trovami un modo semplice per uscirne

gazebo

come godo che queste primarie del centrosinistra a roma siano andate male
mi dispiace ammetterlo, non è cosa di cui vantarsi, ma non posso farne a meno: nutro del sincero rancore nei confronti del pd locale e dell’ambiente mafioso capitolino che gli orbita intorno, per quello che hanno fatto alla mia città negli ultimi anni

e godo di fronte al fallimento di questa messinscena, perché vuol dire che qualcuno all’interno di quel partito si è finalmente vergognato, oppure che qualche cittadino finalmente si è sentito preso in giro, per le scelte ingiustificabili che hanno caratterizzato la non-politica dem qui a roma, non solo in merito all’affaire marino, ma anche a come si è arrivati a questo abisso di dolore
parlo dei decenni rutellian-cementian-veltroniani, dello sporco emerso dalle inchieste coraggiose portate avanti dalla magistratura, della connivenza mafiosa con i colleghi destrorsi per spartirsi l’abbondante torta pubblica di una città dal bilancio di un piccolo stato
parlo dei cinque anni di sostanziale non-opposizione ad alemanno, un atteggiamento di pacifica cordialità che in confronto al discredito e al veleno mostrato verso la giunta marino sembrava di assistere ad un raduno di boyscout
e poi sì, parlo soprattutto del siluramento al sindaco uscente e alla sua giunta di brave persone, un sindaco che era stato selezionato proprio grazie a primarie del tutto analoghe non più di tre anni fa per governare la città per cinque anni, e poi prepotentemente messo da parte dall’alto del partito con un’operazione ignobile (non potrò mai dimenticare gli eletti del pd che non si presentano in consiglio ma preferiscono defenestrare marino vigliaccamente dal notaio), poco meno di sei mesi fa

e di fronte a tutto ciò, vengono a proporci nuove primarie
ora, io sono già abbastanza indignato per come sono andate le cose, ma lo sarei molto di più se avessi partecipato alle primarie del 2013, visto che la considerazione che il pd ha mostrato verso il risultato di quelle votazioni
(a proposito, i due euro che si sono presi ai tempi, che per centomila votanti fa grossomodo duecentomila euro, che fine hanno fatto? li ridanno indietro a tutti coloro che sono stati presi in giro?)
con quale faccia possono venire a chiedere a noi elettori d’area (mi ritengo ancora di sinistra, nonostante tutto) di partecipare a questa farsa?
sì, farsa, perché come si può chiamarla in maniera diversa, visti i candidati proposti (o imposti?)
era chiaro che doveva vincere giachetti, per cui tra l’altro ho sempre avuto stima per la sua carriera politica, e anzi mi domando ancora perché si sia lasciato invischiare in questo porcile
ma anche giachetti di fronte a questo appuntamento ha mostrato una verve pari a un tonno in pescheria, così come il suo sfidante più accreditato morassut
due brave persone, per carità, ma in confronto a loro bertolaso è mick jagger

e non parliamo nemmeno degli altri candidati, che anonimi è dire poco
l’unico su cui vorrei spendere due righe è il mitico gianfranco mascia, ex girotondino fuori controllo, che si presentava agli appuntamenti mediatici e ai dibattiti pubblici con un pelouche a forma di orso
qualche settimana fa ho avuto il piacere di ascoltare una trasmissione radiofonica in cui l’intervistatrice lo invitava a portare l’orsetto al confronto televisivo con gli altri candidati dalla annunziata, lui gentilmente declinava, per poi cambiare idea a fronte delle centinaia di ascoltatori simpaticoni che a colpi di sms invocavano “mascia e orso in tv!”

amenità a parte, la questione rimane grave
il pd romano ha ben presenti i propri limiti e le proprie aberranti deformazioni, ma ha comunque dimostrato di rifiutare qualsiasi tipo di cambiamento e di modernizzazione
i candidati presidenti ai municipi sono gli stessi degli anni scorsi, e nulla vieta di pensare che la squadra per il campidoglio conterrà volentieri qualcuno dei rifugiati dal notaio
e alle elezioni proporrà una faccia presentabile circondata dagli stessi vecchi interessi, dalle stesse vecchie clientele, dagli stessi manipolatori e affaristi che hanno impregnato il partito in questa città

non avrà il mio voto, questo è poco ma sicuro
mi rimane solo da sperare in un nuovo fallimento alle amministrative, per poi pregare per una rivoluzione improbabile

ma anche no

birra
mi si è chiesto un parere, e io sono cortese
però non ho molta voglia, l’argomento mi fa sbadigliare, per cui sarò secco e spietato, poi magari riprenderò la questione per addolcire e spiegare meglio

domenica scorsa ci sono state le primarie, e io non ho votato
il perché è semplice: non credo nel partito democratico, non mi piace, non penso che lo voterò mai, non ho alcun interesse a partecipare e a sostenere questo grande baraccone
non penso di avere niente in comune con un partito colossale creato ad arte da qualche solito vecchio gruppo di soliti vecchi politici che hanno capito che l’unico modo per non affondare nel guano poteva essere solo unire le forze rimaste e cambiare look e prezzo di copertina, come nei libri di scuola
non mi piace l’idea del partitone strategico ideato e costruito dall’alto, fondendo forzatamente due scuole politiche che si sono giustamente scornate per un secolo, senza aspettare che questa esigenza sorgesse spontanea dal basso, senza chiedersi se sarebbe mai sorta
non mi è piaciuta la pseudocampagna elettorale, studiata a tavolino per assicurare il trionfo plebiscitario all’unico candidato possibile: vi sfido a leggere le risposte che i vari pretendenti hanno dato alle domande generali poste da ilvo diamanti sul sito di repubblica e a trovare le differenze
non mi sono piaciuti gli interventi e i discorsi, di questo candidato unico, che ha passato gli ultimi mesi ad allargare sempre di più la sua già spropositata piattaforma, tentando di raccogliere voti e approvazioni a destra e a manca (in effetti più a destra che a manca..), cercando di rimorchiare chiunque pur di ottenere più consensi (la strizzatina d’occhio alla donna del berlusca non gliela perdonerò mai), arrivando ad avallare teorie che non vorrei mai sentire dal leader del mio partito: mi è parsa drammaticamente perfetta la definizione di “partito ma anchista” di crozza-veltroni, un vero colpo di genio affatto lontano dalla realtà
non mi piace l’idea di un carrozzone che contenga contemporaneamente tutti questi personaggi diversi, dai fondamentalisti ultracattolici ai confindustriali più spietati ai sindacalisti più allineati ai riformisti più di facciata, musi che non sono affatto nuovi ma che da decenni invece pasteggiano nelle stanze del potere
ma soprattutto non mi piace questa idea del partito amministratore, del partito senza ideali, del partito governativo e basta

certo, l’idea delle primarie di per sé non è male, anche se si è trattata di un’operazione di marketing più che di reale politica dal basso: per carità, mi piace il coinvolgimento del popolo nella scelta del leader del partito, una cosa molto americana ma in fin dei conti intelligente, ma domenica è stata più che altro un’illusione, perché il risultato era già scritto
insomma non sono affatto convinto: d’altra parte quale nuova stagione mi devo aspettare, da queste facce così stagionate?

ps: un’altra foto che non c’entra niente, lo so
l’ho messa solo perché, fedele al motto “ma una birra fa gola di più”, seguendo l’invito di un amico mi sono iscritto a coastr.com, il primo social network per amanti della birra..
alcolismo in versione 2.0, che volete di più?