there are different names for the same thing

sitose c’è una cosa da salvare in questa patetica scenetta dell’impeachment a napolitano, è che finalmente è emersa la vera natura del movimento cinque stelle, che guarda molto più all’eversione berlusconiana che alla costruzione di qualcosa di serio
non che prima non si fosse capito, viste le mastodontiche dosi di rozzo populismo e spregio delle istituzioni che i rappresentati di entrambi gli schieramenti manifestano a ogni occasione, ma questo avvicinamento è forse il primo esempio lampante di comunità di vedute
che fa sicuramente il gioco del berlusca, il quale si prepara a delle elezioni europee in gran rimonta, scaldando la sua massiccia contraerea televisiva e puntando tutte le carte sul no all’euro e al dominio di bruxelles sulle nostre faccende interne, temi a cui i cinque stelle sono da sempre molto sensibili
(non dimentichiamo mai che il governo che qui da noi guidò la transizione dalla lira all’euro fu proprio quello inaffondabile guidato dal berlusca, che fece indubbiamente un disastro e consentì più o meno involontariamente speculazioni e caduta del potere d’acquisto probabilmente senza eguali in europa)

mi domando quanta distanza ci sia tra un grillino, un forcone, un leghista e un berlusconiano
alla fine secondo me c’è molta più intesa di quanto vogliano farci credere, un’intesa fondata su un approccio superficiale e poco uso alla dialettica nei confronti delle dinamiche socio-economiche globali, su una difesa alta e asfissiante dell’orticello vista cortina, sulla linea politica di dire sempre no, a questo e a quello, sul ritorno ad un’arcadia primordiale, pre-schengen e pre-maastricht (se non pre-8 settembre, se non pre-garibaldi) che non è mai esistita, se non nei racconti alcolici di qualche nostalgico allucinato attorno ad un falò o nelle farneticazioni di un anziano fornicatore miliardario

entrando poi nel merito della questione, la richiesta di impeachment non è solo ridicola, ma è anche pericolosa, perché confonde il piano politico con quello istituzionale: si può convenire che napolitano non si sia comportato in maniera sempre limpida e anzi abbia spesso fatto un uso piuttosto ampio del potere derivante dal suo ruolo, ma profilare un attentato alla costituzione, un “alto radimento”, è del tutto fuori luogo (viepiù se queste battaglie sono portate avanti con i metodi grillini)

alla fine, teoria e pratica costituzionale non sono mai del tutto combacianti, e napolitano si è sempre mosso in quella zona sottile che separa l’immobilismo dalla cospirazione, ma comunque mai sforando dal ruolo che gli compete
nel 2011 stavamo affondando, è inutile negarlo, e mentre il comandante era impegnato a preparare la sua difesa dai vari processi che lo attanagliavano, la ciurma si aggrappava alle scialuppe, rimbalzando i passeggeri: normale (e auspicabile) che il presidente della repubblica prendesse l’iniziativa, sondasse il terreno, valutasse le possibili alternative prima dello sfacelo totale

lo stesso grillo, nell’estate del 2011, chiedeva a napolitano di smuovere la situazione invocando quel governo tecnico che si sarebbe materializzato di lì a pochi mesi
lo stesso berlusconi optò per le dimissioni di un esecutivo ormai senza futuro, per poi entrare senza troppi sforzi nella nuova maggioranza, confermare la larga intesa anche con letta, e contribuire in maniera fattiva alla rielezione di quel napolitano che ora spacciano per gran cospiratore
è pura incoerenza, ma non mi stupisco più di nulla: se passerà anche questa (e passerà), è un’ennesima prova che siamo un paese senza memoria né spirito critico, e berlusconi e grillo, uomini di televisione, sono entrambi bravissimi a giocare sulle nostre continue amnesie per (ri)proporsi come uomini nuovi

