trovami un modo semplice per uscirne

gazebo

come godo che queste primarie del centrosinistra a roma siano andate male
mi dispiace ammetterlo, non è cosa di cui vantarsi, ma non posso farne a meno: nutro del sincero rancore nei confronti del pd locale e dell’ambiente mafioso capitolino che gli orbita intorno, per quello che hanno fatto alla mia città negli ultimi anni

e godo di fronte al fallimento di questa messinscena, perché vuol dire che qualcuno all’interno di quel partito si è finalmente vergognato, oppure che qualche cittadino finalmente si è sentito preso in giro, per le scelte ingiustificabili che hanno caratterizzato la non-politica dem qui a roma, non solo in merito all’affaire marino, ma anche a come si è arrivati a questo abisso di dolore
parlo dei decenni rutellian-cementian-veltroniani, dello sporco emerso dalle inchieste coraggiose portate avanti dalla magistratura, della connivenza mafiosa con i colleghi destrorsi per spartirsi l’abbondante torta pubblica di una città dal bilancio di un piccolo stato
parlo dei cinque anni di sostanziale non-opposizione ad alemanno, un atteggiamento di pacifica cordialità che in confronto al discredito e al veleno mostrato verso la giunta marino sembrava di assistere ad un raduno di boyscout
e poi sì, parlo soprattutto del siluramento al sindaco uscente e alla sua giunta di brave persone, un sindaco che era stato selezionato proprio grazie a primarie del tutto analoghe non più di tre anni fa per governare la città per cinque anni, e poi prepotentemente messo da parte dall’alto del partito con un’operazione ignobile (non potrò mai dimenticare gli eletti del pd che non si presentano in consiglio ma preferiscono defenestrare marino vigliaccamente dal notaio), poco meno di sei mesi fa

e di fronte a tutto ciò, vengono a proporci nuove primarie
ora, io sono già abbastanza indignato per come sono andate le cose, ma lo sarei molto di più se avessi partecipato alle primarie del 2013, visto che la considerazione che il pd ha mostrato verso il risultato di quelle votazioni
(a proposito, i due euro che si sono presi ai tempi, che per centomila votanti fa grossomodo duecentomila euro, che fine hanno fatto? li ridanno indietro a tutti coloro che sono stati presi in giro?)
con quale faccia possono venire a chiedere a noi elettori d’area (mi ritengo ancora di sinistra, nonostante tutto) di partecipare a questa farsa?
sì, farsa, perché come si può chiamarla in maniera diversa, visti i candidati proposti (o imposti?)
era chiaro che doveva vincere giachetti, per cui tra l’altro ho sempre avuto stima per la sua carriera politica, e anzi mi domando ancora perché si sia lasciato invischiare in questo porcile
ma anche giachetti di fronte a questo appuntamento ha mostrato una verve pari a un tonno in pescheria, così come il suo sfidante più accreditato morassut
due brave persone, per carità, ma in confronto a loro bertolaso è mick jagger

e non parliamo nemmeno degli altri candidati, che anonimi è dire poco
l’unico su cui vorrei spendere due righe è il mitico gianfranco mascia, ex girotondino fuori controllo, che si presentava agli appuntamenti mediatici e ai dibattiti pubblici con un pelouche a forma di orso
qualche settimana fa ho avuto il piacere di ascoltare una trasmissione radiofonica in cui l’intervistatrice lo invitava a portare l’orsetto al confronto televisivo con gli altri candidati dalla annunziata, lui gentilmente declinava, per poi cambiare idea a fronte delle centinaia di ascoltatori simpaticoni che a colpi di sms invocavano “mascia e orso in tv!”

