war the only way to peace.. i don’t fall for that

bucoe così l’italia si è accorta di essere ancora in guerra
dite la verità, quanto tempo è che non sentivate parlare dell’afghanistan in tv, eh?

mi dispiace sinceramente per quei ragazzi uccisi, ma né più né meno di qualsiasi altro morto sul lavoro, perché il trovarsi ad imbracciare mitragliatori in un paese lontano non aggiunge nessun afflato di gloria alla loro triste fine
quello che però non sopporto è l’ipocrisia dietro la loro morte, che raggiungerà livelli irritanti in questi giorni, e alla quale quei ragazzi probabilmente non meritano di essere associati
già mi immagino i telegiornali sviolinare apologie sulla missione di pace, sull’opera di civiltà che i soldati italiani portano in quelle terre desolate e dimenticate da dio, sulla democrazia che stanno esportando e distribuendo a piene mani agli afghani
già mi immagino i giornalisti famelici citofonare senza tregua alle case delle famiglie in lutto, intervistare i vicini, mandare in onda foto delle vittime mentre sorridono, abbracciano bambini, regalano pagnotte ai poveri, fanno volare aquiloni
già mi immagino la viscida retorica dei portavoce, che renderà grazie e onore agli eroici caduti e sosterrà che la nostra presenza laggiù non è in discussione, che il nostro lavoro è importante, che i risultati si vedono, che gli afghani ci ringraziano e ci amano
è triste, sì

così come mi sembra triste che si sia rinviata la grande manifestazione di sabato per la libertà di stampa, contro gli attacchi insopportabili che questo governo sta portando avanti da sempre, e più che mai negli ultimi tempi
mi rendo conto che se non si fosse presa questa amara decisione, certamente il berlusca non avrebbe perso l’occasione per l’ennesima crociata schiacciaoppositori, li (ci)avrebbe infangati ancora più di quanto non faccia già ora, sventolando accuse di insensibilità, blasfemia, antiitalianità e chissà quante altre belle parole
probabilmente avrebbe fatto in modo di fissare i funerali proprio sabato, per rendere ancora più grottesca la situazione
(e chissà che invece non gli venga in mente di spostarli al 3 ottobre)
(secondo me se avesse il potere di farlo lo farebbe senza pensarci due volte)
in ogni caso l’aver disdetto e solo in seguito posticipato l’evento di sabato è stata una scelta che mi ha lasciato l’amaro in bocca, se non altro perché giudico la categoria dei giornalisti una delle più corresponsabili delle migliaia di vittime in quelle zone disperate: mai come in questi casi si sente il bisogno di un’informazione libera e indipendente, che possa dare una visione (e una critica) obiettiva di quello che sta succedendo in afghanistan e zone di guerra analoghe, invece di questa stampa embedded che è solo specchio degli interessi biecamente economici dei potenti e propaganda di strategie politiche e militari che fino ad ora sono state solo fallimentari
una stampa seria e autorevole spiegherebbe le vere ragioni per cui tremila italiani si trovano in questo momento in afghanistan armati fino ai denti, lasciando perdere le balle della democrazia da esportare e da difendere: lì la guerra continua da quasi otto anni (più della seconda guerra mondiale, per capirci), e non se ne vede la fine