detto ciò, ci tengo a dire che neanche io sono un fan sfegatato di napolitano
intendiamoci, ho molto apprezzato e oltremodo festeggiato la mossa politica con cui è riuscito a far abdicare il governo berlusconi e dare a monti un incarico che più condiviso non poteva sembrare
ma tutto quello che è successo poi, l’evidente fallimento dell’esperienza del governo tecnico, l’accettazione di un inedito secondo mandato da usare come leva per aumentare il suo campo d’azione, l’ostinazione nel promuovere larghe intese che non stanno in piedi e che condannano il paese alla stagnazione, l’adesione pedissequa ai diktat di stabilità e rigore imposti dalla merkel che stanno distruggendo lo stato sociale e impediscono la ripartenza (salvo poi pentirsene e, chissà con che faccia, andare in europa a chiedere un cambio di direzione)… mi sembrano tutte pecche non proprio trascurabili nel curriculum del presidentissimo

senza contare una cosa che mi è saltata in mente e non mi abbandona da quando è successo: avete presente la minaccia di totò riina al giudice di matteo, che più che una minaccia sembrava un ordine di esecuzione? perché napolitano non è intervenuto? perché non ha ribadito in tutte le sedi possibili e immaginabili la vicinanza sua e dell’italia intera al giudice che con tanto coraggio sfida il potere politico-mafioso con i pochi mezzi che lo stato gli mette a disposizione? è un eroe, e intorno a lui c’è un silenzio terrificante
mi ripugna dover pensare che un motivo potrebbe essere che di matteo sta indagando da tempo su quell’orrendo capitolo di storia patria conosciuto come trattativa stato-mafia, che vede napolitano tra i principali protagonisti, ma come posso non farlo?

tornando alla stretta attualità, pare che il quirinale stia scommettendo su un subentro di renzi a palazzo chigi
e si sa, di questi tempi, che qualunque cosa il colle desideri (soprattutto quando non si tratta di votare – ed è sempre così), si avvera in brevissimo tempo
fatto sta che questa soluzione pare piacere proprio a tutti, sia all’ambizioso renzi che all’avvoltoio berlusconi, sia al temporeggiatore alfano che agli invidiosi cuperliani, in una spartizione di potere e poltrone senza alcuna legittimazione popolare che non trova alcuna opposizione (a parte un ironico civati e il povero, inerme, smarritissimo letta)

e non sono un fan sfegatato nemmeno di questa soluzione, che puzza di prima repubblica e di democrazia cristiana lontano un miglio
mi domando se ci sia rimasto ancora qualcuno che fa i conti con quello che sta succedendo al di fuori dei palazzi del potere

so tell yourself it will be ok, remind yourself that you’re not just in it for the money

haremscusate ma cosa dovrei trovare di tanto eroico nel “passo indietro” di giannino, se si tratta solo di dimissioni da presidente del suo movimento uber-liberista, e se dunque rimane in ogni caso candidato premier come un pregiudicato qualsiasi?

spendo i miei due centesimi sulle prossime elezioni e sulle mie intenzioni di voto, visto che manca poco e non voglio correre il rischio di rimandare a quando sarà tardi (c’è un silenzio elettorale alle porte, che aspetto come si aspetta l’occhio del ciclone)

prendo spunto dal risultato del sempre ottimo test pre-elettorale di openpolis, che come ogni volta mi conferma sostanzialmente le mie sensazioni in vista delle urne, e mi ricollego al post di qualche giorno fa su monti e sulla sua figura ambigua, che si fa sempre più minacciosa per gli equilibri di un probabile governo di centro-sinistra
visto che l’ultima volta, per colpa mia ma anche altrui, ho praticamente buttato il mio voto, a questo giro non voglio che accada, non voglio che si disperda il mio diritto democratico, non voglio fornire assist a nessuno
a maggior ragione se il partito che volevo votare partecipa alla coalizione favorita in the first place

