so throw those curtains wide! one day like this a year’d see me right!

riva

sarebbe bello se la locuzione family day avesse puramente e pienamente il significato di giorno della famiglia
sarebbe bello se le tante persone (perché tante saranno, anzi, sicuramente troppe) che manifesteranno in piazza a roma sabato lo facessero sinceramente nel rispetto di quel significato, dunque per ottenere qualcosa di concreto per le famiglie, non so, più asili nido, periodi più lunghi di maternità e allattamento, facilitazioni nell’accesso ai mutui e alle case popolari, incentivi e sostegni per le famiglie numerose, etc.
invece il principio che muove questo raduno non è il “pro”, ma il “contro”

sarà una manifestazione per negare i diritti, per celebrare la forza di molti sulla povertà di pochi, per stabilire che le minoranze devono rimanere tali, indifese, emarginate, infelici

una manifestazione che rientra perfettamente nel pericoloso andazzo antidemocratico del nuovo millennio, quello per cui non siamo più alla ricerca di nuovi diritti, non lottiamo più per ottenere qualcosa da chi ci governa, ma combattiamo per difendere quello che abbiamo conquistato dall’avanzata dei nuovi poveri, condizione da cui pensiamo di esserci emancipati, per negare a loro le poche conquiste che abbiamo ottenuto noi, o meglio i nostri padri, perché pensiamo che se tutti hanno diritto, allora nessuno ha più diritto a nulla
e allora no all’asilo ai migranti, no al riconoscimento di coppie non eterosessuali, no a qualsiasi concessione di opportunità di miglioramento delle proprie condizioni di vita a chi non ci somiglia in tutto e per tutto
umilia il prossimo tuo più di te stesso
amen

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don’t stand so close to me

faccial’ultima volta che sono tornato da roma mi sono dimenticato di portare quassù la scheda elettorale
avevo intenzione di rivolgermi all’ambasciata per poter esercitare il mio diritto di voto da qui, non sapevo se si potesse fare ma alla fine tentar non avrebbe nuociuto, no?
(oddìo si sarebbe trattato di affrontare la proverbiale efficienza amministrativa delle ambasciate italiane, ma tutto sommato anche quelle sono esperienze)
e invece niente, me la sono bellamente dimenticata, e quindi stavolta la democrazia farà a meno di me

questa mia amnesia in realtà mi toglie dall’imbarazzo di una scelta che non credo avrei mai saputo fare
più imbarazzo che scelta, effettivamente
la sinistra non esiste più da anni, ormai: parlo di sinistra vera, efficace, non di siglette combattive pronte a scannarsi per la purezza più insulsa
il partito democratico ha un segretario più gagliardo di quello che pensassi (meglio un democristiano orgoglioso di un progressista bollito), ma è sempre vittima di giochi di potere interni di raro squallore, con le solite vecchie facce pronte a qualsiasi vigliaccheria pur di ribadire il loro feudo su tutto ciò che puzza di nuovo
di pietro, se prima pareva l’unica opposizione, ora per quanto mi riguarda ha perso il suo fascino, perché incapace di rinnovarsi, e d’altra parte capacissimo di presentare volti piuttosto impresentabili alle imminenti elezioni
e allora tanto vale lasciarli a scannarsi, tanto qui non arriva la campagna elettorale, e ci si può concentrare su cose più serie