amenità a parte, la questione rimane grave
il pd romano ha ben presenti i propri limiti e le proprie aberranti deformazioni, ma ha comunque dimostrato di rifiutare qualsiasi tipo di cambiamento e di modernizzazione
i candidati presidenti ai municipi sono gli stessi degli anni scorsi, e nulla vieta di pensare che la squadra per il campidoglio conterrà volentieri qualcuno dei rifugiati dal notaio
e alle elezioni proporrà una faccia presentabile circondata dagli stessi vecchi interessi, dalle stesse vecchie clientele, dagli stessi manipolatori e affaristi che hanno impregnato il partito in questa città

non avrà il mio voto, questo è poco ma sicuro
mi rimane solo da sperare in un nuovo fallimento alle amministrative, per poi pregare per una rivoluzione improbabile

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here comes your man

tulipanil’uomo nuovo, il rottamatore
nell’arco di poche settimane, matteo renzi è riuscito nell’impresa di ripercorrere le esatte orme dei suoi predecessori più illustri e da lui più stigmatizzati pubblicamente, indugiando sorprendentemente nei due errori politici che hanno maggiormente caratterizzato le loro – possiamo dirlo? – fallimentari carriere politiche: dapprima ha ridato linfa vitale ad un inerte berlusconi, scambiandolo per un padre della patria con cui progettare l’italia che verrà, come fece “lo sportivo” veltroni nel 2007 e dieci anni prima “l’intelligente” d’alema; e ora sta lasciando che girino voci su un suo possibile subentro a letta come capo del governo, senza passare per elezioni e dunque senza cambio di maggioranza, come la sua nemesi d’alema una quindicina abbondante di anni fa (come passa il tempo, quando ci si diverte…)
due minchiate con una fava, dunque: niente male per chi doveva sovvertire le dinamiche vetuste del partito e portare nuove idee e meccanismi nuovi alla guida del centrosinistra

sono tra coloro che non ha apprezzato la decisione di invitare il berlusca a casa con la scusa della modifica della legge elettorale, per poi lasciargliene sostanzialmente l’intera scrittura, e godersi il caos mediatico che ne è conseguito
listini bloccati, nessuna preferenza, soglia di maggioranza generosissima e sbarramenti che nemmeno in svizzera, più salvalega e altre amenità: anche qui ottimo risultato, anche se alla fine bastava mandare un sms a silvio dicendogli direttamente di pensarci lui, così al nazareno si risparmiavano pure di tirare fuori il servizio buono da tè

e non capisco tutta questa idiosincrasia nei confronti del giovane letta, tutta questa certificazione pubblica della sua incapacità e della sua inadeguatezza, tutto questo “il governo sta facendo poco e male”, “io farei così”, “io sono diverso” (quando in realtà è espressione dello stesso partito), e poi non far seguire ai proclami i fatti, ma continuare a stuzzicare tenendosene lontano, lanciare il sasso e poi nascondendosi dietro un cespuglio che di volta in volta ha forme diverse, dalla stabilità al semestre europeo
ma se non ti piace fallo cadere e convoca le elezioni, no? saremmo tutti con te, fidati
e invece no, non si può, ci sono cose più importanti, lasciamolo amministrare il presente, lasciamolo affossare quante più esistenze possibile, e poi trasciniamo giù anche lui presentandoci come diversi
alé, da una parte un governo sempre meno riconosciuto, tenuto in piedi dall’inerzia di una finta maggioranza che ha altro a cui pensare; dall’altra il nuovo leader della maggioranza stessa, matteo renzi, che intende portare acqua al mulino della sua personalità senza bruciarsi
e noi in mezzo, a bruciarci, in attesa che qualcuno faccia qualcosa