darò il mio voto a sel
e per la prima volta lo darò anche con una certa minima convinzione (di cui sono un po’ spaventato, lo prendo come un segnale inequivocabile del fatto che sto invecchiando), perché mi piace vendola, perché mi piacciono le idee e i progetti di sinistra, mi piace il buon governo di buon senso in puglia e mi piace che nel prossimo parlamento si possa dare evidenza a tante questioni sociali che finora sono state censurate e che in un governo puramente tecnico-amministrativo rimarrebbero nel cassetto
e poi per il seguente ragionamento: come ho già detto, sono convinto che la coalizione italia bene comune vincerà sì le elezioni, ma senza avere la maggioranza assoluta, e dunque si troverà appollaiata sulle spalle la scomoda alleanza con il centro catto-tecno-finanziario che tanto schifo mi fa
e allora è bene, anzi, è fondamentale che nel grande calderone di governo sia ben presente e si faccia sentire la sinistra, è necessario che bersani abbia ben chiaro che non si deve solo guardare alle probabili insopportabili richieste di un casini qualsiasi, ma che c’è una base sostanziosa di elettorato di sinistra che si aspetta qualcosa di sinistra dal futuro esecutivo
è un voto per e soprattutto contro, per spingere sulle istanze sociali e per contrastare il potere ricattatorio che può avere un alleato scomodo a urne chiuse e nel dibattito mediatico

(purtroppo, sto parlando sempre esclusivamente a livello di politiche sociali, perché di sicuro l’agenda monti-draghi-trichet di spietate ricettine economiche per risollevare i mercati e probabilmente raderci al suolo non sarà toccata, chiunque sia a guidare la bagnarola
e questo è l’amaro che non se ne va dalla mia testa, perché sono sicuro che un governo di centrosinistra potrebbe trovare e spingere per soluzioni meno devastanti dal punto di vista civile per arginare la deriva economica del paese
sto parlando di allentare i limiti crudeli di spesa concessi da bruxelles agli stati membri, per permettere maggiori investimenti in settori fondamentali della nostra spina dorsale economica, mortificati dalla morsa delle tasse e del rigore a tutti i costi
sono convinto che con la collaborazione di altre nazioni, come la francia di hollande, si potrebbe scardinare il monopolio tedesco della gestione della crisi, che sembra schiacciare i più deboli – vedi grecia – piuttosto che recuperarli
invece questo centrosinistra si è adeguato pedissequamente al pensiero unico di merkel e compagnia, vaglielo a spiegare te che ci può essere un’alternativa migliore, sicuramente meno farneticante di quelle proposte da grillo e la lega)

mi resta comunque l’impressione che sarà un voto che varrà poco, perché se è vero che il movimento 5 stelle sarà la seconda forza politica del paese, è assai probabile che non si riuscirà a trovare una maggioranza solida in un parlamento pieno per più della metà di burattini comandati più o meno a distanza (penso anche alle marionette in mano all’altro burattinaio, quello che in televisione ci va eccome)
dunque si tornerà a votare con le stesse dinamiche nel giro di pochi mesi, con le conseguenze a dir poco disastrose di un periodo così lungo di anarchia casinista per le nostre finanze

non mi piacciono affatto tutti quelli che dicono che queste saranno le elezioni più importanti degli ultimi anni, perché mi sembra una frase fatta che viene di volta in volta ripetuta come se niente fosse
e però mi sembra che abbiamo spalle sempre meno larghe per sopportare altri anni di disgustosa idiozia istituzionale

nothing that has happened so far has been anything we could control

righema perché monti si è candidato?
è un po’ che me lo chiedo e più ci penso, più mi sembra che il professore, da una salita/discesa/sterzata in campo non avesse altro che da perderci
ha già un suo seggio da senatore a vita, ha già compiuto senza troppi sforzi né scrupoli la sua missione di salvezza dei conti pubblici rimettendo a noi tutti i debiti, come noi li abbiamo sempre pagati, e lo ha fatto senza minimamente sfiorare lo status quo che per decenni aveva consapevolmente scavato l’enorme fossato e che negli ultimi anni ci aveva spinto sull’orlo
in linea di principio avrebbe potuto vivere di rendita, godere dei crediti ottenuti con la sua opera di deus ex machina e organizzare comodamente per tempo il trasloco al quirinale
e invece è lì in prima fila, a guidare l’allegra masnada dei pastosi democristiani non biodegradabili, una coalizione inguardabile che tutti i sondaggi danno parecchio dietro gli altri
non me lo spiego