le tanto decantate elezioni presidenziali, che ormai sono state svolte quasi un mese fa e di cui ad oggi non si conoscono i risultati, sono state un clamoroso insuccesso per i fanatici democraziofori occidentali: affluenza scarsissima in un clima di perfetto terrore, mancanza di sicurezza pressoché totale, con frodi e brogli a non finire
insomma una pantomima ad uso e consumo dell’elettore occidentale, che alla fine ha visto riconfermato il campione degli interessi americani karzai, senza ancora alcuna legittima autorizzazione popolare: ma si sa, il petrolio non conosce legislazioni, e se quel buffo omino dal copricapo originale (sto parlando di karzai, eh) fa bene il suo mestiere di marionetta dello zio sam, sarà praticamente impossibile schiodarlo da lì con le buone
quello che però sarebbe bene sottolineare è che oggi come oggi l’afghanistan è assolutamente fuori controllo, che tre quarti del territorio sono in mano ai talebani e che i militari occidentali sono visti come forza d’occupazione, e non come forza liberatrice
al di là del fatto che se fossi afghano, dopo otto anni anche io farei il tifo per la guerriglia, penso che un minimo di risentimento nei confronti di un’invasione militare che ha portato nuovamente guerra e distruzione in una regione già martoriata da decenni, ha mietuto migliaia di vittime tra i civili senza in cambio offrire la protezione che propaganda all’esterno, ha distrutto quel minimo di stabilità che c’era nel paese senza offrire speranze di rinascita o di ricostruzione, ha riconvertito il territorio alla coltura di oppio con i grandi produttori nei posti nevralgici dell’amministrazione, ha visto la rinascita di terrorismo e il fiorire di nuove reti simil-al-qaeda, be’.. sarebbe anche lecito nutrirlo, non trovate?
insomma l’invasione dell’afghanistan, primo atto della guerra al terrore voluta da quel maramaldo mattacchione di george bush figlio, è fallita
fallita sulla pelle di migliaia di persone, tra cui i sei ragazzi uccisi stamattina
sarebbe bello che anche la televisione e i giornali lo dicessero

counting bodies like sheep to the rhythm of the war drums

inutilinon si stanno fermando, non accennano nemmeno
più di mille morti
la striscia di gaza è ancora sotto la prepotente ferocia di israele, la violenza e la disperazione sono dovunque, nelle strade, nelle moschee, nei mercati, nelle scuole, e soprattutto nelle teste delle persone, nelle tragedie di intere famiglie, nei pensieri e negli occhi dei bambini
ci pensate mai a quanto possa essere distruttivo per la mente di un bimbo il terrore quotidiano estremo che in questi giorni impregna gaza e la vita di centinaia di migliaia di persone? io sì, e non so togliermi questo pensiero dalla testa
invece, nonostante i proclami dei governanti occidentali, sembra che ancora nessuno se ne stia veramente rendendo conto

non avete idea di quanto avrei bisogno di qualcuno che si alzasse in piedi e che a voce alta denunciasse la carneficina
qualcuno di sinistra, qualcuno di importante
qualcuno ancora con una coscienza
uno come pertini, capite?, con la sua voce potente e lo sguardo di condanna senza dubbi, uno che non avesse timore a usare la sua personalità e a puntare il dito contro i crimini di guerra di tsahal che stanno schiacciando la palestina, come già fece in uno storico discorso di capodanno
israele sta compiendo atti orrendi contro l’umanità, e io, in quanto essere umano, devo a tutti i costi urlare la mia condanna
e lo sto cercando, questo nuovo pertini, ne ho infinito bisogno, ma non c’è
stanno tutti zitti, c’è un silenzio da parte dell’occidente che è ancora più deprimente e frustrante delle ingiustizie di cui siamo testimoni

barack pilato obama s’è rivelato essere quello che è, ovvero l’ennesimo presidente degli stati uniti come al solito incatenato ai fortissimi interessi che legano usa e israele, e che messo di fronte alla realtà di una guerra insensata e crudelissima non può far altro che lavarsene le mani, lasciando la patata bollente al suo predecessore agli sgoccioli (bush, uno che ha sempre dimostrato che di affari orientali ci capisce) e al massimo esprimendo preoccupazione per i civili: me l’aspettavo, questa delusione, non ho mai immaginato che potesse andare diversamente

così come non mi aspetto nulla da un anziano erudito di baviera, che milioni di persone si ostinano a considerare portatore di messaggi di pace: se così veramente fosse dovrebbe partire e andare a tirare le orecchie a chi non lo ascolta, se così fosse dovrebbe andare a porsi tra i due fuochi e forte della sua figura denunciare i crimini di guerra e portare veramente la pace
ma non lo è, un portatore di pace, è solo un teologo che ogni domenica lancia i soliti sterili appelli alla fratellanza e alla pacificazione, senza veramente interessarsi alla sorte di migliaia di persone, e alla salvezza dell’umanità
(ragazzi, non offendetevi, è inutile negarlo, il papa ha un potere enorme e non lo sfrutta, forse perché non sa, forse perché non vuole)