insomma matteo renzi non mi piace, non mi fidavo di lui ai tempi delle prime primarie e non mi fido di lui nemmeno ora, non vedo il salto di discontinuità con la vecchia guardia tentacolare del partito, mi sembra solo che sia cambiata la piovra manovratrice
non ho votato alle primarie del pd di due mesi fa, così come non l’ho fatto a quelle dell’anno precedente, perché pensavo che non mi ero mai riconosciuto in quel partito, incapace di esprimere idee di sinistra – e spesso idee in generale – e a mio parere troppo colluso con il male che ci ha affossato negli ultimi due decenni, un partito che mi aveva sempre più deluso anno dopo anno fin dalla nascita, anzi, fin da prima, e che avevo giurato pubblicamente di non votare mai
mi dicevo che non andavo a votare perché non avrebbe mai vinto civati, che per me è l’unico uomo politico che merita la mia fiducia, conquistata ai tempi degli indimenticabili commenti condivisi su splinder, e non mi andava di partecipare alla sua sconfitta
e invece avrei dovuto, e me ne sono pentito, perché se è vero che civati non avrebbe mai vinto, non avrei dovuto rinunciare ad esprimergli la mia preferenza
(non votare il pd perché non è fatto da gente come civati, e poi non votare civati per farlo diventare capo del pd: viva la mia coerenza!)
(mi sono ripromesso che d’ora in poi, quando si prospetterà la rarissima possibilità di scegliere il bene, e non, come al solito, il classico male minore, si dovrà andare a votare, a tutti i costi, naso turato o mutande rinforzate o quello che volete, ma si dovrà andare)

così ha vinto questo uomo forte, a cavallo di un rinnovamento strombazzato che fin’ora è stato solo di facciata
che poi, non lo so, forse in realtà nel profondo abbiamo sempre voluto un uomo forte anche a sinistra, magari un po’ autoritario e decisionista, che tenesse testa alle minoranze interne ed alle interferenze esterne con il cipiglio e la sicumera dei vincenti
un po’ un berlusca-anti-berlusca, insomma, una personalità forte che facesse ruotare tutto intorno a lui
e proprio ora che ce l’abbiamo (e ci sta indubbiamente sulle palle) lui si mette a fare l’autolesionista veltron-dalemiano vecchia scuola: come è possibile? dev’esserci qualcosa nell’aria di roma, o nell’acqua, o non lo so, fatto sta che ha mostrato subito di puntare dritto alla sconfitta, anche se devo riconoscergli che gli ci vorrà un bel po’ più di grinta, perché sarà molto meno facile che nelle occasioni precedenti

scherzi a parte, dentro di me temo che dovrò andare a votarlo, mio malgrado, quest’uomo dell’improvvidenza, perché continuo ad essere convinto che finché l’incubo berlusconi incombe su di noi bisogna fare di tutto per eliminarlo
poi penseremo a come eliminare anche i suoi omologhi

so divided

chitarreok, abbandono le vacue pretese internazionali di questo blog e torno a vomitare veleno sulla nostra misera, miserrima realtà locale
domanda al gentile pubblico: avete avuto anche voi la sottile sensazione che ultimamente in italia il partito democratico non sia più soltanto un’abnorme entità piuttosto inutile, ma che abbia dimostrato di saper raggiungere anche inaspettati livelli di dannosità?

il fatto è che non mi spiego come possa passare sotto silenzio che veltroni spinga così tanto per avere uno sbarramento al 4% alle prossime elezioni europee
evidentemente non si tratta di una questione di governabilità, il parlamento europeo è enorme e c’è spazio per chiunque, non c’è la stessa necessità di porre un filtro che può essere giustificabile per le elezioni politiche nazionali
qui si tratta proprio di prepotenza e di sabotaggio nei confronti delle forze a sinistra del pd, che tra l’altro sanno sabotarsi benissimo da sole, senza bisogno di aiuti
il punto è che veltroni pur di rosicchiare lo zero virgola niente alle sinistre e salvare la faccia regalando poltrone qua e là nel suo partitone è disposto a portare nuovamente al macello qualunque forza che possa essere di opposizione al bipartitismo da lui tanto amato
un bipartitismo in cui il berlusca avrà una maggioranza schiacciante per il resto della sua esistenza terrena e forse anche oltre, per la gioia dei suoi servitori, mentre il pd si accontenterà della minoranza incontrastata, delle poltrone di scarto, della vita pacifica dell’assenza di responsabilità e della connivenza con il potere delle destre
è questo quello che ci aspetta, ormai ho pochi dubbi