avrà pure ordinato dei sondaggi esplorativi, il potente senatore, prima di prendere una decisione
avrà pure capito che, nonostante l’anti-talento politico del pd, sarebbe stato difficile strappare a bersani e compagnia una maggioranza se non altro relativa
avrà pure immaginato che il berlusca non si sarebbe certo messo da parte per aiutarlo nella contesa elettorale, e che anzi avrebbe utilizzato tutta la sua potenza di fuoco per annullarlo
avrà pure valutato l’impatto non esattamente positivo che la sua credibilità di uomo ineccepibile sempre circondato dall’eccellenza avrebbe subìto da un’alleanza con quei sempreverdi antropomorfi di fini, rutelli e casini
eppure

eppure niente, chi se ne importa, bando alla coerenza, buttiamoci nella mischia come se nulla fosse
andiamo in televisione, accarezziamo pucciosi animali domestici, solleviamo polemiche sterili e fuffose, strizziamo occhiolini e stringiamo accordi sopra e sotto il banco, ammicchiamo e lanciamo frecciatine, sempre meno sobriamente, sempre meno rigidamente, ma comunque “un po’ più degli altri”
ma perché?

la spiegazione che mi sono dato è che il paese è ancora in pericolo e che il pericolo ha ancora la faccia tumefatta e il sorriso scheggiato di quell’anziano ma inaffondabile miliardario, filibustiere dai pochi e spietati interessi, che sfortunatamente cozzano con un futuro stabile per tutti noi
ne deduco che monti sarebbe stato volentieri a guardare, dall’alto del suo scranno ancor più presidenziale, se non si fosse reso conto in tempo che era in atto l’ennesima resurrezione e se non avesse sempre ben piantato in testa il dubbio che, se gli italiani sono stati fessi abbastanza per votarlo in massa e con convinzione per diciott’anni, cosa mai poteva cambiare in dodici mesi?
dunque la scelta di candidarsi, per limitare le pretese pontificie del caimano e ridare un minimo di serenità a quei famosi mercati che sembrano non fare altro che guardarci
(e io me li immagino, mentre ci guardano, questi mercati ficcanaso, con quei loro capelli perfettini, le maniche di camicia arrotolate e gli occhiali nerd fissi su tanti schermi luminosi che proiettano le nostre mediocrità)

fosse veramente così, complimenti: un gesto di limpido sacrificio per il bene del paese
monti uno di noi, intellettuale che si spoglia dei privilegi di casta e si fa politico per ridare dignità al mondo politico italiano, e di riflesso anche alla sinistra, che finalmente ha un nemico vero contro cui lottare sul piano delle idee, non su quello della legge
se non fosse che poi questa sinistra ci si alleerà, con il nemico e con tutto ciò che rappresenta, perché parliamoci chiaro, da soli non si va da nessuna parte

ragazzi, non facciamo i sofisticati, era chiaro fin dall’inizio che si sarebbe andati a sbattere al centro
non ci sono i numeri per l’autarchia, e se anche ci fossero, i grandi capi hanno fatto veramente il possibile per nasconderli e combatterli, e lo sfogo centrista è l’unica soluzione
il fatto è che, se è chiaro per noi, lo è ancora di più per un sagace preside della bocconi e per la sua schiera di illustri collaboratori
(insomma, dai, se ci sono arrivato io…)
dunque, la domanda iniziale si trasforma in questa: cosa vorrà, monti, in cambio dei suoi voti?

