here comes your man

tulipanil’uomo nuovo, il rottamatore
nell’arco di poche settimane, matteo renzi è riuscito nell’impresa di ripercorrere le esatte orme dei suoi predecessori più illustri e da lui più stigmatizzati pubblicamente, indugiando sorprendentemente nei due errori politici che hanno maggiormente caratterizzato le loro – possiamo dirlo? – fallimentari carriere politiche: dapprima ha ridato linfa vitale ad un inerte berlusconi, scambiandolo per un padre della patria con cui progettare l’italia che verrà, come fece “lo sportivo” veltroni nel 2007 e dieci anni prima “l’intelligente” d’alema; e ora sta lasciando che girino voci su un suo possibile subentro a letta come capo del governo, senza passare per elezioni e dunque senza cambio di maggioranza, come la sua nemesi d’alema una quindicina abbondante di anni fa (come passa il tempo, quando ci si diverte…)
due minchiate con una fava, dunque: niente male per chi doveva sovvertire le dinamiche vetuste del partito e portare nuove idee e meccanismi nuovi alla guida del centrosinistra

sono tra coloro che non ha apprezzato la decisione di invitare il berlusca a casa con la scusa della modifica della legge elettorale, per poi lasciargliene sostanzialmente l’intera scrittura, e godersi il caos mediatico che ne è conseguito
listini bloccati, nessuna preferenza, soglia di maggioranza generosissima e sbarramenti che nemmeno in svizzera, più salvalega e altre amenità: anche qui ottimo risultato, anche se alla fine bastava mandare un sms a silvio dicendogli direttamente di pensarci lui, così al nazareno si risparmiavano pure di tirare fuori il servizio buono da tè

e non capisco tutta questa idiosincrasia nei confronti del giovane letta, tutta questa certificazione pubblica della sua incapacità e della sua inadeguatezza, tutto questo “il governo sta facendo poco e male”, “io farei così”, “io sono diverso” (quando in realtà è espressione dello stesso partito), e poi non far seguire ai proclami i fatti, ma continuare a stuzzicare tenendosene lontano, lanciare il sasso e poi nascondendosi dietro un cespuglio che di volta in volta ha forme diverse, dalla stabilità al semestre europeo
ma se non ti piace fallo cadere e convoca le elezioni, no? saremmo tutti con te, fidati
e invece no, non si può, ci sono cose più importanti, lasciamolo amministrare il presente, lasciamolo affossare quante più esistenze possibile, e poi trasciniamo giù anche lui presentandoci come diversi
alé, da una parte un governo sempre meno riconosciuto, tenuto in piedi dall’inerzia di una finta maggioranza che ha altro a cui pensare; dall’altra il nuovo leader della maggioranza stessa, matteo renzi, che intende portare acqua al mulino della sua personalità senza bruciarsi
e noi in mezzo, a bruciarci, in attesa che qualcuno faccia qualcosa

insomma matteo renzi non mi piace, non mi fidavo di lui ai tempi delle prime primarie e non mi fido di lui nemmeno ora, non vedo il salto di discontinuità con la vecchia guardia tentacolare del partito, mi sembra solo che sia cambiata la piovra manovratrice
non ho votato alle primarie del pd di due mesi fa, così come non l’ho fatto a quelle dell’anno precedente, perché pensavo che non mi ero mai riconosciuto in quel partito, incapace di esprimere idee di sinistra – e spesso idee in generale – e a mio parere troppo colluso con il male che ci ha affossato negli ultimi due decenni, un partito che mi aveva sempre più deluso anno dopo anno fin dalla nascita, anzi, fin da prima, e che avevo giurato pubblicamente di non votare mai
mi dicevo che non andavo a votare perché non avrebbe mai vinto civati, che per me è l’unico uomo politico che merita la mia fiducia, conquistata ai tempi degli indimenticabili commenti condivisi su splinder, e non mi andava di partecipare alla sua sconfitta
e invece avrei dovuto, e me ne sono pentito, perché se è vero che civati non avrebbe mai vinto, non avrei dovuto rinunciare ad esprimergli la mia preferenza
(non votare il pd perché non è fatto da gente come civati, e poi non votare civati per farlo diventare capo del pd: viva la mia coerenza!)
(mi sono ripromesso che d’ora in poi, quando si prospetterà la rarissima possibilità di scegliere il bene, e non, come al solito, il classico male minore, si dovrà andare a votare, a tutti i costi, naso turato o mutande rinforzate o quello che volete, ma si dovrà andare)