quello che invece arriva con grande fluorescenza è l’epopea pedofaraonica del nostro marajà, delle cui gesta qui in polonia non esitano a ridere e godere
da parte mia, se in un primo momento trovavo piuttosto triste concentrarsi su un aspetto così misero della vicenda tragicomica dell’ometto a capo del governo, di tutti i lati più nauseabondi ancora da evidenziare e di cui si dovrebbe parlare, ora invece penso che in effetti non ci trovo niente di male, nello scavare nel marcio privato di un essere che ha fatto del suo presunto privato vincente l’arma per sedurre milioni di italiani (ricordiamo tutti con gusto gli opuscoli coloratissimi che il boss ci mandava a casa alla vigilia delle politiche, no? i figli, i fiori, le vittorie private, le pubbliche virtù)
penso che sia l’unico modo per mettergli contro il suo più grande sponsor, la chiesa cattolica, che fino a poche settimane fa manifestava un endorsement imbarazzante per un paese che si autodefinisce libero: voglio vedere ora come continueranno a difendere il paladino della famiglia, che rifiuta di confrontarsi di fronte a evidenze di pessimo lignaggio
penso che sia l’unico modo di incalzarlo senza dargli più di tanto modo di attaccare giudici rossi o comunisti di vario genere, perché si tratta di domande su episodi su cui la magistratura non sta indagando e su cui la “sinistra” non sta facendo più di tanto la sua parte (come se mai la facesse..)(a parte quella pessima uscita di franceschini sui figli del berlusca, pessima perché non solo ha dimostrato come si possa sempre scendere a un livello ancora più basso, ma perché ha anche permesso all’armata di ricompattarsi)
e penso che in generale sia l’unico modo per metterlo in crisi: andiamo, l’italia ha un governo che si regge soltanto sul culto e la venerazione di una persona, sull’immagine assoluta che è riuscita a creare nella testa di mezzo paese, e che ora per la prima volta può essere incrinata
finalmente i giornali possono.. va be’, finalmente repubblica può indagare e scavare e insistere, senza doversi rivolgersi a nessuna procura o tribunale, finalmente ci può essere un giornalismo come si deve, finalmente si può portare a galla l’evidenza semplicemente facendo il proprio mestiere
auguro ai giornalisti del gruppo ogni bene, anche se so che l’italiano ha un tempo di tolleranza sulle notizie non maggiore di un paio di giorni, dopodiché si stufa e vuole altro e mette sul cinque che ci sta la de filippi

e intanto i polonici se la ridono

counting bodies like sheep to the rhythm of the war drums

inutilinon si stanno fermando, non accennano nemmeno
più di mille morti
la striscia di gaza è ancora sotto la prepotente ferocia di israele, la violenza e la disperazione sono dovunque, nelle strade, nelle moschee, nei mercati, nelle scuole, e soprattutto nelle teste delle persone, nelle tragedie di intere famiglie, nei pensieri e negli occhi dei bambini
ci pensate mai a quanto possa essere distruttivo per la mente di un bimbo il terrore quotidiano estremo che in questi giorni impregna gaza e la vita di centinaia di migliaia di persone? io sì, e non so togliermi questo pensiero dalla testa
invece, nonostante i proclami dei governanti occidentali, sembra che ancora nessuno se ne stia veramente rendendo conto

non avete idea di quanto avrei bisogno di qualcuno che si alzasse in piedi e che a voce alta denunciasse la carneficina
qualcuno di sinistra, qualcuno di importante
qualcuno ancora con una coscienza
uno come pertini, capite?, con la sua voce potente e lo sguardo di condanna senza dubbi, uno che non avesse timore a usare la sua personalità e a puntare il dito contro i crimini di guerra di tsahal che stanno schiacciando la palestina, come già fece in uno storico discorso di capodanno
israele sta compiendo atti orrendi contro l’umanità, e io, in quanto essere umano, devo a tutti i costi urlare la mia condanna
e lo sto cercando, questo nuovo pertini, ne ho infinito bisogno, ma non c’è
stanno tutti zitti, c’è un silenzio da parte dell’occidente che è ancora più deprimente e frustrante delle ingiustizie di cui siamo testimoni