quanto vorrà influire sulle scelte di un prossimo, probabile governo di centro-sinistra?
sapete, sono convinto – ve l’ho già detto – che, destra o sinistra, le politiche economiche dei prossimi anni saranno dettate inevitabilmente dai nostri baby-sitter europei, e che dunque i margini di manovra dei futuri esecutivi saranno ristretti esclusivamente al sociale e a poco altro
monti farà da tutore? mmm, non credo, dai, c’era davvero bisogno? ma allora non avrebbe potuto fare lo stesso lanciando moniti dal colle?
no, non può essere solo questo
mi chiedo quindi quanto peso potrà mai avere, su un impianto di governo di partenza, ballerino un alleato di minoranza centrista come monti, che per carità non è certo un mastella o uno scilipoti, e anzi sa bene che un governo bersani è probabilmente il migliore dei mondi possibili (argh), e non lo farà certo cadere per capricci personali, riconsegnando il paese al caos
cosa c’è dietro, dunque? cosa c’è sul piatto?
credo – temo – che lo scopriremo presto

congratulations on the mess you’ve made of things

maialipiù passa il tempo, più le mie fosche previsioni di qualche tempo fa raggiungono un nuovo grado di certezza, e di spavento
penso proprio che di monti, e di ciò che monti rappresenta e sottintende, non ci libereremo più

pensiamoci
un annetto fa circa, il governo tecnico del neosenatore mario monti è chiamato all’ingrato compito di tamponare il prima possibile le innumerevoli falle di un paese in pieno inabissamento, sia dal punto di vista economico-finanziario (alla nostra generazione il mondo del lavoro ce lo insegna briatore) che della credibilità internazionale (abbiamo ancora lo stesso parlamento che ha ritenuto credibile ruby nipote di mubarak)
emergenza, stiamo andando a fondo, un intero sistema sta implodendo e le conseguenze potrebbero essere micidiali, meglio salvare il salvabile prima che sia troppo tardi: monti, ci dai una mano a fare un po’ di pulizia? solo dal punto di vista dei conti, eh, ché delle faccende di parapolitica gradiremmo continuare a occuparcene noialtri! sai com’è, ce lo chiede l’europa…
e monti sale in cattedra e ci dà una lezione memorabile su cosa sia un governo di destra
fa male, eh? fa ancora tanto male, e chissà per quanto altro tempo soffriremo
va be’ ma lo sapevamo, no?

già, ora però ci si avvicina alla scadenza, tra qualche mese potrebbe cambiare tutto, se ancora la nostra costituzione ha ancora un senso dovranno esserci le elezioni: addio monti? i tecnici lasceranno il posto ai politici? cosa succederà?

niente, è chiaro
a meno che il pd non sfondi quota 60% (seeee va be’…), l’europa, i mercati, bruxelles, draghi, babbo natale o il megadirettore galattico continueranno a chiederci la stabilità, la professionalità, l’irreprensibilità dell’esecutivo bocconiano, e chiunque raggiunga la velleitaria possibilità di confezionare un governucolo rammendato dovrà inesorabilmente inchinarsi alla corazzata dei poteri forti
all’interno della quale corazzata occupa le migliori cabine vista mare la stragrande maggioranza della stampa, dell’imprenditoria e della finanza italiana, dunque tutte quelle belle facce che possiamo a ragione considerare cause della crisi, o comunque persone informate sui fatti
e credo bene che anche buona parte della classe politica italiana, sporco impossibile che inquina le italiche istituzioni da fin troppo tempo, sarà più che contenta di mettersi da parte, godersi il viaggio tutto spesato per i prossimi cinque anni al minimo dello sforzo, e lasciare a un anziano docente l’onere del fiscal compact
chi glielo fa fare di sporcarsi le mani? le condizioni ci sono tutte: che ci sia o meno una riforma, in ogni caso non ci sarà una maggioranza netta, se non quell’orrida accozzaglia di pd+sel che dopo il voto si aggrapperà con malcelato sollievo al barcone di esodati berlusconiani (casini, passera, montezemolo…), per ammassare un pastone eterogeneo sotto tutti i punti di vista (tranne uno, il peggiore) che non avrebbe altro compito che quello di dare una copia delle chiavi di casa al tutore bocconiano, liberi poi di aprire tutte le credenze e mangiare tutto il mangiabile

mi fa schifo, tutto ciò, ma non vedo alternative plausibili, non qui, non in questa italia post-costituzionale in cui il parlamento, la rappresentanza, la democrazia non hanno più un senso, non possiamo fare nulla, in mano non ci è rimasto alcun potere
ma allora spiegatemi a cosa servono i politici

president of what?