poi i politici nostrani, tutti aggrappati fieramente al carro di israele, a giustificare l’ingiustificabile
spero che la vostra coscienza vi fulmini, se mai ve ne fosse rimasta una
e quei pochi che invece continuano a mantenere un’equidistanza di facciata, che in realtà è solo una distanza: una distanza dal mondo, una totale assenza di sensibilità alle grida di dolore che provengono oggi da lì, ma in futuro chissà da dove altro ancora
la foto che illustra questo post è quanto di più inutile potesse partorire la direzione del partito democratico per timbrare il cartellino di presenza in merito alla guerra in corso: un manifesto che non ha il benché minimo significato, a dimostrazione definitiva del piattume ideologico che accompagna il pd, incapace di prendere posizione su qualsivoglia argomento, chiuso e sordo alla società e alla storia
in una parola, inutile

gli unici qui che parlano di israele criminale sono i gruppetti estremisti di destra (qui a roma sono una marea, e hanno davvero tanti tanti soldi) e sinistra: ma posso io aspettarmi qualcosa da questi esagitati? posso unire la mia sensibilità alla loro? posso idealmente unirmi a gente che fa della provocazione e della prevaricazione politica locale il suo pane quotidiano?

ma è così fuori dalla nostra portata accorgersi di quanto sta succedendo? ormai anche pagliara ha terminato gli eufemismi e fa sempre più fatica a coprire la carneficina (tra l’altro mi fa ridere di disgusto che quel campione di disonestà giornalistica dica di non potersi addentrare nella striscia per via dei divieti israeliani, lui che in tanti anni di corrispondenza non ha mai trovato un minuto di tempo per farsi un giro nella gaza schiacciata dall’embargo e dai soprusi di tsahal), possibile che non si riesca a far aprire gli occhi a chi di dovere?
nonostante i tg facciano di tutto per favorire la noia e il disinteresse, relegandola come terza o quarta notizia, la guerra continua
quello che israele ha fatto in queste ultime settimane è irricevibile, ma stare in silenzio è altrettanto criminale

scusate, proprio non riesco a smettere di parlarne
chissà per quanto altro tempo ancora sentirò la necessità di farlo..

ps: se osservate la foto, dietro gli squallidi manifesti del pd c’è un’enorme fila di manifesti del nostro sindaco, lo sceriffo johnny, che si vanta sui muri di mezza roma delle nuove battaglie politiche vinte in ambito di diritti sociali e gestione del bene comune da parte della sua amministrazione: qualche migliaio di espulsioni di poveracci, e roma è più pulita
anzi, roma riparte
che schifo

pps: un giorno farò un bel post sull’idiozia della cartellonistica nella capitale, che sembra essere un viziaccio solo romano, che però ultimamente ha raggiunto livelli di violenza (negli slogan e soprattutto nella modalità di affissione) che secondo me è preoccupante

ppps: sì, ste, è sotto casa tua!

hands all over

l’omino sorridente sulla sinistra si chiama jon favreau, ha la mia età, e durante gli ultimi tre anni di campagna elettorale è stato l’autore di molti degli storici discorsi di barack obama

il quale, grato, lo ha nominato director of speechwriting per l’intero quadriennio alla casa bianca

ripeto, ha la mia età

la cosa mi disturba alquanto

questa foto invece è stata pubblicata da qualche parte su facebook, e ritrae l’allegro favreau insieme a un compagno di avventure politiche (lo si deduce dalla maglietta, mica dalla birra) e a un cartonato dell’ex first lady, ex candidata alla presidenza, ex sfidante di obama e futuro segretario di stato hillary clinton

in atteggiamenti allegri, diciamo

l’immagine è stata ripresa dal washington post e ha fatto il giro dei network americani

un uomo di fiducia di obama che sbeffeggia l’ex rivale ora amica con gesti incommentabili, chissà che scandalo

dopo tutte le tensioni che ci sono state, dopo tutti i piccoli e i grandi screzi, dopo che per via di questi attriti i democratici stavano per buttare alle ortiche un risultato che è stato poi un successo senza precedenti

poi a maggior ragione dopo che obama si era personalmente prodigato per la riconciliazione con la sua sfidante più combattiva alle primarie democratiche, nominandola prossimo segretario di stato, un incarico prestigiosissimo e perfetto per suggellare la nuova pace tra i due ex contendenti

