me and the major


me and the major could become close friends

quello che sembrava improbabile fino a qualche giorno fa è successo, renzi ha defenestrato letta e ne ha agguantato avidamente il posto, imponendo al paese un cambio di leadership in cambio di nulla
nessuna urgenza e nessuna spiegazione, la sedicente maggioranza è rimasta la stessa di prima, gelatinosa e irrisolta, così come immutati sono i rapporti di forza in parlamento e fuori (cioè nei salotti televisivi), mentre il presidente della repubblica ha informalmente ratificato la cancellazione del diritto di voto dalla nostra costituzione
a mio parere siamo ai limiti del colpo di stato, improvvisamente un nuovo esecutivo copia conforme del vecchio, a partire dall’assenza di legittimazione elettorale, senza alcuna ragion d’essere sostanziale
il pd che ad un tratto deve decidere se sfiduciare il proprio presidente del consiglio o il proprio segretario, mentre il resto dell’arco politico attende sardonico e appollaiato su un ramo come i corvi di dumbo
e sceglie il segretario, ovviamente, affidandogli un incarico che si basa esclusivamente su quei pochi milioni di voti (nemmeno due, a quanto pare) di aficionados che lo hanno sostenuto alle primarie di dicembre
una schifezza, è evidente
certo, sull’uomo non c’era grande aspettativa prima, beninteso
purtuttavia, la delusione è tanta

me and the major don’t see eye to eye on a number of things

come anche la rabbia, perché se c’è un pensiero che continua a farmi imbestialire e che io l’anno scorso ci siamo andati, a votare, e io ho votato sel per aiutare, da sinistra, la coalizione guidata dal pd a disfarsi delle metastasi del ventennio e provare a correggere la direzione di un paese che puntava dritto dritto verso il crack
e subito dopo il voto, che succede? il pd rovescia il tavolo, molla il suo unico alleato, si sciacqua la coscienza del patto di coalizione e si unisce in matrimonio con l’acerrimo nemico, tanto stigmatizzato in campagna elettorale quanto coccolato dopo il voto (e prima)
e però intanto il mio voto ve lo siete presi, cari miei, e con il mio quello di tante altre persone che non volevano questo scempio, la cui preferenza però vi è servita per raggiungere quell’abominevole premio di maggioranza che vi permette di fare il bello e il cattivo tempo, colonizzare e depredare le istituzioni, sciogliere e riformare alleanze a piacimento, forti di un sovrannumero che anche la consulta ha già definito incostituzionale
tra l’altro, particolare non secondario: la maggioranza di cui si sta facendo forte matteo renzi è una maggioranza disegnata da bersani, il suo rivale, che lo ha sconfitto alle primarie e di cui lui ha preso il posto con un anno di ritardo, che di questi tempi è un’enormità
ci avrà mai pensato, matteo, a questa ennesima incoerenza?

me and the major are from different worlds

pensate, il nuovo presidente del consiglio è una persona che ha puntato tutto sulla novità, su un nuovo modo di far politica, per cancellare decenni di malcostume e di corruzione e di giochi di palazzo, e invece la sua scalata al potere riflette perfettamente quegli schemi viscidi da prima repubblica che lui ha sempre proclamato di voler combattere
al punto da andare a chiedere la fiducia di un parlamento che è in buona sostanza incostituzionale, e che lui stesso aveva in passato affermato di voler riformare
no, ce lo terremo così com’è fino al 2018, in una paralisi illegale che a quanto pare non ha bisogno di giustificazione
così come ci terremo le sue alleanze sgangherate e incoerenti, l’apparentamento con l’angelino liberato dal giogo del padrone e l’ennesima, micidiale, irreversibile mortificazione della sinistra, che lascia un terreno elettorale post-atomico che aspetta solo di essere riempito
(da chi, non ci è dato sapere)

i think the major’s going quite insane

e io mi faccio il sangue amaro perché non posso nemmeno prendermela con i miei connazionali, come facevo ai tempi del berlusca
lui stravinceva le elezioni in maniera neanche troppo sorprendente? e io lanciavo frustrati epiteti ai suoi tanti, troppi elettori
ora con chi me la prendo? qua non c’è nessuno da poter insultare, perché non ce ne danno la possibilità
ci stanno portando via gli ultimi brandelli di democrazia sotto il naso, e stavolta non hanno nemmeno il buon gusto di darci una scusa: prima c’era lo spread, poi il semestre di presidenza ue, ma ora? niente, nemmeno quello, le cose succedono, le manovre di palazzo e i giochi di potere si manifestano scintillanti davanti a noi, media confindustria vaticano e altri poteri forti esultano, e noi rimaniamo dietro al vetro, spettatori inebetiti, ad alitarci sopra smarriti
(io lo odio, ‘sto vetro)

i want a dance, i want a drink of whisky so i forget the major and go up the town, oh boy