tavolinocos’è questa storia della spending review? e perché somiglia tanto a una qualsiasi manovra tremontiana del passato, di quelle da barbiere sbrigativo, che passa il pettine basso in mezzo alla spesa pubblica e taglia spietatamente ogni ciuffo che spunta, senza curarsi se si tratta di ciocche fondamentali o di doppie punte da eliminare?

calma, bisogna aspettare, considerare il testo nel suo complesso, valutarne le intenzioni e gli obiettivi, analizzarne i singoli provvedimenti
ci saranno sicuramente interventi mirati, oserei dire chirurgici, all’insegna dello snellimento e dell’efficientamento della pubblica amministrazione, con meritocrazia e produttività come unici indicatori del bisturi montiano
certo, d’accordo, ma allora perché i giornali di oggi annunciano tagli al 10% degli impiegati statali e al 20% dei dirigenti? cos’è, una minaccia?
premesso che non sono un dipendente pubblico (né tantomeno un dirigente) come dovrei prendere una notizia del genere? mi aspetto che monti o chi per lui vada in un qualsiasi ministero, prenda l’elenco dei lavoratori e dica “tu sì, tu sì, tu pure, eh no mi dispiace tu no, tu sì…”?
cioè, mi pare evidente che licenziare lavoratori, e in particolare quelli ministeriali, non è fattibile, sia dal punto di vista legale che da quello sociale, e dunque queste cifre sparate lì, questo 10% terrorizzante, non sono altro che abbagli per riempire un titolo, no?
ma allora, cui prodest?

non lo so, mi sa tanto di non-notizia come quelle di un tempo, come le sparate populiste del faraone brianzolo che ci umiliava fino a (troppo) pochi mesi fa
potrebbe essere una richiesta di attenzione da parte di monti, che forse si sente trascurato e dunque cerca di farsi pubblicità come può, presenziando a partite di calcio o terrorizzando qualche milione di lavoratori; oppure potrebbe essere una mossa di qualche politicuccio nostrano, che per mettere in cattiva luce un governo che non sembra destinato a durare, gli mette in bocca intenzioni non vere, giusto per sperperare il minimo credito che si era guadagnato a bruxelles con l’accordo storico anti-spread (altro che balotelli, qui si che i tedeschi si sono inchinati davvero) e infangarlo un altro po’ agli occhi di una popolazione che in un futuro alquanto improbabile potrebbe anche considerare la possibilità di votarlo
in ogni caso si tratta di meccanismi che vorrei considerare lontano dalle logiche di lavoro di un governo che dovrebbe pensare a cose ben più serie

e invece ho come l’impressione che questo esecutivo sa di avere i giorni contati
d’altra parte, tutte le mitologiche riforme strutturali che avrebbe dovuto inventarsi per salvare questo paese dal naufragio arcoriano e riportarlo a riva sono evidentemente rimaste nel cassetto di qualche cattedra della bocconi, probabilmente stroncate sul nascere dall’opposizione viscida e silente di grandi fette di quel parlamento di zombie che ancora ci portiamo dietro

la mia versione è che monti sa di non avere tanto tempo a disposizione, sa che le elezioni ad ottobre non sono poi così improbabili, e allora cerca di avvicinarcisi senza fare del male a nessuno
capiamoci, sono mario monti, l’irreprensibile presidente del consiglio di un governo tecnico di emergenza in un’italia ancora elettrica di irritazione anti-politica: se non faccio troppi danni fino all’autunno, se non pesto i piedi ai soliti vetusti gangli del potere, se non scontento in maniera irreversibile confindustria, sindacati confederali, vaticano e il popolo bove, e se soprattutto gli stupidi partitelli continueranno a farsi odiare come sanno, senza riuscire a raccogliere nessuna delle istanze di rinnovamento che l’intera nazione gli chiede, vai a vedere che quasi quasi mi rifanno presidente del consiglio, stavolta con una maggioranza qualificata, e magari riesco pure a portare a casa qualcosa di buono per il paese?
eh? che ne dite? fila come discorso?