basta vedere quello che è successo al povero di pietro, l’ennesimo alleato scomodo di cui liberarsi in tutti i modi, anche sostenendo i bombardamenti mediatici a tappeto della potenza berlusconiana: di pietro calunniatore, di pietro poco limpido, di pietro violento, di pietro antidemocratico, e i sedicenti democratici felici e contenti di poter rincarare la dose e di presentare il loro alleato più fedele come il mostro di dusseldorf
adios tonino, non servi più, anzi, sei pericoloso, rischi di minare il dialogo, rischi di farci allontanare dal nostro vero alleato fondamentale
quel berlusca che osserva sornione e compiaciuto questo spettacolo di disfacimento, perché sa che può continuare a fare tutte le gaffe che vuole, può continuare a mentire spudoratamente, a prendere in giro milioni di persone, a radere al suolo l’economia, la scuola, la giustizia, a salvarsi le chiappe da qualunque tipo di pericolo, perché sa che ormai nessuno può/vuole contrastarlo
addio sinistra, addio opposizione, addio alternativa

riprendendo il discorso dei cartelloni politicizzanti che impestano la mia città per motivi che è difficile immaginare, l’altro giorno leggevo l’ennesima iniziativa grafica del pd: un paio di isolati lungo non mi ricordo quale consolare tappezzati di manifesti tremendi, con affermazioni meschine che fanno il verso alle destre, denunciando scandalizzati l’arrivo di altre centinaia di disperati sulle nostre coste, come se fossero questi derelitti il problema più urgente del nostro paese
non il fatto che la questione sicurezza sta spazzando via definitivamente le politiche sociali, che la crisi sta polverizzando i sindacati e mandando a casa migliaia e migliaia di lavoratori, che non c’è mai stata così tanta distanza tra la domanda del paese e la risposta dei politici

ps: altra domanda: anche a voi la pubblicità che campeggia da giorni sulla home page di splinder, con il riferimento viscido ai blog e i diari segreti di amanda e raffaele, sembra una cosa particolarmente squallida?

hate to say i told you so

sacchidevo assolutamente scrivere qualcosa sulla situazione politica, dopo un po’ che trascuro l’argomento gli spunti diventano così numerosi che faccio fatica a trovare un tema abbastanza capiente da contenerli tutti

per di più ora non ho riletto, e credo che sia venuto fuori il solito riassuntino senza capo né coda, nei prossimi giorni magari cerco di aggiustarlo


gli italiani sono un popolo di spregiudicati, o forse solo di incoscienti

deve essere così, se mentre il pianeta sta attraversando una grande crisi che ancora non ha mostrato la sua faccia peggiore, mentre sono in programma milioni di nuovi disoccupati, il crollo di interi sistemi industriali, il fallimento dell’economia as we know it, mentre tutto questo succede, al governo del mio paese abbiamo berlusconi e tremonti, più la solita accozzaglia di impresentabili

che tra l’altro mai come a questo giro mi sono sembrati più inguardabili: voglio dire, chi in europa può vantare come ministri gente dello stesso spessore politico e umano di campioni come bondi, alfano, la gelmini, la carfagna, zaia, la russa..?

e poi mi sembra sempre che ci presentiamo ai grandi appuntamenti della storia con le persone sbagliate: voglio dire, prendiamo il 2001, l’arrivo dell’euro, la rivoluzione delle dinamiche economiche continentali, e noi? berlusconi

e poi il terrorismo, l’undici settembre, la costituzione dei nuovi assetti geopolitici planetari, e noi? ancora berlusconi

e prima il g7 di napoli, seguito poi dal g8 di genova, le grandi vetrine internazionali per il nostro paese, e noi? va be’, ci siamo capiti..