barack pilato obama s’è rivelato essere quello che è, ovvero l’ennesimo presidente degli stati uniti come al solito incatenato ai fortissimi interessi che legano usa e israele, e che messo di fronte alla realtà di una guerra insensata e crudelissima non può far altro che lavarsene le mani, lasciando la patata bollente al suo predecessore agli sgoccioli (bush, uno che ha sempre dimostrato che di affari orientali ci capisce) e al massimo esprimendo preoccupazione per i civili: me l’aspettavo, questa delusione, non ho mai immaginato che potesse andare diversamente

così come non mi aspetto nulla da un anziano erudito di baviera, che milioni di persone si ostinano a considerare portatore di messaggi di pace: se così veramente fosse dovrebbe partire e andare a tirare le orecchie a chi non lo ascolta, se così fosse dovrebbe andare a porsi tra i due fuochi e forte della sua figura denunciare i crimini di guerra e portare veramente la pace
ma non lo è, un portatore di pace, è solo un teologo che ogni domenica lancia i soliti sterili appelli alla fratellanza e alla pacificazione, senza veramente interessarsi alla sorte di migliaia di persone, e alla salvezza dell’umanità
(ragazzi, non offendetevi, è inutile negarlo, il papa ha un potere enorme e non lo sfrutta, forse perché non sa, forse perché non vuole)

poi i politici nostrani, tutti aggrappati fieramente al carro di israele, a giustificare l’ingiustificabile
spero che la vostra coscienza vi fulmini, se mai ve ne fosse rimasta una
e quei pochi che invece continuano a mantenere un’equidistanza di facciata, che in realtà è solo una distanza: una distanza dal mondo, una totale assenza di sensibilità alle grida di dolore che provengono oggi da lì, ma in futuro chissà da dove altro ancora
la foto che illustra questo post è quanto di più inutile potesse partorire la direzione del partito democratico per timbrare il cartellino di presenza in merito alla guerra in corso: un manifesto che non ha il benché minimo significato, a dimostrazione definitiva del piattume ideologico che accompagna il pd, incapace di prendere posizione su qualsivoglia argomento, chiuso e sordo alla società e alla storia
in una parola, inutile

gli unici qui che parlano di israele criminale sono i gruppetti estremisti di destra (qui a roma sono una marea, e hanno davvero tanti tanti soldi) e sinistra: ma posso io aspettarmi qualcosa da questi esagitati? posso unire la mia sensibilità alla loro? posso idealmente unirmi a gente che fa della provocazione e della prevaricazione politica locale il suo pane quotidiano?

ma è così fuori dalla nostra portata accorgersi di quanto sta succedendo? ormai anche pagliara ha terminato gli eufemismi e fa sempre più fatica a coprire la carneficina (tra l’altro mi fa ridere di disgusto che quel campione di disonestà giornalistica dica di non potersi addentrare nella striscia per via dei divieti israeliani, lui che in tanti anni di corrispondenza non ha mai trovato un minuto di tempo per farsi un giro nella gaza schiacciata dall’embargo e dai soprusi di tsahal), possibile che non si riesca a far aprire gli occhi a chi di dovere?
nonostante i tg facciano di tutto per favorire la noia e il disinteresse, relegandola come terza o quarta notizia, la guerra continua
quello che israele ha fatto in queste ultime settimane è irricevibile, ma stare in silenzio è altrettanto criminale

scusate, proprio non riesco a smettere di parlarne
chissà per quanto altro tempo ancora sentirò la necessità di farlo..

ps: se osservate la foto, dietro gli squallidi manifesti del pd c’è un’enorme fila di manifesti del nostro sindaco, lo sceriffo johnny, che si vanta sui muri di mezza roma delle nuove battaglie politiche vinte in ambito di diritti sociali e gestione del bene comune da parte della sua amministrazione: qualche migliaio di espulsioni di poveracci, e roma è più pulita
anzi, roma riparte
che schifo

pps: un giorno farò un bel post sull’idiozia della cartellonistica nella capitale, che sembra essere un viziaccio solo romano, che però ultimamente ha raggiunto livelli di violenza (negli slogan e soprattutto nella modalità di affissione) che secondo me è preoccupante

ppps: sì, ste, è sotto casa tua!