secondo me sta in piedi, e anzi tutto sembra remare verso quella direzione
il berlusca è bollito, e non oso immaginare cosa potrebbe inventarsi per rientrare in pista e scampare l’oblio e i guai con la legge
bersani dal canto suo è conscio di essere in pole position, e però teme di non riuscire a sfruttare il suo vantaggio: c’è renzi che gli vuole soffiare via tutto il cucuzzaro (d’altronde perché dovrei votare la schifosa coppia bersani&casini, quando in renzi ho tutte e due le cose, e in più non ho d’alema?) e grillo che baccaglia dall’alto della sua inavvicinabilità
insomma sono tutti pronti a riempirsi tasche e pance al gran buffet delle elezioni, che per questi matusalemme del potere è l’unica cosa che conta

e monti? fornero? le riforme, crescita ed equità, il salvataggio del paese, dell’europa e dell’euro? no, lasciate perdere, fate come se nulla fosse successo, ci sono priorità diverse, tra poco torneremo a discutere di spartizione di poltrone, di alleanze improbabili, di compravendita di parlamentari come se nulla fosse successo

e forse davvero non è successo nulla

it’s funny when things change so much, it’s all state of mind

angoloil governo monti, il grande irreprensibile governo monti, il governo che non ha niente da perdere, che sa già che dovrà morire a breve ma che dispone di una forza parlamentare e di un consenso popolare mostruosi e impareggiabili, che può e deve sfruttare per ribaltare l’andamento demenziale della politica e dell’economia italiana degli ultimi decenni e salvare le italiche chiappe dai famelici predatori ultraliberisti
il governo delle emergenze, del risanamento, della ripartenza
il governo che salverà l’italia e dunque salverà l’europa e dunque salverà l’america e dunque salverà il mondo
il governo che unico nella storia potrà davvero fare la differenza e lasciare un segno per le prossime generazioni, che lo ringrazieranno quando noialtri ne racconteremo le eroiche gesta di fronte a un futuro caminetto
insomma, il governo che chiunque vorrebbe presiedere, per fare un po’ di piazza pulita delle schifezze del paese e togliersi anche qualche soddisfazione, niente, ci rinuncia, si tira indietro, mazziato dalle proteste dei tassinari
i tassinari, porcaccio il mondo, i tassinari!!!
argh

io li odio, i tassinari
non sono razzista, però mi sia concesso di profondere un odio secco e motivato nei confronti di un’unica particolare gamma di individui, un odio che trascende categorie obsolete come la religione o il colore della pelle per abbracciare affettuosamente i prepotenti guidatori di vetture fornite di tassametro, e con essi tutti coloro che difendono coi denti privilegi basati sul niente
li detesto, i tassinari: i padroni della strada e della città, furbi individualisti fascisti e irresponsabili, da un lato meschinamente aggrappati ai benefici di una casta subumana però apparentemente potentissima, dall’altro disonesti approfittatori di una condizione di intoccabilità quasi assoluta
viepiù i tassinari romani, cani maledetti, che alla loro squallida collezione di aggettivi aggiungono il fatto di essere troppo arrogantemente pochi per una capitale europea che vive di turismo, di aver contribuito fattivamente all’elezione dell’abominevole johnny al campidoglio, e soprattutto di tagliarmi impunemente la strada quando attraverso o sto in motorino