non è paradossale che in questi passaggi chiave, gli italiani si affidino ancora una volta ciecamente a certi individui? no, non lo è, soprattutto se si dà un’occhiata a come stanno combinati dall’altra parte

a parte il fatto che già “altra parte” sono parole grosse, ma qui la situazione è davvero disperata

il partito democratico, di fatto, è allo sbando: tutte le premesse di rinnovamento su cui era stato fondato sono venute meno, i buoni propositi di facce giovani e di nuove dinamiche sono sfumati dopo troppo poco tempo, e gli equilibri e i giochi di potere sono rimasti gli stessi dei due vecchi inconciliabili gomitoli di interessi che lo hanno fondato

al giorno d’oggi il partito delle primarie e delle future generazioni è mortificato dalle nemmeno troppo velate lotte intestine tra un leader che ha commesso un errore dietro l’altro e un ex leader di quindici anni fa che gioca all’avvoltoio sornione e che alle primarie non ha nemmeno partecipato

un insipido duello che non ha nulla di politico, ma che dimostra come i meccanismi di leadership all’interno del pd siano tutt’altro che democratici: anzi, sono meccanismi antiquati, maleodoranti, riflesso di una cultura dell’egemonia e della personalizzazione che avrebbe dovuto essere superata da tempo

e poi latorre che inciucia con la destra a scapito degli alleati, villari venduto che non molla la poltrona, la binetti che spara ad alzo zero su gay e lesbiche, le poche brave persone che abbandonano la nave..

il paese è in fermento, si vede, c’è una crisi economica di proporzioni planetarie che dondola sulle nostre teste come un mitologico spadone, c’è una splendida presa di coscienza generazionale sui problemi di scuola e università che necessita per lo meno di un riconoscimento, c’è l’abominevole problema di alitalia che probabilmente non si poteva gestire peggio, c’è la vicenda di eluana che non riesce a trovare pace, c’è un razzismo che prende sempre più piede.. c’è tutta una serie di questioni politiche e sociali su cui avrei gradito che i leader dell’opposizione, della sinistra, o di quella cosa che più si avvicina, avessero espresso la propria opinione, avessero definito la propria linea politica, avessero preso a cuore come problemi seri e reali

hanno fondato un governo ombra, una bella idea per dimostrare attaccamento alle vicende del paese e per mettere in bella mostra idee alternative, idee di opposizione, rispetto alla pochezza di questo governo: ok, però fatelo, porcazzozza! dite qualcosa, mostrate buonsenso, fate politica, agite!

e invece no, silenzio, toni dimessi, non ci interessa, non rientra nei nostri principali obiettivi

ok, allora analizziamo quali sono le grandi battaglie ideologiche del partito democratico, va bene?

be’ innanzitutto la commissione di vigilanza rai, su cui sono rimasti imbambolati per mesi

che poi se c’è una cosa squallida, da prima repubblica, da democristiani, è proprio la lotta per il controllo sull’informazione pubblica: esiste qualcosa di meno giovane-moderno-democratico, esiste qualcosa di meno “obama”, che concentrare il proprio fuoco sulla poltrona che regala il potere di esclamare frasi del tipo “eh, ma ieri il rappresentante dell’opposizione è stato intervistato 22 secondi meno di quello del governo, protestiamo!”?

e infatti il democristiano villari (esponente del pd ed eletto presidente anche con i voti di qualcun’altro del pd, non dimentichiamolo) ci si è trovato bene, su quella poltrona, e non credo che la lascerà mai, visto il cuscino milionario che deve aver preso per renderla ancora più gradevole

non c’è zavoli (altro volto nuovo..) che tenga, di fronte al padrone

e poi cos’è oggi questa incredibile battaglia al fianco di murdoch?

va bene, è vero, bisogna difendere sempre e comunque il pluralismo televisivo, l’informazione, i posti di lavoro, per carità.. ma murdoch? cioè, di tutte le occasioni in cui si poteva scendere in campo, proprio ora? proprio con murdoch?