i’m at peace, i’m the man buying stocks on the day of the crash, yeah

homelessda qualche giorno i sistemi economici più potenti del nostro pianeta stanno attraversando una crisi molto profonda, che giustamente occupa gran parte degli spazi dell’informazione, e che sembra terrorizzare più o meno tutti noialtri, ovvero una pur sempre piccola minoranza, straricca e ingorda, della popolazione mondiale

(così, giusto per dare un po’ di prospettiva)

non si dovrebbe trattare di una sorpresa, di un fulmine a ciel sereno, per chiunque abbia un minimo di buonsenso e di capacità di andare oltre la superficie: già da tempo era nell’aria l’inevitabilità del crollo del sistema ultraliberista americano, basato sull’idea avvincente di zero regole, che vuol dire anche zero freni, zero scrupoli, zero controlli

chi non ha sbadigliato di fronte ai segnali piuttosto evidenti arrivati nei mesi passati, con la bancarotta di importanti istituti di credito in giro per l’occidente, ha capito subito che non si trattava di episodi isolati, ma che di lì a poco il crollo sarebbe stato strutturale, e che bisognava difendersi in qualche modo

gli avvoltoi delle grandi banche e delle aziende speculatrici hanno promosso per anni la politica arrogante del tutto-e-subito, imponendo alle famiglie l’obiettivo di uno stile di vita esagerato e normalmente irraggiungibile, se non attraverso l’accensione di mutui su mutui, e forse ignorando (o forse no) che a lungo andare il grande sistema sarebbe affondato come il titanic: perché con il passare del tempo i debiti diventano insostenibili, e finché si tratta di qualche povero cristo insolvente poco male, lo si rimpalla a qualche altro cravattaro; ma quando le famiglie che non riescono a pagare diventano migliaia, allora il meccanismo si inceppa, e l’insolvenza passa a un livello superiore, fino a raggiungere i vertici

ecco, questa patata bollente ha ormai raggiunto i piani più elevati della piramide, e tutto va sfasciandosi come un castello di carte

le banche non hanno più soldi, ragazzi, e le economie di intere nazioni si ritrovano con l’acqua alla gola

fa dunque scalpore la serie di misure drastiche e inedite decise da bush e dai suoi omologhi in giro per il mondo per ridurre gli effetti devastanti di questa crisi: fa scalpore perché deve essere piuttosto imbarazzante per i fanatici del liberismo duro e puro, per i teorici del mercato come macchina perfetta, per gli hooligan dell’autocrazia delle borse, dover abiurare le proprie convinzioni e porre la propria firma (o anche assistere passivamente) a un mastodontico intervento monetario statale per scongiurare il k.o.

roba da soviet, mi sono detto

uno come tremonti avrà pianto tutta la notte

poi però mi sono anche chiesto: come è possibile che gente come bush, paulson e appunto tremonti abbia improvvisamente capito che il liberismo è il male e che le economie mondiali non possono e non devono più basarsi esclusivamente su speculazione e sfruttamento?

è normale un cambiamento di rotta così clamoroso, che porta a ripensare dalle fondamenta le politiche economiche occidentali di decenni?

e infatti, se ci pensate bene, le cose non sono così simpatiche come sembrano

perché il rimedio escogitato da bush e co. non è affatto definitivo, ma anzi, a lungo andare potrebbe fare più danni che altro

mi spiego: la causa di questa crisi, secondo l’analisi del sottoscritto, noto esperto di finanza internazionale, è dovuta alle speculazioni incontrollate di banche e istituti di credito, che si sono arricchiti a dismisura per anni prestando soldi a quanti più poveracci possibile, e spremendo poi tutto lo spremibile, aiutati in questo dai colossi pubblicitari che hanno inculcato nella gente la necessità improrogabile di tenori di vita sempre più alti e finalmente raggiungibili in comode rate; dopodiché le famiglie hanno finito i soldi, di conseguenza anche i creditori dal più piccolo al più grande si sono trovati in mutande, decretando le bancarotte e i fallimenti di questo periodo