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here comes your man

tulipanil’uomo nuovo, il rottamatore
nell’arco di poche settimane, matteo renzi è riuscito nell’impresa di ripercorrere le esatte orme dei suoi predecessori più illustri e da lui più stigmatizzati pubblicamente, indugiando sorprendentemente nei due errori politici che hanno maggiormente caratterizzato le loro – possiamo dirlo? – fallimentari carriere politiche: dapprima ha ridato linfa vitale ad un inerte berlusconi, scambiandolo per un padre della patria con cui progettare l’italia che verrà, come fece “lo sportivo” veltroni nel 2007 e dieci anni prima “l’intelligente” d’alema; e ora sta lasciando che girino voci su un suo possibile subentro a letta come capo del governo, senza passare per elezioni e dunque senza cambio di maggioranza, come la sua nemesi d’alema una quindicina abbondante di anni fa (come passa il tempo, quando ci si diverte…)
due minchiate con una fava, dunque: niente male per chi doveva sovvertire le dinamiche vetuste del partito e portare nuove idee e meccanismi nuovi alla guida del centrosinistra

sono tra coloro che non ha apprezzato la decisione di invitare il berlusca a casa con la scusa della modifica della legge elettorale, per poi lasciargliene sostanzialmente l’intera scrittura, e godersi il caos mediatico che ne è conseguito
listini bloccati, nessuna preferenza, soglia di maggioranza generosissima e sbarramenti che nemmeno in svizzera, più salvalega e altre amenità: anche qui ottimo risultato, anche se alla fine bastava mandare un sms a silvio dicendogli direttamente di pensarci lui, così al nazareno si risparmiavano pure di tirare fuori il servizio buono da tè

e non capisco tutta questa idiosincrasia nei confronti del giovane letta, tutta questa certificazione pubblica della sua incapacità e della sua inadeguatezza, tutto questo “il governo sta facendo poco e male”, “io farei così”, “io sono diverso” (quando in realtà è espressione dello stesso partito), e poi non far seguire ai proclami i fatti, ma continuare a stuzzicare tenendosene lontano, lanciare il sasso e poi nascondendosi dietro un cespuglio che di volta in volta ha forme diverse, dalla stabilità al semestre europeo
ma se non ti piace fallo cadere e convoca le elezioni, no? saremmo tutti con te, fidati
e invece no, non si può, ci sono cose più importanti, lasciamolo amministrare il presente, lasciamolo affossare quante più esistenze possibile, e poi trasciniamo giù anche lui presentandoci come diversi
alé, da una parte un governo sempre meno riconosciuto, tenuto in piedi dall’inerzia di una finta maggioranza che ha altro a cui pensare; dall’altra il nuovo leader della maggioranza stessa, matteo renzi, che intende portare acqua al mulino della sua personalità senza bruciarsi
e noi in mezzo, a bruciarci, in attesa che qualcuno faccia qualcosa

insomma matteo renzi non mi piace, non mi fidavo di lui ai tempi delle prime primarie e non mi fido di lui nemmeno ora, non vedo il salto di discontinuità con la vecchia guardia tentacolare del partito, mi sembra solo che sia cambiata la piovra manovratrice
non ho votato alle primarie del pd di due mesi fa, così come non l’ho fatto a quelle dell’anno precedente, perché pensavo che non mi ero mai riconosciuto in quel partito, incapace di esprimere idee di sinistra – e spesso idee in generale – e a mio parere troppo colluso con il male che ci ha affossato negli ultimi due decenni, un partito che mi aveva sempre più deluso anno dopo anno fin dalla nascita, anzi, fin da prima, e che avevo giurato pubblicamente di non votare mai
mi dicevo che non andavo a votare perché non avrebbe mai vinto civati, che per me è l’unico uomo politico che merita la mia fiducia, conquistata ai tempi degli indimenticabili commenti condivisi su splinder, e non mi andava di partecipare alla sua sconfitta
e invece avrei dovuto, e me ne sono pentito, perché se è vero che civati non avrebbe mai vinto, non avrei dovuto rinunciare ad esprimergli la mia preferenza
(non votare il pd perché non è fatto da gente come civati, e poi non votare civati per farlo diventare capo del pd: viva la mia coerenza!)
(mi sono ripromesso che d’ora in poi, quando si prospetterà la rarissima possibilità di scegliere il bene, e non, come al solito, il classico male minore, si dovrà andare a votare, a tutti i costi, naso turato o mutande rinforzate o quello che volete, ma si dovrà andare)

così ha vinto questo uomo forte, a cavallo di un rinnovamento strombazzato che fin’ora è stato solo di facciata
che poi, non lo so, forse in realtà nel profondo abbiamo sempre voluto un uomo forte anche a sinistra, magari un po’ autoritario e decisionista, che tenesse testa alle minoranze interne ed alle interferenze esterne con il cipiglio e la sicumera dei vincenti
un po’ un berlusca-anti-berlusca, insomma, una personalità forte che facesse ruotare tutto intorno a lui
e proprio ora che ce l’abbiamo (e ci sta indubbiamente sulle palle) lui si mette a fare l’autolesionista veltron-dalemiano vecchia scuola: come è possibile? dev’esserci qualcosa nell’aria di roma, o nell’acqua, o non lo so, fatto sta che ha mostrato subito di puntare dritto alla sconfitta, anche se devo riconoscergli che gli ci vorrà un bel po’ più di grinta, perché sarà molto meno facile che nelle occasioni precedenti

scherzi a parte, dentro di me temo che dovrò andare a votarlo, mio malgrado, quest’uomo dell’improvvidenza, perché continuo ad essere convinto che finché l’incubo berlusconi incombe su di noi bisogna fare di tutto per eliminarlo
poi penseremo a come eliminare anche i suoi omologhi

let’s just imitate the real, until we find a better one

bastoneil berlusca che va al banchetto dei radicali e partecipa alla raccolta firme contro le sue stesse leggi, tra l’altro le uniche non personalistiche emanate dai suoi governi, è solo l’ultima, ridicola, orripilante scenetta del teatrino politico nostrano
ed è l’ennesima controprova che della sua storia politica, dell’impegno pubblico, del bene del paese, di portare avanti delle battaglie che vadano oltre la sopravvivenza sua e delle sue proprietà, al delinquente non interessa né poco, né punto