inutile dire che questo baratro in cui è precipitato il pd era piuttosto annunciato, fin dalle prime mosse “strategiche” di veltroni alla sua guida (ricordate la rilegittimazione del berlusca post-predellino?), però addirittura fino a questi livelli di desolazione non me l’aspettavo proprio

non so davvero che dire, è deprimente

non ho votato per il pd alle elezioni perché non ci credevo, ma dentro di me ho sempre sperato ingenuamente che riuscisse a smentire tutti i miei pregiudizi

e invece non solo non li ha smentiti, ma ce ne ha aggiunti di altri

ora abbiamo di fronte un enorme matassona irrisolta in cui pesano sempre i vecchi valori, i cannibali, i democristiani, le forze centripete, gli inciuci, i veti gerontocratici, le chiacchiere, gli sgambetti, la chiusura, il passato
ps: non ho parlato di sinistra, perché.. perché.. perché in italia non c’è sinistra, tutto qua

arriving somewhere but not here

lanterne
devo ammettere che il mio coming out elettorale delle ultime settimane ha riscosso un certo interesse tra le persone che stimo e che illuminano la mia esistenza, ho anche avuto discussioni brillanti con alcune di loro, e ho cercato di assorbire quanto più possibile i punti di vista di ognuno
tutto questo per dire che in realtà non ho affatto le idee chiare, e sono ancora fermo al bivio: continuare a macerarmi nella salamoia della delusione nei confronti di un governo pur valido, ma che non ha fatto proprio nulla nulla per fermare la deprimente deriva berluscoidiana cui questo mio paese sembra dirigersi giorno dopo giorno, e quindi a questo giro chiamarmi fuori, oppure turarmi naso occhi orecchie e probabilmente anche dell’altro e andare a mettere la crocetta sul simboletto della sinistra arcobaleno?
nelle righe che seguono cercherò di elencare tutti i motivi che mi vengono in mente e che mi spingono a fare l’una o l’altra cosa, ne scriverò quanti più possibile, di modo che magari rileggendo riuscirò a prendere una decisione, e anche per dimostrare a qualcuno che ogni tanto penso a quello che faccio
(ché se c’è una cosa che non riesco a sopportare in questo periodo è l’accusa di superficialità, come se non fossi in grado di assumermi la responsabilità della scelta)
(a tal proposito, leggete qui e qui)

allora, cominciamo
l’altra sera mi sono rimesso a rileggere i post che avevo scritto un paio di anni fa, in occasione delle precedenti politiche, e mi sono ricordato di quanto entusiasmo e quante aspettative avevo dal voto, dalla probabile nuova maggioranza e dal probabile cambio di governo, che nella mia testa di bimbo avrebbe dovuto significare anche un cambio netto di registro: serietà, pragmatismo, onestà, concretezza, legalità..
due anni fa il mio è stato un voto contro, come quello di molti di noi: contro il berlusca e la sua servitù, contro un’italia alla mercé di un buffone bugiardo che indisturbato l’ha spremuta fino al midollo al solo unico scopo di salvare la propria fortuna e quella dei suoi parassiti, mortificando definitivamente la già fragile democrazia che per sessant’anni era pur sopravvissuta, uscendone malconcia, a virus tremendi come andreotti o craxi
il mio era un voto contro, perché ero convinto, e lo sono ancora, che venivamo da anni di male assoluto, e che se non avessimo voltato pagina al più presto sarebbe stato il collasso
la mia ingenuità è stata nella convinzione che anche i personaggi che ho votato, i personaggi a cui avevo affidato il compito importantissimo di mettere una pietra sopra alla parentesi più ridicola e insopportabile degli ultimi sessant’anni, sentissero questa mia necessità, che era la stessa di milioni di italiani
invece no, evidentemente, perché in quasi due anni di governo si sono fatte cose molto buone, per carità, ma per quanto riguarda il voltare pagina non si è assolutamente mosso un dito che fosse uno: quanto sarebbe costato rispettare quei punti del programmone in cui si parlava di conflitto di interessi, di leggi vergogna, di riforma elettorale?
nulla di tutto ciò è stato fatto, le creazioni malvagie del berlusca e dei suoi fidi scudieri sono ancora lì immutate, monumento alla paradossalità di questo paese