c’è grossa crisi, dunque, i piccoli non hanno più soldi e i grandi nemmeno

e i governi cosa fanno? invece di interrompere questo ciclo, aiutando le famiglie dissanguate a uscire dalla morsa infame dei creditori, decidono di finanziare nuovamente le banche, che potranno così continuare nel loro giochino fino alla prossima crisi

e le finanziano con soldi pubblici, tantissimi soldi pubblici, così se prima le famiglie erano indebitate fino al collo, ora il livello salirà, perché dovranno anche collaborare con le loro tasse a mantenere in vita il circolo vizioso

ci stiamo indebitando per poterci re-indebitare anche in futuro

oddìo, non lo so, è tanto sbagliato il mio ragionamento?
ps: in questo grande calderone si distinguono per pateticità due luminose figure, sempre pronte a dare il loro contributo al grottesco che ci circonda

da una parte il papa, che dall’alto dei fantastiliardi della sua chiesa, dell’otto per mille, dello ior, degli innumerevoli immobili in tutta italia, dei beni artistici incommensurabili e del lusso che personalmente non si vergogna di sfoggiare in ogni occasione, esclama senza paura di essere smentito che “i soldi svaniscono, mentre dio è l’unica cosa sicura”

(ragazzi miei, è una frase che dà spunto a talmente tante risposte sarcastiche che è meglio tacere, ma comunque ci tengo a sottolineare la assoluta coerenza e mancanza di ipocrisia che trasuda tale affermazione)

dall’altra parte il nostro joker, il presidente del consiglio, il quale, perfettamente consapevole del suo ruolo istituzionale e delle responsabilità che esso comporta, prima decide di rassicurare i cittadini con il suo ottimismo da avanspettacolo, poi dà una bella lezione di imparzialità invitando gli italiani ad acquistare azioni di aziende solide come eni enel e mediaset (ma va?), infine getta benzina sul fuoco paventando una chiusura delle borse e venendo prontamente smentito dai suoi colleghi esteri

che spettacolo..

ps2: nella foto, un broker di wall street dopo l’ennesimo tracollo del dow jones

ps3: è il mio primo post scritto con il nuovo portatile di cui vado tanto fiero

portatile che, ci tengo a ribadire, non è stato acquistato a rate

evil

la socialisation
la zona dove abito è completamente sottosopra perché a un tiro di schioppo da casa mia sta soggiornando il giorgetto bush
e allora l’intero municipio è praticamente chiuso, blindato, off-limits, una terra di nessuno in cui avvicinarsi vuol dire essere interrogato, se non perquisito, se non addirittura inscatolato e spedito a guantanamo, mentre prepotenti mezzi corazzati scorrazzano giulivi per le vie eleganti e le piazze sgombre, inquietantissime sentinelle e tiratori scelti armati fino ai denti sorvegliano e vivisezionano tutto e tutti con lo zelo (e la simpatia) di un ausiliare del traffico, e una coppia di elicotteri amoreggia primaverile sopra il mio cranio
e dire che stasera avrei voluto studiare

durante le poche decine di ettometri che ho percorso oggi in motorino, nell’invidiabile tempo di qualche mezz’ora, ho avuto modo di constatare il raggiante buonumore dei miei concittadini, serenamente intrappolati nelle loro autovetture da comuni mortali (chi più e chi meno, vedi nota 1) (ma da quando in qua si mettono le note nei post di un blog? va be’), solennemente consapevoli del grande onore di questa visita prestigiosa, che celebravano con festosi colpi di clacson e qualche bestemmia di gioia
ve lo dico, se alle prossime elezioni americane potessero votare anche gli abitanti del municipio roma 2, mccain sarebbe spacciato