così ha vinto questo uomo forte, a cavallo di un rinnovamento strombazzato che fin’ora è stato solo di facciata
che poi, non lo so, forse in realtà nel profondo abbiamo sempre voluto un uomo forte anche a sinistra, magari un po’ autoritario e decisionista, che tenesse testa alle minoranze interne ed alle interferenze esterne con il cipiglio e la sicumera dei vincenti
un po’ un berlusca-anti-berlusca, insomma, una personalità forte che facesse ruotare tutto intorno a lui
e proprio ora che ce l’abbiamo (e ci sta indubbiamente sulle palle) lui si mette a fare l’autolesionista veltron-dalemiano vecchia scuola: come è possibile? dev’esserci qualcosa nell’aria di roma, o nell’acqua, o non lo so, fatto sta che ha mostrato subito di puntare dritto alla sconfitta, anche se devo riconoscergli che gli ci vorrà un bel po’ più di grinta, perché sarà molto meno facile che nelle occasioni precedenti

scherzi a parte, dentro di me temo che dovrò andare a votarlo, mio malgrado, quest’uomo dell’improvvidenza, perché continuo ad essere convinto che finché l’incubo berlusconi incombe su di noi bisogna fare di tutto per eliminarlo
poi penseremo a come eliminare anche i suoi omologhi

i’ve this creeping suspicion that things here are not as they seem

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c’è questa storiella che ha circolato un bel po’ per le reti negli ultimi giorni, e di cui molti di voi (seh, come se foste molti…) avranno già sentito parlare
è la storiella dei mirabolanti traguardi già raggiunti dal nuovo presidente francese hollande in poche settimane dalla presa del potere, raccontata in un articolo di denuncia di un blog complottista, senza ovviamente uno straccio di fonte
però il contenuto è succulento: abolizioni di auto blu, scudo fiscale e superstipendi statali, aumento delle aliquote fiscali per i super-ricchi, finanziamenti a ricerca e sviluppo, assunzioni in tempo di crisi
e lo spread che scende, così sono contenti tutti
l’articolo è stato poi proposto e riproposto paro paro in centinaia e centinaia di profili di social network e blog anche ben curati, senza che ne venisse cambiata una virgola
lo stesso irreprensibile leonardo coen, fondatore e firma storica di repubblica, ricopia fedelmente lo stesso identico brano e lo pubblica sul suo blog tra l’altro senza citarne l’autore, dunque di fatto impossessandosene senza alcuno scrupolo

bene, sono tutte balle
l’articolo in questione è una pur seducente sequenza di balle inventate senza alcun riscontro reale, né nelle comunicazioni ufficiali del governo francese né tanto meno nella attenta stampa d’oltralpe
hollande avrà pure un bel programma e le migliori intenzioni, ma basta avere anche un piede solo per terra per capire che aver realizzato tutti i punti elencati nel post succitato è pura utopia
però tanta tanta gente ci è cascata: come mai?

perché quell’elenco è un programma, ragazzi
improbabile e utopistico quanto volete, però è pur sempre qualcosa di concreto, o comunque di realistico, alla portata di tutti, che però noialtri ci sognamo, anche a livello di pure intenzioni
noialtri abbiamo assistito all’avvento di un governo tecnico che avrebbe dovuto fare follie, inventare chissà quali riforme per far ripartire il paese dopo decenni di “relax”, incanalandolo finalmente in direzione di un futuro più sostenibile per tutti
e s’erano annunciati grandi sconvolgimenti, ristrutturazioni sostanziali dello status quo, pagate a caro prezzo ma con il nobile scopo di restituire un paese significativamente cambiato, e stavolta in meglio
e invece ad oggi tutto sembra ancora nebuloso e privo di ripercussioni, anche a lungo termine, sulla nostra bella italia as we know it
l’unica cosa che sappiamo è che siamo stati ulteriormente schiacciati da tasse sempre più pesanti, almeno per noi che le paghiamo, mentre i privilegi, le clientele e le impunità rimangono inviolati
figuriamoci che consolazione, leggere che si può cambiare la nazione anche in maniera facile, veloce e concreta, senza per forza incorrere nei mille ostacoli che sembrano tagliare le gambe e le prospettive del monti di turno