di fronte a certi comportamenti però i dubbi nascono, c’è poco da fare: se in due anni l’unione di prodi non ha trovato il tempo per ridare serietà al gioco e oltretutto a porre dei freni alla rinascita del morbo forzaitaliota, viene spontaneo pensare che non fosse il tempo a mancare, ma la volontà
sì, perché evidentemente dentro il centrosinistra hanno sempre saputo che la loro fortuna si è basata sul “voto contro”, e se si toglie il motivo del “contro”, chi vota più?
forse è un po’ troppo cinica come teoria, però allora perché queste leggi non sono state fatte? perché violante qualche anno fa dichiarò con orgoglio in parlamento la pacifica sottomessione del centrosinistra nei confronti degli interessi berluscoidiani? perché fassino in un comizio di un paio di anni fa a torino annunciò che la legge sul conflitto di interessi non era tra le priorità del governo prodi?
forse perché c’è un tornaconto politico, nel lasciare presente ed attiva la personificazione del male: quanti di voi continueranno ad andare a votare il centrosinistra “turandosi il naso” per evitare il ritorno del faraone brianzolo? conviene tenerlo là, a fare paura a tutti, perché con lui non serve nemmeno avere un programma elettorale, basta dichiararsi contro

troppa dietrologia? può darsi, ma resta il fatto che non si è fatto nulla e quell’omino indigesto è ancora lì
e non solo: ci si fanno accordi, lo si protegge, lo si rincorre in un crescendo di rispetto e cordialità che non hanno alcun senso, dopo tutto questo tempo
perché continuare a cercare l’amicizia, il dialogo, la collaborazione, quando chi si ha di fronte è un bugiardo megalomane che non perde occasione per rovinare qualunque azione propositiva per poi dare le colpe alla sinistra?
il governo prodi da questo punto di vista è stata una grande, grandissima delusione
e non era formato solo dai futuri esponenti del pd, badate bene
chi mi garantisce che non sarà così anche questa volta? chi mi garantisce che non approfitteranno nuovamente della mia paura per poi coltivarla subdolamente e ripresentarmela alla prossima votazione?

in più questa pessima legge elettorale, emblema principe del sistema inviolabile, scudo che protegge la famosa casta dal rinnovamento e dal giudizio dei cittadini: andare a votare, qualsiasi scelta poi si faccia, mi lascerebbe lo squallido retrogusto di aver automaticamente approvato questo meccanismo viscido e intollerabile, di essere cascato nel tranello un’altra volta, e mi dà i brividi

d’altra parte, andare a votare a sinistra potrebbe avere anche dei risvolti positivi
il primo di tutti è il fatto che non sono d’accordo con il modello americano propugnato da veltroni a spron battuto probabilmente da quando era in fasce: all’indomani della caduta di prodi, il partito democratico ha deciso praticamente unilateralmente di liberarsi dell’alleanza con le sinistre, principalmente per non offrire al berlusca il solito assist del “centrosinistra in balìa dei comunisti!”: uno strappo che però cozza con tutte le centinaia di giunte regionali, provinciali, comunali, che in italia ancora sopravvivono e reggono benissimo, così come per esempio con la candidatura di ciccio rutelli sindaco qui a roma, sostenuto sia da pd che da sinistra arcobaleno
(giusto ieri vedevo sul corriere un veltroni in grande forma dichiarare senza paura di smentita di non essere mai stato comunista) (sembrano le tipiche smentite del suo rivale, guarda un po’ che coincidenza..)
fatto sta che lo smarcamento c’è stato, e secondo me a lungo termine farà male, non tanto a livello elettorale, quanto proprio a livello politico per l’intero paese: come ho già detto, le differenze programmatiche tra i due principali contendenti sono davvero minime, e sono più che convinto che la sinistra sia necessaria al paese, per non rassegnarci a un pensiero unico e a una gestione puramente amministrativa del presente