per fortuna che, pronto a srotolare il tappeto rosso di benvenuto per l’amico ammerregano, c’è il nostro amato presidente del consiglio, sempre sensibile agli umori della sua gente: ma non mi va di parlarne, se non altro per la depressione che mi prende quando realizzo che bush tempo sei/sette mesi ed è sparito, la sua carriera politica è conclusa, dopo otto anni e non so quante centinaia di migliaia di morti potrà finalmente tornare a tempo pieno a giocare con i suoi soldatini di cera (che sì, saranno meno divertenti di quelli veri, ma ti levano anche un sacco di noie collaterali), mentre il suo amicone brianzolo starà ancora qua, dopo quindici anni e non so quante centinaia di migliaia di palle, e non voglio sapere per quanto altro tempo ancora

è strana questa cosa che il giorgetto si sia sempre fatto ritrarre in pose da vero compagnone con il suo buffo, anziano collega nostrano, che per esempio nel resto d’europa viene considerato più o meno come lo considererebbe qualsiasi persona di buon senso: penso alla francia, e al fatto che quando il sindaco di parigi (credo, ma potrei sbagliarmi) ha osato affiancare sarkozy al berlusca, è subito scattata carlà a mettere in chiaro che il suo nicolà con quel silvio là non ha niente a che spartire
“forse i rialzi sotto le scarpe”, avrebbero potuto suggerirle
e invece negli states niente, bush potrebbe tranquillamente entrare nel nostro parlamento, mangiarsi qualche fetta di mortadella e picchiare uno dell’italia dei valori, senza che l’opinione pubblica a stelle e strisce ne venga minimamente influenzata: tant’è vero che, ho controllato, né sull’edizione on line del washington post né su quella del new york times compare un cenno alla visita del capo di stato americano in italia, probabilmente considerata più come un ultimo saluto agli amichetti piuttosto che un vero impegno diplomatico
(eh, andateglielo a spiegare a quelli in fila in macchina oggi su viale liegi, che hanno perso una mattinata perché bush voleva andare a salutare un amico..)

fatto sta che il dabliu è tra noi, oggi ha amabilmente cazzeggiato un po’ con il berlusca e domani andrà ginocchioni dal pontefice, il quale, coerentemente con la dottrina di cui è severo ambasciatore, sorvolerà sui crimini di guerra immondi di cui quest’ometto si è macchiato e per l’ennesima volta svenderà la sua immagine di moralizzatore al sordido mercato della politica internazionale
ma certo, è meglio usare il proprio potere contro le leggi dello stato italiano, piuttosto che come difensore della pace e dell’umanità
bleah, questa gente mi fa schifo

niente, in realtà sono acidino più che mai
è che sto studiando come un pazzo, sono settimane che non vivo un momento da ricordare, e questa mancanza di entusiasmo nei confronti dell’intero creato mi logora e sta diventando ogni giorno più insopportabile
statemi bene, vecchi miei, io sono un po’ arrivato

nota 1: oh tu, donna pariolina lussureggiante e tiratissima, plasticosa né più né meno delle molteplici carte di credito che addobbano il tuo portafogli, tu che non ti fai scrupoli di avvelenarmi con il tuo suv anche solo per portare il tuo cagnetto micragnoso (che fra l’altro è pettinato come te, ci hai fatto caso?) a fare il suo giretto al parco: che ti si possa tutt’a un tratto fulminare l’aria condizionata, e mentre i tuoi tre telefonini decidono improvvisamente di non funzionare più destinandoti all’impotenza vocale, e mentre tre piccoli rom ti circondano piazzando le loro piccole mani sulla tua carrozzeria costringendoti alla chiusura ermetica dei finestrini per evitare contaminazioni per te insopportabili, che tu possa schioppare di afa dentro la tua enorme antimacchina per ore e ore e ore e ore, di modo che si squagli anche il cellophan che ancora ti confeziona il cervello!!