ecco, basterebbe una notizia del genere per determinare la cifra politica di quest’uomo, disposto a tutto, anche a disfare tutte le (poche e pessime) cose fatte, pur di rimanere aggrappato all’attenzione pubblica e alla speranza di pararsi le chiappe dalla giustizia italiana
sembrerebbe finito, uno così
(in un paese normale non sarebbe nemmeno cominciato)
però siamo in italia, ed è sempre lui al centro del palco, con i personaggi secondari che tentano di rubargli la scena atteggiandosi a lui

se davvero cadesse il governo oggi, cosa succederebbe?
sembra che nessuno ci stia pensando seriamente, sembrano tutti impegnati a sistemare questioni interne ai partiti piuttosto che a proporre idee e soluzioni per il presente drammatico e il prossimo futuro non certo migliore che abbiamo di fronte
la sinis… la sin… il centrosin… il cen… va be’ insomma quella gioiosa macchina di terra che continua imperterrita a prendersi i miei voti non ha ancora – da una ventina d’anni, ormai – una linea politica in cui riconoscersi, vive alla giornata come l’esecutivo di cui fa parte, e spreca cinguettii e titoli di giornali su chi sarà il nuovo leader e in che modo sarà candidato
ma un filo di aderenza alla realtà no?
ma proprio non riuscite a capire che dei vostri giochetti da calciomercato non interessa molto, a chi si scontra tutti i giorni con la vita vera?

ecco, mi aspetto che da un prossimo congresso del pd (e dei suoi satelliti, che non potranno fare a meno di partecipare) possa uscire fuori qualcosa di diverso, oltre ai nomi e alle alleanze
mi aspetto una strategia, delle posizioni ferme e nette riguardo tutti i temi veri e più importanti che riguardano il nostro paese: lavoro, scuola, pensioni, politiche sociali, ambiente, ricerca, giustizia…
al congresso voglio vedere civati che si scanna con renzi, letta che assale la puppato e vendola che morde ai polpacci cuperlo per questioni reali, per il nostro bene, invece che per questioni di liste e di poltrone
non succederà mai, lo so, ma è bello sperarci

feels like we only go backwards

finestradovrei essere contento
da perfetto italiano piccolo borghese, ho da poco sacrificato centinaia dei prossimi stipendi per l’acquisto di una nuova casa, ed ecco che il solerte governo delle larghe intese – che, pur in maniera molto indiretta, ho contribuito a creare – corre in mio aiuto e ratifica l’abolizione dell’imu
che tempismo! grazie, consiglio dei ministri, questa volta sembra che abbiate fatto qualcosa per soddisfare le mie esigenze
ma allora perché mi sento sempre più preso in giro?

da un punto di vista puramente economico, per la grandissima maggioranza degli italiani la cancellazione dell’imu è una falsa vittoria, innanzitutto perché si tratta dell’ennesima decisione a brevissimo termine di questo esecutivo traccheggione: in concreto è stata eliminata solo la prima rata dell’imu 2013, ma non si sa ancora se e come si potrà abolire definitivamente l’intera tassa
e poi perché, quand’anche fosse, le mancate entrate per i comuni saranno compensate in altro modo, con l’introduzione di questa nuova service tax, sgradevolissima fin dal nome, che è praticamente una riproposizione dell’imu in salsa di destra: infatti, la tassa sarà pagata anche da chi sta in affitto, che tipicamente sono coloro che non possono permettersi l’acquisto
insomma, togli al povero per sfamare il ricco, tanto per cambiare
evviva le larghe intese!

politicamente parlando, poi, si vorrebbe far passare tale decisione come una grande conquista strategico-mediatica per il giovane letta e i suoi compari, che sentono di aver ottenuto qualche mese di poltrona in più, ma l’unico a guadagnarci è, come sempre, il berlusca
la cancellazione di questa tassa controversa è stata la sua battaglia, anzi in campagna elettorale proponeva addirittura la restituzione di quanto già versato, un’idea con un coefficiente di realizzabilità pari a quella della costruzione del ponte sullo stretto
e continuava a usare l’argomento come clava per minacciare la resistenza dell’alleanza con il pd, come scusa affinché si trovasse una soluzione nazionale condivisa per le sue sempre più pressanti difficoltà giudiziarie
ora il giovane letta, evidentemente molto affezionato al suo posto di lavoro, pensa di avergli tolto questa scusa e di essersi salvato le chiappe, ma in realtà gli ha regalato una vittoria politica innegabile, che in una futura campagna elettorale non mancherà di sbandierare ai quattro venti
e mentre un apparentemente imprescindibile governo del fare (finta) non intende mollare e contemporaneamente non affronta nessuna emergenza vera, e si dà da fare solo quando c’è da sopravvivere, noi ci ritroviamo in un paese ogni giorno più ingiusto

the worst thing about living a lie is just wondering when they’ll find out

gabbiaio non so se ci rendiamo conto della gravità di quello che è successo ieri
un parlamento di una democrazia occidentale in sciopero contro l’organo più alto della sua magistratura, una vera e propria serrata istituzionale con il potere legislativo che protesta in maniera spudorata contro il potere giudiziario per una sua decisione scomoda ma assolutamente ineccepibile
e tutto questo solo perché è stata fissata, come la prassi richiede, la data della sentenza su uno dei tanti procedimenti giudiziari a carico di un esponente politico del governo
la data, capite? non la sentenza, ma la data della sentenza!
roba che aridateci la repubblica delle banane!

