i’ve this creeping suspicion that things here are not as they seem

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c’è questa storiella che ha circolato un bel po’ per le reti negli ultimi giorni, e di cui molti di voi (seh, come se foste molti…) avranno già sentito parlare
è la storiella dei mirabolanti traguardi già raggiunti dal nuovo presidente francese hollande in poche settimane dalla presa del potere, raccontata in un articolo di denuncia di un blog complottista, senza ovviamente uno straccio di fonte
però il contenuto è succulento: abolizioni di auto blu, scudo fiscale e superstipendi statali, aumento delle aliquote fiscali per i super-ricchi, finanziamenti a ricerca e sviluppo, assunzioni in tempo di crisi
e lo spread che scende, così sono contenti tutti
l’articolo è stato poi proposto e riproposto paro paro in centinaia e centinaia di profili di social network e blog anche ben curati, senza che ne venisse cambiata una virgola
lo stesso irreprensibile leonardo coen, fondatore e firma storica di repubblica, ricopia fedelmente lo stesso identico brano e lo pubblica sul suo blog tra l’altro senza citarne l’autore, dunque di fatto impossessandosene senza alcuno scrupolo

bene, sono tutte balle
l’articolo in questione è una pur seducente sequenza di balle inventate senza alcun riscontro reale, né nelle comunicazioni ufficiali del governo francese né tanto meno nella attenta stampa d’oltralpe
hollande avrà pure un bel programma e le migliori intenzioni, ma basta avere anche un piede solo per terra per capire che aver realizzato tutti i punti elencati nel post succitato è pura utopia
però tanta tanta gente ci è cascata: come mai?

perché quell’elenco è un programma, ragazzi
improbabile e utopistico quanto volete, però è pur sempre qualcosa di concreto, o comunque di realistico, alla portata di tutti, che però noialtri ci sognamo, anche a livello di pure intenzioni
noialtri abbiamo assistito all’avvento di un governo tecnico che avrebbe dovuto fare follie, inventare chissà quali riforme per far ripartire il paese dopo decenni di “relax”, incanalandolo finalmente in direzione di un futuro più sostenibile per tutti
e s’erano annunciati grandi sconvolgimenti, ristrutturazioni sostanziali dello status quo, pagate a caro prezzo ma con il nobile scopo di restituire un paese significativamente cambiato, e stavolta in meglio
e invece ad oggi tutto sembra ancora nebuloso e privo di ripercussioni, anche a lungo termine, sulla nostra bella italia as we know it
l’unica cosa che sappiamo è che siamo stati ulteriormente schiacciati da tasse sempre più pesanti, almeno per noi che le paghiamo, mentre i privilegi, le clientele e le impunità rimangono inviolati
figuriamoci che consolazione, leggere che si può cambiare la nazione anche in maniera facile, veloce e concreta, senza per forza incorrere nei mille ostacoli che sembrano tagliare le gambe e le prospettive del monti di turno

e figuriamoci che consolazione soprattutto per quelli come me che continuano a sentirsi di sinistra, che in italia non hanno nessuna rappresentanza, ma che candidamente insistono a guardare speranzosi alla solenne immobilità del centro-sinistra parlamentare, ciecamente fiduciosi che vent’anni di muta accettazione del presente possano improvvisamente lasciare il passo a idee e proposte per rinnovare una volta per tutte questo paese
guardate, hollande in poco tempo ha fatto tante cose, tutte piccole ma significative: perché non prendete esempio?
ok non le ha fatte veramente, sono solo buone intenzioni, ma perché non farle nostre?
che ci vuole a dire che effettivamente gli stipendi dei manager statali e dei politici sono troppo alti? che ci vuole a dire che la finanza senza controllo è l’unica vera causa della crisi, e che bisogna combatterla in tutti i modi, anche dichiarando illegali le manovre speculative e tassando tutte le transazioni (che d’altronde non generano lavoro né benessere in generale)?
che ci vuole a dire che la chiesa ha troppi benefici fiscali, che la guerra costa troppo, e che non possiamo spendere in missili e cacciabombardieri cento volte di più di quando investiamo in ricerca scientifica, cultura e formazione?
dirlo, eh, non farlo, mi basterebbe che qualcuno proponesse queste cose in un programma, che le ponesse al centro del dibattito, invece della solita muffa sulle alleanze elettorali e sui tira-e-molla berlusconiani