ahhhh, ecco, ora sto meglio..

la tristesse durera

tramonto
vogliamo parlare di paola binetti?
fa parte del partito democratico, e anche solo questo mi basta per annichilire qualsiasi eventuale buona intenzione di avvicinarmi a questa affascinante macchinona
(come se non bastassero de mita e follini)
che ventata di novità e di riformismo può portare una numeraria dell’opus dei, me lo spiegate?
questa simpaticissima signora poche ore fa stava allegramente per fare cadere il governo perché, sacrilegio!, nel tanto amato decretone sulla sicurezza si è osato inserire un riferimento a un articolo di un trattato europeo, sottoscritto dunque immagino da tutti gli stati membri, che combatte le varie forme di discriminazione razziale e sessuale che ancora ci fanno vergognare: quella sagoma della senatrice binetti temeva che in questo modo si sarebbero potute contestare e dunque punire anche certe imbarazzanti dichiarazioni pontificie sul mondo dell’omosessualità, e non sia mai che noi si metta in dubbio nulla di quello che viene dal vaticano, per carità!
per cui crollasse prodi con tutti i filistei (e troppi ce ne stanno..), l’onore è salvo
che poi sarebbe stato bello se fosse veramente caduto il governo per opera (opus?) di questa signora, sai le risate..

vogliamo parlare del nuovo simbolo delle sinistre parlamentari?
bello, per carità, ma poi?
è proprio vero, berlusca docet: mi raccomando prima il simbolo, poi per il partito si vedrà
svegliaaaaaaa!!

vogliamo parlare del berlusca che fa e disfa a piacimento partiti e coalizioni e mezza italia gli va appresso senza fiatare, e proprio quando sembra aver raggiunto il gradino più alto di onnipotenza ti lascia il contentino di poter scegliere tra due nomi per il suo nuovo giocattolo, e così anche l’elettore bove si sente coinvolto e soddisfatto? un genio del male, altroché, una volpe (come qualche numero fa lo apostrofava l’espresso, forse un po’ troppo enfaticamente) che non mollerà mai l’uva, perché ha un comprensibilissimo bisogno di umiliare e sfruttare ancora questo paese
e ovviamente si sa che tra poco anche il tanto insolentito figlioccio fini tornerà mesto mesto all’ovile del caimano, perché senza le televisioni il suo partito già traballante si sgretolerebbe inesorabilmente

vogliamo parlare di bertinotti? vogliamo proprio?

vogliamo parlare del fatto che io sto ancora a scrivere di queste cose?
ma sì dai, di questo parlo volentieri: be’ lo ammetto, il piacere deviato che provo nell’impiastricciare il blog di schifezze politiche conosce alti e bassi, e in questo momento sono sulla cresta dell’onda
perché come forse qualcuno di voi sta notando c’è un sacco di movimento, nel senso che i soliti vecchi ometti stanno agitando le acque, rifancendosi il trucco e sbandierando novità di facciata: nuovi simboli, nuovi slogan, un po’ di calciomercato, ma basta prestare un po’ di attenzione e ci si accorge che la sostanza è sempre la stessa, che non cambierà mai nulla malgrado le dichiarazioni e le operazioni confuse cui stiamo assistendo
tuttavia, oltre alla solita desolante frustrazione, non nego di provare un certo gusto, nell’accorgermi ancora una volta che siamo il paese del gattopardo: è un esercizio che faccio, mi aiuta a mantenere i riflessi pronti e mi dà l’illusione che anche in futuro saprò riconoscere certi giochetti e non mi farò fregare dal fumo che qualcuno mi butterà davanti agli occhi
fatelo anche voi, è divertente

ps: se martedì undici state dalle parti di milano, al teatro carcano c’è una bella serata di incontro per fare un po’ di informazione sulla lotta alla mafia in tutte le sue forme
maggiori informazioni qui
andateci veramente, ne vale la pena