non so voi, io questo ragazzo l’ho adorato

va be’, mi capirete, ha la mia età

e poi sono sicuro che parecchi di voi su facebook hanno foto alcoliche che non sarebbero gradite ai vostri capi o datori di lavoro, dite la verità

favreau ha dichiarato di aver spedito delle scuse ufficiali alla clinton, e non ha aggiunto altro, molto probabilmente sopraffatto dall’imbarazzo per la bella trovata

il portavoce ufficiale della clinton ha semplicemente risposto che “la senatrice Clinton ha piacere nell’apprendere l’ovvio interesse di Jon nel Dipartimento di Stato, e attualmente sta valutando il suo curriculum”

changes, just gonna have to be a different man

misterl’elezione di barack obama alla presidenza degli stati uniti è uno splendido bagliore di modernità rispetto alle plumbee democrazie europee, bagliore che per la nostra ignobile gerontocrazia suona proprio come uno schiaffo, ben più doloroso di qualsiasi insopportabile battuta a sfondo razzista del nostro presidente del consiglio

senza nulla togliere al buon vecchio mccain, che ha portato avanti anche lui con onore e dignità la sua ennesima battaglia, sono molto contento che gli americani abbiano scelto obama, e non solo perché sia nero

perché barack obama è nero, ragazzi miei, oppure se volete non è un bianco, e chi fa finta di niente e dice “chi ci fa caso è razzista” sbaglia, perché è ipocrita non evidenziare quello che comunque resta un traguardo storico: il prossimo presidente avrà origini afroamericane, cosa impensabile fino a qualche anno fa, per molti fino alla settimana scorsa

un risultato denso di significati: la democrazia esiste, è effettivamente possibile, chiunque può aspirare a diventare capo del mondo senza più limiti o barriere di alcun genere

è un messaggio bellissimo, e soprattutto è concreto e reale

e poi sono contento perché obama è giovane, ma non puramente per numero di anni: barack obama rappresenta a pieno la novità, la freschezza del terzo millennio, una personalità saldamente ancorata al presente e contemporaneamente proiettata nel futuro, e soprattutto svincolata dai retaggi del secolo scorso

è la modernità, che quest’uomo rappresenta, e io sento di poter condividere il mio punto di vista più con lui che con qualsiasi altro candidato fino ad ora, sia lì che qui

luca sofri dice che è “la prima grande gioia storica della generazione dei trentenni”, ed è vero: è la prima volta che assisto e partecipo a qualcosa che farà la storia, e la farà in maniera positiva

ok, non è che ho proprio partecipato, però c’ero quand’è successo, e questo mi basta

a voi quante volte è capitato di essere testimoni di un evento storico positivo?

e insomma niente, ora c’è lui, al timone, e vedremo come si comporta

certo, le delusioni non mancheranno, non voglio idealizzare nessuno: ricordiamoci sempre che sto parlando comunque di un presidente degli stati uniti, che molto probabilmente porterà avanti guerre e sottoscriverà politiche imperialiste né più né meno dei suoi tanto odiati (da me) predecessori, quindi non mi illudo

quello che mi fa piacere è stato il voto che gli americani gli hanno dato, la fiducia che hanno riposto nel cambiamento che quest’uomo rappresenta, dimostrando di essere più svegli e moderni di quanto pensassimo: obama si accosta per modernità e freschezza alle figure di zapatero, del primo blair, di cameron e della royale, emblemi di una classe politica nuova, determinata, vincente, che darei un rene per vedere all’opera in italia

in italia invece abbiamo lo spettacolo che più deprimente non si può del principale partito di opposizione, nonché sedicente di centrosinistra, che festeggia con manifestazioni e spumante l’elezione di obama, come se la vittoria dei democratici in america potesse in qualche modo collegarsi con l’omonimo partito nostrano

“ehi, ora chi candidiamo in abruzzo?” “che importanza ha? tanto abbiamo già preso la florida e l’ohio!”

quando obama farà le prime americanate, tipo invadere qualche altro staterello mediorientale o portare avanti le proprie guerre in tutto il mondo, veltroni che farà? continuerà a difenderlo?