insomma quell’aula di solito sorda e grigia si è mostrata per l’ennesima volta assai sensibile alle sempre crescenti problematiche legali di uno dei suoi più significativi componenti, e ha toccato uno degli abissi più vergognosi di sempre nella sua storia
in un paese che sta cadendo a pezzi, dove non c’è lavoro e la disperazione è ben oltre il livello di allarme, il parlamento chiude per protesta contro la magistratura: inaudito, e gravissimo

e ancora più vergognoso e gravissimo è l’ennesima prova di complicità del pd, stavolta più ingiustificabile che mai, che cede al ricatto berlusconiano e approva la chiusura, mascherandosi dietro la foglia di fico della mezza giornata invece di tre
non li voterò mai e poi mai, hanno acconsentito a questo golpe criminale, anzi, hanno partecipato, hanno attivamente votato, non si sono astenuti facendo gli schizzinosi, hanno personalmente spinto il bottoncino di fronte ai propri scranni per certificare la bontà di questa operazione illegale
sono disgustato
letta che dice che il governo non ne risentirà, epifani che fa tanto lo scandalizzato e poi parla di senso di responsabilità dei suoi nel votare con i berluscones

e non c’è un giornalista che sia uno che abbia ancora un briciolo di amore per il proprio mestiere e che chieda a uno di questi molluschi cosa intendono fare, quali mostruosità ci aspettano, su cosa altro dovremo chiudere occhi naso e altri orifizi di fronte ai loro fini superiori a noi ignoti
l’ho ripetuto più volte, lo ripeto ancora: c’è un delinquente (per ora potenziale, ma come tendenza all’eversione non ha nulla da dimostrare) che è il leader storico di uno dei partiti che fanno parte della coalizione che sostiene il tuo governo: è semplice, le strade sono due, o ti metti dalla parte della legge e del buonsenso civico, e rompi le alleanze con costui, anche a costo di far cadere il governo, oppure ne fai tue le istanze, riconosci che è un perseguitato politico, e lo accompagni nelle sue battaglie eversive contro lo stato di diritto
non c’è una via di mezzo, non si può indugiare in eterno

tenere in piedi questo governo dei rinvii non è certo una buona scusa per giustificare certi indecorosi atti di demenza istituzionale, di illegalità eversiva, di fascismo anticostituzionale

blood thirsty bastards, making plans for no one but themselves

bimbotutto quello che ci faceva paura del comunismo – che avremmo perso le nostre case e i nostri risparmi, che ci avrebbero costretti a lavorare tutto il tempo per un salario scarso e che non avremmo avuto alcuna voce contro il sistema – è diventato realtà grazie al capitalismo (jeff sparrow)

mentre nel principale partito sedicente di centrosinistra, nonché forza maggioritaria di un governo sedicente di emergenza, fervono le discussioni e i contrasti su temi fondamentali per il suo affezionatissimo elettorato, quali ad esempio le tempistiche e le regole del prossimo congresso, fuori dal palazzo si soffre parecchio
viviamo in un’epoca di reazione lenta ma inesorabile, in cui, con la scusa della crisi, vediamo di giorno in giorno cancellati i tanti diritti e le tante conquiste ottenute con grandi sacrifici nel corso del novecento
è una lotta di classe a senso unico, cioè dall’alto verso il basso, e decenni di propaganda hanno insegnato anche a noi a prendercela con chi ha meno, non con chi ci sta azzerando l’aspettativa di una vita dignitosa
c’è crisi e si corre al ribasso, nei diritti, nelle tutele, negli stipendi, nei posti di lavoro, e la corsa è a ogni giro più veloce

per fortuna ogni tanto arriva una frenata, che non sarà determinante, ma fa ancora sperare nel buonsenso di qualcuno
marchionne in pochi giorni ha ricevuto una bocciatura da parte della consulta, riguardo alle sue iniziative di annichilimento dei diritti acquisiti dei lavoratori, e una bella tirata d’orecchie da parte di laura boldrini, finalmente una personalità istituzionale che non ha timore reverenziale nei confronti di questo criminale
un presidente della camera che insegna il mestiere all’industriale più influente e pericoloso d’italia è comunque un bel segnale, è indice di carattere, sensibilità e consapevolezza del proprio ruolo, e mi fa stimare ancora di più questa donna, forse l’unica buona notizia uscita dalle elezioni

ha ragione, la boldrini, il modello turbocapitalistico non funziona, bisogna ripensarlo mettendo al centro non la sopravvivenza della classe dominante, ma la dignità umana e professionale di tutti i lavoratori
purtroppo in nessuna parte del mondo è così, a parte qualche rara eccezione di socialdemocrazia illuminata o di padrone sensibile, ma siamo ai limiti dell’utopia
il divario tra chi ha pochissimo e chi ha tutto il resto sta crescendo e, almeno dalle nostre parti, la rotta non verrà modificata
questo governo gelatinoso ha imbalsamato tutto, non c’è all’orizzonte nessun pensiero critico, siamo passati da una mera gestione dell’esistente addirittura a un rinvio infinito della gestione stessa, mentre intorno è nebbia
se riprendo in mano il blog è anche per non perdermi

nothing’s changed, but the surrounding bullshit that has grown

tettisi accumulano le condanne del berlusca, così come le umiliazioni indigeribili che siamo costretti a mandare giù
i più agguerriti festeggiano, io ho tirato un sospiro di sollievo nel vedere che si è giunti ad una sentenza coerente con i fatti che sono emersi e sono stati giudicati, segno che qualcosa ancora funziona nonostante tutto, ma niente di più
troppa la vergogna, stiamo pur sempre parlando dell’uomo che continua ad identificare gli italiani agli occhi del mondo ormai da vent’anni, e che ancora tiene orgogliosamente in mano il timone della bagnarola su cui stiamo tentando di sopravvivere
e tanta anche la paura

sette anni, ragazzi, non sono pochi
per prostituzione minorile, poi, una delle accuse più infami, una di quelle cose che nei corridoi di qualsiasi carcere ti farebbero girare poco tranquillo
poi va be’, è chiaro che in carcere non ci finirà mai, ci sono ancora troppi gradi di giudizio, troppa potenza politica e mediatica a disposizione per poterli agilmente schivare, e alla fine, male che vada, aruba non è poi una meta così sfigata per gli ultimi fuochi di un miliardario ottantenne
però
il finale del caimano, con il protagonista che invoca una rivolta civile del suo elettorato/fan club come reazione alle condanne e contro una magistratura ritenuta nemica politica, mi mette sempre un po’ di angoscia
quanto ci stiamo lontani?