(un mesetto fa ero a genova e il tassinaro che mi portava dall’aeroporto in centro prima mi confidava di avere una barca su cui passava allegramente le estati, poi mi confessava le sue preoccupazioni riguardo alle possibili iniziative liberali del governo, infine trasaliva di fronte alla richiesta di ricevuta fiscale, aggirando il problema con uno scarabocchio di due cifre qualsiasi sul retro di un biglietto da visita di un hotel)

mi domando come questo governo possa rinunciare a dare una bella lezione a certi micro-auto-imprenditori da strapazzo, mi domando come possa cedere di fronte alla pressione di una lobby che sarà composta sì e no da qualche centinaio di persone, e che però brilla per italica, meschina avidità
dovrebbe mangiarseli, i tassinari, e con loro tutti i soliti piagnoni dal culo parato che senza senso del ridicolo rivendicano rendite di posizione o favori ereditati come se fossero faraoni, e non sono altro che parassiti
eppure sono bastate due auto bianche messe di traverso al circo massimo per far cambiare idea al governo dei forti, e a mantenere lo status quo di privilegi e impunità
liberalizzazioni? mercato? europa? futuro? ma no, ma chi se ne importa, continuiamo a difendere le roccaforti delle arti e corporazioni, ché senza di loro come si fa?
come sopravviveremmo, se tutt’a un tratto ci trovassimo con più farmacie, con affitti più accessibili, con cardinali con meno ermellino, con concorsi accademici non appannaggio solo dei figli di?
come andremmo avanti, senza i notai?

no, seriously, i notai? ancora coi notai? che aspettiamo a far precipitare nel mondo reale una categoria di lavoratori che non ha alcun motivo serio di esistere?
come dice un blogger non certo di sinistra, basterebbe qualsiasi impiegato municipale per ratificare le stesse cose che fanno quelle poche centinaia di notai in italia, che si tramandano il preziosissimo mestiere di generazione in generazione da secoli, senza spiegarne la necessità pubblica oggettiva
ma noi poi come si fa, a non spendere più migliaia di soldi in procedure medievali?

quello che mi stupisce e ferisce è che sia bastata una settimana di proteste sceneggiate e strombazzate da chi di dovere, per raggiungere l’obiettivo, quando ci sono battaglie sociali fondamentali e ben più legittime che vengono soffocate anche violentemente dal potente di turno
possibile che le lagnanze di un manipolo di ingordi possano spaventare e avere più successo della rivendicazione del diritto alla sopravvivenza di centinaia di migliaia di lavoratori onesti e disarmati?
faccio l’esempio degli insegnanti, un esempio che mi riguarda da vicino: di anno in anno più umiliati da tagli e provvedimenti che mortificano quello che dovrebbe essere tra i lavori più importanti di un sistema paese, non hanno voce in capitolo perché irrimediabilmente macchiati dall’unico imperdonabile difetto di non essere una lobby, di non avere referenti politici, di non interessare
e allora hai voglia a scendere in sciopero e a riempire le piazze di migliaia di persone, se non hai un protettore non sei nessuno, l’orrendo spettro di intere future generazioni ignoranti non ha diritto di impensierirci

che poi tra l’altro non sopporto nemmeno tanto l’idea che argomenti come questo ci mettano gli uni contro gli altri, come se il mio nemico politico fosse il tassinaro (semmai nemico di strada), invece di chi il tassinaro lo sfrutta per raccogliere voti e mantenere il potere
però l’illusione che il governo tecnico potesse cambiare anche le cose immutabili mi aveva coinvolto: non dovete rendere conto a nessuno, se non alle prossime generazioni (o alla merkel, se vogliamo essere meno poetici), eppure vi fate mettere i piedi in testa dalle solite, vecchie, marce corporazioni fasciste
di cosa avete paura, di restare a piedi all’uscita da termini? oppure il potere sta cominciando a piacervi, l’idea di candidarvi alle prossime elezioni è ogni giorno più stuzzichevole, e i voti di questi cialtroni iniziano ad apparire interessanti?
nel primo caso siete degli incapaci, nel secondo siete dei falsi
egregio professor monti, posso chiudere gli occhi di fronte al fatto che il suo governo ha praticamente raso al suolo le mie aspettative pensionistiche e mi ha condannato a una vita di stenti in nome del mitico pareggio di bilancio, ma non posso farlo di fronte al fatto che paghino sempre gli stessi
esca dall’angolo e risolva la questione il prima possibile, o mi avrà come nemico