che poi se c’è qualcosa di lontano mille miglia dalla personalità di barack obama è proprio la composizione del nostro (nostro..) partito democratico, formato per lo più da dinosauri immortali e presenti nelle sale del potere italico ormai da decenni: che ventata di freschezza e di novità mi possono rappresentare le grigie figure di veltroni, d’alema, rutelli, follini, etc. etc.?

che rinnovamento, che modernità traspare da un gruppo dirigente che è lo stesso ormai da un ventennio?

eh, d’altra parte, se berlusconi dopo quindici anni è ancora considerato una novità..

fateci caso però a certi risvolti: avete sentito come anche i destrorsi (a parte gasparri, che purtroppo è quello che è) siano stati velocissimi a salire sul carro del vincitore manifestando ammirazione e partecipazione per questo risultato?

dunque, se ci pensate, tutti i nostri politici, che erano perfettamente allineati con il papa, ora lo sono anche con il presidente degli usa

mica male, eh?

ragazzi, questa non è più l’italia, è il texas!
nella foto, il potentissimo strategic advisor della campagna elettorale di obama, occulto artefice della sua vittoria, assunto ora dalla roma per rilanciare la squadra in italia e in europa

i’m at peace, i’m the man buying stocks on the day of the crash, yeah

homelessda qualche giorno i sistemi economici più potenti del nostro pianeta stanno attraversando una crisi molto profonda, che giustamente occupa gran parte degli spazi dell’informazione, e che sembra terrorizzare più o meno tutti noialtri, ovvero una pur sempre piccola minoranza, straricca e ingorda, della popolazione mondiale

(così, giusto per dare un po’ di prospettiva)

non si dovrebbe trattare di una sorpresa, di un fulmine a ciel sereno, per chiunque abbia un minimo di buonsenso e di capacità di andare oltre la superficie: già da tempo era nell’aria l’inevitabilità del crollo del sistema ultraliberista americano, basato sull’idea avvincente di zero regole, che vuol dire anche zero freni, zero scrupoli, zero controlli

chi non ha sbadigliato di fronte ai segnali piuttosto evidenti arrivati nei mesi passati, con la bancarotta di importanti istituti di credito in giro per l’occidente, ha capito subito che non si trattava di episodi isolati, ma che di lì a poco il crollo sarebbe stato strutturale, e che bisognava difendersi in qualche modo

gli avvoltoi delle grandi banche e delle aziende speculatrici hanno promosso per anni la politica arrogante del tutto-e-subito, imponendo alle famiglie l’obiettivo di uno stile di vita esagerato e normalmente irraggiungibile, se non attraverso l’accensione di mutui su mutui, e forse ignorando (o forse no) che a lungo andare il grande sistema sarebbe affondato come il titanic: perché con il passare del tempo i debiti diventano insostenibili, e finché si tratta di qualche povero cristo insolvente poco male, lo si rimpalla a qualche altro cravattaro; ma quando le famiglie che non riescono a pagare diventano migliaia, allora il meccanismo si inceppa, e l’insolvenza passa a un livello superiore, fino a raggiungere i vertici

ecco, questa patata bollente ha ormai raggiunto i piani più elevati della piramide, e tutto va sfasciandosi come un castello di carte

le banche non hanno più soldi, ragazzi, e le economie di intere nazioni si ritrovano con l’acqua alla gola

fa dunque scalpore la serie di misure drastiche e inedite decise da bush e dai suoi omologhi in giro per il mondo per ridurre gli effetti devastanti di questa crisi: fa scalpore perché deve essere piuttosto imbarazzante per i fanatici del liberismo duro e puro, per i teorici del mercato come macchina perfetta, per gli hooligan dell’autocrazia delle borse, dover abiurare le proprie convinzioni e porre la propria firma (o anche assistere passivamente) a un mastodontico intervento monetario statale per scongiurare il k.o.

roba da soviet, mi sono detto

uno come tremonti avrà pianto tutta la notte

poi però mi sono anche chiesto: come è possibile che gente come bush, paulson e appunto tremonti abbia improvvisamente capito che il liberismo è il male e che le economie mondiali non possono e non devono più basarsi esclusivamente su speculazione e sfruttamento?