bisogna rompere questa alleanza insopportabile e far cadere questo governo schifoso, subito
non si può fare finta di niente, al potere c’è un delinquente riconosciuto, per salvare la faccia e le istituzioni i suoi complici devono sbarazzarsene, visto che lui non ha alcuna intenzione di mollare
fuori il berlusca e fuori tutti quelli che non si vergognano di lui, perché non sono compatibili con uno stato di diritto
non c’è necessità di unità nazionale che tenga, anzi, semmai è necessario proprio il contrario

assurdo, condanne su condanne e ancora minaccia, ancora strepita, ancora resta aggrappato al volante, sprezzante del ridicolo e del buonsenso civile, e non molla un centimetro
lui che è il primo responsabile della palude in cui siamo, lui che dovrebbe sparire per il bene di tutti, è sempre là come il capitano del titanic

eppure all’inizio questo governo minestrone, pur immangiabile, mi sembrava necessario
ero forse tra la minoranza risicata che diceva che era la scelta migliore tra le poche pessime opzioni che ci si presentavano davanti, dopo le elezioni e le dimostrazioni di incoscienza, irresponsabilità e sostanziale incapacità dei cinque stelle
mi dicevo che l’unica soluzione per uscire dalla crisi era andare in europa e fare la voce grossa, rivendicare politiche economiche meno rigorose ma comunque responsabili, sbarazzarsi di quell’abominio sociale del pareggio di bilancio obbligatorio e cominciare a spendere per far ripartire l’occupazione e dunque i consumi
e mi dicevo che l’unico modo per fare ciò era avere le spalle larghe: come fai a importi a bruxelles se non riesci a importi nemmeno a casa tua?
dunque tanto valeva affidarsi ad un esecutivo temporaneo di larghe intese, uno di quegli ibridi obbrobriosi che non toccheresti nemmeno con la canna da pesca, la poltiglia viscida che speravi di spazzare via con il tuo voto, e che però almeno avrebbe garantito un minimo di stabilità e di presentabilità all’estero
senza contare tutte le cose urgentissime che c’erano da fare: la nuova legge elettorale, la riduzione dei parlamentari, il superamento dell’agenda monti, lo spread, l’imu, l’iva…
insomma, mi appariva inevitabile un governo di emergenza, che chiudesse qualche questione scomoda rimasta insoluta, che ci traghettasse verso orizzonti più sereni accollandosi fatalmente tutta l’impopolarità propria di certe iniziative, tanto sarebbe durato poco e anzi avrebbe pure dato la possibilità a certi non-morti della nostra politica di rifarsi il trucco per il prossimo giro

ma cos’è stato fatto?
a due mesi esatti dal giuramento, il governo letta può vantarsi di non aver realizzato nessuna delle incombenze che si era caricato sulle spalle, forte dello scudo dell’emergenza che allora tutti riconoscevano
siamo in un momento politico in cui non succede, non è successo e non succederà nulla, la situazione da estremamente infiammabile è ora completamente sotto controllo e tutto rimane imbalsamato e viscido e colloso come la sedia-poltrona sintetica su cui sono appiccicato
rinvio rinvio rinvio, ci penseranno altri, non c’è fretta, probabilmente non c’è mai stata, sicuramente non per loro
lo scaricabarile procede spedito e senza scrupoli, l’esecutivo-carrozzone tarato sui pochi mesi d’urgenza durerà un’intera legislatura, e noi come loro tiriamo a campare

non c’è una maggioranza e non c’è un’opposizione, nessun pensiero critico emerge dalla gelatina in cui siamo bloccati
il berlusca viene condannato a sette anni di carcere e interdetto a vita dai pubblici uffici, e nessuno che chieda al presidente del consiglio “ora cosa si fa?”
il tuo principale alleato, o forse è meglio dire il tuo padrone, è stato appena riconosciuto delinquente, per di più per abusi di potere politico: ne prendi atto e distanze in maniera definitiva, sciogliendo un’alleanza ingestibile e che fin’ora si è rivelata del tutto inutile, ma almeno salvi la faccia tua e del paese? oppure assorbi la sua linea anti-magistratura, che è una linea eversiva e ingiustificabile, che il tuo partito ha sempre combattuto (a parole), affrontandone poi coerentemente le conseguenze?
ce la vogliamo assumere qualche responsabilità, di qualsiasi tipo?
che dici, rinviamo anche questa risposta?