io sono convinto che bersani, d’alema e compagnia cantante abbiano tirato un bel sospiro di sollievo, quando hanno scoperto che l’articoletto su hollande era un fake

ps: quanto poi al mitico coen, una volta beccato con le mani nella marmellata ha ben pensato di riscrivere il post, rovesciandone l’impostazione, senza ammettere l’errore né avvertire della modifica
non so, mi sembra un aneddoto rappresentativo della stampa italiana del nuovo millennio, che non si è ancora accorta dei tempi e dei modi di internet, e continua a perseverare nei furbi trucchetti di qualche decennio fa

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silly monkeys, where there’s one you’re bound to divide it

chinibene, lo sciopero è finito, parliamone
non è stato proprio un successone, i giornali ne hanno parlato poco, la televisione figuriamoci, e alla manifestazione di piazza navona c’erano quattro gatti (così, tanto per usare un’espressione apprezzata un po’ ovunque)
diciamo che è stato un buon tentativo, senz’altro originale, d’altra parte non avrebbe mai potuto funzionare senza il coinvolgimento di una maggioranza schiacciante di blog, cosa che purtroppo non è avvenuta
poco tempo a disposizione, troppo poca pubblicità, forse
di certo nella blogosfera se ne è comunque discusso, sintomo che il segnale è arrivato, a parte qualche caso clamoroso: come ad esempio il silenzio mortificante del blog più popolare di tutti, quello di beppe grillo, che per essere un aspirante candidato a leader del pd ha dimostrato di avere un’ottima sensibilità sui temi che riguardano i suoi (e)lettori (evidentemente costui ormai vive in un mondo tutto suo in cui lui è il bene e gli altri sono il male)

però se c’è una cosa che mi ha fatto docilmente infuriare è aver letto così tanti post di blogger anche intelligenti che pacatamente e serenamente si dissociavano dallo sciopero come forma di protesta nei confronti dell’infausta proposta dell’alfano
firme prestigiose e seguitissime come coen, zucconi, paolo attivissimo, francesco costa, che uno dietro l’altro dissentivano dal dissenso, contestavano la contestazione, adducendo motivazioni pur plausibili come l’ossimoro evidente di una ribellione silenziosa a una legge che minaccia di imporre proprio il silenzio
per carità, tutti d’accordo nel considerare il ddl sulle intercettazioni un abominio legislativo, ovviamente!, ché qui siam tutti compagni!, non sia mai!, però..
però non scioperiamo con voi, perché lo sciopero non ci sembra una buona idea, perché ci sono forme migliori, più azzeccate, più sofisticate, più cool

ma se è stata organizzata (in maniera approssimativa, per carità, vi do ragione) una forma di protesta contro una legge che neanche voi condividete, una forma di protesta che in pochi giorni ha attirato l’adesione di centinaia e centinaia di grandi e piccoli blog di tutta italia e non solo, perché non partecipare?
perché in italia non si riesce a dare un’impressione di opposizione unita, coerente, consapevole, agli obbrobri di questo governo nemmeno sulle piccole cose, e ci si divide così facilmente ed egoisticamente persino sui formalismi?
che bisogno c’è di distinguersi, di cercare la pagliuzza, di fare i superiori e i distaccati, di mandare consapevolmente alla rovina qualsiasi tentativo di azione?
che magari alcuni di quelli che non hanno scioperato sono gli stessi che poi sui loro blog sparano a zero sulla sinistra perché è sempre divisa e non riesce a fare opposizione
mi dà un fastidio, ‘sta cosa..

non so, forse il blog è per gente che sta alla finestra e guarda, e giudica, e nient’altro
non è il mio caso, a me piace riflettere e scrivere tutto quello che mi passa per la mente, e giudicare, e trovare ciò che c’è di sbagliato nelle cose e nelle persone, e ammetto di farlo più spesso nei confronti delle cose e delle persone a cui tengo, che verso coloro che vorrei vedere allegramente sprofondare in una pozza di guano
ma sono anche uno che, pur consapevole delle critiche e delle cose che non vanno, ha voglia di partecipare, perché ragazzi il tempo degli snob è passato da un pezzo