è normale un cambiamento di rotta così clamoroso, che porta a ripensare dalle fondamenta le politiche economiche occidentali di decenni?

e infatti, se ci pensate bene, le cose non sono così simpatiche come sembrano

perché il rimedio escogitato da bush e co. non è affatto definitivo, ma anzi, a lungo andare potrebbe fare più danni che altro

mi spiego: la causa di questa crisi, secondo l’analisi del sottoscritto, noto esperto di finanza internazionale, è dovuta alle speculazioni incontrollate di banche e istituti di credito, che si sono arricchiti a dismisura per anni prestando soldi a quanti più poveracci possibile, e spremendo poi tutto lo spremibile, aiutati in questo dai colossi pubblicitari che hanno inculcato nella gente la necessità improrogabile di tenori di vita sempre più alti e finalmente raggiungibili in comode rate; dopodiché le famiglie hanno finito i soldi, di conseguenza anche i creditori dal più piccolo al più grande si sono trovati in mutande, decretando le bancarotte e i fallimenti di questo periodo

c’è grossa crisi, dunque, i piccoli non hanno più soldi e i grandi nemmeno

e i governi cosa fanno? invece di interrompere questo ciclo, aiutando le famiglie dissanguate a uscire dalla morsa infame dei creditori, decidono di finanziare nuovamente le banche, che potranno così continuare nel loro giochino fino alla prossima crisi

e le finanziano con soldi pubblici, tantissimi soldi pubblici, così se prima le famiglie erano indebitate fino al collo, ora il livello salirà, perché dovranno anche collaborare con le loro tasse a mantenere in vita il circolo vizioso

ci stiamo indebitando per poterci re-indebitare anche in futuro

oddìo, non lo so, è tanto sbagliato il mio ragionamento?
ps: in questo grande calderone si distinguono per pateticità due luminose figure, sempre pronte a dare il loro contributo al grottesco che ci circonda

da una parte il papa, che dall’alto dei fantastiliardi della sua chiesa, dell’otto per mille, dello ior, degli innumerevoli immobili in tutta italia, dei beni artistici incommensurabili e del lusso che personalmente non si vergogna di sfoggiare in ogni occasione, esclama senza paura di essere smentito che “i soldi svaniscono, mentre dio è l’unica cosa sicura”

(ragazzi miei, è una frase che dà spunto a talmente tante risposte sarcastiche che è meglio tacere, ma comunque ci tengo a sottolineare la assoluta coerenza e mancanza di ipocrisia che trasuda tale affermazione)

dall’altra parte il nostro joker, il presidente del consiglio, il quale, perfettamente consapevole del suo ruolo istituzionale e delle responsabilità che esso comporta, prima decide di rassicurare i cittadini con il suo ottimismo da avanspettacolo, poi dà una bella lezione di imparzialità invitando gli italiani ad acquistare azioni di aziende solide come eni enel e mediaset (ma va?), infine getta benzina sul fuoco paventando una chiusura delle borse e venendo prontamente smentito dai suoi colleghi esteri

che spettacolo..

ps2: nella foto, un broker di wall street dopo l’ennesimo tracollo del dow jones

ps3: è il mio primo post scritto con il nuovo portatile di cui vado tanto fiero

portatile che, ci tengo a ribadire, non è stato acquistato a rate

evil

la socialisation
la zona dove abito è completamente sottosopra perché a un tiro di schioppo da casa mia sta soggiornando il giorgetto bush
e allora l’intero municipio è praticamente chiuso, blindato, off-limits, una terra di nessuno in cui avvicinarsi vuol dire essere interrogato, se non perquisito, se non addirittura inscatolato e spedito a guantanamo, mentre prepotenti mezzi corazzati scorrazzano giulivi per le vie eleganti e le piazze sgombre, inquietantissime sentinelle e tiratori scelti armati fino ai denti sorvegliano e vivisezionano tutto e tutti con lo zelo (e la simpatia) di un ausiliare del traffico, e una coppia di elicotteri amoreggia primaverile sopra il mio cranio
e dire che stasera avrei voluto studiare

durante le poche decine di ettometri che ho percorso oggi in motorino, nell’invidiabile tempo di qualche mezz’ora, ho avuto modo di constatare il raggiante buonumore dei miei concittadini, serenamente intrappolati nelle loro autovetture da comuni mortali (chi più e chi meno, vedi nota 1) (ma da quando in qua si mettono le note nei post di un blog? va be’), solennemente consapevoli del grande onore di questa visita prestigiosa, che celebravano con festosi colpi di clacson e qualche bestemmia di gioia
ve lo dico, se alle prossime elezioni americane potessero votare anche gli abitanti del municipio roma 2, mccain sarebbe spacciato