sweet, sweet, sweet, sweet little agony

loteria

come al solito non avevo capito nulla
mi ero illuso con i puntuali sondaggi ottimistici prepartita, o forse pensavo che a questo giro, anche considerato come si erano messe le cose ormai da tempo, fosse davvero un’impresa storica riuscire a perdere
o forse mi sono affidato troppo ad un buonsenso collettivo che in realtà non c’è mai stato, contavo su un inesistente senso di responsabilità di una nazione che nei miei auspici non avrebbe mai potuto continuare a votare l’uomo del baratro, né riempire le istituzioni di teneri sprovveduti, in un periodo così drammatico per il paese

e invece è andata proprio così, su tre che sono andati a votare, uno ama ancora quello lì, malgrado tutto o forse apposta, mentre un altro odia tutti indistintamente, compreso probabilmente se stesso
(ok, lo so, non è da me, dovrei sforzarmi in un’analisi più approfondita, visto che è passato del tempo e che gli spunti di riflessione sono tanti, ma davvero non ce la faccio, non ho ancora elaborato il lutto, sono un misto di rabbia e desolazione, vorrei prendere tutti per la collottola, scuoterli e urlare nelle loro facce assurdamente soddisfatte la mia frustrazione)
(a maggior ragione perché, a una settimana o quasi dallo spoglio elettorale, non sappiamo ancora a cosa stiamo andando incontro, non ne riconosciamo la forma, anche se purtroppo se ne indovinano facilmente l’odore e la consistenza)

eppure i segnali c’erano tutti
anzi, i non-segnali
intendo tutte quelle cose che un partito coerentemente progressista, con un minimo di consapevolezza, aderenza al paese e voglia di vincere, avrebbe potuto agevolmente fare, nei quindici anni precedenti a queste elezioni, e non ha fatto, aspettandosi comunque l’incoronazione come un diritto inviolabile
bastava portare a casa un paio di provvedimenti assolutamente legittimi, concreti, da occidente civilizzato, e ciao ciao grillo e berlusca, spostatevi ché qui si sta decidendo il prossimo governo, non rumoreggiate come al solito

eh, se ci fosse stato renzi… se ci fosse stato renzi?!? ma che argomento puerile e insulso! invece di chiederci cosa sarebbe successo se ci fosse stato renzi, chiedamoci cosa sarebbe successo se i governi prodi uno e due, d’alema e amato avessero fatto una legge sul conflitto di interessi, avessero combattuto con più veemenza la corruzione, avessero intrapreso prima un percorso di rinnovamento della loro millenaria classe dirigente (nanni moretti lo invocava già undici anni fa, e non era certo un precursore) e avessero affrontato con più coerenza la questione dei costi eccessivi della politica locale e nazionale
bastava tanto poco così e si sottraevano argomenti e voti a grillo, si curava almeno in parte la berlusconite di cui soffrono cittadini e istituzioni, ma soprattutto si perdeva meno tempo e si dava l’impressione di essere un partito reale, coerente, meritevole di fiducia e di voti, invece di sembrare sempre più un immobile golem autocompiaciuto e indifferente
renzi è un paravento dietro cui si rifugiano tutti coloro che non vogliono cambiare le cose dal punto di vista politico, ma solo da quello delle facce, viepiù aggiungendo pure utopie come la fantomatica promessa di un passo indietro da parte del berlusca di fronte alla candidatura del sindaco di firenze (e perché mai?) (e porco mondo perché continuare a fidarsi delle sue promesse? gli ultimi vent’anni non ci hanno insegnato nulla?) (be’, evidentemente no, se non altro a un elettore su tre)
poi sul fatto che bersani e l’intera classe dirigente del pd che lo ha appoggiato abbiano miseramente fallito, e che meriterebbero di scomparire, siamo tutti d’accordo, per carità, e se il prossimo segretario e candidato premier sarà renzi, pazienza, ci adegueremo, ben vengano facce nuove e rampante giovanilismo, a patto che non sia solo facciata: ma, ripeto, non è per quello che s’è perso
se il pd fosse stato un partito serio e concreto per almeno una settimana, durante la sua lunga e multiforme storia, a quest’ora grillo sarebbe stato appoggiato solo dai troll internettiani dal caps-lock senza sicura, gli oscuri complottisti delle scie chimiche e del signoraggio bancario, e non da tante brave persone che francamente non ne possono più di questa immobilità e di questo malaffare

sarebbe da farli provare, questi grillini, come suggerisce un paio di blogger fidati
dargli le chiavi, metterli sulle poltrone alte, quelle decisive, e vedere dove potrebbero portarci
ma siamo a livello di provocazione, figuriamoci, anche napolitano ha detto che non vuole esecutivi di minoranza (e come dargli torto?): se poi si dà la fiducia a un governo di minoranza sovversivo e anticostituzionale, alé, prepariamoci al medioevo

siccome, ad oggi, non ho ancora capito cosa succederà, bloccati come siamo in questa inerzia melmosa di cui non si vede l’orizzonte, posso solo aspettare
ieri vedevo un bersani mai così combattivo e grintoso che offriva sul piatto televisivo un elenco di punti, di idee fondamentali da realizzare velocemente in un governo di transizione, per ottenere l’appoggio del movimento 5 stelle, senza la cui fiducia rimane tutto in apnea
era bello, vedere quel pacioso emiliano improvvisarsi finalmente leader di sinistra, presentare finalmente un programma concreto e condivisibile, parlare finalmente con passione trascinante di lavoro, giustizia e riforma della politica, tutte cose che non ha fatto durante i mesi di avvicinamento alle elezioni

le strade a questo punto sono due, e grillo ha il volante: i punti che bersani ha presentato sono largamente condivisibili da buona parte del movimento e rintracciabili nel programma elettorale di casaleggio e co., sono evidentemente una mano tesa per evitare che vada tutto a scatafascio, rischio ben evidente anche a chi tifa contro
grillo può accettare questo invito, caricarsi sulle spalle un po’ della responsabilità che gli competerebbe visti i risultati elettorali e sostenere questo governo, di cui avrà pur sempre in mano la spina, che potrà staccare non appena avrà lo schiribizzo di farlo
d’altra parte grillo sa che l’alternativa è un pastrocchio di governo tecnico tale e quale a quello che è attualmente in carica “per sbrigare gli affari correnti”, un altro macabro governo monti senza monti, anche questo destinato all’amministrazione dell’ordinario senza alcuna possibilità di lunga durata, in attesa di prossime elezioni che con tutta probabilità porterebbero il movimento 5 stelle a una maggioranza molto più solida e inavvicinabile
in queste ore capiremo di che pasta sono fatti, grillo e il suo compare, se hanno davvero a cuore il futuro dell’italia e se sono pronti a sporcarsi le mani con la politica che decide, per il bene di tutti
oppure se puntano solo alla poltrona, a stravincere le prossime elezioni e ad occupare tutto l’occupabile, nel frattempo accompagnandoci verso il baratro