e figuriamoci che consolazione soprattutto per quelli come me che continuano a sentirsi di sinistra, che in italia non hanno nessuna rappresentanza, ma che candidamente insistono a guardare speranzosi alla solenne immobilità del centro-sinistra parlamentare, ciecamente fiduciosi che vent’anni di muta accettazione del presente possano improvvisamente lasciare il passo a idee e proposte per rinnovare una volta per tutte questo paese
guardate, hollande in poco tempo ha fatto tante cose, tutte piccole ma significative: perché non prendete esempio?
ok non le ha fatte veramente, sono solo buone intenzioni, ma perché non farle nostre?
che ci vuole a dire che effettivamente gli stipendi dei manager statali e dei politici sono troppo alti? che ci vuole a dire che la finanza senza controllo è l’unica vera causa della crisi, e che bisogna combatterla in tutti i modi, anche dichiarando illegali le manovre speculative e tassando tutte le transazioni (che d’altronde non generano lavoro né benessere in generale)?
che ci vuole a dire che la chiesa ha troppi benefici fiscali, che la guerra costa troppo, e che non possiamo spendere in missili e cacciabombardieri cento volte di più di quando investiamo in ricerca scientifica, cultura e formazione?
dirlo, eh, non farlo, mi basterebbe che qualcuno proponesse queste cose in un programma, che le ponesse al centro del dibattito, invece della solita muffa sulle alleanze elettorali e sui tira-e-molla berlusconiani

io sono convinto che bersani, d’alema e compagnia cantante abbiano tirato un bel sospiro di sollievo, quando hanno scoperto che l’articoletto su hollande era un fake

ps: quanto poi al mitico coen, una volta beccato con le mani nella marmellata ha ben pensato di riscrivere il post, rovesciandone l’impostazione, senza ammettere l’errore né avvertire della modifica
non so, mi sembra un aneddoto rappresentativo della stampa italiana del nuovo millennio, che non si è ancora accorta dei tempi e dei modi di internet, e continua a perseverare nei furbi trucchetti di qualche decennio fa

hate to say i told you so

sacchidevo assolutamente scrivere qualcosa sulla situazione politica, dopo un po’ che trascuro l’argomento gli spunti diventano così numerosi che faccio fatica a trovare un tema abbastanza capiente da contenerli tutti

per di più ora non ho riletto, e credo che sia venuto fuori il solito riassuntino senza capo né coda, nei prossimi giorni magari cerco di aggiustarlo


gli italiani sono un popolo di spregiudicati, o forse solo di incoscienti

deve essere così, se mentre il pianeta sta attraversando una grande crisi che ancora non ha mostrato la sua faccia peggiore, mentre sono in programma milioni di nuovi disoccupati, il crollo di interi sistemi industriali, il fallimento dell’economia as we know it, mentre tutto questo succede, al governo del mio paese abbiamo berlusconi e tremonti, più la solita accozzaglia di impresentabili

che tra l’altro mai come a questo giro mi sono sembrati più inguardabili: voglio dire, chi in europa può vantare come ministri gente dello stesso spessore politico e umano di campioni come bondi, alfano, la gelmini, la carfagna, zaia, la russa..?

e poi mi sembra sempre che ci presentiamo ai grandi appuntamenti della storia con le persone sbagliate: voglio dire, prendiamo il 2001, l’arrivo dell’euro, la rivoluzione delle dinamiche economiche continentali, e noi? berlusconi

e poi il terrorismo, l’undici settembre, la costituzione dei nuovi assetti geopolitici planetari, e noi? ancora berlusconi

e prima il g7 di napoli, seguito poi dal g8 di genova, le grandi vetrine internazionali per il nostro paese, e noi? va be’, ci siamo capiti..