e poi sarebbe un voto per buttarla in caciara, per usare un francesismo ricercato: se la sinistra arcobaleno raggiungesse l’8% al senato in alcune regioni, sarebbero seggi in meno all’uno o all’altro partitone, e un senato già incasinato di suo sarebbe definitivamente compromesso, e con lui il nascituro governo, qualunque colore esso abbia, con buona pace dei creatori e dei mantenitori di quel “load of rubbish“* dell’attuale legge elettorale
sarebbe un voto contro, come al solito, ma tant’è
(se ci fosse uno come vendola, a guidare la sinistra, sarebbe un voto pro, ma purtroppo non riusciamo ancora a liberarci del signor cashmere, del pecoraro e di quella nullità di giordano)

cavolo avrei voluto scrivere di più, ma ora non posso
sicuramente mi scervellerò fino a lunedì mattina prima di decidere

ragazzi, che faccio? vado o non vado?

* questa l’ho letta sull’economist, più precisamente qui
e non vi stupite se leggo l’economist, d’altra parte mi vanto di avere informatori internazionali di un certo livello, vero gi’?

caccia alle streghe/2

streghi
torno sull’argomento, l’avevo detto
anche se nel frattempo sono successe tante di quelle cose da leccarsi i baffi, che ormai quello che avevo in mente si è perso nelle nebbie del tempo
(mannaggia a me e al fatto che non ho un portatile dove prendere appunti, mannaggia!)

non so, in realtà di tutto questo spettacolo sempre più patetico quello che mi è rimasto e che mi frulla in testa è che, se non fosse per la presenza ingombrante di un buffo vecchietto brianzolo che è solito rubare la scena (e probabilmente non solo quella), il grande e immacolato partito democratico a storiche riforme destinato si troverebbe molto ma molto ma molto più a suo agio a stringere accordi ed alleanze con i delfini traditori del caimano piuttosto che con la sedicente cosa rossa che galleggia a sinistra
e che quindi se non fosse per questo vecchietto si vedrebbe tranquillamente la rinascita della mai estinta balenona, il grande zentro, per emarginare i pochi stimoli sinistrorsi come si faceva ai bei tempi se non peggio
attenzione, non sto ringraziando quel tizio, non ci penso nemmeno, per quanto mi riguarda potrebbe trasferirsi tranquillamente nel suo cantone svizzero personale in provincia di milano insieme a tutti i milioni di amici immaginari che gli riempiono i gazebi, però questa sensazione rimane

fatto sta che non se ne vede l’uscita, almeno finché a sinistra si rimane nel limbo dell’indolenza e non si dà vita a qualcosa di positivo e di propositivo
e mi domando quanto ancora si dovrà aspettare, prima che quei citrulli impomatati (parrucconi? va be’ dai, non esageriamo..) si mettano d’accordo e capiscano che il tempo stringe
e sì, perché il buon uòlter sta già preparando la sua democratica riforma elettorale, che spazzerà via inesorabilmente tutti i partitini scassaanime che ci stiamo portando dietro da troppo troppo tempo,
ma soprattutto che ci lascerà uno scenario con tanti grandi partitoni di centro-centrodestra: il pd, l’udc, quello del berlusca (in effetti non so a che nome è arrivato, all’una di notte di oggi), an, forse quei pericolosi sovversivi della lega
se con un po’ di ottimismo speriamo che il nuovo partitone di sinistra si farà, e quindi lo consideriamo all’interno del gruppetto di formazioni che entreranno in parlamento, è verosimile che non ci sarà una maggioranza netta nemmeno stavolta: e allora, onestamente, come pensate che saranno le alleanze? ok, ma come pensate che sarebbero se non ci fosse di mezzo quel signore?
non so, la cosa mi turba