mi domando se gli elettori del movimento 5 stelle siano consapevoli di questo rischio, e se saranno davvero così appassionatamente disposti a rivotare, di qui a pochi mesi, un partito furbo e irresponsabile che si è tirato indietro, quando si trattava di fare qualcosa

io comunque appoggio la mozione rudi ghedini: la prossima volta per le elezioni si potrebbe fare come a sanremo, con metà del parlamento eletto dal popolo, l’altra metà da una giuria di qualità

so tell yourself it will be ok, remind yourself that you’re not just in it for the money

haremscusate ma cosa dovrei trovare di tanto eroico nel “passo indietro” di giannino, se si tratta solo di dimissioni da presidente del suo movimento uber-liberista, e se dunque rimane in ogni caso candidato premier come un pregiudicato qualsiasi?

spendo i miei due centesimi sulle prossime elezioni e sulle mie intenzioni di voto, visto che manca poco e non voglio correre il rischio di rimandare a quando sarà tardi (c’è un silenzio elettorale alle porte, che aspetto come si aspetta l’occhio del ciclone)

prendo spunto dal risultato del sempre ottimo test pre-elettorale di openpolis, che come ogni volta mi conferma sostanzialmente le mie sensazioni in vista delle urne, e mi ricollego al post di qualche giorno fa su monti e sulla sua figura ambigua, che si fa sempre più minacciosa per gli equilibri di un probabile governo di centro-sinistra
visto che l’ultima volta, per colpa mia ma anche altrui, ho praticamente buttato il mio voto, a questo giro non voglio che accada, non voglio che si disperda il mio diritto democratico, non voglio fornire assist a nessuno
a maggior ragione se il partito che volevo votare partecipa alla coalizione favorita in the first place

darò il mio voto a sel
e per la prima volta lo darò anche con una certa minima convinzione (di cui sono un po’ spaventato, lo prendo come un segnale inequivocabile del fatto che sto invecchiando), perché mi piace vendola, perché mi piacciono le idee e i progetti di sinistra, mi piace il buon governo di buon senso in puglia e mi piace che nel prossimo parlamento si possa dare evidenza a tante questioni sociali che finora sono state censurate e che in un governo puramente tecnico-amministrativo rimarrebbero nel cassetto
e poi per il seguente ragionamento: come ho già detto, sono convinto che la coalizione italia bene comune vincerà sì le elezioni, ma senza avere la maggioranza assoluta, e dunque si troverà appollaiata sulle spalle la scomoda alleanza con il centro catto-tecno-finanziario che tanto schifo mi fa
e allora è bene, anzi, è fondamentale che nel grande calderone di governo sia ben presente e si faccia sentire la sinistra, è necessario che bersani abbia ben chiaro che non si deve solo guardare alle probabili insopportabili richieste di un casini qualsiasi, ma che c’è una base sostanziosa di elettorato di sinistra che si aspetta qualcosa di sinistra dal futuro esecutivo
è un voto per e soprattutto contro, per spingere sulle istanze sociali e per contrastare il potere ricattatorio che può avere un alleato scomodo a urne chiuse e nel dibattito mediatico

(purtroppo, sto parlando sempre esclusivamente a livello di politiche sociali, perché di sicuro l’agenda monti-draghi-trichet di spietate ricettine economiche per risollevare i mercati e probabilmente raderci al suolo non sarà toccata, chiunque sia a guidare la bagnarola
e questo è l’amaro che non se ne va dalla mia testa, perché sono sicuro che un governo di centrosinistra potrebbe trovare e spingere per soluzioni meno devastanti dal punto di vista civile per arginare la deriva economica del paese
sto parlando di allentare i limiti crudeli di spesa concessi da bruxelles agli stati membri, per permettere maggiori investimenti in settori fondamentali della nostra spina dorsale economica, mortificati dalla morsa delle tasse e del rigore a tutti i costi
sono convinto che con la collaborazione di altre nazioni, come la francia di hollande, si potrebbe scardinare il monopolio tedesco della gestione della crisi, che sembra schiacciare i più deboli – vedi grecia – piuttosto che recuperarli
invece questo centrosinistra si è adeguato pedissequamente al pensiero unico di merkel e compagnia, vaglielo a spiegare te che ci può essere un’alternativa migliore, sicuramente meno farneticante di quelle proposte da grillo e la lega)

mi resta comunque l’impressione che sarà un voto che varrà poco, perché se è vero che il movimento 5 stelle sarà la seconda forza politica del paese, è assai probabile che non si riuscirà a trovare una maggioranza solida in un parlamento pieno per più della metà di burattini comandati più o meno a distanza (penso anche alle marionette in mano all’altro burattinaio, quello che in televisione ci va eccome)
dunque si tornerà a votare con le stesse dinamiche nel giro di pochi mesi, con le conseguenze a dir poco disastrose di un periodo così lungo di anarchia casinista per le nostre finanze

