta per la libertà di espressione, alla tutela degli scrittori in quanto tali, con quei cartelli “je suis errì” un po’ patetici che accompagnavano l’autore in aula
è un peccato, un’occasione persa

personalmente, all’inizio ho mantenuto una certa cautela nel farmi un’opinione sulla grande opera: non sapevo se fosse più importante l’interesse nazionale o la salvaguardia delle comunità locali, e in questo mio tentennamento di certo non venivo aiutato dalla propaganda nauseante proveniente dai principali organi di informazione
poi un giorno, qualche tempo fa, mi ci sono messo, sono andato alla ricerca di fonti credibili e disinteressate, ho dovuto scremare e discernere, leggere racconti e reportage, e alla fine sono arrivato alla stessa conclusione di erri de luca: la tav va evitata e ostacolata, perché opera dannosa e insostenibile sotto parecchi punti di vista, non ultimo quello economico
peccato che in italia non se ne possa (o quasi) parlare

fun fact #1: alla stessa conclusione è arrivato anche il senatore stefano esposito, piemontese, pd, fino ad un annetto fa principale sostenitore dell’opera, che volentieri assumeva toni da hooligan per ribadire la necessità storica di investire fantastiliardi per costruire una linea che al di là delle alpi giudicano come minimo rinviabile

fun fact #2: il senatore stefano esposito, piemontese, pd, è lo stesso che, grazie evidentemente alla sua esperienza in ambito trasporti maturata con l’appassionante vicenda tav, è stato imposto da renzi come assessore ai trasporti negli ultimi mesi di giunta marino qui a roma, per boicottare le promesse elettorali dell’ormai ex sindaco e dimettersi per primo non appena intorno al campidoglio si paventava la possibilità che ormai “non ci sono le condizioni”

rome, rome, many tears have fallen here

biondomi fa impressione, questo unanime dare addosso a ignazio marino da parte di tutti i poteri politici e mediatici locali e nazionali, questo attivo e trasversale fomentare odio e insofferenza nella cittadinanza indicando nel sindaco l’unico responsabile di un degrado e di un declino più manifesti che mai
mi fa impressione, perché sono evidenti gli squallidi interessi di parte che muovono il novanta percento dei personaggi dietro questa campagna di delegittimazione

non ho votato marino alle primarie, perché figuriamoci se andavo a dare il mio contributo al partito democratico di roma, che da sempre, ben da prima delle inchieste di mafia capitale, ai miei occhi rappresentava il malaffare e la corruzione e la connivenza con le altre forze politiche locali, in una spartizione viscida di potere e poltrone che sostanzialmente frena qualsiasi tipo di sviluppo e crescita della mia città
e però sono stato contento che avesse vinto, perché la sua era stata una candidatura spiazzante, svincolata dal duopolio renzi-bersani (gentiloni-sassoli, all’epoca) che fingeva di animare la politica italiana, e incarnava un’idea di innovazione e di alterità rispetto ai soliti schemi che non poteva non avere il mio benvenuto
l’ho votato alle amministrative, credo di ricordare, perché contro alemanno avrei votato anche sauron, a maggior ragione un uomo per bene e svincolato da logiche di partito come lui, con un programma di rinnovamento che poteva portare la capitale non dico nel terzo millennio, ma almeno fuori dal terzo mondo

gran parte di quel programma non è stato realizzato, anzi, nemmeno cominciato
la ciclabilità di roma, sua grande calamita elettorale, è rimasta un’idea, che non ha avuto alcun avvio concreto
l’atac, nonostante gli sforzi, è rimasto quel carrozzone di amici e parenti che è diventato grazie alle allegre gestioni medievali di alemanno e co., e non si è fatto nessuno sforzo per modificare l’andazzo
anche la mobilità urbana, la raccolta porta a porta dell’immondizia, la pedonalizzazione dei fori, la lotta all’abusivismo e all’illegalità di bancarellari e camion bar che inquinano il centro, tutte cose bellissime promesse, magari avviate, ma poi non concretizzate, non risolte
però

però marino è stato anche il sindaco che ha cambiato i vertici della polizia municipale e che si è speso per limitare la corruzione e il lassismo che anima quel corpo; è andato a far la guerra agli autisti e ai macchinisti atac, imponendo il rispetto del servizio pubblico e scatenando scioperi e rivolte di una delle corporazioni più reazionarie e ingiustificabili d’italia; ha chiuso malagrotta, la discarica peggiore d’europa, e con lei le consorterie e le alleanze che se ne arricchivano alle nostre spalle; ha osato proporre le unioni civili in campidoglio, non proprio una mossa leggera per il sindaco della città che ospita la chiesa cattolica

marino è stato il primo sindaco di reale discontinuità sia con le dinamiche politiche nazionali, sia con le clientele e gli accordi locali per la spartizione della torta capitale, e per questo è stato oggetto di diffamazione e di pressioni più o meno lecite fin dagli inizi
da parte di tutti, eh, perché finché di onestà e rinnovamento si parla solamente, siamo tutti d’accordo, ma quando finalmente se ne vede la realizzazione, be’, fa paura
penso a quando, all’indomani dei primi scandali sollevati dalle inchieste di mafia capitale, che hanno coinvolto nello stesso calderone esponenti di più o meno tutte le forze politiche tradizionali, ecco che marino finalmente può formare una nuova giunta, liberandosi di alcune zavorre pd spazzate via dalle indagini, e propone ai cinque stelle di entrare a far parte del governo della città
ed ecco che i parlamentarini grillini subito dicono di sì, certo, ci mancherebbe che ci lasciamo sfuggire l’occasione di fare davvero qualcosa di concreto e costruttivo per la nostra città, entrando nella squadra di governo di un politico evidentemente onesto ed evidentemente ormai ai margini di qualsiasi formazione politica
ed ecco che la mattina dicono così, poi la sera arrivano di battista e compagnia e fanno il sit-in e impongono a quei quattro ragazzi di tornare all’opposizione, muoia marino con tutti i filistei
(da quel giorno ho messo una pietra sopra anche al movimento cinque stelle, mio nemico politico tanto quanto il pd)

povero ignazio, in questi due anni e mezzo non si è mai dimostrato uomo di polso e di carisma, ma quanti bastoni tra le ruote!
penso alla panda e al polverone sollevato dai principali quotidiani nazionali per una questione di pochissimo conto, rispetto agli alemanniani di corruzione e criminalità organizzata
penso al rimpasto di giunta imposto da renzi, al prefetto gabrielli tutore onnipotente, al neoassessore esposito che mortifica qualsiasi ipotesi di cambiamento ostentatamente radendo al suolo il programma elettorale del sindaco, trolleggiando tra una bestemmia e una gaffe e attirando su di sé e sulla giunta gli strali di una cittadinanza incattivita da anni di malagestione
un sindaco inadeguato forse, ma che allo stesso tempo non si è adeguato
e che ora subisce la sua stessa integrità morale, diventata un ostacolo