non è paradossale che in questi passaggi chiave, gli italiani si affidino ancora una volta ciecamente a certi individui? no, non lo è, soprattutto se si dà un’occhiata a come stanno combinati dall’altra parte

a parte il fatto che già “altra parte” sono parole grosse, ma qui la situazione è davvero disperata

il partito democratico, di fatto, è allo sbando: tutte le premesse di rinnovamento su cui era stato fondato sono venute meno, i buoni propositi di facce giovani e di nuove dinamiche sono sfumati dopo troppo poco tempo, e gli equilibri e i giochi di potere sono rimasti gli stessi dei due vecchi inconciliabili gomitoli di interessi che lo hanno fondato

al giorno d’oggi il partito delle primarie e delle future generazioni è mortificato dalle nemmeno troppo velate lotte intestine tra un leader che ha commesso un errore dietro l’altro e un ex leader di quindici anni fa che gioca all’avvoltoio sornione e che alle primarie non ha nemmeno partecipato

un insipido duello che non ha nulla di politico, ma che dimostra come i meccanismi di leadership all’interno del pd siano tutt’altro che democratici: anzi, sono meccanismi antiquati, maleodoranti, riflesso di una cultura dell’egemonia e della personalizzazione che avrebbe dovuto essere superata da tempo

e poi latorre che inciucia con la destra a scapito degli alleati, villari venduto che non molla la poltrona, la binetti che spara ad alzo zero su gay e lesbiche, le poche brave persone che abbandonano la nave..

il paese è in fermento, si vede, c’è una crisi economica di proporzioni planetarie che dondola sulle nostre teste come un mitologico spadone, c’è una splendida presa di coscienza generazionale sui problemi di scuola e università che necessita per lo meno di un riconoscimento, c’è l’abominevole problema di alitalia che probabilmente non si poteva gestire peggio, c’è la vicenda di eluana che non riesce a trovare pace, c’è un razzismo che prende sempre più piede.. c’è tutta una serie di questioni politiche e sociali su cui avrei gradito che i leader dell’opposizione, della sinistra, o di quella cosa che più si avvicina, avessero espresso la propria opinione, avessero definito la propria linea politica, avessero preso a cuore come problemi seri e reali

hanno fondato un governo ombra, una bella idea per dimostrare attaccamento alle vicende del paese e per mettere in bella mostra idee alternative, idee di opposizione, rispetto alla pochezza di questo governo: ok, però fatelo, porcazzozza! dite qualcosa, mostrate buonsenso, fate politica, agite!

e invece no, silenzio, toni dimessi, non ci interessa, non rientra nei nostri principali obiettivi

ok, allora analizziamo quali sono le grandi battaglie ideologiche del partito democratico, va bene?

be’ innanzitutto la commissione di vigilanza rai, su cui sono rimasti imbambolati per mesi

che poi se c’è una cosa squallida, da prima repubblica, da democristiani, è proprio la lotta per il controllo sull’informazione pubblica: esiste qualcosa di meno giovane-moderno-democratico, esiste qualcosa di meno “obama”, che concentrare il proprio fuoco sulla poltrona che regala il potere di esclamare frasi del tipo “eh, ma ieri il rappresentante dell’opposizione è stato intervistato 22 secondi meno di quello del governo, protestiamo!”?

e infatti il democristiano villari (esponente del pd ed eletto presidente anche con i voti di qualcun’altro del pd, non dimentichiamolo) ci si è trovato bene, su quella poltrona, e non credo che la lascerà mai, visto il cuscino milionario che deve aver preso per renderla ancora più gradevole

non c’è zavoli (altro volto nuovo..) che tenga, di fronte al padrone

e poi cos’è oggi questa incredibile battaglia al fianco di murdoch?

va bene, è vero, bisogna difendere sempre e comunque il pluralismo televisivo, l’informazione, i posti di lavoro, per carità.. ma murdoch? cioè, di tutte le occasioni in cui si poteva scendere in campo, proprio ora? proprio con murdoch?

inutile dire che questo baratro in cui è precipitato il pd era piuttosto annunciato, fin dalle prime mosse “strategiche” di veltroni alla sua guida (ricordate la rilegittimazione del berlusca post-predellino?), però addirittura fino a questi livelli di desolazione non me l’aspettavo proprio

non so davvero che dire, è deprimente

non ho votato per il pd alle elezioni perché non ci credevo, ma dentro di me ho sempre sperato ingenuamente che riuscisse a smentire tutti i miei pregiudizi

e invece non solo non li ha smentiti, ma ce ne ha aggiunti di altri

ora abbiamo di fronte un enorme matassona irrisolta in cui pesano sempre i vecchi valori, i cannibali, i democristiani, le forze centripete, gli inciuci, i veti gerontocratici, le chiacchiere, gli sgambetti, la chiusura, il passato
ps: non ho parlato di sinistra, perché.. perché.. perché in italia non c’è sinistra, tutto qua