non mi piacciono affatto tutti quelli che dicono che queste saranno le elezioni più importanti degli ultimi anni, perché mi sembra una frase fatta che viene di volta in volta ripetuta come se niente fosse
e però mi sembra che abbiamo spalle sempre meno larghe per sopportare altri anni di disgustosa idiozia istituzionale

nothing that has happened so far has been anything we could control

righema perché monti si è candidato?
è un po’ che me lo chiedo e più ci penso, più mi sembra che il professore, da una salita/discesa/sterzata in campo non avesse altro che da perderci
ha già un suo seggio da senatore a vita, ha già compiuto senza troppi sforzi né scrupoli la sua missione di salvezza dei conti pubblici rimettendo a noi tutti i debiti, come noi li abbiamo sempre pagati, e lo ha fatto senza minimamente sfiorare lo status quo che per decenni aveva consapevolmente scavato l’enorme fossato e che negli ultimi anni ci aveva spinto sull’orlo
in linea di principio avrebbe potuto vivere di rendita, godere dei crediti ottenuti con la sua opera di deus ex machina e organizzare comodamente per tempo il trasloco al quirinale
e invece è lì in prima fila, a guidare l’allegra masnada dei pastosi democristiani non biodegradabili, una coalizione inguardabile che tutti i sondaggi danno parecchio dietro gli altri
non me lo spiego

avrà pure ordinato dei sondaggi esplorativi, il potente senatore, prima di prendere una decisione
avrà pure capito che, nonostante l’anti-talento politico del pd, sarebbe stato difficile strappare a bersani e compagnia una maggioranza se non altro relativa
avrà pure immaginato che il berlusca non si sarebbe certo messo da parte per aiutarlo nella contesa elettorale, e che anzi avrebbe utilizzato tutta la sua potenza di fuoco per annullarlo
avrà pure valutato l’impatto non esattamente positivo che la sua credibilità di uomo ineccepibile sempre circondato dall’eccellenza avrebbe subìto da un’alleanza con quei sempreverdi antropomorfi di fini, rutelli e casini
eppure

eppure niente, chi se ne importa, bando alla coerenza, buttiamoci nella mischia come se nulla fosse
andiamo in televisione, accarezziamo pucciosi animali domestici, solleviamo polemiche sterili e fuffose, strizziamo occhiolini e stringiamo accordi sopra e sotto il banco, ammicchiamo e lanciamo frecciatine, sempre meno sobriamente, sempre meno rigidamente, ma comunque “un po’ più degli altri”
ma perché?

la spiegazione che mi sono dato è che il paese è ancora in pericolo e che il pericolo ha ancora la faccia tumefatta e il sorriso scheggiato di quell’anziano ma inaffondabile miliardario, filibustiere dai pochi e spietati interessi, che sfortunatamente cozzano con un futuro stabile per tutti noi
ne deduco che monti sarebbe stato volentieri a guardare, dall’alto del suo scranno ancor più presidenziale, se non si fosse reso conto in tempo che era in atto l’ennesima resurrezione e se non avesse sempre ben piantato in testa il dubbio che, se gli italiani sono stati fessi abbastanza per votarlo in massa e con convinzione per diciott’anni, cosa mai poteva cambiare in dodici mesi?
dunque la scelta di candidarsi, per limitare le pretese pontificie del caimano e ridare un minimo di serenità a quei famosi mercati che sembrano non fare altro che guardarci
(e io me li immagino, mentre ci guardano, questi mercati ficcanaso, con quei loro capelli perfettini, le maniche di camicia arrotolate e gli occhiali nerd fissi su tanti schermi luminosi che proiettano le nostre mediocrità)

fosse veramente così, complimenti: un gesto di limpido sacrificio per il bene del paese
monti uno di noi, intellettuale che si spoglia dei privilegi di casta e si fa politico per ridare dignità al mondo politico italiano, e di riflesso anche alla sinistra, che finalmente ha un nemico vero contro cui lottare sul piano delle idee, non su quello della legge
se non fosse che poi questa sinistra ci si alleerà, con il nemico e con tutto ciò che rappresenta, perché parliamoci chiaro, da soli non si va da nessuna parte

ragazzi, non facciamo i sofisticati, era chiaro fin dall’inizio che si sarebbe andati a sbattere al centro
non ci sono i numeri per l’autarchia, e se anche ci fossero, i grandi capi hanno fatto veramente il possibile per nasconderli e combatterli, e lo sfogo centrista è l’unica soluzione
il fatto è che, se è chiaro per noi, lo è ancora di più per un sagace preside della bocconi e per la sua schiera di illustri collaboratori
(insomma, dai, se ci sono arrivato io…)
dunque, la domanda iniziale si trasforma in questa: cosa vorrà, monti, in cambio dei suoi voti?

quanto vorrà influire sulle scelte di un prossimo, probabile governo di centro-sinistra?
sapete, sono convinto – ve l’ho già detto – che, destra o sinistra, le politiche economiche dei prossimi anni saranno dettate inevitabilmente dai nostri baby-sitter europei, e che dunque i margini di manovra dei futuri esecutivi saranno ristretti esclusivamente al sociale e a poco altro
monti farà da tutore? mmm, non credo, dai, c’era davvero bisogno? ma allora non avrebbe potuto fare lo stesso lanciando moniti dal colle?
no, non può essere solo questo
mi chiedo quindi quanto peso potrà mai avere, su un impianto di governo di partenza, ballerino un alleato di minoranza centrista come monti, che per carità non è certo un mastella o uno scilipoti, e anzi sa bene che un governo bersani è probabilmente il migliore dei mondi possibili (argh), e non lo farà certo cadere per capricci personali, riconsegnando il paese al caos
cosa c’è dietro, dunque? cosa c’è sul piatto?
credo – temo – che lo scopriremo presto