per fortuna che, pronto a srotolare il tappeto rosso di benvenuto per l’amico ammerregano, c’è il nostro amato presidente del consiglio, sempre sensibile agli umori della sua gente: ma non mi va di parlarne, se non altro per la depressione che mi prende quando realizzo che bush tempo sei/sette mesi ed è sparito, la sua carriera politica è conclusa, dopo otto anni e non so quante centinaia di migliaia di morti potrà finalmente tornare a tempo pieno a giocare con i suoi soldatini di cera (che sì, saranno meno divertenti di quelli veri, ma ti levano anche un sacco di noie collaterali), mentre il suo amicone brianzolo starà ancora qua, dopo quindici anni e non so quante centinaia di migliaia di palle, e non voglio sapere per quanto altro tempo ancora

è strana questa cosa che il giorgetto si sia sempre fatto ritrarre in pose da vero compagnone con il suo buffo, anziano collega nostrano, che per esempio nel resto d’europa viene considerato più o meno come lo considererebbe qualsiasi persona di buon senso: penso alla francia, e al fatto che quando il sindaco di parigi (credo, ma potrei sbagliarmi) ha osato affiancare sarkozy al berlusca, è subito scattata carlà a mettere in chiaro che il suo nicolà con quel silvio là non ha niente a che spartire
“forse i rialzi sotto le scarpe”, avrebbero potuto suggerirle
e invece negli states niente, bush potrebbe tranquillamente entrare nel nostro parlamento, mangiarsi qualche fetta di mortadella e picchiare uno dell’italia dei valori, senza che l’opinione pubblica a stelle e strisce ne venga minimamente influenzata: tant’è vero che, ho controllato, né sull’edizione on line del washington post né su quella del new york times compare un cenno alla visita del capo di stato americano in italia, probabilmente considerata più come un ultimo saluto agli amichetti piuttosto che un vero impegno diplomatico
(eh, andateglielo a spiegare a quelli in fila in macchina oggi su viale liegi, che hanno perso una mattinata perché bush voleva andare a salutare un amico..)

fatto sta che il dabliu è tra noi, oggi ha amabilmente cazzeggiato un po’ con il berlusca e domani andrà ginocchioni dal pontefice, il quale, coerentemente con la dottrina di cui è severo ambasciatore, sorvolerà sui crimini di guerra immondi di cui quest’ometto si è macchiato e per l’ennesima volta svenderà la sua immagine di moralizzatore al sordido mercato della politica internazionale
ma certo, è meglio usare il proprio potere contro le leggi dello stato italiano, piuttosto che come difensore della pace e dell’umanità
bleah, questa gente mi fa schifo

niente, in realtà sono acidino più che mai
è che sto studiando come un pazzo, sono settimane che non vivo un momento da ricordare, e questa mancanza di entusiasmo nei confronti dell’intero creato mi logora e sta diventando ogni giorno più insopportabile
statemi bene, vecchi miei, io sono un po’ arrivato

nota 1: oh tu, donna pariolina lussureggiante e tiratissima, plasticosa né più né meno delle molteplici carte di credito che addobbano il tuo portafogli, tu che non ti fai scrupoli di avvelenarmi con il tuo suv anche solo per portare il tuo cagnetto micragnoso (che fra l’altro è pettinato come te, ci hai fatto caso?) a fare il suo giretto al parco: che ti si possa tutt’a un tratto fulminare l’aria condizionata, e mentre i tuoi tre telefonini decidono improvvisamente di non funzionare più destinandoti all’impotenza vocale, e mentre tre piccoli rom ti circondano piazzando le loro piccole mani sulla tua carrozzeria costringendoti alla chiusura ermetica dei finestrini per evitare contaminazioni per te insopportabili, che tu possa schioppare di afa dentro la tua enorme antimacchina per ore e ore e ore e ore, di modo che si squagli anche il cellophan che ancora ti confeziona il cervello!!

ahhhh, ecco, ora sto meglio..